Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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domenica 19 giugno 2011

La Loggia del Mercato Nuovo del XXI e XIX secolo






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Firenze, Loggia del Mercato Nuovo

Come ogni luogo, pietra, monumento, edificio, è un concentrato di storia, avvenimenti, accaduti in qualche centinaio di anni. Lo è, un concentrato anche la Loggia del Mercato Nuovo situata tra il Ponte Vecchio e Piazza della Repubblica. Precedentemente biamo già parlato della Loggia in occasione della pietra dello scandalo . Qui passava e passa ed è passata  tutta Firenze. Qui hanno trascorso la loro vita anche personaggi curiosi come  Giuseppe Lacheri, venditore ambulante di dolci  , meglio conosciuto dai suoi contemporanei come il  Lachera .
Nella foto in alto vediamo come appare oggi la Loggia del Mercato Nuovo, mentre qui sotto vediamo   una incisione di Giuseppe Carocci realizzata in una data compresa dal 1830 al 1870.

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 Coordinate:  43°46'12.02"N,  11°15'15.31"E

Vedere anche:
- Il Ponte Vecchio 130 anni fa e oggi
- PonteVecchio
- Sulla Pietra dello Scandalo
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mercoledì 26 settembre 2018

Michele di Lando





Firenze, Piazza del Mercato Nuovo, Loggia del Mercato Nuovo, Statua a Michele di Lando


Note storiche L'opera fu realizzata nell'ambito di un progetto volto a ornare le nicchie della  Loggia del Mercato Nuovo con statue celebrative di personaggi illustri, in analogia e completamento ideale dell'impresa che aveva visto tra il 1842 e il 1858 popolarsi il loggiato degli Uffizi con le effigi dei grandi toscani, e, come chiarito dagli stessi promotori dell'impresa, anche in ragione delle polemiche suscitate negli anni seguenti in merito ai personaggi comunque celebri che erano stati esclusi dal ciclo. 
La scultura in questione raffigura Michele di Lando (Firenze, 1343 – Lucca, 1401), e fu affidata per l'esecuzione a Antonio Bortone (Ruffano, 13 giugno 1844 – Lecce, 2 aprile 1938)  nel 1895, quindi inaugurata il 31 agosto 1895. Il personaggio - in ragione del suo ruolo storico che lo vide fautore e capo della rivolta dei Ciompi [tra il giugno e l'agosto del 1378]- è raffigurato eretto, a capo scoperto, mentre porta al petto la mano sinistra e con la destra stringe uno stendardo, segnato al vertice dall'asta dal giglio fiorentino. (Da Repertorio delle architetture civili di Firenze)

Coordinate: 43°46'11.50"N, 11°15'15.14"E                      Mappe: Google - Bing


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giovedì 13 giugno 2013

La Loggia del Mercato Nuovo dall'interno


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Firenze, Piazza del Mercato Nuovo, loggia

In un precedente post abbiamo visto come si presentava graficamente la Loggia  Mercato Nuovo in una stampa del XIX secolo ed abbiamo dedicato altro post sia alla loggia stessa che alla piazza che la ospita con riferimenti storici, aneddotici e curiosi.  Questa centra l'attenzione in particolare su gli archi e un capitello situato sul versante nord della stessa loggia che guarda verso via Calimala aprendosi sui graffiti tardo ottocenteschi sulla facciata di un palazzo della nuova Firenze capitale d'Italia.  


