Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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martedì 25 marzo 2014

Dudley e Navone

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Firenze, Palazzo Dudley

Conosciuto come Palazzo Dudley fu costruirlo nel 1613 su antichi possedimenti e case dei Rucellai  quando  Robert (1532 –  1588), ( figlio del favorito della regina Elisabetta I d'Inghilterra, Jhon Dudley, giustiziato nel 1553),  conte di Warwick e duca di Northumberland  riparò a Firenze esule per ragioni politiche.  Nella litografia  in fondo pagina vediamo come era il palazzo nella prima metà del XIX secolo, prima che si decidesse di abbattere i piani superiori per realizzare una grande balconata con effetti scenografici più eleganti rispetto alla prima forma a cuneo che aveva originariamente sul versante della prestigiosa Via Tornabuoni tra le vie che lo costeggiano, Via della Vigna Nuova e Via della Spada. Nel 1919 fu affidato l'incarico della trasformazione all'architetto Adolfo Coppedè (Firenze, 1871 – 1951) ed in seguito parte dei locali furono affittati ad un commerciante di tessuti e ricami che volle far incidere il proprio nome sulla facciata, F. NAVONE.


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Nell'incisione (immagine appresso) su rame colorata a mano vediamo, da sinistra a destra, l'angolo originario di Palazzo Dudley, il Palazzi  Viviani della Robbia, Palazzo Tornabuoni (o Corsi-Tornabuoni) con la loggetta del Cigoli. Questa loggetta, che in un primo tempo era situata sull'angolo sud-ovest del  Palazzo Tornabuoni, tra il 1857 e il 1867, fu spostata all'angolo nord-ovest all'angolo di Via de' Corsi, di fronte alla chiesa di San Gaetano dall'architetto Telemaco Buonaiuti per permettere l'allargamento della via Tornabuoni,  . 


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Coordinate:   43°46'17.30"N,   11°15'4.20"E                      Mappe:  Google - Bing


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domenica 8 aprile 2012

Le case dei Tornabuoni


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Firenze, Via Tornabuoni, Palazzo Viviani della Robbia, stemma


Il Palazzo, costruito tra la fine del '600 e l'inizio del '700 sul luogo ove erano le case dei Tornabuoni, prese il nome della famiglia originaria Viviani a cui si aggiunse successivamente il nome dei della Robbia. Il grande stemma di famiglia lo vediamo molto in alto all'angolo tra via dei Tornabuoni e Via della Spada. Il blasone è d'oro, a tre scaglioni scaccati di due file d'argento e d'azzurro.
Qui sotto possiamo vedere il Palazzo Viviani della Robbia (sulla sinistra) in una litografia di Giuseppe Zocchi (Firenze, 1711 – Firenze, 1767) .



Coordinate:  43°46'17.52"N,  11°15'4.59"E                         Mappe:    Google     -        Bing

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lunedì 10 novembre 2014

Thomas Becket e i Minerbetti fiorentini

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Firenze,  via dei Tornabuoni , Palazzo Minerbetti

Se attraversiamo il Ponte Santa Trinita diretti verso la Piazza Santa Trinita, troviamo la chiaesa omonima e dalla stessa parte il Palazzo Minerbetti ad angolo tra via de' Tornabuoni  e via del Parione. Questo palazzo fatto edificare dalla famiglia dei Bombeni tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, lo lega alla storia inglese in particolare con Thomas Becket,  l'Arcivescovo di Canterbury ucciso nella Cattedrale di Canterbury nel 1170. I componenti di un ramo cadetto dei Becket aveva già dei possedimenti in città e fu facile per loro trovare rifugio e sicurezza qui nei pressi  rispetto a possibili ulteriori rappresaglie. Per farsi 'dimenticare'  più facilmente trasformarono il loro nome in Minerbetti diventando anche amici dei Medici. Si estinsero  alla fine del 1600. Lo stemma lapideo è ancora visibile sullo spigolo del palazzo tra via de' Tornabuoni e via del Parione con le tre spade (dovrebbe essere su sfondo rosso in ricordo del sangue versato).




Per curiosità qui sotto riportiamo lo stemma che viene dalla Cattedrale di Northampton ed è quello lo stemma originale di  Thomas Becket  con  tre uccelli della famiglia dei corvidi, tre  gracchi corallini.



