Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

giovedì 8 ottobre 2015

Un fiume, due ponti, una torre, le colline in fondo

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Firenze, panorama

Dal Lungarno Corsini, risalendo con l'obiettivo della fotocamera il corso dell'Arno, si riprende in primo piano un arco del Ponte di  Santa Trinita, subito dietro il Ponte Vecchio, in lontananza la Torre San Niccolò ed ancora più lontano le colline ad est di Firenze


Coordinate:  43°46'12.38"N,  11°14'57.47"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 5 ottobre 2015

Il Bacchino e il nano

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Firenze, Palazzo Pitti, Giardino di Boboli

La statua in marmo bianco, alta circa 120 centimetri, è nel Giardino di Boboli, addossata al Corridoio Vasariano a breve distanza dalla Grotta Grande o di Bernardo Buontalenti ( Firenze, 1531 – 1608). Se si potesse entrare dall'accesso di Piazza Pitti la vedremmo subito a sinistra. L'opera del 1560 del settignanese Valerio Cioli ( 1529 circa - 1599) è conosciuta con due nomi o Fontana del Il Bacchino per il soggetto che raffigura o del Nano Morgante (Braccio di Bartolo) personaggio storico veramente vissuto alla corte di Cosimo I de' Medici (Firenze, 1519 – 1574) a cui si ispira. 

“...Quivi pure in alcune nicchie son collocate diverse Statue di marmo, l'ultima delle quali rappresenta Morgante Nano, scolpita da Valerio di Simone Cioli, (quale anco diverse antiche Statue manomesse nella Galleria del Duca Cosimo con somma intelligenza dell'arte racconciò,) ...”

Descrizione dell'imperiale giardino di Boboli fatta da Gaetano Cambiagi 1757



Coordinate:   43°45'57.23"N,  11°15'4.07"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 1 ottobre 2015

L'indiano delle Cascine

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Firenze, Cascine, Piazzale dell'Indiano


L'altro giorno ero alle Cascine per partecipare ad una gara di corsa podistica, a cui non potevo rifiutare, in un tratto del parco che va dal Piazzale delle Cascine al piazzale dell'Indiano e ritorno, scarsi quattro chilometri di percorso.  Mi sono fermato un attimo ametà del percorso per fotografare il monumento al principe indiano che si trova proprio al limite ovest del Parco, molto conosciuto dai fiorentini da più di un secolo e meta, soprattutto intorno al 1900, di passeggiate domenicali. Si legge inciso sulla lapide:


MONUMENTO ALLA MEMORIA DEL PRINCIPE
INDIANO    RAJARAM    CHUTTRAPUTTI
MAHARAJAH DI KOLHAPUR MORTO A 
VENTUN'ANNO A FIRENZE IL XXX GIORNO
DI NOVEMBRE MCCCXX QUANDO
DALL'INGHILTERRA TORNAVA ALLA PATRIA  



Il principe fermatosi in un hotel di Piazza Ognissanti di ritorno in patria dall'Inghilterra ebbe un improvviso malore che lo portò in breve alla morte. In ottemperanza alla religione le ceneri del corpo del principe furono disperse alla confluenza di due fiumi ed è qui che il Mugnone si getta in Arno. Il monumento fu costruito dallo scultore inglese Fulle in ricordo del giovane sfortunato.

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Foto della fine dell'Ottocento

Coordinate:  43°47'25.61"N,  11°11'52.36"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 28 settembre 2015

L'armonia e la bellezza

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Firenze, Piazza San Giovanni

Finalmente la lanterna del Battistero è stata riportata alla sua lucentezza e bellezza originaria e niente è più suggestivo di una fissazione nella memoria con una foto della sua eleganza in primo piano con un altrettanto incomparabile sfondo quale è il Campanile di Giotto. Ammiriamo i dettagli incomparabili.