Coordinate: 43°46'12.02"N, 11°15'15.31"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 10 ottobre 2011

Il Porcellino è un cinghiale

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Firenze, Mercato Nuovo, fontana del Porcellino

Anche se è nota in tutto il mondo come Fontana del Porcellino, l'animale raffigurato nella scultura è un cinghiale, ed è una copia di bronzo dell'originale situato nel Museo Bardini,  realizzata nel 1612 da  Pietro Tacca, su ispirazione di un altro originale ellenistico in marmo oggi conservato nella Galleria degli Uffizi, 
Il Comune di Firenze ha murato sulla Loggia del Porcellino una lapide che ricorda una novella di Hans Christian Andersen (1805 – 1875)), il grande scrittore danese, scaturita dalla sua fantasia vedendo la riproduzione bronzea durante un suo soggiorno fiorentino. Un  cinghiale che si anima e porta a cavalcioni il bimbo protagonista alla scoperta della Firenze notturna. "Il porcellino di bronzo Fiaba di Hans Christian Andersen - 111 - Nella città di Firenze, non lontano da Piazza del granduca , si trova una traversa che credo si chiami Porto rossa; qui, davanti a una specie di bancarella di verdura, sta un porcellino di bronzo, di bella fattura; fresca e limpida acqua scorre dalla bocca di quell'animale, che a causa dell'età è tutto verde scuro solo il grugno brilla, come fosse stato tirato a lucido, e  questo si deve alle molte centinaia di bambini e di poveretti che vi si afferrano per avvicinare la bocca a quella dell'animale e bere...." Continua qui.

Coordinate:  43°46'11.50"N,  11°15'15.14"E


 Vedere anche:
- La Loggia del Mercato Nuovo del XXI e XIX secolo
- I' Lachera
-  Sulla Pietra dello Scandalo



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lunedì 7 febbraio 2011

Sulla Pietra dello Scandalo

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Firenze, Loggia del Porcellino nel Mercato Nuovo, La Pietra dello Scandalo



Nei giorni in cui la Loggia del Porcellino nel Mercato Nuovo (costruita tra il 1547 e il 1551 su progetto di Giovan Battista del Tasso) è liberata dalle bancarelle dei venditori di pelletteria e souvenir è possibile vedere una pietra a marmi policromi a forma di ruota (rifacimento del 1838) della grandezza del Carroccio della Repubblica proprio nel centro di essa . 

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Sotto questa elegante loggia un tempo si vendevano sete e oggetti preziosi e dall'Ottocento anche i celebri cappelli di paglia di Firenze. Ma qui avveniva qualcosa di molto infamante per coloro che mercanti erano stati oggetto di fallimento. Su questa pietra (appena visibile al centro della foto sopra riportata) si facevano battere tre volte le natiche ignude "Ostendendo putenda, et percutiendo lapidem culo nudo"
Ecco il nome di Acculata e, forse, "sculo" per indicare una particolare sfortuna.




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giovedì 13 ottobre 2011

Pitti, Motuproprio e la Guardia Civica del 1847

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Firenze, Piazza Pitti, Palazzo Pitti

Sono trascorsi oltre 160 anni dalla nostra foto qui in alto e la litografia policroma qui sotto raffigurata. Le differenze sono minime, i lampioni e la vetta della torre mozzata della cima piramidale in fondo a destra. Per il resto

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La scritta e la dedica della litografia.
La gran festa Nazionale seguita in Firenze il 12 Settembre 1847
Dedicata al Mar.se Ferdinando Bartolomnei Capo della Guardia Civica

L'istituzione della Guardia civica

Il 12 settembre del 1847, in occasione dell'istituzione della Guardia civica da parte di Leopoldo II, si tenne a Firenze una grande festa cittadina, che vide coinvolte numerose folle provenienti da tutta la Toscana. Il 4 settembre venne emanato il Motuproprio (vedi sotto) con cui si annunciava la nascita del nuovo corpo cittadino ed il giorno seguente vi furono festeggiamenti spontanei con sbandierate per le strade. La solenne festa per rendere omaggio al sovrano venne organizzata dalla Comunità, con la partecipazione delle delegazioni di numerose città toscane, per la settimana successiva: oltre 70.000 persone marciarono per le strade fiorentine, suddivise ordinatamente in file ed accompagnate da una cinquantina di bande musicali. La sera vennero illuminati, a spese della Comunità, la cupola del Duomo, la loggia del mercato Nuovo, il Palazzo comunale e le "fabbriche dipendenti", oltre che gli stabilimenti pubblici e gli edifici "di regia pertinenza".  (Archivio Storico del Comune di Firenze)
 .