Coordinate:  43°46'13.08"N,  11°15'4.43"E                      Mappe: Google - Bing



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lunedì 20 maggio 2013

Tornabuoni

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Firenze, Via Tornabuoni verso Piazza di santa Trinita

Uscendo da Palazzo Strozzi, guardando sulla sinistra, vediamo questo scorcio di di Via Tornabuoni che confluisce con Piazza di Santa Trinita. Sulla sinistra vediamo Palazzo Bartolini Salimbeni, in fondo il Palazzo Spini-Feroni, Colonna della Giustizia. Fuori campo rimane il Pentagramma, note, cani e cavalli.

Coordinate:  43°46'12.67"N,  11°15'4.77"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 19 marzo 2018

Via Tornabuoni verso Santa Trinita





Firenze, oltre Via Tornabuoni

Siamo appena usciti da Palazzo Strozzi, girando a sinistra si imbocca via Tornabuoni in direzione Ponte Santa Trinita.  Più avanti troviamo il Palazzo Viviani - della Robbia solo dopo avere incontrato il  Palazzo Strozzi del Poeta dove si riunivano gli Alterati, e oltre vi è il Palazzo Minerbetti legato in qualche modo alla storia inglese in particolare con Thomas Becket,  l'Arcivescovo di Canterbury ucciso nella Cattedrale di Canterbury nel 1170. Arriviamo così in Piazza Santa Trinita al centro della quale vi è la colonna con in cima la statua della Giustizia.Piazza circondata dal palazzo dove non si dorme, il Palazzo Spini-Feroni dove oggi ha una sede una famosa casa di moda. Di fronte, sulla nostra destra la Basilica di Santa Trinita.   



Coordinate:  43°46'12.78"N,  11°15'4.69"E                      Mappe:  Google - Bing




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giovedì 17 ottobre 2013

Via Tornabuoni e Piazza Antinori si aprono nei secoli

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Firenze, Via Tornabuoni vreso Piazza Antinori

Mi affascinano sempre le litografie e i quadri di Giuseppe Zocchi  (Firenze, 1711 – Firenze, 1767) che mi riportano alla Firenze del Settecento o i  dipinti di una Firenze di un tempo immaginata da Fabio Borbottoni (1820-1902) o la Firenze del Cinquecento di Giovanni Stradano (Bruges, 1523 – Firenze,  1605) o Firenze delle foto dei Fratelli Alinari  a cavallo di due secoli Ottocento e Novecento e le incisioni di Giuseppe Carocci realizzate a metà dell'Ottocento il dipinto di Thomas Patch del 1770  e le immagini di un tempo che tanti artisti hanno fissato sulle tele o i cartoncini, in bianco e nero o a colori  e i quadri di Telemaco Signorini (Firenze,  1835 – Firenze, 1901) della fine dell'Ottocento. Guardando le foto di Firenze come è oggi si vede che poco è cambiato come nel caso di   Via Tornabuoni che si apre in Piazza Antinori con la Chiesa dei Santi Michele e Gaetano mentre altri panorami cittadini sono completamente scomparsi, per sempre.

Giuseppe Zocchi Piazza Antinori con la chiesa  dei Santi Michele e Gaetano nel 1744


Coordinate:  43°46'21.21"N,  11°15'5.02"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 17 maggio 2015

Le statue del Palazzo Strozzi del Poeta e gli Alterati

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Firenze, Via de' Tornabuoni n.5

ANNO MDXXIX è inciso sul piedistallo di una una delle due statue   di Antonio Novelli (Castelfranco di Sotto 1599 - ) , quella  più deteriorata, posta sulla facciata del Palazzo Giaconi Strozzi del Poeta di Via de' Tornabuoni. Nel 1443 il complesso preesistente entrò a fare parte delle proprietà degli Strozzi.  L'appellativo di Poeta viene dal soprannome di  Giovan Battista Strozzi (detto anche il Cieco) che nel Seicento fu proprietario e promotore dell'Accademia degli Alterati e dove ospitò la sede fino alla sua morte avvenuta nel 1634. Il basamento dell'altra statua meno consumata ha lo stemma degli degli Strozzi e reca la scritta "Gio Bapt Strozza". Purtroppo le due statue del 1629 sono in pietra arenaria abbastanza deteriorate non sono più leggibili nei dettagli ma è intuibile che rappresentino giovani che reggono scudi con le armi Strozzi e Ciappi. Nel 1626 Gherardo Silvani (Firenze, 1579 – 1675) ebbe incarico di progettare la facciata, a compimento dei lavori iniziati circa un secolo prima.

