Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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lunedì 5 maggio 2014

La mula del Pitti

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Firenze, Palazzo Pitti, cortile

Si entra a Palazzo Pitti nel cortile interno ma prima di uscire di nuovo per addentrarci nello stupendo Giardino di Boboli è necessario fermarci all'angolo sinistro dello stesso cortile per notare una nicchia del tutto particolare. Vi è una copia in marmo bianco dell'Ercole Farnese, una scultura ellenistica,  di Glycon Ateniese databile al III secolo d.C. (custodita nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli), a sua volta copia dell'originale bronzea creata da Lisippo nel IV secolo a.C..
Sotto di essa è fissato un bassorilievo in marmo bianco e nero, un tributo nei confronti di quella mula che ha contribuito alla realizzazione del Palazzo Pitti. Sopra il bassorilievo si legge un'iscrizione in latino:

LECTICAM  LAPIDES ET MARMORA LIGNA COLUMNAS
  VEXIT CONDUXIT TRAXIT ET ISTA TULIT

Con il suo barroccio, con sacrificio, tirò, trasportò pietrame, marmi, legname, colonne.


Giovanni-Domenico Anguillesi nella sua opera intitolata  "Notizie storiche dei palazzi, e ville appartenenti alla I. e R. corona di Toscana" del 1815 ci racconta nel capitolo dedicato a Palazzo Pitti:

"...Poichè ragionasi di questo bel Cortile, non vuolsi omettere di far parola di alcuni suoi ornati accessorj degni d'ammirazione, come sono alcune antiche statue e gruppi di marmo di greca maniera. Due di queste statue vedonsi collocate sotto il loggiato, una per parte, nel fondo di ciascuna delle due ale del medesimo, rappresentanti un Ercole appoggiato alla sua clava, con la pelle del Leone Neméo in ispalla ...Sotto questa statua, situata in fondo all'ala sinistra del loggiato, è da osservarsi scolpita una mula in basso rilievo di marmo nero, quale vuolsi da molti essere stata lì effigiata per ordine dell' istesso Luca Pitti in memoria di una sua mula che molto lavorò nel trasporto de' materiali per la fabbrica del Palazzo , rilevandosi ciò dall'appresso distico che vi si legge: LECTICAM  LAPIDES ET MARMORA LIGNA COLUMNAS  VEXIT CONDUXIT TRAXIT ET ISTA TULIT..." 
La riconoscenza dei fiorentini nei confronti degli animali che hanno contribuito alla realizzazione dei palazzi e delle chiese è resa manifesta non soltanto per le mule ma anche per i buoi, come nel caso della realizzazione del Duomo.

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Coordinate:   43°45'53.03"N,  11°15'1.94"E                     Mappe: Google - Bing


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martedì 20 agosto 2013

Questa pietra di Palazzo Pitti

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Firenze, Palazzo Pitti, facciata

Quello che subito risalta guardando l'ampio edificio che costituisce Palazzo Pitti è la facciata in bugnato rustico. La tradizione attribuisce l'opera al Brunelleschi (Firenze, 1377 – Firenze, 15 aprile 1446),  avvalorata dal Vasari (Arezzo, 1511 – Firenze, 1574) ,  affiancato da Luca Fancelli (Settignano, 1430 - Firenze o Mantova, 1502)  quale esecutore dell'opera. Non esistendo alcuna documentazione che la confermi, questa attribuzione resta la più accreditata.
Quando passate dalla piazza omonima per entrare dentro il Palazzo o per accedere al Giardino di Boboli, provenendo da Via de' Guicciardini, fate attenzione alla pietra della seconda fila partendo dal basso. E' un unico blocco di pietra forte, la più grande di tutte essendo larga circa 10 metri. La cava di pietra forte, la pietra più utilizzata per realizzate le facciate in bugnato della città non era affatto lontana, si trovava proprio accanto, dietro il Palazzo dove adesso è il Giardino di Boboli.


