Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

martedì 13 maggio 2014

Il volo sulle rose

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Firenze, il Giardino delle Rose, L'envol

Una passeggiata in una giornata tiepida per raggiungere il Piazzale Michelangelo a 104 metri sul livello del mare, è facile da raggiungere, avendo un po' di fiato, tenuto conto che Piazza della Signoria è a 50 metri s.l.m. mentre il Ponte Vecchio a soli 42 metri s.l.m.. A me piace scendere dal Piazzare passando per il Giardino delle  Rose, in aprticolar modo quando le rose sono in piena fioritura come in questo periodo.
Il Giardino, realizzato nel 1865 da Giuseppe Poggi su incarico del Comune di Firenze in funzione dello spostamento della capitale d'Italia da Torino, ospita un'infinita varietà di rose, ma non soltanto rose. Nel 1998 l'architetto giapponese Yasuo Kitayama ha donato a Firenze, dalla città gemellata di Kyōto  un'oasi giapponese Shorai ed un tempietto Zen Kōdai-ji.
Altra donazione al Giardino viene dalla vedova dell'artista  belga Jean-Michel Folon  (1934 – 2005) , fatta al Comune di Firenze  nel settembre 2011, dove sono inserite perfettamente dieci sculture in bronzo e due gessi.
 L'envol  dalle rose del giardino verso i tetti di Firenze .

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Coordinate:  43°45'46.48"N,  11°15'45.58"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 11 maggio 2014

Palle in Arno

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Firenze, sull'Arno

Coreografica immagine sull'Arno tra il Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita. Grandi, candide palle galleggianti vengono rimosse dalla superficie dell'acqua da un patino che via via nel suo percorso, raccogliendole,  sembra diventare sempre più leggero. Nel passato l'Arno ha visto cose ben più strane come finte battaglie navali e chissà quant'altro.


Coordinate:   43°46'6.59"N,  11°15'7.26"E                     Mappe: Google - Bing


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giovedì 8 maggio 2014

Pegaso

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Firenze, Giardino di Boboli

Il Pegaso di  Aristodemo Costoli, il cavallo alato, doveva essere collocato al Parco delle Cascine ma superò talmente le aspettative dei committenti. L'Accademia delle Belle Arti, che si decise di ricollocarlo nel più prestigioso Prato della Meridiana nel Giardino di Boboli.  Nel 1854 venne approvata la costruzione del basamento per la scultura.  Nella settimana dal 16 al 21 di ottobre venne rimossa la statua di Giunone che era di fronte il piazzale della Meridiana per lasciare posto alla statua di Pegaso ma ciò avvenne solo nel mese di dicembre del 1855 quando il cavallo alato fu finalmente portato a Boboli.   
Nel Novecento il Pegaso è stato usato ripetutamente come macchina di scena per le regie teatrali del Maggio Musicale Fiorentino all'interno del Giardino di Boboli, scorrendo su binari il basamento poggiato su un carrello di ferro. Dopo il restauro de 1983 si decise di rendere definitivamente statica la sua allocazione.

Il cavallo alato fu ripreso come ispirazione da una moneta attribuita a Benvenuto Cellini (1500-1571), realizzata dall'artista fiorentino nel 1537 e conservata al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Secondo il mito, Pegaso nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Ercole tagliò il collo della Medusa. Per questa sua origine mitologica era stato scelto, dal segretario del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, quale simbolo della libertà del popolo italiano, poi è stato scelto come simbolo della Toscana per i valori che simboleggia.


Coordinate:  43°45'49.43"N,  11°14'57.46"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 5 maggio 2014

La mula del Pitti

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Firenze, Palazzo Pitti, cortile

Si entra a Palazzo Pitti nel cortile interno ma prima di uscire di nuovo per addentrarci nello stupendo Giardino di Boboli è necessario fermarci all'angolo sinistro dello stesso cortile per notare una nicchia del tutto particolare. Vi è una copia in marmo bianco dell'Ercole Farnese, una scultura ellenistica,  di Glycon Ateniese databile al III secolo d.C. (custodita nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli), a sua volta copia dell'originale bronzea creata da Lisippo nel IV secolo a.C..
Sotto di essa è fissato un bassorilievo in marmo bianco e nero, un tributo nei confronti di quella mula che ha contribuito alla realizzazione del Palazzo Pitti. Sopra il bassorilievo si legge un'iscrizione in latino:

LECTICAM  LAPIDES ET MARMORA LIGNA COLUMNAS
  VEXIT CONDUXIT TRAXIT ET ISTA TULIT

Con il suo barroccio, con sacrificio, tirò, trasportò pietrame, marmi, legname, colonne.