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MEMORIE
DELL' ACCADEMIA
DEGLI ALTERATI.

Non mi è sembrato egramente sé non cosa utile, e di qualche dilettevole erudizione il trattare della nostra Fiorentina Accademia degli Alterati, quando il chiarissimo Sig. Dott. Giuseppe Bianchini di Prato ne' Ragionamenti Istorici de' Granduchi dì Toscana Ragionamento II. sotto Francesco I. così né ha dato nobile impulso, scrivendo “Questa Accademia degli Alterati , benché dopo lo spazio di non molti anni veniss meno, tuttavolta chiara, e famosa ella si fece, e cagione fu in Firenze, mediante i suoi studiosi esercizj, molti, e molti di sublime spirito, e d'ingegno forniti, ancora d'eloquenza, di cognizioni, e di sapere ricchi abbondantemente ne divenissero . Tanto più che dall'eruditismo Francesco Saverio Quadrio della Compagnia di Gesù nella Storia d'ogni Poesia, dell'Accademie di Firenze trattandosi , è slato ora fscritto, Nel 570. un'altra pur vi fioriva, chiamata degli Alterati, fondata da Giovambatista Strozza soprannomato il Cieco, in sua Casa. Portava questa per imprefa una Tina pjena d'uve, che ammontate si riscaldano, col motto: Quid non
designat ebrietàs „ Ma l'aggiunta,che fa qui di Ebrietas il Quadrio, non si dee ascrivere a lui, bensì a Giovanni Ferro de' Rotarj, che prima di lui ciò racconta nel Teatro dell'Imprese, ove cita alla margine il Bargagli. Tanto maggiormente ancora, che avanti a questi Scrittori dall'Arcidiacono Luigi Strozzi, il quale di Gio: Batista il Cieco tessè la Vita, posta' dipoi in luce dal celebre Sig Canonico Salvino Salvini ne' Fasti dell'Accad. Fior. cosi ci venne narrato, “Fondò in Sua Casa la celebre Accademia degli Alterati, che in concorrenza di quella della Crusca, la Fiorentina Favella a sì alto segno esaltò” Reputo io pertanto pregio essere dell'opera il trattare di questa perduta Accademia nostra men che ristrettamente (qualora me ne porge occasione opportunissima un Sigillo di essa) colle parole dello stesso Sig. Canonico Salvini, il quale a lungo ne ragiona nelle Notizie di Tommaso del Nero, in questa guisa “ Affinché per lo suo mezzo più le Lettere si coltivassero, si trovò » insieme con altri virtuosi suggetti » a fondare una nuova Letteraria Adunanza, anzi ne fu egli il principal promotore. Questa è l'Accademia .degli Alterati, la quale essendo stata celebre tanto, e famosa nella Patria nostra , ed essendosi in essa fatti, ed allevati molti chiarissimi ingegni, e molte degne Opere, pur da lei uscite alla luce; ogni ragion vuole che io ne faccia qui, come in luogo opportuno, alcuna breve memoria...”

Memorie della Fiorentina Famosa Accademia degli Alterati raccolte da Domenico Maria Manni - 1748. 



Coordinate:  43°46'14.44"N, 11°15'4.69"E                      Mappe: Google - Bing




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domenica 30 agosto 2009

Palazzo Strozzi


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Firenze, Palazzo Strozzi, angolo via Strozzi con via Tornabuoni, sostegno per fiaccola con figura di drago.

Il porta fiaccola in ferro battuto che si trova all'angolo di Palazzo Strozzi è opera di Niccolò di Noferi del Sodo o Niccolò Grosso detto il Caparra vissuto vissuto negli ultimi anni del Quattrocento a Firenze. Fu  il più famoso ferraio, artista cioè del ferro battuto.

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venerdì 2 settembre 2011

Uno sguardo nel cortile


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Firenze,  Palazzo Strozzi, il cortile  

Il Cortile di Palazzo Strozzi visto dall'affaccio di Via Tornabuoni, una delle tre portoni di accesso al cortile da  tre lati. Gli altri sono da Via Strozzi e il terzo da Piazza Strozzi. Palazzo Strozzi è sede di mostre ed esposizioni. 

