Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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lunedì 22 agosto 2016

Firenze del XV secolo

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Firenze, basilica della Santissima Annunziata

Per capire come fosse la Firenze nei secoli passati, quando ancora non esisteva la fotografia, è necessario guardare i quadri dei contemporanei. Le varie, poche carte geografiche ci aiutano a immaginarla nel complesse, ma i quadri o gli affreschi, come in questo caso, ci aiutano a vedere scorci perduti o estremamente modificati. Cosimo di Lorenzo Rosselli (Firenze, 1439 – Firenze, 1507), nell'affresco a cui si da il titolo de La Vestizione del Santo situato all'angolo sinistro del Chiostro dei Voti, all'interno della basilica della Santissima Annunziata, ci lascia la testimonianza visiva di una Firenze racchiusa dalle mura con la cupola del Duomo, il vertice del Campanile di Giotto, il Battistero oltre che la zona ancora semi selvaggia, libera da costruzioni e solcata da un corso d'acqua che probabilmente è il Mugnone. Il Mugnone, più volte deviato nei secoli, oggi segue un percorso verso ovest sboccando in Arno molto più lontano rispetto a quei tempi.
Ricorderete che sepre presso la basilica della Santissima Annunziata abbiamo già incontrato un affresco che ci descriveva Firenze in un'altra prospettiva. E' il particolare di una delle sei lunette affrescate prima del 1612 dal Poccetti (pseudonimo di Bernardo Barbatelli, Firenze 1548 – Firenze, 1612) sul lato nord del chiostro "grande" o dei "morti" dove si riconosce chiaramente, l'inconfondibile architettura del Duomo.


Coordinate:   43°46'36.51"N,  11°15'40.30"E                    Mappe: Google - Bing




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lunedì 19 febbraio 2018

Sotto la pancia del cavallo di Ferdinando I




Firenze, Piazza Santissima Annunziata

Come possiamo vedere, la collocazione del monumento equestre di Ferdinando I de' Medici (Firenze, 1549 – 1609) è strategico essendo in asse con via de' Servi che porta al Duomo ed al centro della Piazza antistante la basilica della Santissima Annunziata, a cui la dinastia de' Medici fu molto legata. A proposito di via dei Servi, che da Piazza del Duomo porta a Piazza Santissima Annunziata, ricordiamo l'episodio sgradevole del presunto attentato sotto la congiura contro il Granduca Cosimo I in cui i sicari di Pandolfo Pucci (Firenze 1509, 1560) dovevano colpire a suon di archibugiate il granduca al passaggio del corteo. A quell'incrocio di via de' Servi con la via che porta il nome della nobile famiglia fiorentina dovevano partire gli spari contro il Granduca mente si recava alla basilica di Santissima Annunziata per assistere alle funzioni religiose. Scoperta la trama Pandolfo fu impiccato e appeso al Bargello e la finestra da cui dovevano partire i colpi fu murata per sempre.

Il monumento fu commissionato all'anziano Giambologna  (Jean de Boulogne, Douai, 1529 – Firenze, 1608) quasi sicuramente a seguito del successo avuto con la realizzazione del monumento celebrativo di Cosimo I (Firenze, 1519 – 1574) collocato in piazza della Signoria. Fin dalla fase progettuale il maestro fu affiancato da Pietro Tacca  (Carrara 1577 – Firenze 1640), suo valente allievo e in seguito suo successore nella bottega di borgo Pinti. Il modello in scala reale fu definito nel 1602 e gettato in bronzo nell'autunno dello stesso anno, ma l'opera fu portata a termine solo nel 1607 e sistemata nella piazza nell'ottobre del 1608 in occasione delle nozze del principe Cosimo con Maria Maddalena d'Austria   (Graz, 1589 – Passavia, 1631). Il bronzo usato per la fusione proviene dai cannoni delle galee turche sconfitte dai cavalieri di Santo Stefano, come ricorda l'iscrizione nella cinghia sottopancia del cavallo: "De' metalli rapiti al fiero Trace". I cartigli sul basamento (segnato da due ampie specchiature in granito rosso), opera di Pietro Tacca, risalgono invece al 1640. Il granduca si presenta a cavallo, in corazza, con ben evidente sul petto la croce di Santo Stefano, ordine equestre istituito da Cosimo I. 

