Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

lunedì 17 febbraio 2014

I Benvenuti di Via Torta

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Firenze, angolo Via dell'Anguillara Via Torta, Palazzo Benvenuti da Rondine

Stiamo percorrendo Via dell'Anguillara per andare in Piazza Santa Croce da Piazza San Firenze. Incrociamo Via Torta  (la via di Telemaco Signorini ià vista in un passato post), così chiamata per la la forma ellittica che riprende  il perimetro di quello che era l'anfiteatro romano, fuori le mura del 'quadrilatero romano'. Qui sorgeva l'anfiteatro, costruito nel secondo secolo  della nostra era, sfruttando le cui fondamenta sono stati eretti tutti questi palazzi all'epoca della grande espansione urbanistica della città medioevale. 
La costruzione, che vediamo sulla sinistra della foto, doveva assomigliare in origine ai palazzi  in pietra che si trovano in Piazza de' Peruzzi, anche se adesso è coperta quasi completamente da un intonaco anonimo, pietra che compare solo in piccole porzioni lasciate volutamente nude. Fin dalle origini il palazzo apparteneva alla famiglia dei Benvenuti, detti 'da Rondine' per la provenienza, venuti a Firenze dal castello omonimo posto in territorio aretino. Altro palazzo già visto nel nostro blog è questo, mentre l'illustre nome lo troviamo anche sui marmi del Duomo.
Sull'angolo, in alto è incastonato lo scudo con l’arme della famiglia Benvenuti, tre uccelli o rondini su fascia trasversale che separa due rose contrapposte appeso con nastri svolazzanti ad una mensola.


Lo stemma araldico policromo lo vediamo sotto su fondo rosso, alla banda d'oro caricata di tre uccelli posati di nero,  accostata da due rose d'oro.




Coordinate:  43°46'10.39"N,  11°15'34.87"E                      Mappe: Google - Bing


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venerdì 14 febbraio 2014

La Quarconia

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Firenze, Via del Canto di Quarconia

Una delle passioni, si può dire, innate, nei fiorentini è stato sempre il teatro. Avranno cenato magari con una fetta di salame e avranno bevuto acqua, ma il teatro, almeno la festa ci doveva entrare. I teatri più popolari erano quelli dove recitava lo Stenterello, la maschera inventata da Luigi Del Buono, nato nel 1751 e che prima faceva l'orologiaio. Questi teatri sono: la Piazza Vecchia, sulla piazza omonima in cima a Via del Melarancio ed oggi incorporato nel palazzo Carrega; il teatro Leopoldo o comunemente la Quarconia e il
Borgognissanti.
Il pubblico del Borgognissanti, per quanto fosse un teatro frequentato generalmente dal popolo, era meno rumoroso, meno chiassone e meno screanzato di quello chiamato Leopoldo o della Quarconia, dove si spendevano due crazie e dalle otto vi si faceva anche il tocco dopo la mezzanotte. La Quarconia era la Pergola dei beceri e delle ciane che vi andavano all'un'ora: e in quelle due ore dell'aspettare, a quel buio, poiché in tutto il teatro non c'eran che tre o quattro lumi a olio, Dio solo sa che cosa armeggiavano. Non sarà seguìto nulla di male, questo no; ma ogni poco si sentiva lassù “in piccionaia” un urlaccio, o trattar male qualcuno e nascer questioni provocate spesso da un manrovescio da lasciar l'impronta delle cinque dita sul viso. La maschera del teatro, con le gambe a sghembo, la lucerna tutta unta e una livrea da insudiciarsi soltanto a guardarla, accorreva qua e là per sedare il subbuglio, e far rispettare la legge: ma quando giungeva, tutto era quieto e nessuno fiatava. Qualche volta si sentiva soltanto il rumore d'un lattone sulla lucerna del rappresentante dell'ordine, che minacciava ira di Dio; e che, a sentirlo, se avesse potuto avrebbe fatta una bracciata di tutti e portati al Bargello. Se la maschera poi faceva un po' più il rogantino, e s'investiva troppo della sua posizione, quand'era in cima alla scala per tornare in platea, si sentiva arrivare un di quei pedatoni nel luogo che par proprio fatto apposta, e senza sapere chi si ringraziare si trovava in fondo alla scala tutto in un volo!
Alla Quarconia, quelle civilissime persone, usavano andare coi tegami dello stufato o dell'agnello, coi fiaschi di vino e col pane, perché così cenavano in teatro facendo l'ora dello spettacolo, e buttando gli ossi giù in platea a quegli altri signori delle panche che glieli ributtavano, con una filastrocca di titoli che dal padre e la madre andavano a ritrovare anche i parenti più lontani. Spesso volavan fiaschi vuoti su qualche testa pelata, facendo anche del male, al punto da dover chiamare il medico; e quando l'ambiente era così riscaldato, da loggia a loggia e da palco a palco, s'iniziava un cordialissimo scambio di mele, torsoli e palle di foglio che era un piacere. Si udivan pure gli annunzi di felici digestioni, con certi sospiri degni di quelle creature degli stabbioli di fuor di Porta alla Croce; e alla maschera che redarguiva quelli screanzati dicevan sul viso: - Per lei.... non è nulla, caro sor Aringhe! - e allora quel disgraziato a sbraitare e urlare finché poi non gli toccava a uscire; perché, chi gli girava la lucerna, chi gli tirava le falde e chi gli dava dietro nei ginocchi per fargli piegar le gambe, nei momenti in cui si dava importanza e si stizziva più che mai.
Quando finalmente alle otto compariva il gobbo Masoni in orchestra, e si accendevano quegli altri dieci o dodici lumi, allora era un pandemonio addirittura. Urli, fischi, applausi, tanto per far fracasso, in mezzo al quale si distingueva suscitando le più grandi risate, la nota acuta di qualcuno di quei soliti sospiri. E fosse finita lì!... Basta, non ne parliamo. Da Firenze Vecchia (1799-1859) -  Giuseppe Conti  (1847-1924) funzionario comunale, bibliotecario, archivista, storico, scrittore.