Coordinate:  43°46'16.73"N, 11°15'6.79"E

Vedere anche:
-  Palazzo Strozzi scocciato


Coordinate:  43°46'16.73"N,  11°15'6.79"E                 Mappe:   Google   -   Bing


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lunedì 1 marzo 2010

Palazzo Antinori



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Firenze, Piazza Antinori , Palazzo Antinori, facciata.
Palazzo Antinori fu costruito tra il 1461 e il 1469 forse da Giuliano da Maiano (Maiano, 1432 – Napoli, 1490) in stile rinascimentale in fondo a Via de' Tornabuoni in quella che oggi è denominata Piazza Antinori.

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Notare l'attribuzione a 'Giovanni' da Maiano nella targa posizionata davanti al palazzo
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venerdì 8 febbraio 2013

Gli stemmi del Torrione Gianfigliazzi

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Firenze,  Via de' Tornabuoni 1

Di origini duecentesche, di proprietà dei Ruggerini, fu quasi completamente distrutto dai ghibellini dopo la battaglia di Montaperti del settembre 1260. Fu ricostruito dai Fastelli,. Divennero proprietari i Gianfigliazzi alla fine del Trecento fino all'estinzione del casato nel 1764. Successivi restauri del 1841 e 1890 definirono l'aspetto quale è quello che vediamo oggi, una specie di torrione rivestito di bozze di pietra, con tre ordini di finestre, che termina con merli  sopra degli archi sostenuti da mensole. Sulla facciata si trovano scolpiti gli stemmi delle famiglie che si succedettero nel possesso del palazzo: i Ruggerini, i Fastelli e i Gianfigliazzi.



Coordinate:  43°46'10.95"N,  11°15'2.93"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 28 gennaio 2013

Pentagramma, note, cani e cavalli

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Firenze, via Tornabuoni 10, targa

Michał Kleofas Oghinski nacque il 25 settembre 1765, morì  il  15 ottobre 1833  a Firenze, fu sepolto nella Basilica di Santa Croce.  E' stato un compositore polacco, diplomatico e uomo politico, Gran Tesoriere lituano e  senatore  russo. Proprio accanto a Palazzo Strozzi si trova  Palazzo Altoviti Sangalletti, sulla cui facciata, sotto lo stemma degli Strozzi, all'altezza del n. 10 è visibile una targa in cirillico e italiano.

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IN QUESTA CASA
DAL 1823 AL 1833
VISSE E MORÌ IL
GRANDE COMPOSITORE
MIKHAL KLEAFAS
OGHINSKI
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Coordinate:  43°46'15.27"N,  11°15'4.99"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 17 giugno 2013

Santa Trinita, la piazza e il ponte ai tempi di Giuseppe Zocchi

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Firenze, Piazza Santa Trinita e il ponte

L'incisione di Giuseppe Zocchi (Firenze, 1711 – Firenze, 1767) che vediamo riprodotta sotto ci riporta indietro nel tempo, ad uno scorcio di Firenze settecentesca con la Colonna della Giustizia, la Piazza, la Basilica e sullo sfondo il ponte di Santa Trinita attraverso Via Tornabuoni.




Coordinate:  43°46'12.78"N,  11°15'4.69"E                      Mappe:  Google - Bing



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giovedì 21 novembre 2013

I Signori Otto contro le brutture

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Firenze, Via dei Giacomini


Un'altra targa si aggiunge alla collezione degli avvisi dei Signori Otto di Guardia e Balia. E' in un angolino della strettissima via dei Giacomini, continuazione in piccolo di via dei Corsi,   con Via de' Tornabuoni, vicinissimo a Piazza degli Antinori proprio di fronte alla Chiesa dei Santi Michele e Gaetano. L'iscrizione non è completa, non si legge l'anno e solo qualche parola.

I S OTTO...
PROIBITO FAR
BRUTTURA

L'intento è il solito, indurre i fiorentini del 400 fino al Settecento (date di installazione delle targhe) di astenersi dallo sporcare il suolo pubblico con le loro 'brutture' ed evitare comportamenti illeciti e 'immorali', giochi e schiamazzi. Ai contravventori multe e tratti di fune fino ad arrivar alla detenzione

Coordinate:   43°46'20.06"N,  11°15'4.46"E                      Mappe: Google - Bing


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venerdì 16 maggio 2014

La luce soffusa del cortile Strozzi

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Firenze, Palazzo Strozzi


Dal portone dell'entrata da Piazza Strozzi, le colonne del cortile e in fondo il portone che dà su via de' Tornabuoni.


