Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

giovedì 2 febbraio 2017

Fu la Vaga Loggia dei Ricasoli




Firenze, Piazza Carlo Goldoni 2

Palazzo Ricasoli

Attribuito tradizionalmente a Michelozzo di Bartolomeo Michelozzi, detto Michelozzo (Firenze, 1396 – Firenze, 1472), il palazzo è stato messo in relazione da Walther Limburger, seppure limitatamente alla costruzione del cortile, con l'attività giovanile di Baccio d'Agnolo. L'attuale facciata su piazza Goldoni, inoltre, sarebbe secondo Stegmann e Geymüller frutto di un ampliamento promosso ai primi del Cinquecento. Certo è che anche l'erezione del corpo principale della fabbrica è da datarsi dopo la morte di Michelozzo, con un cantiere aperto attorno al 1480 (anno nel quale è denunciato al catasto come costruito "circa della metà" e quindi interrotto per le difficoltà economiche attraversate in quel momento dai proprietari) e chiuso circa nel 1500. Sempre attorno agli anni dell'intervento del Pagani, nel 1580, mediante una galleria sottostante la strada, furono annessi al palazzo un vasto giardino e una loggia sul fiume (dove inizia l'attuale lungarno Vespucci, detta la Vaga Loggia, abbattuta nel 1855 in concomitanza con la realizzazione del lungarno Nuovo), ad accrescere ulteriormente la bellezza del luogo, già gratificato dall'apertura alla luce dell'Arno: "perché così ben risponde a graziosa vista, ed al commodo, che nell'uso in abitando si richiede, che non ci ha luogo, che non meriti lode, e da chi è intendente non sia ammirato. La strada del corso porge a questo commodissimo edifizio bellissima vista: quella, che è lungo il fiume d'Arno, e la più vaga, più dilettevole, più amena , che si possa immaginare" (Francesco Bocchi). Verso la fine del Settecento il palazzo divenne punto di riferimento per i viaggiatori inglesi e, con la denominazione di English House, ospitò tra l'altro la scrittrice Hester Lynch Thrale-Piozzi che qui, tra il 1784 e il 1786, tenne una sorta di accademia letteraria. qui, ad esempio, il poeta statunitense William Cullen Bryant che vi alloggiava nel 1858 ebbe modo di incontrare Nathaniel Hawthorne, mentre nel 1881 è documentata la presenza di Pëtr Il'ic Cajkovskij). 
Sulle cantonate si propone per due volte uno scudo con l'arme dei Ricasoli (fasciato di sei pezzi d'oro e di rosso, al leone attraversante d'azzurro). Lo scudo al centro del fronte che guarda a piazza Goldoni è quello mediceo granducale, con l'ordine spagnolo del Toson d'oro. Il palazzo appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.




Coordinate:    43°46'15.15"N,  11°14'52.89"E                   Mappe: Google - Bing



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