Coordinate:  43°45'55.27"N,  11°15'0.94"E                      Mappe: Google - Bing


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giovedì 30 gennaio 2014

Un capolavoro di grotta

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Firenze, Palazzo Strozzi, Giardino di Boboli

Alle spalle di Palazzo Pitti, residenza dei granduchi di Toscana e del re d'Italia, si apre il conosciutissimo giardino di Boboli, un modello di giardino all'italiana voluto dai Medici. Un giardino visitato da centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, ricco di statue antiche e rinascimentali, di grotte, di grandi e piccole fontane che si estende sulla collina  ed è connesso al Forte di Belvedere . Sulla sinistra del giardino ( è possibile vederla anche da fuori dalla cancellata di Piazza Pitti ) è visibile l'entrata della Grotta Grande, o di Bernardo Buontalenti ( Firenze, 1531 – Firenze, 1608), che la creò tra il 1583 e il 1593, abbellita all'esterno e all'interno da finte stalattiti, statue, fontane, giochi d'acqua, luogo adatto per la meditazione e lo studio in un ambiente separato dal mondo reale. Nella stessa inquadratura è possibile vedere il tratto terminale del Corridoio Vasariano che unisce Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti.


Coordinate:  43°45'58.19"N,  11°15'7.09"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 26 ottobre 2015

Palazzo Vecchio 150 anni fa

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Firenze,  Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio

Cosa si scriveva 150 anni fa.
"Le piazze. - Piazza della Signoria. — Questa piazza, la più importante di Firenze per i suoi monumenti e le memorie che rammenta , non cominciò a ingrandirsi che nel 1258. i Guelfi vittoriosi spianarono le case degli Uberti, situate a greco, e su quelle dei Foraboschi e degli Ormanni, altre famiglie ghibelline, alzarono più tardi (1298) il palazzo della Signoria. Altri ingrandimenti ebbero luogo nel 4307 e 1308. Il duca d'Atene, nel 1343, ordinò alcune demolizioni per isolare il palazzo. Le antiche chiese di San Romolo, a tramontana, e di Santa Cecilia, a ponente (Posta delle Lettere) furono distrutte nel 1349 e 1367, quindi ricostruite e nuovamente distrutte nel secolo XVIII. La piazza prese, poco tempo dopo, l'estensione che ha oggi.
Su questa piazza avevano luogo le riunioni popolari. Dalla terrazza, situata sopra la gradinata del palazzo e pia tardi sotto le loggie de' Priori i magistrati parlavano al popolo. Dal XIII al xIx secolo, vi si celebrò, il giorno di San Giovanni, la festa degli omaggi (offerte che Firenze e le città vicine recavano alla chiesa di San Giovanni). Fu qui che Savonarola Venne impiccato e bruciato nel 1498.
Narrare gli avvenimenti di cui questa piazza è stata il teatro, sarebbe quasi un raccontare l'istoria di Firenze. Dopo essere stata testimone delle agitazioni e dei grandi fatti operati dalla Repubblica; dopo aver veduto i Medici, la casa di Lorena, gli stranieri, gli avvenimenti del 1848 e 1859; la notte del 15 marzo al chiaro delle torce e fuochi del Bengala, su questa piazza, le acclamazioni della folla salutarono l'annessione della Toscana al nuovo regno d'Italia, proclamata dai Magistrati dalla terrazza del palazzo. Il palazzo della Signoria è il principale edifizio."  Guida di Firenze e suoi contorni con vedute e nuova pianta della città - Di Andrea Bettini - 1862 - Pgg 29/30

