Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

giovedì 1 dicembre 2016

La Cupola del Brunelleschi e i terremoti di Firenze

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Firenze, Duomo, Cupola

La Cupola del Brunelleschi è testimone con una  ferita, una crepa ancora visibile alla sua base dei danni provocati da uno dei vari terremoti che hanno colpito Firenze.

«Ieri sera alle 20,57 ciascuno accudiva ai suoi affari, alle proprie occupazioni o ai propri piaceri – come tutte le altre sere – quando a un tratto un rombo cupo, poderoso, qualche cosa di rassomigliabile alla scarica di moschetteria di un mezzo reggimento, si fece sentire – e una scossa violenta, improvvisa, formidabile fece balzare uomini e cose, scosse oggetti e persone, impresse un singolare movimento ai corpi o ai mobili dei quartieri, agli esseri umani, come alle pareti delle case. (...) ... per istinto irresistibile i più uscivano dai pubblici locali, caffé e trattorie, dove bicchieri, bottiglie e tavolini avevano ballato una danza... singolarissima; dalle case che – specie gli ultimi piani – erano stati sbattuti, in modo da far credere agli inquilini di essere in barca; dai teatri nei quali il pubblico spaventato si affrettò all’uscita e in un momento Firenze, la pacifica Firenze, fu piena di folla che si riversava per le vie» (da “Fieramosca”, 20 maggio 1895).
A Firenze i danni furono molto estesi, ma nel complesso non gravissimi (per una descrizione dettagliata dei danni sofferti sia dall’edilizia monumentale e religiosa che da quella privata, si rimanda al libro di Elisabetta Cioppi, 1995). Non ci furono grandi distruzioni, ma rimasero più o meno danneggiati quasi tutti i monumenti, le chiese e i palazzi storici, e anche molte opere d’arte in essi conservate: piccoli crolli interessarono Palazzo Pitti e la Galleria degli Uffizi, lesioni rilevanti si aprirono nel Palazzo Medici Riccardi, nel Palazzo Strozzi, nelle volte dei porticati di Piazza SS. Annunziata e di Piazza Cavour (oggi Piazza della Libertà, lungo i viali di circonvallazione). Nel Museo Nazionale del Bargello ci furono gravi danni alla collezione di maioliche dei Della Robbia. Danneggiatissimo il Museo di San Marco, nell’omonima chiesa e convento, con cadute di cornicioni e lesioni alle volte e agli archi, soprattutto nel refettorio grande e nella biblioteca.
In Piazza della Signoria Palazzo Vecchio durante la scossa fu visto oscillare “come un pendolo”, ma rimase illeso. Nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il celebre duomo di Firenze, si aprirono numerose crepe nelle volte e una catena che univa gli archi laterali della navata centrale si spezzò; dalla Cupola del Brunelleschi caddero intonaci e stuccature e la croce posta sulla cuspide della lanterna si piegò verso nord. Il celebre campanile di Giotto e il vicino Battistero subirono alcune lesioni ma non riportarono danni strutturali. Fra le chiese maggiormente danneggiate ci furono quella della Badia Fiorentina, San Gervasio, San Lorenzo, San Leonardo in Arcetri e altre ancora, fra cui quella di Santa Maria del Carmine; gli affreschi del Masaccio nella Cappella Brancacci, invece, non furono danneggiati. Il complesso di Santa Croce fu danneggiato soprattutto nell’area dell’ex-convento, mentre la chiesa riportò danni lievi. Danni prevalentemente leggeri subirono anche le chiese di Santa Maria Novella, San Miniato al Monte e Santo Spirito (SGA, 2007). Numerosi danni interessarono l’edilizia residenziale e privata della città, con lesioni diffuse e cadute di soffitti. Uno stabile crollò in Via Pier Capponi. Complessivamente circa 100 edifici risultarono inagibili. A Firenze non vi furono vittime e si contarono solo 6 feriti non gravi (Cioppi, 1995). (Filippo Bernardini (INGV-Bo).)



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lunedì 28 novembre 2016

Presa e distruzione di Fiesole

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Firenze, panorama di Fiesole dalla Fortezza da Basso

Presa e distruzione 1010 delli anni di Cristo.