Coordinate:   43°46'16.38"N,  11°15'6.32"E                     Mappe: Google - Bing


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mercoledì 24 ottobre 2018

Piazza Padella e lo stemma della famiglia Pasquali





Firenze, via dei Rondinelli e via degli Agli

Lo stemma della famiglia Pasquali "d'azzurro, al cervo rampante d'argento, avente fra le zampe anteriori una stella a otto punte d'oro", tridimensionale, qui raffigurato, in quanto scolpito in pietra serena, posizionato sullo spigolo del palazzo che si trova tra via dei Rondinelli e via degli AgliI Pasquali, la cui presenza a Firenze è attestata nella prima metà del Trecento, vengono fatti risalire a Tommaso e Francesco figli di Pasquale. I mestieri esercitati tradizionalmente dai membri della famiglia Pasquali furono quelli di barbiere, cerusico e medico.
Il palazzo fa angolo con piazza degli Antinori e prosegue lungo via degli Agli. Nella sua attuale configurazione l'edificio fu definito sotto il granduca Cosimo I  (Firenze, 1519 – 1574) per Giovanni Pasquali, medico della famiglia Medici, inglobando o comunque occupando un'area dove erano già due antiche case proprietà degli Aldobrandini di Lippo, passate ai Venturi nel 1457, quindi ai Petrini nel 1541 e, grazie al matrimonio di Lucrezia Petrini con Giovanni Pasquali, a quest'ultima famiglia. (Repertorio delle architetture civili di Firenze).


L'antica Piazza Padella
Questa piazza, ora del tutto sparita e convertita in tanti chiassoli, quali sono quelli dietro il palazzo Pasquali nella via teatina che porta al giardino Orlandini, si estese un tempo per tutto lo spazio occupato dal convento dei Teatini, nel quale fu in gran parte occupata per volere di Ferdinando I [Firenze, 1549 – 1609]. - Il Vasari [Arezzo, 1511 – 1574] nomina questa piazza parlando, nella via di Lapo, dell'innovazione della chiesa di S. Michele e Gaetano - Il Migliore dice che la Repubblica avea decretato nel 1329 tenervi quivi un postribolo, ma quel decreto non ebbe effetto e fu di poca durata, perchè l'Ammirato scrive che nell'anno 1486 nelle nozze di Lorenzo Tornabuoni con Giovanna di Maso degli Albizzi, ballarono sulla piazza Padella cento delle prime Gentildonne di Firenze. - Al certo quella illustre famiglia, che qui prossime avea le case, non avrebbe prescelto questo luogo se fino allo stato fosse un pubblico postribolo.
Da "Il Fiorentino istruito nelle cose della sua patria - Calendario per l'anno 1847" - Cavagna Sangiuliani di Gualdana, Antonio, conte.


Coordinate:  43°46'22.22"N,  11°15'5.41"E                     Mappe: Google - Bing


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mercoledì 18 dicembre 2019

Il Palazzo Gianfigliazzi, la contessa d'Albany e Vittorio Alfieri

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Firenze, Lungarno Corsini 2, Palazzo Gianfigliazzi

Nei pressi del Ponte Santa Trinita e Via Tornabuoni, per chi percorre il Lungarno Corsini trova sopra il portone del numero 2 una lapide sulla quale è incisa la seguente dicitura: 


VITTORIO ALFIERI PRINCIPE DELLA TRAGEDIA

PER LA GLORIA E RIGENERAZIONE DELL'ITALIA 

 QUI CON MAGNANIMO ARDIRE MOLTI ANNI DETTO' E MORI'