Per quanto riguarda i cartigli si torna a segnalare il tanto celebrato motivo delle api disposte in cerchi concentrici attorno all'ape regina con il motto "Maiestate tantum", che impreziosiscono la cartella volta verso la facciata della basilica e che simbolicamente rimandano al potere pacifico del granduca al quale i sudditi riconoscono naturalmente il valore regale. 


Coordinate:  43°46'34.69"N, 11°15'37.82"E                    Mappe: Google - Bing




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giovedì 11 giugno 2015

I grandi dell'Allori a Santissima Annunziata

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Firenze,  Santissima. Annunziata

Abbiamo visitato altre volte nei nostri viaggi fotografici la bellissima piazza prospiciente la Basilica della Santissima. Annunziata, L'abbiamo vista oggi e come era nel Settecento,  il Loggiato dei Serviti che la delimita a ovest, lo Spedale degli Innocenti a est, e alcuni particolari quali statue equestri e fontane. Abbiamo visto anche l'affresco sull'arcone centrale antistante l'entrata della Basilica che rappresenta Fede e Carità, del Pontormo  (Pontorme, 24 maggio 1494 – Firenze, 2 gennaio 1557) e l'affresco del 1616 di Bernardino Poccetti, pseudonimo di Bernardo Barbatelli (Firenze 1548 – Firenze, 1612), nell'attiguo chiostro "grande" detto dei "morti", con uno scorcio del Duomo.
 Entriamo nella penombra della Basilica per dirigerci in una delle cappelle che si aprono  nella navata di destra, la cosiddetta cappella Montauto nota come cappella di San Girolamo con gli affreschi di Alessandro Allori ( Firenze 1535, Firenze 1607) eseguiti tra il 1560 e il ’64, prima importante commissione assegnata al giovane pittore da Bastiano da Montauto, che aveva fatto fortuna a Roma come banchiere e grande amico di Michelangelo.. Su una della pareti è la Disputa di Gesù tra i dottori e la Cacciata dei mercanti dal tempio. Nella Disputa sono riconoscibili i ritratti di gran cittadini, letterati e alcuni amici personali dell’Allori stesso, tutti identificati con il nome scritto sulle scollature degli abiti (Maso da San Friano, Agnolo Bronzino, Jacopo Butteri, Pontormo), ma anche poeti ed eruditi come Pier Vettori e Vincenzo Borghini.


Coordinate:   43°46'37.00"N,  11°15'39.68"E                     Mappe: Google - Bing




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lunedì 23 novembre 2015

Intorno alla Madonna del sacco

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Firenze, Piazza Santissima Annunziata, Basilica della Santissima Annunziata, Chiostro

Si entra da un altro portone a sinistra del portone principale della Basilica, attraversando un ampio corridoio sormontato da una volta a botte lungo il quale, a destra e a sinistra vi sono lapidi e busti di personaggi che hanno voluto lasciare il ricordo del loro passaggio su questa terra, in questa città, qui. La nostra meta è oltre questo corridoio, dritto in fondo all'angolo del Chiostro dei Morti: la Madonna del Sacco, affresco di Andrea del Sarto (Firenze, 1486 – 1530) del 1525, restaurata nel 2012. Dell'opera si conoscono disegni preparatori conservati nei musei britannici e francesi, oltre a copie a Firenze, Londra e Roma.
 