"Questo palazzo, che assomiglia piuttosto a una fortezza, e di un aspetto sì caratteristico, è l'opera dello stato virile della repubblica. Arnolfo di Cambio  di Colle [Colle di Val d'Elsa, circa 1240 – 1302] ne fu l'architetto. Fu edificato sull'area delle case dei Foraboschi e altri ghibellini. La parte costruita da Arnolfo è quella che è coronata di merli e sormontata della torre; ma ha subito alcuni cambiamenti, se deve giudicarsene da un affresco del xv secolo che rappresenta l'espulsione del duca d'Atene. Esso fu ingrandito a diverse epoche nel 1342, da A. Pisano [Andrea Pisano (1290 circa – 1349 circa) ], sotto il duca d'Atene, e successivamente da M. Michelozzi (1434), il Cronaca [1457 – 1508], Baccio d'Agnolo [Firenze,circa il 1460. - Morto, 1553], Vasari [1511 – 1574] (1540-55) ec., e ultimamente vi sono stati fatti alcuni miglioramenti interni per l'abitazione del Governatore, negli appartamenti di Leone X.
Durante la repubblica servì di residenza alla Signoria e ai principi cui sì dava un potere temperarlo. Cosino I vi abitò qualche tempo avanti l'acquisto del palazzo Pitti. Fu allora che Vasari vi fece dei cambiamenti e ingrandimenti considerevoli. Sotto la monarchia servì di residenza ai diversi uffizi dei Ministeri. È oggi l'abitazione del Governatore.
La torre è alta 93 metri, la sua campana chiamava il popolo sotto le armi o lo (convocava in assemblea. Il primo orologio vi fu posto nel 1354, ed era lavoro di Niccola di Bernardo; fu rifatto da Vivìani nel 1667 [vedere L'orologio di Palazzo Vecchio]. Sopra la porta vedonsi due leoni in pietra e l'iscrizione: Rex Regum et Dominus Dominantium, sostituita sotto Cosimo I alla seguente posta nel 1527: jesus christus REX FIORENTINI POPULI, S. P. DECRETO ELEGIT. Sotto gli archi della galleria chiusa che sormonta l'edifizio, vedonsi le armi della repubblica; e delle caditoie dalle quali si lasciavano cadere delle pietre su coloro che attaccavano il palazzo." Guida di Firenze e suoi contorni con vedute e nuova pianta della città - Di Andrea Bettini - 1862 - Pgg 55/56

Coordinate:  43°46'11.20"N,  11°15'21.57"E        Mappe:   Google  -  Bing




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venerdì 14 maggio 2010

Busto di Cosimo I

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Firenze, Via Maggio, palazzo Pitti-Mannelli, busto di Cosimo I

Via Maggio è una delle più ricche di palazzi storici della città tutti piuttosto uniformi e austeri all'esterno. La strada si apre al numero 2 col palazzo Pitti-Mannelli, con un busto di Cosimo I entro una nicchia attribuito a Baccio Bandinelli  (Firenze,  1488– Firenze, 1560) e il doppio stemma dei Pitti e dei Mannelli.

  Coordinate:  43°46'7.98"N,  11°14'47.13"E  


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domenica 16 agosto 2009

Palazzo Pitti

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Firenze, Palazzo Pitti, Piazza Pitti, particolare leonino della facciata



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venerdì 27 novembre 2009

Porta carraia a Palazzo Pitti



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Firenze, Palazzo Pitti, Porta monumentale d'accesso al palazzo con lampione. Sullo sfondo intravediamo la parte superiore della Grotta del Buontalenti o Grotta Grande che la realizzò tra il 1583 e il 1593, su incarico di Francesco I de' Medici.

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domenica 2 maggio 2010

Stemma Pitti


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Firenze, Piazza Pitti, stemma nobiliare Pitti sullo spigolo di un palazzo di fronte al Palazzo Pitti.



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domenica 5 agosto 2012

Occhio al volo

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Firenze, Palazzo Pitti, passero in volo

La Facciata di Palazzo Pitti presenta delle decorazioni a forma di testa di leone sotto le inferriate dei finestroni al pian terreno. Qui è stato colto un passero che vola davanti all'obiettivo fotografico, appena percettibile.

Coordinate: 43°45'55.82"N,  11°15'1.86"E                                          Mappe:  Google   -  Bing


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mercoledì 1 agosto 2018

Un angolo di Palazzo Pitti





Firenze, Palazzo Pitti



Coordinate:   43°45'56.00"N,  11°14'59.97"E                    Mappe: Google - Bing


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lunedì 2 luglio 2018

Al Museo delle Porcellane




Firenze, Giardino di Boboli, Museo delle Porcellane

Per arrivare al Museo delle porcellane dobbiamo entrare nel Giardino di Boboli e volendo gustare lo scenario offerto dalle fontane, obelischi, vasche, statue ecc. il percorso migliore da fare è quello entrando dall'ingresso di Palazzo Pittianche se ve ne sono altri tre. Il museo è ospitato nella Palazzina del Cavaliere che si trova proprio in cima al colle sul quale è stato disegnato e realizzato il giardino. Il museo, funzionalmente legato al Museo degli Argenti e al Giardino di Boboli, raccoglie le collezioni di porcellane da tavole delle case regnanti che si sono succedute a Palazzo Pitti, dai Medici ai Lorena ai Savoia.