Coordinate:  43°46'23.38"N,  11°15'18.27"E                      Mappe: Google - Bing




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giovedì 24 settembre 2015

La lanterna a nuovo

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Firenze, Piazza San Giovanni

Giorno dopo giorno vengono tolte le coperture e le impalcature che hanno circondato il Battistero per lunghi mesi al fine di ripulirlo e restaurarlo. E' dal Marzo del 2014 che lo hanno imprigionato per ripulire i marmi bianchi, la serpentina verde di Prato e il porfido, un intervento conservativo teso ad eliminare gli strati di incrostazioni nere e i depositi di sostanze inquinanti, in ultimo per consolidare e ridefinire gli elementi marmorei degradati nel tempo. L'anno passato il Battistero ha dovuto subire passivamente interpretazioni pubblicitarie estemporanee, di breve durata, quando è stato avvolto da una specie di foulard multicolore. Adesso  è tornata visibile completamente la copertura a otto spicchi e la splendida lanterna sormontata da una palla dorata con la croce  simile ma non uguale a quella che è situata sopra la cupola del Duomo. Uno splendore bianco, una cornice sorretta da otto eleganti colonne marmoree con capitelli con decorazioni finalmente leggibili. Lasciamo che il tempo e lo smog lavorino di nuovo per  rovinare, danneggiare, guastare il millenario 'mio bel San Giovanni' come lo ricordava Dante Alighieri. 


Coordinate:  43°46'23.38"N,  11°15'18.27"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 21 settembre 2015

Il vello, il serpente e le mani sul viso di Eva

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Firenze, Duomo

Rimaniamo ancora qui intorno alla lunetta di sinistra del Duomo che abbiamo preso in considerazione in un  precedente post per osservare due statue che si trovano ai lati della stessa. A sinistra Adamo a destra Eva due opere di Lot Torelli (Firenze, 1835 - 1896)  che  Augusto Conti ( 1822-1905 ) nel suo“Sculture e mosaici nella facciata del Duomo di Firenze", pubblicato 1883, descrive "Catalogo  - XIV - Pinnacoli finali de' Piloncini a fianco della Porta e all'altezza del Frontone. Due statue. Adamo ed Eva".
Eva ha i fianchi coperti da una vello che potrebbe essere di pecora, le mani sul volto, conscia del peccato appena commesso, con il serpente dritto che sbuca da dietro ai suoi piedi che la guarda vittorioso.
Ancora Augusto Conti "Le due Statue hanno atteggiamento di vergogna e di dolore, succeduti alla colpa loro; come Gesù è nel Frontone, in atto di patire vituperj e dolori. Ma la Fede in Lui, promesso da Dio ai Progenitori, li salvò, e la radice del Genere umano é trapiantata in Cielo, cantata dall'Alighieri angelicamente." 


Coordinate:  43°46'23.78"N,  11°15'20.18"E                      Mappe: Google - Bing




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giovedì 17 settembre 2015

la Cupola del Brunelleschi dentro Palazzo Vecchio

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Firenze,   Palazzo Vecchio

L'effetto sorpresa è innegabile dal basso se si entra in Palazzo Vecchio dal grande portone con scalinata  di Via dei Leoni  per arrivare nel terzo cortile. Appare una struttura bianco argentea dalle linee inconfondibile della Cupola, in scala,  l'opera di Filippo Brunelleschi  (Firenze, 1377 - 1446) che da più di  mezzo millennio è ammirata dal vero in Piazza del Duomo.
La struttura  alta otto metri e mezzo e larga sei ospita l' I-Dome, uno spazio multimediale dove i visitatori potranno immergersi in un percorso sensoriale della città interagendo con schermi touch screen, nei quali percorsi video tematici raccontano le eccellenze fiorentine e toscane al mondo.