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Da Notizie inedite della vita d'Andrea del Sarto: raccolte da manoscritti e documenti autentici - Luigi Biadi – 1831 – pagg. 43/48

Prezzo - E invalsa generalmente la opinione che quella Madonna sia nominata - del Sacco - e perchè Andrea nel recinto dell' a-fresco rappresentò un sacco sul quale appoggiasi S. Giuseppe, e perché qualche Scrittore sostiene che in premio dell'opera ricevè il Del Sarto un sacco di grano.
Convengo che il nome - Madonna del Sacco - possa prendere la derivazione dal sacco che per uno slancio di vaga fantasìa Andrea dipinse nell'a-fresco in modo da figurarlo ripieno non d'altro che dei panni occorrenti al bambino Gesù, alla Vergine, ed a S. Giuseppe, che vi si riposa senza in menoma parte avvallarlo, come dovrebbe accadere se dall'Autore si fosse voluto dimostrare il sacco ripieno di grano, e non di panni. Ma nego che il premio all'Artefice consistesse in grano: e lo nego cui documento alla mano tratto dai Libri manoscritti di spese dei PP. Serviti di Firenze esistente nell'Archivio centrale delle Corporazioni Religiose soppresse - ivi - Giugno 1514. ad Andrea Del Sarto per resto della Madonna del Sacco lire 56. - Il vocabolo - resto - somministra naturalmente il concetto di un'antecedente somma di danaro in conto, che potrà dirsi ricevuta da Andrea in lire 14., facendo si ammontar l'onorario fino a scudi 10. Nè può supporsi che maggiore delli scudi 10. fosse il pagamento di sì bella fatica, avvertendo il Vasari - fecela ( la Madonna del Sacco ) per poca somma.
Nego che il palmario consistesse in grano, sull'appoggio ancora dell'istesso Vasari - Fu de' danari di una donna che avea fatto un voto, dal quale scioltala M. Jacopo Frate de'Servi, gli ordinò che facesse fare la Madonna (del Sacco) che Andrea fu incombensato e fecela per poca somma.

CAPITOLO XI.
Reputazione d'Andrea in questo tempo.  
Che Andrea, mercè le sue più squisite produzioni avesse in tal tempo acquistato maggior fama, e fosse divenuto l'onor della Patria, siccome madre feconda di non comuni talenti, viene unanimemente consentito dalli Scrittori, i quali fermandosi a contemplar le bellezze dei dipinti - La Natività di Maria - I Magi - e - La Madonna del Sacco - esclamano energicamente che non si possono quelle mai abbastanza lodare, ed esortano altresì di imitarle chi nella pittura aspiri ad una ben solida reputazione . Il Vasari così ne ragiona - Le quali tutte opere diedero sì gran nome ad Andrea nella sua Città, che fra molti giovani e vecchi che allora dipignevano era stimato de' più eccellenti che adoprassino colori e pennelli - Argenville - En voyant ces Tableaux on rendroit toute la justice qu'est due à André Del Sarto, et l'on ne pourrait se defendre de le mettre au rang des premièrs peintres - Il Bocchi - E Tiziano Pittor famoso ne' tempi nostri, quando fu in Fiorenza per la vista di questa pittura ( Madonna del Sacco ) restò in guisa ammirato che commendando l'industria senza fìne, a tutte, le quali vedute havea, l'antipose, e quando era lontano, o altri di altra pittura favellava, non poteva a partito nessuno soffrire, e di haver dolore affermava, se della vista della Madonna del Sacco non saziava sua vista, e dell'alta sua bellezza non ragionava. - E il dottissimo Lanzi discorrendo della Madonna del Sacco - E a chi non vide Firenze e Roma fa fede ( quell'opera ) che Andrea al primo maestro dell'arte è talora piuttosto emulo che secondo. Chi sente che sia Tibullo nel poetare, sente che sia Andrea nel dipingere .