Essendo li nostri Fiorentini con li Fiesolani, e li Fiesolani verso li Fiorentini mimici; et avendosi fatto guerra l'uno contro a l'altro lungo tempo; e veggendo li Fiorentini non poter sottomettersi li Fiesolani, come arebbono volsuto; feciono insieme e d'accordo tregua: talmente che li Fiesolani se ne venivano in Firenze, e li Fiorentini se n' andavono per Fiesole, quasi che alla libera et alla sicura, negoziando e conversando insieme domesticamente. Nacque nel pensier de' Fiorentini di voler soggiogare e pigliare la detta città di Fiesole: et ordinorno in fra di loro segretamente d'ingannar li Fiesolani, e di pigliare la detta città il di 6 di luglio, cioè il di proprio della festa loro principale, che è di santo Romolo. Non si guardando li detti Fiesolani e vivendo a caso et alla reale, li Fiorentini ordinorno, come si fa per le feste e massime principali, di andare a vedere la lor detta festa, sotto colore d'amici. Et essendo entrati in buona quantità nella città di Fiesole, pur sotto armati, e veggiendo il bello, detti Fiorentini appoco appoco si accostorno alle porte et in un subito presole, dettono cenno, e li altri che erono fuori et in aguato aspettando, corsono dentro et in poco spazio di tempo la detta città di Fiesole fu ripiena di Fiorentini armati, et a pie et a cavallo; non facendo però offesa nè troppo danno a nessuno: faccende mandar bando da parte delli Fiorentini, per detta città di Fiesole, che chiunque delli Fiesolani voleva andar ad abitare la città di Firenze potessi liberamente e sicuramente. Andovvene ad abitare assai di detti Fiesolani: e di molti se n'andorno dispersi in varii e diversi paesi. Feciono li nostri Fiorentini quasi che di subito disfar la detta città di Fiesole, non lasciando altro che la chiesa del Duomo, con la muraglia del vescovado, insieme con certe altre poche chiesette.

Diario Fiorentino di Agostino Lapini dal 252 al 1596 - Corazzini 1900



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giovedì 24 novembre 2016

Piazza dei Ciompi

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Firenze, Piazza dei Ciompi

Piazza dei Ciompi è il risultato delle demolizioni di alcuni edifici negli anni 30 dello scorso secolo. Il nome viene dallo storico Tumulto dei Ciompi, detti anche scardassieri, i lavoratori di basso livello sociale del settore della lavorazione della lana che si dedicavano alla pettinatura e alla cardatura, che nel 1378 occuparono il Palazzo dei Priori. Questo avvenne il 24 Giugno ma l'alleanza del cosiddetto "popolo grasso" con quello minuto (la piccola borghesia già il 31 agosto un numeroso gruppo di Ciompi, stabilitisi in Piazza della Signoria, fu cacciato. La corporazione dei Ciompi venne abolita.

Un lato della piazza è occupato dalla Loggia del Pesce. Dagli anni Cinquanta la piazza ha ospitato un mercatino delle pulci con bancarelle posizionate al centro della piazza realizzate come piccole stanze stanzette coperte da una tettoia. Mercatino di un autentico spirito rionale fiorentino sembra essere del tutto cancellato con l'abbattimento delle strutture , spianato, ed in attesa di destinazione. Giardino, spiazzo per manifestazioni occasionali? Si vedrà.




Coordinate:  43°46'16.73"N,  11°15'53.68"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 21 novembre 2016

I marmi di Piazza del Duomo

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Firenze, Piazza del Duomo

Da Piazza San Giovanni una tripletta, a sinistra il Battistero, il Duomo al centro e sullo sfondo la mirabile Cupola del Brunelleschi.



Coordinate:  43°46'23.78"N,  11°15'20.18"E                      Mappe: Google - Bing




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giovedì 17 novembre 2016

Quella testa modernista

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Firenze, Via Brunelleschi

Il palazzo fu costruito sul luogo che una volta era parte del ghetto abbattuto ai tempi di Firenze Capitale del Regno d'Italia dai fratelli Taiuti tra il 1901 e il 1903 su progetto dell'architetto Giovanni Paciarelli (Siena, 1862 - 1929),con qualche suggerimento di Giovanni Michelazzi (Firenze, 1879 – Firenze, 1920). Prende il nome dalla Palazzo Pola e Todescan da i “Grandi Magazzini, all'industria inglese, Pola e Todescan”, che all'epoca erano specializzati nella vendita di articoli a buon mercato. Opera modernista fu accolto da critiche per il suo distaccarsi dalla tradizione rinascimentale, fu abbellito di sculture, fregi in ceramica colorata della manifattura Cantagalli e lavori in ferro battuto delle Officine Michelucci di Pistoia. Varie teste femminile sono poste sui pilastri del primo piano.