La prima sala presenta porcellane della Real Fabbrica di Napoli, la Manifattura di Doccia fondata dalla famiglia Ginori. La porcellana francese è rappresentata da esemplari della fabbrica di Vincennes e di Sevres. La seconda sala presenta le porcellane di Vienna venute coi lorenesi. Nella terza sala sono esposte le porcellane di Meissen e di altre manifatture tedesche.
Uscendo dal museo e avere percorso uno dei sentieri del piccolo giardino all'italiana antistante, si arriva ad una terrazza panoramica rotonda dalla quale è difficile sottrarsi dal fare qualche foto al panorama di Firenze e del sottostante Giardino di Boboli.





Coordinate:   43°45'42.59"N,  11°15'8.26"E                    Mappe: Google - Bing




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mercoledì 16 agosto 2017

Al centro dell'Anfiteatro del Giardino di Boboli




Firenze, Palazzo Pitti, Giardino di Boboli



Al centro dell'Anfiteatro del Giardino di Boboli dietro Palazzo Pitti, oltre all'onnipresente obelisco egizio e la vasca, in questi giorni estivi troviamo provvisoriamente  altre tre opere dell'artista albanese Helidon Xhixha.



Coordinate:  43°45'51.25"N,  11°15'3.16"E                     Mappe: Google - Bing



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mercoledì 20 aprile 2011

Corridoio Vasariano

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Firenze, Ponte Vecchio, parte del Corridoio Vasariano che corre sul Ponte Vecchio sopra le botteghe orafe

Il Corridoio Vasariano è una struttura lunga un chilometro, nata per motivazioni pratiche e con la funzione di collegamento tra gli uffici dei Medici nell'attuale Galleria e Palazzo Pitti, allora residenza della stessa famiglia, ospita oggi sia una parte della collezione di dipinti del Seicento e del Settecento degli Uffizi che quella degli Autoritratti degli artisti. Si tratta di un passaggio piuttosto stretto che trova il suo ingresso all'inizio del secondo corridoio della Galleria, per poi estendersi lungo l'Arno, sopra il Ponte Vecchio fino ad arrivare a Palazzo Pitti.

Coordinate:  43°46'4.15"N,  11°15'10.88"E



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domenica 7 ottobre 2012

La Casa di Elizabeth Barrett Browning

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Firenze, Piazza San Felice 8, targa

La 'casa' dove visse la poetessa inglese Elizabeth Barrett Browning (Durham, 1806 – Firenze, 1861) è in effetti una suite di otto stanze situato al piano nobile di Palazzo Guidi  in Piazza San Felice 8  non lontano da Palazzo Pitti. Palazzo Guidi viene dall'unione di due distinti edifici attigui del  XV e XVI secolo appartenuti alla famiglia Ridolfi e dal 1618, al conte Camillo Guidi, Segretario di Stato per i Medici. Nel 1650, la casa adiacente è stata acquistata dall'ammiraglio Camillo Guidi, nipote del conte Guidi, cosicché i due edifici sono stati combinati e ristrutturati nel tardo 18 ° secolo. Nei primi anni 1840, la famiglia Guidi ha suddiviso le sale del grande al piano nobile in due appartamenti. Robert e Elizabeth Barrett Browning affittarono uno di questi appartamenti nel 1847, meno di un anno dopo il loro matrimonio dove hanno condiviso i restanti 14 anni di vita coniugale. Poco dopo la nascita del loro figlio, Pen, Elizabeth cominciò a chiamare l'appartamento Casa Guidi, modificando così "un palazzo semplice in una casa." Il loro figlio, Pen Browning, acquistò il palazzo nel 1893, volendo fare di Casa Guidi un memoriale in onore dei propri genitori. Morì nel 1912 senza riuscire a realizzare i suoi piani. Nel 1916, grazie agli sforzi di Laura Ellen Centaro, ammiratrice americana dei Browning che avevano acquistato il palazzo, costituì finalmente la Fondazione Browning.
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QUI SCRISSE E MORÌ
ELISABETTA BARRETT BROWNING
CHE IN CUORE DI DONNA CONCILIAVA
SCIENZA DI DOTTO E SPIRITO DI POETA
E FECE DEL SUO VERSO AUREO ANELLO 
FRA ITALIA E INGHILTERRA.
PONE QUESTA MEMORIA
FIRENZE GRATA.
1861
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Coordinate:   43°45'55.07"N,  11°14'53.07"E                       Mappe:  Google - Bing