Giovanni-Domenico Anguillesi nella sua opera intitolata  "Notizie storiche dei palazzi, e ville appartenenti alla I. e R. corona di Toscana" del 1815 ci racconta nel capitolo dedicato a Palazzo Pitti:

"...Poichè ragionasi di questo bel Cortile, non vuolsi omettere di far parola di alcuni suoi ornati accessorj degni d'ammirazione, come sono alcune antiche statue e gruppi di marmo di greca maniera. Due di queste statue vedonsi collocate sotto il loggiato, una per parte, nel fondo di ciascuna delle due ale del medesimo, rappresentanti un Ercole appoggiato alla sua clava, con la pelle del Leone Neméo in ispalla ...Sotto questa statua, situata in fondo all'ala sinistra del loggiato, è da osservarsi scolpita una mula in basso rilievo di marmo nero, quale vuolsi da molti essere stata lì effigiata per ordine dell' istesso Luca Pitti in memoria di una sua mula che molto lavorò nel trasporto de' materiali per la fabbrica del Palazzo , rilevandosi ciò dall'appresso distico che vi si legge: LECTICAM  LAPIDES ET MARMORA LIGNA COLUMNAS  VEXIT CONDUXIT TRAXIT ET ISTA TULIT..." 
La riconoscenza dei fiorentini nei confronti degli animali che hanno contribuito alla realizzazione dei palazzi e delle chiese è resa manifesta non soltanto per le mule ma anche per i buoi, come nel caso della realizzazione del Duomo.

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Coordinate:   43°45'53.03"N,  11°15'1.94"E                     Mappe: Google - Bing


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giovedì 1 maggio 2014

Lo Ximeniano

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Firenze, Piazza San Lorenzo

Qui al nostro fianco destro sabbiamo la medicea Basilica a di San Lorenzo, sulla sinistra è la statua di Giovanni delle Bande Nere. Ancora a destra vediamo l'ultimo piano e il tetto del Palazzo sede dell'Antica Scuola dei Chierici. oltre il qualche compare il Campanile di Giotto con in cima i turisti dietro la balaustra della terrazza. Prospetticamente accanto al Campanile appare l'Osservatorio Ximeniano, fondato nel 1756 dal gesuita Leonardo Ximenes e successivamente diretto dai Padri Scolopi, con funzioni di ricerca scientifica in campo geofisico e meteorologico. L'edificio incorpora anche l'antica Torre dei Rondinelli, alla cui sommità è stata ricavata la torre dell'Osservatorio, con la cupoletta bianca per le osservazioni astronomiche, ben visibile da tutta la città (eccetto che dalla piazza qui dove siamo).

Coordinate:  43°46'29.78"N,  11°15'16.68"E                      Mappe: Google - Bing



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lunedì 28 aprile 2014

Torri e campanili

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Firenze, dalle Rampe

Il campanile della Badia fiorentina, la torre del Bargello, il Campanile di Giotto, le torrette della Biblioteca Nazionale Centrtale (soprannominate "le orecchie dell'architetto") e la Torre di San Niccolò, in uno spicchio di prospettiva.


Coordinate:  43°45'51.88"N,  11°15'53.64"E                            Mappe:   Google   -    Bing


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venerdì 25 aprile 2014

I colori del Ponte al tramonto

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Firenze, Ponte Vecchio

Comincia a calare lentamente la sera su Firenze in questa stagione. Dalla balaustra della terrazza di Lungarno Anna Maria de' Medici dietro gli Uffizi il sole sembra immergersi nelle lente acque dell'Arno d'argento oltre il Ponte Vecchio, in quelle stesse acque dove, come narra una vecchia melodia, fra qualche ora, si specchierà il firmamento.