Coordinate:   43°46'14.34"N,  11°15'22.09"E                     Mappe: Google -  Bing


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mercoledì 12 febbraio 2014

L'arme di Leone XI

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Firenze, Piazza San Giovanni

Sull'angolo nord-est del Palazzo Arcivescovile di Piazza San Giovanni vediamo in alto un poderoso, policromo, enorme stemma. E' quello di Leone XI, pronipote del grande papa Medici, Leone X, che fu nominato arcivescovo di Firenze nel 1574, cardinale nel 1583 ed eletto papa nel 1605, morendo però dopo qualche settimana di pontificato.  Qui è ricordato per aver fatto restaurare l'Arcivescovato. All'altro angolo, quello sud-est abbiamo già visto precedentemente un altro stemma.


 

 ".. l'arme dei Medici fu sempre composta di palle rosse intinte nello scudo dorato; ma Cosimo il Vecchio, oltre l'arme usò l'impresa di un anello con punta di diamante e due penne; Lorenzo il Magnifico adottò la impresa dell'avo aggiungendovi una terza penna col motto - Semper,- Leone XI assunse l'impresa di un mazzetto di rose col motto - Sic florui - ... " ( da Marietta de' Ricci, ovvero Firenze al tempo dell'assedio racconto storico di Agostino Ademollo  ) 

LEONI XI P.M.
OB MERITA IN ECC.
FLOR.QVAM XXXII
AN.REXIT ET HAS
AED.RESTITVTAS

SIC FLORUI





La torretta di palazzo Ceci e Rossi



Coordinate:  43°46'23.97"N,  11°15'16.10"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 9 febbraio 2014

San Lorenzo senza bancarelle

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Firenze, San Lorenzo

Il mercato di San Lorenzo senza il mercato e senza le bancarelle  in una domenica umida invernale, visto da Via del Canto de' Nelli con a sinistra la basilica di  San Lorenzo .

Coordinate: 43°46'29.08"N, 11°15'17.48"E                       Mappe: Google - Bing




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venerdì 7 febbraio 2014

Quando il cielo è sereno

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Firenze, Ponte Vecchio


Un'altra inquadratura del Ponte Vecchio tra uno scroscio d'acqua e l'altro.