MOTUPROPRIO

NOI LEOPOLDO SECONDO

PER LA GRAZIA DI DIO

PRINCIPE IMPERIALE D'AUSTRIA
PRINCIPE REALE D'UNGHERIA E DI BOEMIA
ARCIDUCA D'AUSTRIA
GRANDUCA DI TOSCANA EC.   EC.  EC .

Animati sempre dal più costante attaccamento al ben essere generale della Toscana, e persuasi della unità e convenienza di creare una Guardia Civica che concorra a mantenere la pubblica quiete e sicurezza;
Sull'unanime pare dei Componenti la R. Consulta di Stato, 
E sentito il nostro Consiglio, ordiniamo quanto appresso: 

Art. 1." E istituita nel Gran-Ducato la Guardia Civica , la quale dichiariamo dover essere riguardata come Istituzione dello Stato.

Art. 2.° Ci riserbiamo ad approvare le norme fondamentali di siffatta Istituzione, al seguito del parere della R. Consulta di Stato già richiamata a referire in proposito , in conformità della Legge.

Toscani! la Guardia Civica è un' istituzione conservatrice, Istituzione di garanzia dell'ordine sociale, della sicurezza pubblica e privata.

Accoglietene l' ordinamento come un nuovo pegno della illimitata fiducia che in voi ripone il vostro Principe e Padre.

Sia pacata e deferente la vostra ansietà nell' attendere il necessario sviluppo della già approvata Istituzione.

Fedeli al Sovrano , obbedienti alle Leggi ed ai Magistrati , siate sempre quali sempre voi foste. Non perdete di vista che tutti i vostri interessi sono impegnati nell' ordine e nell'osservanza delle Leggi: che le agitazioni, anzi che portare al progresso civile, sono sempre causa di disordini, e possono dar luogo al ristagno della industria e del commercio, alla perturbazione degli interessi particolari e generali, al danno di tutti, inducendo diffidenza e timore in qualsiasi classe della Società.

Dato il quattro Settembre mille otto-cento-quarantasette.

LEOPOLDO

                                      V. F. C E M P I N I 
                                                                               L ALBIANI.




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giovedì 12 novembre 2015

La plastica del Porcellino

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Firenze, Piazza del Mercato Nuovo

Lo conosce tutto il mondo come il Porcellino ma in realtà raffigura un cinghiale, il bronzo situato in Piazza del Mercato Nuovo  a due passi da Piazza della Signoria e il Ponte Vecchio. Ne abbiamo già parlato in un post precedente un po' della sua storia e della novella che vi ha costruito intorno Hans Christian Andersen (1805 – 1875). Realizzato nel 1612 da  Pietro Tacca (Carrara 1577 – Firenze 1640), quello che vediamo oggi nella piazza, sempre circondato da turisti che lo fotografano e si fanno fotografare nell'atto di far scivolare una moneta dalla sua bocca bronzea, non è altro che una copia. L'originale è esposto al  Museo Bardini. I secoli consumano il bronzo, inesorabilmente, ma ancor di più dannosa è l'attenzione della folla quotidiana dei turisti che inesorabilmente, attratti dalla 'magia' di accarezzare il muso, consumano, molecola dopo molecola, il metallo. Qui sotto vediamo come era nel 2011, ma da allora fino a pochi giorni fa, il suo stato era peggiorato, con aperture più ampie.


Come succede per alcune dive del cinema (ma non solo) anche il porcellino ha fatto ricorso alle cure estetiche per ringiovanire un po'. Oggi lo possiamo vedere col muso rifatto visibile nella foto in alto.