Coordinate:  43°46'3.91"N,  11°15'18.94"E                      Mappe: Google - Bing


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mercoledì 23 aprile 2014

Palazzo Medici Riccardi

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Firenze, Piazza San Lorenzo

Siamo saliti fino alla Basilica di San Lorenzo e, voltando le spalle  all'entrata, abbiamo diretto lo sguardo verso  la statua a Giovanni delle Bande Nere (padre di Cosimo I) scolpita da Baccio Bandinelli (1488 – 1560) nel 1540 e collocata sul basamento al lato della piazza quando invece avrebbe dovuto essere sistemata all'interno della Basilica.  All'incrocio di via de' Gori con Via San Gallo si erge maestoso un lato e il retro di Palazzo Medici Riccardi la cui entrata principale è in via Cavour chiamata Via Larga, per evidenti ragioni, a suo tempo. Accanto, a destra della foto, vediamo solo l'angolo delle Case Martelli. 


Coordinate: 43°46'29.08"N, 11°15'17.48"E                       Mappe: Google - Bing


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domenica 20 aprile 2014

Le bolle pasquali sulle rampe

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Firenze, Le Rampe

Scendendo giù da piazzale Michelangelo per giungere a Piazza Poggi si incontra un piazzale con una fontana. Qui un artista gioca con le bolle di sapone.


Coordinate:  43°45'51.88"N,  11°15'53.64"E                            Mappe:   Google   -    Bing



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venerdì 18 aprile 2014

Le scale del secondo cortile

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Firenze, Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio ha tre cortili, il primo cortile è senza dubbio il più teatrale e raffinato, il secondo cortile è più funzionale ma allo stesso tempo elegante, il terzo è il più sobrio.
Qui siamo fuori del portone di Via della Ninna, dietro a noi la perduta chiesa di San Pier Scheraggio. E' necessario salire qualche gradino per entrare nel cortile e, volendo, uscire in Piazza della Signoria dal portone detto 'della Dogana'.La foto è in bianco e nero fa risaltare le forme, le volte a crociera e i possenti pilastri che hanno il compito di sostenere il Salone dei Cinquecento. situato al piano superiore. Sulla sinistra, ancora fuori del Palazzo troviamo la porticina di fuga del Duca d'Atene.


Coordinate:  43°46'9.23"N,  11°15'23.07"E                      Mappe: Google - Bing


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mercoledì 16 aprile 2014

Il tabernacolo ripulito di via Lambertesca

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Firenze, Via Lambertesca, tabernacolo

Via Lambertesca, appena si entra dal piazzale circondato dagli ombreggiati archi degli Uffizi, di fronte alla Porta delle suppliche e alla buca delle suppliche, vediamo, per modo di dire, un tabernacolo sempre poco illuminato dalla luce del giorno, sia d'estate che d'inverno, mattino o pomeriggio che sia. Bisogna sapere che c'è per vederlo. E' un tabernacolo nel quale vi è raffigurata la Madonna col Bambino e i Santi, di un non ben identificato pittore fiorentino di fine secolo XVI, dipinta su tavola. L'edicola entro cui è racchiusa è opera più tarda, del secolo XVIII in stucchi policromi, recentemente  restaurata, nel 1996. Chissà quanti, nei secoli, hanno visto questo dipinto situato in un luogo tra i più transitati di Firenze, chissà quanti si sono chiesti chi fosse il pittore fiorentino che ha vissuto tutta la sua vita nell'anonimato lasciando ai posteri solo questa opera come unico segno della sua esistenza terrena. 

Questo tabernacolo lo ha visto anche Francesco Bigazzi  e ne ha scritto qualcosa nella sua opera del 1886 intitolata "Iscrizioni e memorie della città di  Firenze - raccolte e illustrate da Francesco Bigazzi". Leggiamo:"...Per questa porta, non sono molti anni passati, si entrava per ascendere alla pubblica Galleria degli Ufizi; attualmente però vi si ascende dagli Uffizi Lunghi per una porta, che è presso alla statua di Lorenzo il Magnifico.
(Tabernacolo)
EX AERE PIO 
COLLECTO

Presso gli Ufizi Corti  in Via Lambertesca, sotto ad un tabernacolo mal custodito e pieno di polvere, che fa più vergogna di quello che ispiri rispetto e devozione, leggesi malamente la suddetta memoria. Pregasi pertanto chi è in dovere di farlo spolverare e restaurare, od altrimenti toglierlo. (1)... "
Più sotto la nota: "(1) Tale era il tabernacolo quando lo vidi, e ne copiai la breve memoria; ma oggi Febbraio 1886 è stato restaurato e pulito."