Coordinate:  43°46'4.91"N,  11°15'11.18"E                   Mappe: Google - Bing



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mercoledì 5 febbraio 2014

Spunta la torre d'Arnolfo

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Firenze, Piazza Santa Croce

Non è una scoperta, il cielo traspare di un profondo, intenso colore blu anche d'inverno quando la luce è più 'chiara' tanto da far comparire nettamente, tra due palazzi  in fondo a  Piazza Santa Croce, nel solco di Borgo de' Greci, l'emblematica, elegante,  forma allungata  della Torre d'Arnolfo. Le pozze rilanciano riflessi blu del colore della volta (davvero) celeste.
A sinistra vediamo Palazzo Antella, poi, sponstandoci verso destra, Palazzo Bartolini Baldelli, Casa Chiavacci, Palazzo Cocchi-Serristori, ed infine Palazzo Bartolini Salimbeni.  

Coordinate:  43°46'7.21"N,  11°15'39.96"E                      Mappe: Google - Bing



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domenica 2 febbraio 2014

Agli angoli di Orsanmichele



Firenze, Chiesa di Orsanmichele

L'altro giorno abbiamo visto le otto spighe scolpite sull'angolo sud ovest di Orsanmichele. Oggi completiamo la rassegna fotografica andando ad individuare quello che è rimasto nei tre restanti angoli della chiesa. Qualche decennio o qualche secolo fa, in corrispondenza dei quattro pilastri angolari esterni della chiesa, avremmo  potuto vedere delle immagini scolpite in bassorilievo, simboliche rappresentazioni della destinazione originaria dell'edificio quale loggia del mercato del grano e altre vettovaglie, edificio progettato da Arnolfo di Cambio realizzato tra il 1284-90. Alcuni bassorilievi sono stati corrosi dal tempo e niente è rimasto come vediamo in questa immagine (la prima, sotto) all'angolo sud est forse a causa degli sbalzi di temperatura e degli elementi meteorologici che li hanno logorati più velocemente.


Dei bassorilievi  agli altri angoli si riesce ancora a vedere qualcosa. Qui vediamo l'angolo a nord ovest


qui l'angolo a sul ovest

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La migliore conservazione la vediamo sull'angolo sud ovest di Orsanmichele in via de' Calzaiuoli. dove sono ancora ben evidenti le sottili, lunghe, dritte ed eleganti spighe di grano colpite in numero di otto ad un metro di altezza circa alla base dalla colonnina.


Coordinate:  43°46'14.77"N,  11°15'18.93"E                      Mappe: Google - Bing


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giovedì 30 gennaio 2014

Un capolavoro di grotta

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Firenze, Palazzo Strozzi, Giardino di Boboli

Alle spalle di Palazzo Pitti, residenza dei granduchi di Toscana e del re d'Italia, si apre il conosciutissimo giardino di Boboli, un modello di giardino all'italiana voluto dai Medici. Un giardino visitato da centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, ricco di statue antiche e rinascimentali, di grotte, di grandi e piccole fontane che si estende sulla collina  ed è connesso al Forte di Belvedere . Sulla sinistra del giardino ( è possibile vederla anche da fuori dalla cancellata di Piazza Pitti ) è visibile l'entrata della Grotta Grande, o di Bernardo Buontalenti ( Firenze, 1531 – Firenze, 1608), che la creò tra il 1583 e il 1593, abbellita all'esterno e all'interno da finte stalattiti, statue, fontane, giochi d'acqua, luogo adatto per la meditazione e lo studio in un ambiente separato dal mondo reale. Nella stessa inquadratura è possibile vedere il tratto terminale del Corridoio Vasariano che unisce Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti.


Coordinate:  43°45'58.19"N,  11°15'7.09"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 27 gennaio 2014

La Torre sottosopra


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Firenze, Piazzale degli Uffizi

Riconoscibile anche riflessa in una pozza dopo la pioggia.