Coordinate:   43°46'8.41"N, 11°15'26.20"E                    Mappe: Google - Bing




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lunedì 14 settembre 2015

Il torrino di Palazzo Torrigiani

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Firenze, Palazzo Torrigiani

Chi si trova in Piazza Pitti volgendo lo sguardo via Romana non può fare a meno di notare una costruzione che si erge sopra i tetti, dalla forma ottagonale. Riveliamo qui cosa sia, con alcuni antefatti.
Ai primi decenni del Cinquecento (1520 circa) il banchiere Bernardo Bini accorpò alcune proprietà trasformandole in un palazzo signorile.   Passato ai Torrigiani nel 1749, l'edificio fu ampliato, facendo tra l'altro costruire una rampa per i cavalli, che saliva dal cortile verso la collina di Boboli. Nel 1771 il granduca Pietro Leopoldo di Lorena acquistò l'immobile per destinarlo alla formazione di un museo scientifico che fu infatti aperto nel 1775. E' nell'ambito di questo cantiere che dalle fondamenta si eresse il così detto torrino, una torre ottagona per le osservazioni astronomiche.(notizie dal Repertorio delle Architetture Civili di Firenze). 



Coordinate:   43°45'51.74"N,  11°14'50.66"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 10 settembre 2015

La chiesa fuor della porta

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Firenze, San Miniato a Monte

Leggiamo un brano dal  "Diario Fiorentino di Agostino Lapini dal 252 al 1596", pubblicato per la prima volta nel 1900 a cura di G.O. Corazzini, che riguarda San Miniato a Monte.
Morte di Santo Miniato e del miracolo che mostrò.
252 delli anni di Cristo. Decio Imperator Romano essendo per diporto venuto qui in Firenze, come pagano perseguitava li cristiani : et intendendo la gran santità di santo Miniato, figliuolo del Re d' Erminia, lo fece decapitare. Qual santo Miniato abitava in sul monte dove è posta la chiesa di Saminiato, fuor della porta Saminiato, dove in quel tempo era una gran selva e gran bosco, e si chiamava detta selva Arisbotto : dove era una chiesetta intitolala santo Piero, dove detto santo faceva le sua orazione. E per miracolo grandissimo, detto santo, quando fu decapitato, con le sua proprie mani si pose la sua testa sopra lo imbusto, e camminando con i sua proprij piedi, arrivò a il luogo proprio dove dimorava, et a dove è oggi la chiesa di Saminiato detta ; et arrivato nel detto luogo, rese la sua santa anima a Dio, e li fu sepolto. E di poi nelli anni di Cristo 1013, uno certo messer Alibrando cittadino e vescovo allora di Firenze, fece cominciare a edificare la grande e bella chiesa di detto Saminiato, con li belli marmi, come oggi si vede, e si cominciò nel detto millesimo (1). Et a di 26 d' aprile, per comandamento del molto catolico e santo imperatore Arrigo secondo di Baviera, e della sua moglie imperatrice Santa Cunegonda, sopra la detta muraglia fu fatta l'Arte di Calimara della città di Firenze.(2)
1 Cfr. Villani, Cronica, Libro I: cap. LVII. 
2 Vuol dire il Cronista che il detto Imperatore ordinò che l'Arte di Calimala soprintendesse alla edificazione della muraglia cioè della chiesa di San Miniato.

 Agostino Lapini (Firenze, 28 ottobre 1515 -  18 settembre 1592)



Coordinate:  43°45'34.33"N,  11°15'54.01"E                     Mappe: Google - Bing




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lunedì 7 settembre 2015

Riverberi d'argento

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Firenze, Ponte Vecchio

I riflessi  argentei sull'Arno sono di luce ma i riflessi sono anche dentro le botteghe e nelle vetrine degli orafi addossate sul ponte .