CAPITOLO XII.
Come lo consideravano in allora i bravi Artisti.  
Se fra i non pochi Artisti contemporanei d'Andrea, profondi conoscitori dei di lui meriti in questo tempo ed eziandio intenti a celebrarlo, non fo speciale menzione del Sansovino, del Puligo, del Granacci, del Bandinelli, del Ghiberti, del Perugino, procede dal sentirmi risuonar la voce del primo fra i primi, di quel Michelangiolo nominato dall' Ariosto

E quel eh' a par sculpe e colora
Michel, più che mortale Angel divino.

che intuona a relazione del Bocchi inni di gloria al nostro Del Sarto, professandogli stima non minore che all' Urbinese - ivi - Per lo che fu sempre questo maraviglioso artefice ( Andrea ) tenuto in pregio dal Buonarroto, e come chiedeva la sua virtù, altamente commendato ; ed ebbe ardire ( cotanto puote la verità in cuor gentile ) di dire queste parole in sul viso a Raffaello da Urbino, mentre che favellava seco sopra il valore di rari artefici - egli ha in Firenze un omaccetto volendo significare Andrea, il quale se in grandi affari, come in te avviene, fosse adoprato,ti farebbe sudar la fronte.



Coordinate:  43°46'37.95"N,  11°15'40.76"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 16 novembre 2015

Un monaco e un vaso alle finestre

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Firenze, Piazza Santissima Annunziata, la Basilica della Santissima Annunziata

Prima di entrare nella basilica vera e propria da Piazza  Santissima Annunziata  si deve accedere al Chiostrino dei Voti, così chiamato per gli ex-voto esposti fino al secolo scorso, costruito fra il 1447 e il 1452 su disegno di Michelozzo (Firenze, 1396 – 1472). Qui intorno al chiostro si possono ammirare soprattutto gli affreschi che appaiono sulle pareti che sono a firma di  Alessio Baldovinetti (Firenze, 1425 – 1499), Cosimo Rosselli (Firenze,  1439 - 1507), Andrea del Sarto (Firenze, 1486 – 1530) del quale qui troviamo anche il monumento funebre sulla parete sinistra, un busto del 1606 opera di Giovanni Caccini (Montopoli in Val d'Arno, 1556 – 1613), ed altri affreschi di Franciabigio (Firenze, 1482/4 ca – 1525), Pontormo (Pontorme, 1494 –  1557) e Rosso Fiorentino (Firenze, 1495 –  1540).

Sopra gli archi del chiostro si aprono delle finestre, vere, eccetto le due che si trovano in alto a sinistra. In realtà sono false finestre, murate e affrescate, nelle quali troviamo raffigurati un vaso di fiori e una figura di un monaco che sembra guardarci. Nella penombra il monaco può sembrare reale e dà l'impressione che segua con lo sguardo proprio noi che camminiamo in basso. Si ha la sensazione che non ci abbia individuato per redarguirci per chissà per quale peccato commesso, quanto piuttosto per proteggerci dall'alto come farebbe un padre benevolo per ogni figlio veduto casualmente passando davanti ad una finestra distogliendo lo sguardo dal libro che stava leggendo.

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Coordinate:   43°46'36.43"N,  11°15'39.27"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 1 gennaio 2015

Uno scorcio del Duomo ai tempi di Bernardino Poccetti

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Firenze, Piazza della Santissima Annunziata. il chiostro "grande"

Alla sinistra della Basilica della Santissima Annunziata si apre il chiostro "grande" o dei "morti", risistemato su un lato della chiesa da Michelozzo (Firenze, 1396 – 1472) e da altri; fu terminato nel secolo XV. Qui si trovano venticinque lunette sotto gli archi, affrescate intorno al 1605 da Ventura Salimbeni (Siena, 1568 – 1613), Fra Arsenio Mascagni  (Firenze, 1579 – 10 marzo 1637), Matteo Rosselli (Firenze 1578 -  1650) intorno a 1616 e  Bernardino Poccetti, pseudonimo di Bernardo Barbatelli (Firenze 1548 – Firenze, 1612). Questo, nella foto in alto, è un particolare di una delle sei lunette affrescate prima del 1612  da Poccetti situate sul lato nord del chiostro nel quale viene rappresentato il vescovo di Firenze che assegna al nuovo Ordine la regola di Sant'Agostino. Si riconosce sullo sfondo, in alto a sinistra, l'inconfondibile architettura del Duomo.