Coordinate:  43°46'5.92"N,  11°15'19.66"E                      Mappe: Google - Bing


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venerdì 24 gennaio 2014

Le otto spighe

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Firenze, via de' Calzaiuoli,  Chiesa di Orsanmichele


Agli angoli di Orsanmichele, in corrispondenza dei quattro pilastri angolari esterni della chiesa, avremmo un tempo potuto vedere delle immagini scolpite, simboliche e rappresentative della destinazione originaria dell'edificio quale loggia del mercato del grano, l'edificio progettato da Arnolfo di Cambio nel 1284-90. Alcuni bassorilievi sono stati corrosi dal tempo e niente è rimasto, di altri si è appena in grado di immaginare cosa fosse scolpito. La migliore conservazione la vediamo sull'angolo sud ovest della chiesa in via de' Calzaiuoli dove sono ancora ben evidenti le sottili, lunghe, dritte ed eleganti spighe di grano colpite in numero di otto ad un metro di altezza circa alla base dalla colonnina. 

Coordinate:  43°46'14.77"N,  11°15'18.93"E                      Mappe: Google - Bing


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martedì 21 gennaio 2014

La Signoria umida

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Firenze, Piazza della Signoria

Piazza della Signoria sotto la pioggia presenta lo stesso scenario, gli stessi scorci che vedevano i miei nonni. Cambia l'abbigliamento della gente che transita sulla pavimentazione lucida di riflessi mentre l'occhio cade distratto sulla Loggia dei Lanzi, il Davide, gli Uffizi. Questa è come l'ho vista io, domenica scorsa, con l'occhio dentro il irio della reflex, in una mattina dopo una nottata di pioggia invernale con un raggio di sole che si fa strada tra le nuvole.


Coordinate:  43°46'10.97"N,  11°15'19.54"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 19 gennaio 2014

La statua sotto la volta

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Firenze, Via dei Girolami

Sotto le volte di   Via dei Girolami, ad un passo dal Ponte Vecchio e gli archi del Corridoio Vasariano, in una nicchia si trova una statua acefala che ha tra le mani un codice.


Coordinate:  43°46'6.10"N,  11°15'14.31"E                      Mappe: Google - Bing


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venerdì 17 gennaio 2014

La piazza oggi e 500 anni fa

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Firenze, Piazza San Marco

La Piazza oggi nella foto in alto con la sobria facciata del 1780 della basilica dedicata a San Marco progettata da Michelozzo per volere di Cosimo il Vecchio alla metà del Quattrocento. Sulla destra, fuori inquadratura, esiste l'edificio che un tempo ospitava il Collegio di Studi dove ora ha sede il Rettorato dell'Università degli Studi di Firenze.
Ma come vedeva la piazza un fiorentino del Cinquecento e inizio del Seicento? Lo possiamo dedurre da una miniatura del 1509-1510 di Monte di Giovanni di Miniato, detto anche del Fora (miniatore fiorentino 1448 - 1533 circa) che raffigura l'Annunciazione con sfondo  piazza San Marco e con ciò che esisteva a quell'epoca prima che sorgesse la Casa di Sapienza fiorentina.    


Coordinate:  43°46'41.27"N,  11°15'31.76"E                      Mappe: Google - Bing


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martedì 14 gennaio 2014

I Maccheroni sono nati a Firenze

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Firenze, Piazza dei Maccheroni

Qui siamo in Via dello Studio, la via che va da Piazza del Duomo di fronte a Via del Corso, di fronte alla Torre Pierozzi, da dove si apre una piccola piazzetta dedicata ad una antica famiglia fiorentina, i Maccheroni, che ebbero alcune proprietà in una vicina piazza, oggi chiamata di S. Benedetto. Niente di strano che nella piazzetta vi sia un ... ristorante. Non sono riuscito a rintracciare lo stemma di famiglia.


Coordinate:  43°46'20.73"N,  11°15'24.80"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 12 gennaio 2014

Il punto di fuga

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Firenze, Lungarno degli Archibusieri

Gli archi che sorreggono il Corridoio Vasariano.


Coordinate:  43°46'4.80"N,  11°15'16.10"E                      Mappe: Google - Bing


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