Coordinate:   43°46'20.36"N,  11°15'12.76"E                    Mappe: Google - Bing




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lunedì 14 novembre 2016

Del Maestro di Signa

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Firenze, quartiere di San Frediano

E' situato in Via S. Giovanni quasi ad angolo con Via di San Frediano, un tabernacolo con la pittura murale della prima metà del XV secolo raffigurante l'immagine della 'Madonna in trono con angeli'  di un non meglio identificato Maestro di Signa ( nato? - morto ? )probabilmente compagno di Neri di Bicci  (Firenze, 1418/1420 – Firenze, 1492) ambedue allievi di bottega di Bicci di Lorenzo a Firenze (Firenze, 1368 circa – 1452). Sotto si legge incisa su una lapide marmorea:


QUESTA ANTICHISSIMA IMMAGINE DI MARIA LA QUALE TROVAVASI DIPINTA
NELLA PARETE CHE SI DOVEVA DEMOLIRE PER APRIRVI LA PORTA
DEL NUOVO TEMPIO DELL'ARCANGIOLO SAN RAFFAELLO FU TRASFERITA QUI
DA UNA SOCIETÀ DI PIE PERSONE IL 5 SETTEMBRE 1642

GIUSEPPE VITALI PROPRIETARIO DELLA CASA FECE RESTAURARE
LA SUDDETTA IMMAGINE NELL'ANNO 1825 RIDUSSE IL TABERNACOLO
ALLA PRESENTE FORMA NELL'ANNO 1852
MARIA VITALI NIPOTE ED EREDE DI LUI
LO RESTAURÒ NELL'ANNO 1888

Come testimonia un'altra targa in ottone posta a destra del tabernacolo, testimonia un ulteriore restauro avvenuto tra il 2004  e il 2012 a cura dei FRIENDS of FLORENCE.

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giovedì 10 novembre 2016

Lo scorrere millenario

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Firenze, Arno

L'Arno scorre attraversando Firenze, Florentia, Fiorenza, da millenni sempre più stretto negli argini costruiti suo malgrado. Qualche volta si arrabbia ed esce, esonda. L'attuale Ponte Vecchio è stato costruito in muratura, dopo secoli di svariate strutture in legno portate via  dall'alluvione del 1333, nel 1343. 
Qui lo vediamo tranquillo, l'Arno, tra il Ponte Vecchio e il Corridoio Vasariano.



Coordinate:  43°46'5.49"N,  11°15'13.18"E                     Mappe: Google - Bing




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lunedì 7 novembre 2016

Quella discreta porticina di Carolina Bonaparte

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Firenze, Piazza Ognissanti

Piazza Ognissanti  è uno spazio relativamente grande per una città che ha un centro storico fitto di palazzi e monumenti che si incastonano millimetricamente gli uni con gli altri. Al centro di essa l'Ercole che combatte il leone di i Romano Romanelli (Firenze, 1882 – 1968) del 1935, da una parte le spallette dell'Arno, dall'altra la facciata in barocco fiorentino della chiesa di San Salvatore di Ognissanti. In fondo alla chiesa, sulla destra c'è la settecentesca Cappella di Pietro d'Alcantara con gli affreschi di Matteo Bonechi  (Firenze 1669 – 1756) che abbiamo già visto precedentemente avendo essa in un angolo una lapide in corrispondenza della tomba di Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, meglio conosciuto come Sandro Botticelli (Firenze, 1445 – 1510). Questa cappella offre un'altra curiosità, meno conosciuta ai più, ben nascosta. Da una porticina in fondo (sulla destra della foto in alto), del tutto anonima, si accede alla dimora eterna di Maria Annunziata Carolina Bonaparte (Ajaccio, 25 marzo 1782 – Firenze, 18 maggio 1839) sorella di Napoleone Bonaparte e regina di Napoli, dal 1808 al 1815, come moglie di Gioacchino Murat. Carolina Bonaparte visse a Firenze dal 1831, prima al palazzo Grifoni  in Borgo Ognissanti 13, poi l'anno successivo si trasferì a Palazzo che poi fu detto Bonaparte, in Piazza d'Ognissanti 3, dove rimase fino alla sua morte avvenuta il 18 maggio 1839.