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Coordinate:  43°46'37.93"N,  11°15'39.97"E                      Mappe: Google - Bing



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venerdì 9 dicembre 2011

Quando le carrozze erano in piazza

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Firenze,  Piazza della Santissima Annunziata

Sotto vediamo un'austera Piazza SS Annunziata nel 700 come la vedeva Giuseppe Zocchi (Firenze, 1711 – Firenze, 1767)  priva di auto e percorsa da carrozze trainate da cavalli. Niente sembra essere cambiato, ci sono le due fontane con mostri marini in bronzo e il monumento equestre del granduca Ferdinando I opera del Giambologna oltre che la basilica della Santissima Annunziata, lo Spedale degli Innocenti (il primo orfanotrofio europeo) e sulla nostra sinistra la Loggia dei Servi di Maria.




Coordinate:  43°46'34.69"N,  11°15'37.82"E        Mappe:  Google   -    Bing



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lunedì 9 ottobre 2017

L'indemoniata





Firenze, Santissima Annunziata 

All'ingresso della Basilica della Santissima Annunziata, nell'omonima piazza, si trovano alcuni affreschi dei più grandi maestri del rinascimento e oltre. Sulla sinistra di questo ingresso chiamato Chiostrino dei Voti troviamo l'opera in affresco, restaurato da non molto tempo, di Andrea Del Sarto (Firenze, 1486 – 1530) intitolato La Guarigione Dell'Ossessa.
Proprio al centro del dipinto, sopra l'indemoniata guarita, si vede il diavolo con tanto di corna, ali da pipistrello, cosa attorcigliata e zampe da caprone,  fuggire a gambe levate, a seguito della benedizione di San Filippo Benizi .



Coordinate:   43°46'36.43"N,  11°15'39.27"E                     Mappe: Google - Bing



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domenica 1 dicembre 2019

Le sanzioni minacciate dai Signori Otto nel Seicento



Firenze, Via Gino Capponi, lapide


All'inizio di Via Gino Capponi, all'angolo della Basilica della Santissima Annunziata si trova murata una delle tante lapidi nelle quali si leggono le minacce della magistratura, i Signori Otto di Guardia e Balia. Questi, i  Signori Otto di Guardia e Balia, detti anche più semplicemente Signori Otto, erano un'antica magistratura fiorentina che attendeva agli affari criminali e di polizia della Repubblica di Firenze prima e del granducato poi.
Già nel 1353 era stata data "balia" a otto cittadini perché trovassero il modo di reprimere e punire gli episodi criminali, soprattutto quelli violenti, che avvenivano in città. Gli otto saggi stabilirono che si dovessero nominare quattro ufficiali di polizia ma forestieri, cioè che fossero originari di luoghi posti ad almeno quaranta miglia dalla città, e affidare a ciascuno di loro un notaio e cinquanta famigli, sbirri, che in uniforme avrebbero dovuto pattugliare la città e piantonare le chiese per evitare che i rei vi si rifugiassero e chiedessero diritto d'asilo.
Nella lapide situata dopo le ultime 4 finestre a destra della foto, tra il cartello di divieto di transito e l'angolo della Basilica si legge a fatica e prima che il tempo e le intemperie cancelli tutto definitivamente:

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A DI XXI D'APRILE MDCXIIII
GLI SPETTABILI · SRI. OTTO · DI
BALIA · PROIBISCONO CHE · NO
NSI · FACCIA, SPORCIZE. LVNGO.
LACAPELLA DI SAŇO. BASTO DE
PVCCI · P QUANTO. DVA. DEA. CAP
PELLA SOTTO PENA DI DVA TR-
ATTI DI FVNE E QVATTRO
[ SCUDI ]  OLTRE · ALLA · CATTVRA
--------------------------------------------------------

Qualche altra lapide dei Signori Otto era indirizzata esplicitamente contro le signorine che si dedicavano alla 'professione', altre lapidi contro gli schiamazzi, i giochi rumorosi, soprattutto il gioco delle pallottole, contro  chi sporcava le fontane pulendo i calamai o facendo 'brutture' agli angoli più o meno nascosti della pubblica via, nei pressi di chiese e altri luoghi sacri o di proprietà di religiosi, frati, monache.