Coordinate:  43°46'6.71"N,  11°15'19.70"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 13 aprile 2014

Sedendo e mirando dalla spalletta dell'Arno

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Firenze, Lungarno Corsini

Perché non sedersi sulla sponda del fiume per aspettare che passi il cadavere del tuo nemico? Meglio ancora è sedersi sulla spalletta del fiume in Lungarno Corsini per riprendersi un po', riposarsi dalla stanchezza per avere camminato tutto il giorno, ammirando una bella architettura, armonica,  a misura d'uomo. Riposarsi per godere comodamente uno scorcio tra i più belli della città, lungo il fiume che la attraversa da sempre. Di fronte c'è il Ponte alla Carraia, (progettato da Lapo, cioè Jacopo, Tedesco, vissuto nel XIII secolo)  dietro al quale appare la cupola al Cestello della Chiesa di San Frediano in Cestello e sullo sfondo a destra le fronde più alte degli alberi che annunciano inizio del Parco delle Cascine.


Coordinate:    43°46'11.05"N,   11°14'59.59"E                                  Mappe: Google - Bing


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mercoledì 9 aprile 2014

Il Corridoio Vasariano da Ponte Vecchio

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Firenze, Corridoio Vasariano

Lo sapete, Firenze va vista con calma, passeggiando, guardando e riguardando i monumenti, le cose particolari, da punti di vista differenti, nelle condizioni climatiche le più differenti. Niente è lo stesso, tutto cambia pur rimanendo immutato nei secoli. Qui, dal Ponte Vecchio, vediamo il  Corridoio Vasariano sotto un cielo terso, mentre si rispecchia nelle verdi acque lente e tranquille dell'Arno finalmente docile dopo un inverno di pericolose piene. Le arcate del Corridoio proseguono sullo sfondo con gli Uffizi ed oltre si intravede in scorcio il Palazzo Castellani oggi Museo Galileo già Museo di storia della scienza.

Non pensate però che un secolo fa si potessero vedere gli archi del Corridoio con questo gioco di luce ed ombra. In realtà gli archi erano abitati, chiusi da mura con aperture occhieggianti sul fiume terrazzini e travicelli di sostegno, come potete vedere qui nella stampa del Burci (Emilio Burci, 1811-1877) del 1851 che rappresenta Via degli Archibusieri, guardando il Ponte Vecchio dal loggiato degli Uffizi.

Particolare - Cliccare sull'immagine per ingrandire


Coordinate:   43°46'5.51"N,  11°15'14.44"E                                             Mappe: Google - Bing


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domenica 6 aprile 2014

Sapiti in via

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Firenze, via Sapiti

Una stretta stradina, semibuia simile a tante altre della Firenze antica, parte da Borgo San Jacopo per aprirsi verso Piazza della Passera, da cui, proseguendo si arriva a Piazza Pitti. Un contrafforte incornicia la via, ed oltre un classico lampione e vasi di garofani sui davanzali.
En passant, i Sapiti erano una famiglia iscritta al Gonfalone del Drago del quartiere di S. Giovanni e in parte al Gonfalone del Nicchio del quartiere di S. Spirito, abitavano in Oltrarno, nel Borgo S. Jacopo, dove c'è appunto la nostra strada a loro intitolata. I Sapiti vennero a Firenze dall'Ancisa, forse nella persona di Andrea di Ser Filippo Sapiti che fu notaro della Signoria nel 1292, 1294, 1296 e 1298. Furono ammessi al Priorato nel 1351 che da quell'epoca al 1504 conseguirono per dodici volte.


Coordinate:  43°46'4.30"N,  11°15'2.54"E                      Mappe: Google - Bing


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giovedì 3 aprile 2014

La pietra forte al tramonto

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Firenze,   Piazza della Signoria

L'ora del tramonto su Palazzo Vecchio e la pietra forte, tipica pietra dell'edilizia fiorentina, conferiscono alla Torre d'Arnolfo (1310) vista dal centro di Piazza della Signoria un caldo e intenso  colore  esaltato dalle corte ombre geometriche, rappresenta uno spettacolo che si protrae da oltre settecento anni. La luce. In cima alla torre il Marzocco fermo e immobile in assenza di vento annuncia l'arrivo della stagione estiva.


Coordinate:  43°46'9.20"N,  11°15'21.20"E         Mappe:   Google   -   Bing


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