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Firenze, Borgo degli Albizi 18- 20, Palazzo Altoviti Sangalletti
Palazzo Valori, palazzo dei Visacci, palazzo Guicciardini
Il palazzo si definisce come tale nella prima metà del Cinquecento, attraverso la riunificazione di varie case medioevali che comprendevano la dimora di Rinaldo degli
Albizi. Il carattere attuale dell'insieme risale alla fine del Cinquecento, quando il colto senatore Baccio Valori il Giovane, nuovo proprietario del palazzo e custode della biblioteca Mediceo Laurenziana, oltre che presidente dell'Accademia delle Arti del Disegno, fece ridisegnare la facciata presumibilmente dall'architetto e scultore
Giovanni Battista Caccini (Montopoli in Val d'Arno, 1556 – 1613), decorandola, sulla base di un programma iconografico da lui stesso definito, con erme raffiguranti fiorentini illustri nelle scienze e nelle arti, terminate nel 1604.
"...Il
palazzo Altoviti, che un tempo apparteneva a quel Rinaldo degli
Albizzi di cui tanto parlano le storie , è detto dal popolo di
Firenze il palazzo dei Visacci. Son questi venti ritratti in rilievo
di illustri Fiorentini, fatti apporre sulla facciata dal Senatore
Baccio Valori, bibliotecario della Laurenziana, il quale credette con
ciò di educare il popolo a riverire la memoria de' suoi più
illustri concittadini; ma il popolo , che guarda più alle apparenze
che alla realtà, trovò que' visi un po' strani, e li chiamò i
visacci, come il popolo di Milano chiamò gli omenoni que'
quattro colossi che stanno sulla facciata della casa posta nella
contrada detta appunto degli Omenoni, da questi quattro giganti
cavati dal poema dell' Ariosto. E poi fidatevi della riverenza del
popolo nell' esporgli i' ritratti dei grandi uomini, o degli uomini
grandi, come volete...."
Da Cento
settimane di viaggi; ossia, Amenità dei viaggi fatti in tutte le
parti del mondo – Tomo Decimoterzo - Bologna 1838. Viaggio in
Tosca pag.212
Coordinate: 43°46'17.60"N, 11°15'34.68"E Mappe:
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