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giovedì 14 luglio 2016

Uscendo

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Firenze, Piazza Ss Annunziata

Non è affatto necessario camminare veloci anzi è controproducente avere fretta a Firenze. Si deve guardare, osservare tutto, cogliendo ogni occasione soffermando lo sguardo anche al di là di una porta la cui vetrata incasella e inquadra scorci suggestivi. Prima di uscire dalla Basilica della Santissima Annunziata lo abbiamo fatto soffermandoci a guardare oltre, oltre la piazza Santissima Annunziata, oltre la statua di Ferdinando I, oltre  via dei Servi fino a quando la prospettiva visiva non viene bloccata dall'inconfondibile sagoma del  Duomo e dalla Cupola del Brunelleschi con la palla dorata in vetta sormontata dalla croce.


Coordinate:  43°46'34.69"N, 11°15'37.82"E                    Mappe: Google - Bing




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lunedì 12 gennaio 2015

Il soffitto sopra la Chimera

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Firenze, Museo Archeologico Nazionale

Siamo in Piazza Santissima Annunziata, di fronte è la Basilica omonima con a sinistra il Chiostro Grande, delimitata a destra dallo Spedale degli Innocenti, a sinistra il Loggiato dei Servi di Maria e  da Palazzo Budini Gattai  dietro. Al numero 9b di Piazza Santissima Annunziata è l'ingresso del Museo Archeologico Nazionale con al primo piano la Sezione Etrusca, in cui, insieme ad alcuni capolavori della scultura funeraria chiusina in pietra fetida, sono esposti tra l'altro le grandi statue in bronzo della Chimera  (fine V- inizi IV sec. a.C.) e dell’Arringatore ( fine II- inizi I sec. a.C.), la Minerva di Arezzo (III sec. a.C.). Allo stesso primo piano troviamo la Sezione Egizia. Il Museo Egizio di Firenze è secondo in Italia solo al famoso Museo Egizio di Torino. Al secondo piano, corrispondente al Palazzo della crocetta, sono esposte le Antiche Collezioni Mediceo-Granducali, la collezione della ceramica attica figurata, una selezione dei grandi e piccoli bronzi greci, romani e rinascimentali, tra cui il Torso di Livorno, la testa di cavallo Medici Riccardi e l’Idolino di Pesaro, e due kouroi greci arcaici in marmo  ed altro. 
Molto suggestiva è la sala al primo piano del Museo dove sono esposte e messe in risalto da faretti che le illuminano tre bronzi di mirabile fattura, la Chimera e l'Arringatore che abbiamo sopra nominato e la Testa di Giovinetto, un bronzo degli ultimi decenni del IV secolo a.C. rinvenuto a Fiesole.
Qui sopra vediamo un particolare della volta affrescata della sala che accoglie il tre gioielli uno dei quali è la famosa Chimera di Arezzo.



Coordinate:  43°46'35.50"N,  11°15'40.43"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 11 luglio 2016

La firma di Adrea

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Firenze, Basilica di Santissima Annunziata

Gli affreschi all'interno del Chiostro dei Voti della Basilica di Santissima Annunziata sono stati appena restaurati, anzi, un paio di essi sono ancora sotto cura da parte degli esperti  restauratori, ambedue opere di Andrea del Sarto  (Firenze 1486 –  Firenze, 1530), La Guarigione dell'Ossessa (1509-1510) e Morte del Santo  e Guarigione di un Fanciullo  (1509-1510).  La mia attenzione è caduta su un altro affresco,  tornato a pieno splendore, sempre del Maestro, che si trova esattamente all'angolo opposto del chiostro rispetto agli altri due in corso d'opera, conosciuto come Corteo dei Magi.