Il PORCELLINO

E questo lavoro pregievole del Tacca, pel quale mi piace riportare quello ne dice il Cinellli nelle sue bellezze di Firenze. Nella parte esteriore più cospicua di essa loggia è collocalo un Cinghiale di bronzo, che getta acqua per bocca, fatto sopra quello di marmo, che è in Galleria. Fù questo gettato da Pietro l'acca, al quale questo meraviglioso aggiunse all'arte, ed alla maniera greca del quale è l'originale di marmo, alcune osservazioni graziose tutte viste dal naturale che lo rendono maggiormente ammirabile, e nel luogo dove cade l'acqua sono molti insetti acquatici e terrestri che scherzano assai vagamente.
da Il fiorentino istruito calendario per l'anno 1844 – Autori vari - Editore: Tip, Nicola Fabbrini. Firenze 1844



Coordinate: 43°46'11.50"N, 11°15'15.14"E                      Mappe: Google - Bing




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giovedì 25 agosto 2016

Calimala e il fuoco del 1304

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Firenze, via Calimala

Via Calimala si trova a Firenze, tra via Por Santa Maria e piazza della Repubblica. La strada era il tratto sud dell'antico cardo romano e l'origine del suo nome si perde nei primi giorni della città, storpiato nei secoli fino a diventare un enigma per gli etimologi.


“...Dopo tutto questo niun dubbio può cadere che le Arti presiedenti al lanifìcio fossero quella della Lana della città di Firenze e quella fai Mercatanti di Calimala; che la prima avesse la sua residenza nella via che oggi chiamasi Calimara nella casa canonicale di Orsanmichele, e la seconda in Calimaruzza, o come allora chiamavasi Calimala Francesca. Ciò posto è indubitato ancora che la via Francesca nominata dal Villani corrisponde alla moderna Calimaruzza e non già alla Calimara propriamente detta (siccome scrissero diversi autori), e che il traffico dei panni franceschi in quella e non in questa si andò facendo . Infatti strana cosa sarebbe stata la Residenza de' panni nostrali o della Lana fosse laddove si faceva commercio de panni franceschi, e quella de' panni franceschi nella via che serviva al commercio dei panni nostrali …. Stabilito per tal modo che la moderna Calimaruzza e non la Calimara è la vera Calimala Francesca andiamo alcun poco ragionando sull'etimologia della voce Calimala. 
Vogliono, come dicemmo, gl'illustratori della città, che la via Calimala fosse cosi detta dal latina Callis Malus, per significare essere questa una mala strada o cattiva, perché conducente al postribolo. Se ciò sìa verosìmile esaminiamolo...
Il nome dunque di Calimala dovette avere un'etimologia ben diversa, e se altro forse non volle significare che luogo ove esercitavasi il lanificio, non è improbabile che da Calla, cioè valico, passo ec., e da malaugurata cioè via di frode e malaugurio si dicesse per comodo di pronunzia Calla-mala e quindi Calimala. Infatti il Codice Riccardiano di N.° 2427 sembra convalidare questa opinione, allorchè parlando di essa strada ci dice che un tale che si doleva d'avere perduto il fiore del suo patrimonio con un mercante di Calimala chiamolla difficile Calle, lo che, mi sembra, spiega Via pericolosa e cattiva, siccome quella nella quale la frode e l' inganno forse più che in ogni altra allignava. Dimostrato in questo modo, per quanto per me si poteva, che la moderna Calimara non è la via Francesca nominata dal Villani, come pensarono gli scrittori che gli succedereno; che non è né verosimile né giusta la etimologia che vuoi dettarsi del suo nome dalla parola latina Callis Malus; e che il commerciò de' panni franceschi ed oltramontani non in questa, ma nella via Calimaruzza si faceva; mi piace di por termine al mio lungo e inadorno ragionamento, con trascrivere il funestissimo incendio che a questa via di Calimara cagionò un Serissimo ghibellino l'anno 1304, come trovasi descritto nelle cronache del diligentissimo Villani al libro VI cap. 71.
Avvenne che un Ser Neri Abati cherico priore di S. Piero Scheraggio (questa antichissima chiesa fu in parte abbattuta allorché ne 1298 si fabbrico il Palazzo della Signoria, ed il rimanente conservato ad uso di chiesa fa incorporato nella fabbrica de 'RR. Uffizi sotto Cosimo I, e quindi soppressa l'anno 1784.) uomo mondano e rebello e nemico de'suoi consorti, con fuoco temperato, prima messe fuoco in casa de' suoi consorti in Orto San Michele, e poi in Calimala Fiorentina in casa Caponsacchi presso alla bocca di Mercato Vecchio; e fu si empóto e furioso il maladetto fuoco, col conforto del vento a tramontana, che traeva forte, che in quel giorno arse la casa degl'Abati e de' Macci e tutta la Loggia d'Orto San Michele (Fu edificata sul disegno d'Arnolfo, secondo il Vasari, per la vendita del grano, poscia ampliata e ridotta a chiesa, nel modo che vediamo) e casa di Amieri, e Tosinghi e Cipriani, Lamberti, Bachini, e Bujamonti, e tutta Calimala, e le case de' Cavalcanti, e tutto Mercato nuovo, e Santa Cecilia e tutta la ruga di porta santa Maria insino al Ponte Vecchio, e Vacchereccia, e dietro S. Piero Scheraggio, e casa Guardini, Pulci, e Amidei, e Lucardesi e di tutte le circostanti, quasi insino ad Arno, e insomma arse tutto il midollo e tuorlo e cari luoghi della Città, e furono in quantità tra palazzi torri e case più di 1700; il danno d'arnesi, tesauri, e mercatanzie fu infinito perchè in que' luoghi era quasi tutta la mercatanzia e le care cose di Firenze, e quelle che non ardea, isgombrandosi, era rubate da1 malandrini, onde molte compagnie e schiatte, e famiglie furono disastre e vennero in povertade per la detta azione e ruberie ..”

