Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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domenica 12 settembre 2010

Palazzo Benci

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Firenze, Piazza Madonna degli Aldobrandini, Palazzo Benci

La famiglia dei Benci, a cui appartengono mercanti, uomini politici e letterati, ebbe la sua ascesa tra il Tre e Quattrocento grazie all'esplosione dell'economia fiorentina di quel periodo.
La residenza principale fu quella situata nel quartiere di Santa Croce nella via che oggi prende il loro nome. A questa si aggiunse il palazzo di Piazza Madonna degli Aldobrandini edificato nel luogo ove precedentemente erano povere abitazioni fra le quali sembra quella ove nacque Giotto. Alla affrescatura della facciata partecipò anche Bernardino Poccetti (1548-1612) nel 1575.

Vedere anche:
- Il busto per ringraziamento
- Uffizi, Porta delle suppliche



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giovedì 5 novembre 2015

La cupola di San Lorenzo

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Firenze, Piazza San Lorenzo

La cupola della Basilica di San Lorenzo è facile da riconoscere per chi guarda un po' dall'alto il panorama della città ed è caratteristica per le volumetrie e le forme che si vedono dal basso da via del Canto dei Nelli che costeggia la chiesa da dietro o da Piazza di Madonna degli Aldobrandini (foto sotto) o da piazza San Lorenzo. Più inusuale è osservarla dall'interno del Chiostro dei Canonici da dove sembra svettare a quasi incombere con la sua leggera pesantezza secolare a ricoprire la cappella dei Principi a forma ottagonale seconda solo alla cupola del Brunelleschi del Duomo.

Ecco come Arnaldo Cocchi  ne parla nel suo libro 'Le chiese di Firenze dal secolo IV al secolo XX. (1903)':  
"... Annessa alla basilica trovasi la cappella comunemente detta dei Principi. Fu ideata da Cosimo I [Firenze, 1519 – 1574] per servire quasi a gran sepolcreto dei suoi genitori, per sé e per i figli. Il primo a darne il disegno fu il Vasari, ma il progetto non fu eseguito neppure sotto Francesco I [(Firenze, 1541 – 1587)], figlio e successore di Cosimo. A Ferdinando I [Firenze, 1549 – 1609], suo fratello, era riserbato non solo l'effettuarne il progetto, ma innalzarlo con idea nuova, assai più grandiosa e magnifica. A formare il progetto concorse anche Bernardo Buontalenti [Firenze, 1536 – 1608].
Che questo edificio fosse eretto con la speranza di potervi collocare il sepolcro di Cristo, come molti scrissero, e che a questo fine nel 1604 fosse iniziata una spedizione in Siria, non è che un racconto destituito da ogni fondamento e solo appoggiato a una voce popolare, qual di fatto essa fu.
Nonostante la seguente iscrizione, sembra che l'edifizio fosse incominciato nell'anno 1600, con l'assistenza di Matteo Nigetti [Firenze, 1570 circa – 1649]e del Buontalenti suo maestro :
« A dì 10 Gennaio 1604 si dette principio a' fondamenti di « questo tempio dominante Ferdinando I Gran Duca di Toscana, al quale successe Cosimo figliuolo, e dipoi Ferdinando II [(Firenze, 1610 – 1670] Architetto Principe Don Giovanni Medici [Firenze, 1567 – 1621], il Gran Duca comandò Matteo Nigetti architetto fiorentino, che fusse col suddetto Principe, e pigliasse l'ordine di fare i disegni e modelli, sì della muraglia, che de' diaspri, altare e ciborio del santissimo Sacramento. Che tutto si è eseguito, e si mette in opera sino a questo presente anno MDCXL, e si seguita per la Dio grazia ».
La differenza di data si concilia in questa guisa: Nel 1600 si incominciarono gli scavi; il 10 di gennaio del 1604, senza alcuna solennità, si gettò la prima pietra e il dì 5 del mese di agosto furono solennemente benedetti i fondamenti, alla presenza di Ferdinando I e del principe Cosimo suo figlio, dall'arcivescovo, coll'assistenza del clero della metropolitana e di quello di San Lorenzo..."