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Al centro dell'affresco, in basso, su un sasso dipinto di grigio si distingue nettamente una sigla, l'acronimo, stilizzato del nome dell'autore: AV. Andrea d'Agnolo di Francesco di Luca di Paolo del Migliore Vannucchi. La stessa firma è posta su un altro affresco accanto, a destra, Natività della Vergine (1514).

Coordinate:   43°46'36.51"N,  11°15'40.30"E                    Mappe: Google - Bing




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mercoledì 31 ottobre 2012

Colonne in file ortogonali

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Firenze, Piazza Santissima Annunziata, Loggiato dei Servi di Maria

Loggiato della Confraternita dei Servi di Maria. Sotto il Loggiato dei Serviti, prospiciente lo Spedale degli Innocenti, è realizzato a partire dal 1516 su disegno di Antonio da Sangallo e Baccio d'Agnolo, a fianco del Palazzo Grifoni-Budini Gattai, ha sede l'oratorio della  Confraternita di San Girolamo e San Francesco di San Filippo Benizi. Edificato nel 1599 per la Compagnia di  San Filippo Benizi (poi soppressa), nel 1785 venne concesso venne concesso alla Confraternita di Santa Maria della Pietà, detta 'Buca' di San Girolamo, trasferita dallo Spedale di San Matteo. Nel 1911  [n.d.r. - non nel 1844, vedere commenti sotto]  vi confluì il sodalizio di San Francesco Poverino, il cui oratorio in San Zanobi era andato distrutto. Numerose opere d'arte ed arredi appartenuti alle tre compagnie vi sono ancora conservati.  Sollo sfondo la Basilica di Santissima Annunziata.


Coordinate:  43°46'35.98"N,  11°15'37.12"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 15 maggio 2011

La finestra murata

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Firenze, via de' Pucci angolo via dei Servi, Palazzo Pucci, finestra murata


Passeggiando per via dei Servi che porta da Piazza del Duomo a piazza Santissima Annunziata troviamo al primo incrocio con via de' Pucci sulla destra il palazzo di quella che fu la famiglia Pucci, antica alleata dei Medici. Componenti della famiglia Pucci ricoprirono cariche pubbliche soprattutto nel Quattrocento, ma nel 1560 Pandolfo Pucci fu accusato di congiura contro il Granduca Cosimo I. Suoi sicari dovevano colpire a suon di archibugiate il granduca al passaggio del corteo da quell'incrocio per assistere alle funzioni religiose nella basilica di Santissima Annunziata.
La punizione fu duplice, per i congiurati e le cose. I primi, Pandolfo e i suoi complici membri della famiglia Ridolfi e altri aristocratici, furono impiccati al Bargello, e la cosa, cioè la finestra, fu murata ed ancora oggi lo è.

Coordinate:  43°46'26.95"N,  11°15'28.22"E



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giovedì 15 dicembre 2011

L'arco di Maria Maddalena

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Firenze, Via Gino Capponi, arco

L'arco di  Maria Maddalena de' Medici (Firenze,1600 -1633) si trova nella stessa via Gino Capponi dove abbiamo visto la ex chiesa di San Pierino, Due confratelli incappucciati. Lo possiamo vedere anche in fondo a destra nella foto del post  Quando le carrozze erano in piazza. 
A quanto sembra era abitudine dei Medici crearsi dei corridoi personali da utilizzare per spostarsi con sicurezza da un punto all'altro della città, vedasi il Corridoio Vasariano che collega palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, ma questo corridoio che viene evidenziato dalla presenza di un arco sopra Via Gino Capponi è stato creato per una triste ragione. Esso serviva a Maria Maddalena de' Medici, sorella sfortunata con problemi di deambulazione di Cosimo II de' Medici, per assistere alla messa nella Basilica di Santissima Annunziata da una grata nella navata, lontana da occhi indiscreti e senza l'incomodo di gradini da salire e scendere. 

Coordinate:  43°46'36.74"N,  11°15'41.36"E             Mappe: Google  -   Bing



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