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giovedì 13 ottobre 2011

Pitti, Motuproprio e la Guardia Civica del 1847

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Firenze, Piazza Pitti, Palazzo Pitti

Sono trascorsi oltre 160 anni dalla nostra foto qui in alto e la litografia policroma qui sotto raffigurata. Le differenze sono minime, i lampioni e la vetta della torre mozzata della cima piramidale in fondo a destra. Per il resto

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La scritta e la dedica della litografia.
La gran festa Nazionale seguita in Firenze il 12 Settembre 1847
Dedicata al Mar.se Ferdinando Bartolomnei Capo della Guardia Civica

L'istituzione della Guardia civica

Il 12 settembre del 1847, in occasione dell'istituzione della Guardia civica da parte di Leopoldo II, si tenne a Firenze una grande festa cittadina, che vide coinvolte numerose folle provenienti da tutta la Toscana. Il 4 settembre venne emanato il Motuproprio (vedi sotto) con cui si annunciava la nascita del nuovo corpo cittadino ed il giorno seguente vi furono festeggiamenti spontanei con sbandierate per le strade. La solenne festa per rendere omaggio al sovrano venne organizzata dalla Comunità, con la partecipazione delle delegazioni di numerose città toscane, per la settimana successiva: oltre 70.000 persone marciarono per le strade fiorentine, suddivise ordinatamente in file ed accompagnate da una cinquantina di bande musicali. La sera vennero illuminati, a spese della Comunità, la cupola del Duomo, la loggia del mercato Nuovo, il Palazzo comunale e le "fabbriche dipendenti", oltre che gli stabilimenti pubblici e gli edifici "di regia pertinenza".  (Archivio Storico del Comune di Firenze)
 .

MOTUPROPRIO

NOI LEOPOLDO SECONDO

PER LA GRAZIA DI DIO

PRINCIPE IMPERIALE D'AUSTRIA
PRINCIPE REALE D'UNGHERIA E DI BOEMIA
ARCIDUCA D'AUSTRIA
GRANDUCA DI TOSCANA EC.   EC.  EC .

Animati sempre dal più costante attaccamento al ben essere generale della Toscana, e persuasi della unità e convenienza di creare una Guardia Civica che concorra a mantenere la pubblica quiete e sicurezza;
Sull'unanime pare dei Componenti la R. Consulta di Stato, 
E sentito il nostro Consiglio, ordiniamo quanto appresso: 

Art. 1." E istituita nel Gran-Ducato la Guardia Civica , la quale dichiariamo dover essere riguardata come Istituzione dello Stato.

Art. 2.° Ci riserbiamo ad approvare le norme fondamentali di siffatta Istituzione, al seguito del parere della R. Consulta di Stato già richiamata a referire in proposito , in conformità della Legge.

Toscani! la Guardia Civica è un' istituzione conservatrice, Istituzione di garanzia dell'ordine sociale, della sicurezza pubblica e privata.

Accoglietene l' ordinamento come un nuovo pegno della illimitata fiducia che in voi ripone il vostro Principe e Padre.

Sia pacata e deferente la vostra ansietà nell' attendere il necessario sviluppo della già approvata Istituzione.

Fedeli al Sovrano , obbedienti alle Leggi ed ai Magistrati , siate sempre quali sempre voi foste. Non perdete di vista che tutti i vostri interessi sono impegnati nell' ordine e nell'osservanza delle Leggi: che le agitazioni, anzi che portare al progresso civile, sono sempre causa di disordini, e possono dar luogo al ristagno della industria e del commercio, alla perturbazione degli interessi particolari e generali, al danno di tutti, inducendo diffidenza e timore in qualsiasi classe della Società.

Dato il quattro Settembre mille otto-cento-quarantasette.