Leggiamo un brano che riguarda il Ponte Vecchio tratto da "Della vecchiezza sovraggrande del Ponte Vecchio di Firenze e de' cangiamenti di esso" lezione di Domenico M. Manni, pubblicata nel 1763  recitata nell' Accademia Etrusca di Cortona il 9 Settembre 1763 . 
Che verso l'anno 1400. fosser in buon ordine le botteghe del Ponte , n' abbiamo contezza in Goro Dati , dove a car. 108. della sua Storia dice : Fra gli altri ( Ponti ) ven' è uno, sul quale da ogni parte son bellissime botteghe artieri lavorate di pietra concia, che non pare, che sia Ponte , se non in sul mezzo di esso , dove è una piazza 1 che ti mostra il fiume di sopra, e di fotto.
Che ver l'anno 1422. si fossero introdotti sul Ponte de' sordidi macelli, che mal facevano decoro a quel luogo, io l'ho in Ser Antonio di Pardo , siccomc in altro Notaio del 1495. Di queste botteghe sì lorde disgradendo la vista a chi vi passava tuttora, fur cangiate, destinandosi per gli orafi , argentieri , e gioiellieri , che innanzi dimora facevano e in via del Moro , e presso Mercato nuovo , e in via de' Servi.



Coordinate:  43°46'3.13"N,  11°15'10.05"E                      Mappe: Google - Bing




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giovedì 3 settembre 2015

L'icosaedro di cristallo

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Firenze, Piazza de' Giudici

Più volte abbiamo visto e desctitto la meridiana monumentale situata davanti al Museo Galileo (della Scienza) in Piazza de' Giudici. L'abbiamo vista estendersi in altezza, sul piano orizzontale a terra, il geco in bronzo integro e poi sfregiato, ma mai ci siamo soffermati sull'icosaedro di cristallo verde che di giorno in giorno mese dopo mese, a mezzogiorno punta la luce l'ombra sul segno zodiacale corrispondente. Dunque, finalmente, eccolo nella foto in alto.


Coordinate:   43°46'3.19"N,  11°15'21.69"E                     Mappe: Google - Bing




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lunedì 31 agosto 2015

I cavalli di marmo bianco e mistio dell'Ammannati

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Firenze, Piazza della Signoria, Fontana del Nettuno

"...E da Bartolomeo di Antonio Ammannati cominciando dico , che egli nacque in Firenze l'anno della Christiana salute 1511 e dal Cavaliere Bandinello apparò i primi principi del disfegno, e poscia in Vinegia sotto gli ammaestramenti di Iacopo Sansovino si fece valenthuomo nella cultura : e dopo ritornato a Firenze si diede a studiare sopra le statue di Michelagnolo , che sono nella sagrestia di San Lorenzo , Le prime figure che egli facesse di marmo furono nel Duomo di Pisa a una sepoltura di corpi Santi … e in Firenze una Leda alta due braccia , che si trova hoggi in mano del Duca d' Urbino , e tre figure di marmo grandi quanto il naturale, chr furon portate a Napoli, e posle sopra il sepolcrodel Senazaro. Trasferitoli poscia ad Urbino diede principio a una sepoltura , e lauorò molte historie di stucco; ma in questo tempo morendo il Duca, egli sene tornò a Firenze, e fece quella Sepoltura di marmo , che douea andare nella Nuntiata di Mario Nari Romano, che combatte con Francefco Mufi, in cui egli havea fatto la Vittoria , che hauea fatto un prigione , due fanciulli e la statua di Mario sopra la cassa ; ma quell'opera (perché fu stimata incerta da qual parte fosse la Vittoria , e perché non fu l'Ammannato in ciò molto fauorito dal Bandinello) non si scoperse altramente, e le statue furon traportate in vari Iuoghi, & i due fanciulli di marmo sono hoggi rappresentando due Agnoli dinanzi all'alitar maggiore nella Chiesa de Servi. ....  Poscia havendosi a fare il Nettuno che e nel mezzo della ricca fontana di piazza, egli à concorrenza di Benvenuto Cellini , di Vincentio Danti ,c di Ciambologna fece il modello , & a lui dal Duca Cosimo fu allogata la statua, e tutta l'opera della Fontana. Ma perché il marmo gli riuscì stretto nelle spalle non potè egli sicome desiderava far mostrare alla sua figura attitudine con le braccia alzate; ma fu costretto a farla con gran difficoltà , come hoggi si vede. Il qual Nettuno , come sapete e alto braccia dieci , & ha fra le gambe tre Tritoni di marmo posando sopra una gran conca marina , che gli serve per carro , a cui sono in atto di tirarla quattro cavalli due di marmo bianco, e due di mistio: il gran vaso in cui l'acqua christallina (che per molti zampilli salando in aria ricade) é fatto à otto facce di marmo mistio , di cui le quattro minori di bambini di bronzo con molte cose marine, d'alcuni Cornucopi , e d'uno Epitaffio in mezzo sono fatte adorne : e sopra il piano d'esse , (che più d'ogn'altro all'intorno s'innalza) posano quattro statue di metallo più grandi del naturale , due femine figurate per Teti, e per Dori, e due maschi rappresentanti due Dei marini, che à pie di queste facce otto Satiri di bronzo seggono in vane attitudini: le facce poi maggiori son fatte basse , acciò che l'acque chaire, che nella conca vanno ondeggiando si possan vedere. Ma troppo lungo farei se i gradi di marmo. Se le pile basse, e se gl'infiniti ornamenti di questa fontana, che per settanta bocche manda fuori l'acque sue, volessi raccontare. Però seguendo ... "