272. HôTEL D'ITALIE (Borgognissanti, N.° 3358). – Servi di abitazione alla Contessa di Lipona , Carolina Bonaparte, vedova di Gioacchino Murat, la quale lo fece ridurre nel modo che vediamo l'anno 1835 sul disegno di Giuseppe Martelli. Essa vi terminò i suoi giorni il 18 maggio 1839. (da Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata di Federico Fantozzi, 1843)

Coordinate:   43°46'21.89"N,  11°14'46.16"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 3 novembre 2016

La Porta abbassata

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Firenze,

Nella basilica di Santo Spirito, nella cappella Nerli, c'è una pala dipinta da  Filippino Lippi (Prato, 1457 – Firenze,  1504) tra il 1485 e il 1488 dove sono raffigurati gli stessi committenti vestiti di nero, inginocchiati di fronte alla Madonna e al Bambino, conosciuta come 'Madonna con Bambino e i santi Giovannino, Martino e Caterina d'Alessandria'. Nel dipinto si riconosce il Palazzo Nerli e sullo sfondo la Porta San Frediano ed il quartiere omonimo così come appariva all'epoca. Rispetto ad oggi, oltre alla scomparse delle case medievali si nota la diversa volumetria della Porta, nettamente più bassa di quella dipinta nel quadro, abbassamento voluto probabilmente per renderla meno vulnerabile ai colpi di bombarde degli assedianti la città.


Appartenente alle mura trecentesche, la porta fu eretta in asse con via Pisana tra il 1332 e il 1334 su progetto tradizionalmente ricondotto a Andrea Pisano. La porta risulta essere la più maestosa tra quelle superstiti, anche se mai compiuta in altezza e, come negli altri casi, ulteriormente ridotta sempre in altezza negli anni immediatamente precedenti l'assedio di Firenze per adeguarla alle nuove esigenze militari indotte dall'uso dei cannoni e delle armi da fuoco. 

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lunedì 31 ottobre 2016

Chi non è con me è contro di me

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Firenze, Via Maggio, Palazzo Pannocchieschi

I Pannocchieschi d'Elci erano una famiglia nobile medievale originaria di Siena e Volterra, di probabile origine longobarda, che nel Seicento acquistò il palazzo di via Maggio dai Corbinelli. Si dice fosse appartenuto anche a Bianca Cappello (Venezia, 1548 – Poggio a Caiano, 1587) la quale aveva un altro palazzo proprio accanto, sempre in Via Maggio. Furono i Corbinelli nel Cinquecento a unificare in un unico edificio alcune loro case. Nel 1672 Filippo Pannocchieschi affidò il restauro del palazzo a Gherardo Silvani (Firenze, 1579 – 1675).
Lo stemma di famiglia è al centro della facciata, scolpito in pietra, è della famiglia Pannocchieschi, con l'aquila bicipite sormontata da una corona imperiale che sostiene due pannocchie tra le zampe. Campeggia in un festone in basso il motto :

QUI  MECUM NON EST CONTRA ME EST



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giovedì 27 ottobre 2016

L'ultimo guizzo in Arno

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Firenze, Arno

Un gabbiano volteggia a pochi centimetri dalle acque dell'Arno tra Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita, rallenta, immerge il becco e improvvisamente tira fuori la sua preda.  


Coordinate:  43°46'6.69"N, 11°15'6.97"E                         Mappe: Google - Bing




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lunedì 24 ottobre 2016

Quelle donnine in piazza e nelle case nel 1635

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Firenze, Piazza Ognissanti


Abbiamo letto molte simili targhe dei Signori Otto di Guardia e Balia l'antica magistratura fiorentina che attendeva agli affari criminali e di polizia della Repubblica di Firenze e poi del granducato. Qualche targa indirizzata esplicitamente contro le signorine che si dedicavano alla prostituzione, altre contro gli schiamazzi, i giochi rumorosi, soprattutto il gioco delle pallottole, contro  chi sporcava le fontane pulendo i calamai o facendo 'brutture' agli angoli più o meno nascosti della pubblica via, particolarmente nei pressi di chiese e altri luoghi di culto. Qui siamo in Piazza Ognissanti.