LEOPOLDO

                                      V. F. C E M P I N I 
                                                                               L ALBIANI.




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giovedì 26 marzo 2015

Paolo Dal Pozzo Toscanelli

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Firenze, Piazza Pitti

Siamo proprio di fronte a Palazzo Pitti. Un palazzo trecentesco (riconfigurato nell'Ottocento) reca questa targa in ricordo di un illustre proprietario che fu scienziato e che, in qualche modo dette le basi per l'impresa di Cristoforo Colombo (1451 - 1506), come ci ricorda la targa Paolo dal Pozzo Toscanelli (Firenze, 1397 – 1482):

PAOLO DAL POZZO TOSCANELLI
ASTRONOMO MATEMATICO GEOGRAFO MEDICO FILOSOFO 
FONDATORE NEL DUOMO DELL'ANTICO GNOMONE 
INGEGNO UNIVERSALE 
CHE PER OSSERVAZIONI CELESTI E STUDI COSMOGRAFICI DIVINATORE 
INIZIÒ LA SCOPERTA DEL NUOVO MONDO 
VISSE ANNI LXXXV DI VITA INTEGERRIMA 
DAL M-CCC-LXXXXVII al M-CCCC-LXXXII 
IN QUESTE CASE DE' SUOI 
CHE IL COMUNE DI FIRENZE 
INSIGNISCE NEL NOME DI LUI. 
M-DCCC-LXXXXVIII

Paolo nacque dall'unione di Domenico di Piero Toscanelli, medico fiorentino, e da Bartolomea, della quale non ci è pervenuto il cognome. La Famiglia del Pozzo Toscanelli, una delle più agiate, aveva diversi possessi e in città e fuori ma le case di sua abitazione in Firenze erano precisamente situate fra la via dei Guicciardini (allora Via di Piazza) e la via de' Velluti, là dove ora ed è tuttora il Canto ai Quattro Leoni (dai leoni in pietra murati negli angoli del quadrivio, uno dei quali esiste ancora oggi) e la viuzza che da questa famiglia prese il nome di Toscanella.  I Toscanelli avevano vari possedimenti presso ad un pozzo attivo sino dal tempo dei romani, detto appunto dei Toscanelli, pozzo aperto al pubblico ed assai celebre nelle Storie fiorentine.  

Nella foto seguente vediamo  Paolo dal Pozzo Toscanelli ritratto in un affresco del soffitto della cosiddetta Sala di Cosimo il Vecchio de' Medici (1389, 1464) all'interno di Palazzo Vecchio. Riconoscibile essendo alla sinistra di Cosimo con in mano un ritratto in un ovale. 


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Coordinate:  43°45'57.99"N,  11°15'0.99"E                      Mappe: Google - Bing




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giovedì 3 settembre 2009

Piazza Pitti. Lampione



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Firenze, Piazza Pitti, un lampione sul lato nord a ridosso di Palazzo Pitti.



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martedì 27 giugno 2017

Conoscenza e Infinito davanti a Palazzo Pitti




Firenze, Piazza Pitti

Conoscenza e Infinito sono le due opere monumentali in acciaio lucidato che l'artista albanese Helidon Xhixha stabilitosi a Milano ha collocato in Piazza Pitti. Una terza opera la troviamo in Piazza San Firenze con il titolo ‘La “O” di Giotto’, in riferimento alla leggendaria idea di perfezione per il pittore Giotto da Bondone. La mostra complessiva, dal titolo ‘In Ordine Sparso’, è curata dal direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt insieme al critico d’arte Diego Giolitti ed ha il patrocinio del Comune di Firenze. In quindici sculture e installazioni monumentali, distribuite tra il giardino di Boboli e la città di Firenze, Helidon Xhixha esplora l’idea di caos e ordine. Le sue opere rendono omaggio al modo in cui questi concetti sono stati affrontati nei secoli, in filosofia e nelle arti (geometria sacra), ma anche nel mondo naturale. Sono in gran parte inedite per l’occasione, otto su quattordici, per la precisione, tra le quali Ordine e Caos, Helium e Neon, esposte nell’Anfiteatro del Giardino di Boboli. Insieme ad esse ne vengono presentate altre create tra il 2010 e il 2016, Symbiosis, Deserto, Fragmento, Elliptical Light, Luce, The Four Elements. 




Coordinate:   43°45'56.00"N,  11°14'59.97"E                    Mappe: Google - Bing



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sabato 7 novembre 2009

L'idiota in piazza Pitti


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Firenze, Piazza Pitti, di fronte a Palazzo Pitti, targa commemorativa del soggiorno di Fëdor Michajlovič Dostoevskij (Mosca, 1821 – San Pietroburgo, 1881) al numero 22.


