Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

lunedì 8 gennaio 2018

Una lapide in ricordo di Savonarola dove era il tassello del Saracino





Firenze, Piazza della Signoria

Firenze potrebbe essere letta come un libro, una pagina dopo l'altra da sfogliare strato dopo strato partendo dalla superficie del suolo. Si risalirebbe così all'epoca medievale, romana, etrusca e forse anche all'epoca villanoviana o ancor prima, preistorica. Piazza della Signoria è il luogo ideale per sfogliare questo libro, lo si è già fatto anche nel recente passato, trovando le pavimentazioni, i  muri mozzati, le suppellettili e i manufatti di chiese, case, botteghe artigiane ed le ossa dei nostri antenati poco più in là dietro gli Uffizi. Questa foto mostra la copertina del libro di oggi, quella che ogni giorno migliaia di turisti e concittadini indaffarati percorrono incessantemente. Questo è il luogo dove venne strangolato il frate domenicano ferrarese Girolamo Savonarola (Ferrara, 1452 – Firenze, 1498) , chiamato dapprima dal Magnifico (Firenze, 1449 - 1492) nella sua chiesa di San Lorenzo nel 1482. Frate che incise tanto nella storia di Firenze con le sue prediche contro la chiesa corrotta (e non solo)  fino al suo esito finale nella piazza, qui dove è la pietra, dichiarato eretico, strangolato e il suo corpo bruciato. Perchè fu bruciato proprio qui? Un punto della piazza del tutto particolare, non proprio nel cento, non proprio di fronte alla facciata di Palazzo Vecchio, ma un po' defilato. E' qui dove un tempo era posto il tassello sul punto dove era fissato ed eretto il saracino in occasione della 'Giostra del Saracino' che ancor oggi si disputa ad Arezzo e non più a Firenze. Manifestazione cavalleresca tipica del Medioevo che consisteva nel colpire con una lancia l'effige di un moro centrando lo scudo. L'abilità del cavaliere, lanciato a tutta velocità sul suo destriero, consisteva sia nel colpire lo scudo che nell'evitare di essere colpito a sua volta dalla mazza ferrata incatenata sul braccio della manichino che roteava per reazione al colpo inferto dalla lancia al centro dello scudo. Il segno, il tassello, nella piazza dell'infedele, ovvero il Moro, il Saracino, fu sostituito a Firenze dalla lapide dell'eretico rinascimentale, accusato senza colpa (in attesa di riabilitazione), nella piazza più importante della città.

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QUI
DOVE CON I SUOI
CONFRATELLI FRA DOMENICO
BUONVICINI E FRA SILVESTRO
MARUFFI IL XXIII MAGGIO
DEL MCCCCXCVIII PER INIQUA
SENTENZA FU IMPICCATO ED ARSO
FRA GIROLAMO SAVONAROLA
DOPO QUATTRO SECOLI
FU COLLOCATE QUESTA
MEMORIA 
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Attribuzione a Francesco Rosselli (1445 -  1513 ) 1498 tavola, Museo San Marco 



Coordinate:  43°46'10.65"N,  11°15'20.66"E                      Mappe: Google - Bing




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