L'edificio su cui è apposta la targa è quello che già dei Ruggerini (come ci informa il Repertorio delle Architetture Civili di Firenze) e quindi passato ai Fastelli, vanta una prima edificazione trecentesca e quindi una configurazione sotto forma di palazzo attorno alla metà del Quattrocento fu il primo ad essere costruito sull'attuale fronte stradale, fino ad allora caratterizzato da case arretrate e segnate da questo lato da terreni delimitati da bassi muri. Acquistato nel 1460 dai Gianfigliazzi (che in questa zona possedevano numerosi edifici compreso quello attiguo al nostro, attualmente segnato con il numero 4) fu oggetto nel Seicento di un intervento su progetto di Gherardo Silvani, volto ad adeguare il palazzo al gusto del tempo (sua la facciata, il terrazzino e la cappella secondo Filippo Baldinucci). Alla fine del Settecento (1792) fu abitazione della contessa Luisa Stolberg d'Albany: in questo periodo qui furono ospiti Ugo Foscolo, il pittore François-Xavier Fabre, Anne Louise Germaine Necker (Madame de Staël) e Vittorio Alfieri, che vi morì nel 1803. Lo stesso Alfieri descrive la casa come "graziosa, benché piccola, posta al lungarno di Mezzogiorno...". Ancora nei primi decenni dell'Ottocento il palazzo, diviso in appartamenti, risulta affittato a ospiti selezionati, così come è documentato con lo scrittore e storico della letteratura americano George Ticknor, qui nel 1818 e ancora nel 1836. Nuovi e importanti lavori di trasformazione furono promossi nell'Ottocento (un cantiere, presumibilmente diretto dall'architetto Francesco Petrini, è documentato nel 1846), quando l'edificio fu ampliato da entrambi i lati, rialzato e sostanzialmente modificato fino a configurarlo nei termini odierni. Nel 1906 fu restaurata la facciata. Nel 1936 furono allargati tre sporti di negozio. Fino a tutto il 2011 ha ospitato il consolato inglese a Firenze. Sul fronte è uno stemma moderno dei Dainelli da Bagnano. 

Come detto, Vittorio Alfieri morì in questo palazzo nel 1803 ospite della contessa Luisa Stolberg d'Albany. Ma chi era la contessa Luisa Stolberg d'Albany? Nata Louise Maximilienne Caroline Emmanuele di Stolberg-Gedern (Mons, 20 settembre 1752 – Firenze, 29 gennaio 1824) prese il cognome da Carlo Edoardo Stuart, conte d'Albany, cinquantaduenne all'epoca, col quale si sposò, lei ventenne, per procura alla fine di Marzo del 1772 per  poi conoscerlo di persona a metà del mese successivo.  Carlo Edoardo Stuart era il  pretendente giacobita al trono d'Inghilterra, rifugiato esule a Firenze, il quale trovò dimora nel palazzo di San Clemente o Casino Guadagni, detto appunto palazzo del Pretendente, situato in via Pier Antonio Micheli 2 all'angolo con via Gino Capponi 15.
Luisa Stolberg è più conosciuta nella storia della letteratura con il titolo di contessa d'Albany, come intellettuale attiva nei salotti romani, fiorentini e parigini. Rimase vedova di Carlo Edoardo nel 1788. Già nel 1777 la  contessa intratteneva una relazione con Vittorio Alfieri, ventottenne, fu un colpo di fulmine dal loro primo incontro che divenne rapporto stabile a palese alla morte del Pretendente a Parigi fino al 1791, quando la Rivoluzione costringe Luisa e Vittorio a fuggire dalla Francia per tornare a Firenze proprio nel Palazzo Gianfigliazzi. 

Il ritratto che l’Alfieri fa di Luisa nella Vita di Vittorio Alfieri scritta da esso (pubblicata postuma nel 1806, con la falsa data del 1804): 
"Fin dall'estate innanzi, ch'io avea come dissi passato intero a Firenze, mi era, senza ch'io '1 volessi, occorsa più volte agli occhi una gentilissima e bella signora, che per esservi anch'essa forestiera e distinta, non era possibile di non vederla e osservarla; e più ancora impossibile, che osservata e veduta non piacesse ella sommamente a ciascuno... L'impression prima me n'era rimasta negli occhi, e nella mente ad un tempo, piacevolissima. Un dolce focoso negli occhi nerissimi accoppiatesi (che raro adiviene) con candidissima pelle e biondi capelli, davano alla di lei bellezza un risalto, da cui difficile era di non rimanere colpito e conquiso. Età di anni venticinque; molta propensione alle bell'arti e alle lettere; indole d'oro; e, malgrado gli agi di cui abondava, penose e dispiacevoli circostanze domestiche, che poco la lasciavano essere, come il dovea, avventurata e contenta. Troppi pregi eran questi, per affrontarli."

Coordinate:  43°46'11.26"N,  11°15'0.81"E                     Mappe: Google

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mercoledì 30 settembre 2009

Un lampione a Palazzo Strozzi



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Firenze, un lampione all'angolo tra Via Strozzi e via Tornabuoni.

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domenica 11 ottobre 2009

Porta fiaccola in ferro battuto


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Firenze, Palazzo Strozzi da via Tornabuoni, Porta-fiaccola in ferro battuto .

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giovedì 13 agosto 2009

Palazzo Strozzi, una finestra




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Firenze, Palazzo Pitti, un finestrone da Via de' Tornabuoni.



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