IN QUESTI PRESSI
FRA IL 1868 E IL 1869


FËDOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ

COMPI' IL ROMANZO 'L'IDIOTA'



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giovedì 1 dicembre 2016

La Cupola del Brunelleschi e i terremoti di Firenze

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Firenze, Duomo, Cupola

La Cupola del Brunelleschi è testimone con una  ferita, una crepa ancora visibile alla sua base dei danni provocati da uno dei vari terremoti che hanno colpito Firenze.

«Ieri sera alle 20,57 ciascuno accudiva ai suoi affari, alle proprie occupazioni o ai propri piaceri – come tutte le altre sere – quando a un tratto un rombo cupo, poderoso, qualche cosa di rassomigliabile alla scarica di moschetteria di un mezzo reggimento, si fece sentire – e una scossa violenta, improvvisa, formidabile fece balzare uomini e cose, scosse oggetti e persone, impresse un singolare movimento ai corpi o ai mobili dei quartieri, agli esseri umani, come alle pareti delle case. (...) ... per istinto irresistibile i più uscivano dai pubblici locali, caffé e trattorie, dove bicchieri, bottiglie e tavolini avevano ballato una danza... singolarissima; dalle case che – specie gli ultimi piani – erano stati sbattuti, in modo da far credere agli inquilini di essere in barca; dai teatri nei quali il pubblico spaventato si affrettò all’uscita e in un momento Firenze, la pacifica Firenze, fu piena di folla che si riversava per le vie» (da “Fieramosca”, 20 maggio 1895).
A Firenze i danni furono molto estesi, ma nel complesso non gravissimi (per una descrizione dettagliata dei danni sofferti sia dall’edilizia monumentale e religiosa che da quella privata, si rimanda al libro di Elisabetta Cioppi, 1995). Non ci furono grandi distruzioni, ma rimasero più o meno danneggiati quasi tutti i monumenti, le chiese e i palazzi storici, e anche molte opere d’arte in essi conservate: piccoli crolli interessarono Palazzo Pitti e la Galleria degli Uffizi, lesioni rilevanti si aprirono nel Palazzo Medici Riccardi, nel Palazzo Strozzi, nelle volte dei porticati di Piazza SS. Annunziata e di Piazza Cavour (oggi Piazza della Libertà, lungo i viali di circonvallazione). Nel Museo Nazionale del Bargello ci furono gravi danni alla collezione di maioliche dei Della Robbia. Danneggiatissimo il Museo di San Marco, nell’omonima chiesa e convento, con cadute di cornicioni e lesioni alle volte e agli archi, soprattutto nel refettorio grande e nella biblioteca.
In Piazza della Signoria Palazzo Vecchio durante la scossa fu visto oscillare “come un pendolo”, ma rimase illeso. Nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il celebre duomo di Firenze, si aprirono numerose crepe nelle volte e una catena che univa gli archi laterali della navata centrale si spezzò; dalla Cupola del Brunelleschi caddero intonaci e stuccature e la croce posta sulla cuspide della lanterna si piegò verso nord. Il celebre campanile di Giotto e il vicino Battistero subirono alcune lesioni ma non riportarono danni strutturali. Fra le chiese maggiormente danneggiate ci furono quella della Badia Fiorentina, San Gervasio, San Lorenzo, San Leonardo in Arcetri e altre ancora, fra cui quella di Santa Maria del Carmine; gli affreschi del Masaccio nella Cappella Brancacci, invece, non furono danneggiati. Il complesso di Santa Croce fu danneggiato soprattutto nell’area dell’ex-convento, mentre la chiesa riportò danni lievi. Danni prevalentemente leggeri subirono anche le chiese di Santa Maria Novella, San Miniato al Monte e Santo Spirito (SGA, 2007). Numerosi danni interessarono l’edilizia residenziale e privata della città, con lesioni diffuse e cadute di soffitti. Uno stabile crollò in Via Pier Capponi. Complessivamente circa 100 edifici risultarono inagibili. A Firenze non vi furono vittime e si contarono solo 6 feriti non gravi (Cioppi, 1995). (Filippo Bernardini (INGV-Bo).)



Coordinate:  43°46'23.19"N,  11°15'24.15"E                      Mappe: Google - Bing





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