Notizie biografiche originali di Bernardo Cennini, orafo fiorentino - 1839 -Di Federigo Fantozzi




Coordinate:  43°46'15.24"N,  11°15'15.83"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 16 dicembre 2010

Il Tondo dei Beccai


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Firenze, Chiesa di Orsanmichele, Tondo con stemma dell'Arte dei Beccai


Nel luogo dove oggi sorge la Chiesa di Orsanmichele, nel 1290 l`architetto Arnolfo di Cambio costruì una loggia per il mercato delle granaglie. La loggia fu distrutta da un incendio nel 1304 ed al suo posto nel 1337 fu costruita una nuova grande loggia da Francesco Talenti, Neri di Fioravanti e Benci di Cione. Nel 1380 furono chiuse le arcate della nuova loggia da Simone Talenti per essere infine trasformato la costruzione in luogo di culto. Nel 1404 l`edificio su sopraelevato di due piani e trasformato in una massiccia costruzione gotico come oggi vediamo. Per ordine del Comune di Firenze, le corporazioni finanziarono la decorazione del nuovo edificio ed alcuni scultori ebbero il compito di scolpire statue da inserire nelle nicchie ricavate nelle facciate esterne della Chiesa Orsamichele e raffiguranti i santi protettori delle diverse corporazioni.

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Il tondo con stemma dell'Arte dei Beccai (erano i macellai che commerciavano in carni ovine, suine e vaccine) che vediamo nella foto della Manifattura Ginori. La Richard-Ginori, oggi Richard-Ginori 1735 Spa, deve la sua origine alla Manifattura di Doccia, fondata nel 1735 dal marchese Carlo Ginori nell'omonima località nei pressi di Colonnata, nel comune di Sesto Fiorentino.: esso venne fatto in stile rinascimentale nel 1858 a spese dei macellai di Firenze, in onore dei loro colleghi antenati.


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