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Coordinate:  43°46'30.06"N,  11°15'12.13"E                      Mappe: Google - Bing



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martedì 14 settembre 2010

Il busto per ringraziamento


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Firenze, Piazza Madonna degli Aldobrandini, Palazzo Benci, busto di Francesco I de' Medici

Sul portale del Palazzo Benci (oggetto del post precedente) si trova il busto di Francesco I de' Medici messo li, secondo un contemporaneo come ringraziamento nei confronti della moglie Bianca Cappello, che aveva interceduto per far ottenere un incarico a un componente della famiglia Benci. Sotto il colonnino si legge:

EXORTUS - UTI - AETERNIUS - SOL

L'esponente più famoso della famiglia Benci è una donna, Ginevra de' Benci, ritratta da Leonardo da Vinci ed oggi esposta alla National Gallery di Washington.

Vedere anche:
- Palazzo Benci
- Uffizi, Porta delle suppliche




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mercoledì 24 ottobre 2018

Piazza Padella e lo stemma della famiglia Pasquali





Firenze, via dei Rondinelli e via degli Agli

Lo stemma della famiglia Pasquali "d'azzurro, al cervo rampante d'argento, avente fra le zampe anteriori una stella a otto punte d'oro", tridimensionale, qui raffigurato, in quanto scolpito in pietra serena, posizionato sullo spigolo del palazzo che si trova tra via dei Rondinelli e via degli AgliI Pasquali, la cui presenza a Firenze è attestata nella prima metà del Trecento, vengono fatti risalire a Tommaso e Francesco figli di Pasquale. I mestieri esercitati tradizionalmente dai membri della famiglia Pasquali furono quelli di barbiere, cerusico e medico.
Il palazzo fa angolo con piazza degli Antinori e prosegue lungo via degli Agli. Nella sua attuale configurazione l'edificio fu definito sotto il granduca Cosimo I  (Firenze, 1519 – 1574) per Giovanni Pasquali, medico della famiglia Medici, inglobando o comunque occupando un'area dove erano già due antiche case proprietà degli Aldobrandini di Lippo, passate ai Venturi nel 1457, quindi ai Petrini nel 1541 e, grazie al matrimonio di Lucrezia Petrini con Giovanni Pasquali, a quest'ultima famiglia. (Repertorio delle architetture civili di Firenze).


L'antica Piazza Padella
Questa piazza, ora del tutto sparita e convertita in tanti chiassoli, quali sono quelli dietro il palazzo Pasquali nella via teatina che porta al giardino Orlandini, si estese un tempo per tutto lo spazio occupato dal convento dei Teatini, nel quale fu in gran parte occupata per volere di Ferdinando I [Firenze, 1549 – 1609]. - Il Vasari [Arezzo, 1511 – 1574] nomina questa piazza parlando, nella via di Lapo, dell'innovazione della chiesa di S. Michele e Gaetano - Il Migliore dice che la Repubblica avea decretato nel 1329 tenervi quivi un postribolo, ma quel decreto non ebbe effetto e fu di poca durata, perchè l'Ammirato scrive che nell'anno 1486 nelle nozze di Lorenzo Tornabuoni con Giovanna di Maso degli Albizzi, ballarono sulla piazza Padella cento delle prime Gentildonne di Firenze. - Al certo quella illustre famiglia, che qui prossime avea le case, non avrebbe prescelto questo luogo se fino allo stato fosse un pubblico postribolo.
Da "Il Fiorentino istruito nelle cose della sua patria - Calendario per l'anno 1847" - Cavagna Sangiuliani di Gualdana, Antonio, conte.


Coordinate:  43°46'22.22"N,  11°15'5.41"E                     Mappe: Google - Bing


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