Da Il riposo di Raffaello Borghini, in cvi della pittvra, e della scultura si fauella, de' piu illustri pittori, e scultori, et delle piu famose opere loro si fa mentione; e le cose principali appartenenti a dette arti s'insegnano - 1584 -  LIBRO Quarto - pgg 590 e seg. 
Raffaello Borghini (Firenze, 1537 – 1588) è stato commediografo e poeta. 



Coordinate:   43°46'10.51"N,  11°15'21.49"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 27 agosto 2015

San Miniato a Monte vista dalla valle

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Firenze, San Miniato a Monte

A Firenze si può camminare, girare la città guardandosi in giro, scoprendo sempre nuovi scorci che spesso possono anche incantare l'osservatore. Beh, in effetti la sindrome di Stendhal è nata proprio qui a Firenze, guarda il caso. Passeggiando sui Lungarni provenendo dal Ponte Vecchio dopo avere costeggiato gli Uffizi si arriva a Piazza dei Giudici, da dove, in un primo pomeriggio estivo, col cielo blu arricchito da qualche nuvola bianca e grigia, appare San Miniato a Monte con il suo campanile e l'attiguo  palazzo dei Vescovi.


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lunedì 24 agosto 2015

Diversità nelle cuspidi

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Firenze, Piazza del Duomo, Duomo

Lo avevamo già visto col post intitolato La cuspide diversa. Sopra le bifore e gli archi acuti che le racchiudono vi sono cuspidi oltre ai pilastrini ornamentali. All'interno di esse è un rosone sempre diverso mai uguale ad un altro. Questo lo sapevamo, ma l'altro giorno sono rimasto interdetto nello scoprire un motivo del rosone situato nella parete sinistra della Cattedrale (foto in basso) che sembrava essere uguale all'altro situato nel retro dell'abside (foto sopra). Apparentemente, ma non sono affatto ugual. Due figure che possiamo definire girandole, ventole che suggeriscono l'idea del movimento, circolare, un flusso di aria simbolo del continuo cambiamento. Illusione ottica che è scomparsa subito dopo avere osservato le foto una accanto all'altro. Uno ha l'andamento destrorso doppiamente inclinato l'antro singolo e sinistrorso. Diversi sono anche i rosoni entro gli archi acuti, sopra le bifore e i disegni geometrici degli archi stessi. E' così in tutta la Cattedrale niente si ripete, niente è uguale sopra le bifore nei rosoni , negli archi e nelle cuspidi. 


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Coordinate:  43°46'23.19"N,  11°15'24.15"E                      Mappe: Google - Bing
e
Coordinate:  43°46'24.63"N,  11°15'24.15"E                      Mappe: Google - Bing




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venerdì 21 agosto 2015

Toccare il cielo con un dito

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Firenze, Campanile di Giotto




Coordinate:  43°46'21.93"N,  11°15'20.69"E                            Mappe:     Google   -    Bing





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