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P COMANDAMENTO DI · S · A · SMA
LI · S · S · OTTO DELLA BALIA DI FIRENZE HANNO
FATTO DECRETO SOTTO IL DI 26 7BRE 1635 CHE
VICINO A 300 BRACCIA A QVESTA CHIESA DOGNI
SANTI NON HABITINO DONNE DI MALAVITA CON
PENA A CHI NON OBBEDISCE DESSERE SVBITO CACC
 E BVTTATEGLI LE ROBE NELLA STRADA ET A PADRONI
 DELLE CASE D HAVERLE SPIGIONATE P DVI ANNI
ET ARBITRIO DEL MAGISTRATO
STEFANO CVPRES CANCELLIERE
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Coordinate:    43°46'20.40"N,  11°14'45.27"E                   Mappe: Google - Bing




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lunedì 17 ottobre 2016

Fronte retro

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Firenze, Piazza Santissima Annunziata, Museo dello Spedale degli Innocenti

Un'oepra del quattrocento ci rivela quanto fosse importante utilizzare al massimo ciò che era disponibile. Giovanni di Francesco Toscani, (Firenze 1372 - 1430) ce lo rivela con la sua tempera su tavola dell'anno 1400 circa, un trittico designato con il nome di Madonna con Bambino San Girolamo, Santa Caterina d'Alessandria, Angelo annunziante, Crocifissione con i dolenti, Vergine annunziata, adesso esposto al Museo degli Innocenti. in Piazza Santissima Annunziata.
Il trittico era forse in origine sull'alar maggiore di una piccola chiesa, come fanno presumere le dimensioni contenute e la decorazione sul retro. Nel 1754, già smembrato, è attestato nella chiesa dell'Ospizio di Orbatello, in seguito le tavole laterali furono trasferite agli Innocenti, mentre il pannello centrale fu destinato alle Gallerie fiorentine e solo intorno al 1952 si è giunti alla sua ricomposizione. È attribuito alla fase del pittore legata a un elegante gusto tardo gotico.

Se guardiamo dietro le tre tavole che costituiscono il trittico portano i segni di abbozzi, appunti, con soggetti diversi da quelli raffigurati sulla faccia anteriore, La tavola centrale qui sotto riportata è in tempera monocroma.



Coordinate:  43°46'33.99"N,  11°15'38.95"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 13 ottobre 2016

Il fregio delle Bombarde

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Firenze, Via delle Bombarde

A metà circa di via delle Bombarde c'è un bel fregio in bassorilievo messo trasversalmente sopra l'ingresso di un palazzo. Non ne sappiamo nulla ma la fattura è decisamente elegante, ricorda vagamente quei fregi in bronzo che contornano le porte del Battistero. Sarà stato recuperato dagli scavi del vecchio centro fiorentino? Sarà l'opera di un artista anonimo? 
La via è una traversa ortogonale che unisce via delle Terme a Borgo Santi Apostoli, ha una volta come la via accanto che ha la stessa funzione di mettere in comunicazione le due vie, via del Fiordaliso. Altre vie o chiassi si diramano da via delle Terme ma nessuna sul lato dei numeri pari, dove una volta vi erano le mura medievali.



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lunedì 10 ottobre 2016

Il palazzo oltre i tetti degli Innocenti

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Firenze, Via degli Alfani, Palazzo Giugni

Visitando il Museo degli Innocenti, cosa che consiglio di fare, si può salire al quarto piano dove, oltre a ristorare il corpo con i servizi di un locale dispoto tra i porticati, si può godere una vista unica ad est e a sud con un'insolita angolatura della cupola del Brunelleschi e del campanile di Giotto. A metà strada, quindi  sud-est, l'occhio cade su un palazzo la bella loggia all'ultimo piano situata sul retro del palazzo che conferisce al prospetto un carattere quasi di villa. Il palazzo fu progettato da Bartolomeo Ammannati  (Settignano, 1511 – 1592) su commissione di Simone di Firenzuola, realizzato sui terreni già di proprietà di un monastero di monache camaldolesi (Santa Margherita delle Romite di Cafaggiolo) tra il 1570 e il 1577 circa.  Nel 1640 la proprietà passò per via ereditaria ai Giugni e nel 1691, in occasione del matrimonio tra Niccolò Giugni e Luisa Giraldi, fu ampliata con l'aggiunta di due ali laterali e di una grotta e arricchita, al piano nobile, da una galleria. Vari furono successivamente i proprietari, adesso è sede ci circoli, sindacati, ma sempre monumento a interesse nazionale.




Coordinate:    43°46'30.81"N,  11°15'40.32"E                   Mappe: Google Bing




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