Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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lunedì 22 luglio 2013

Lo scudo con l’arme della famiglia dell'Antella

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Firenze, Piazza Santa Croce, Palazzo dell'Antella, stemma

Sopra la porta d'ingresso, con i battenti in legno chiodato autentici e ben conservati  è presente il bellissimo scudo con l'arme della famiglia (d'argento, allo scaglione di rosso) e sopra di esso il busto di Cosimo II de’ Medici.
Sulla facciata dello stesso palazzo ricordiamo che si trova il disco di marmo datato 1565 a segnare la divisione dei due campi delle squadre che giocano il calcio fiorentino (o calcio in livrea o calcio in costume) in piazza Santa Croce: una lista di marmo scuro che contiene tre sfere di marmo rosso, verde e bianco e un'incisione tutto intorno incisa in lettere capitali romane, con la data 10 febbraio 1565. Nel palazzo di fronte si trova un altro disco più piccolo e meno appariscente che ha lo stesso scopo di delimitare la metà campo.


Il palazzo dell'Antella ha la particolarità di avere le finestre sempre più vicine le une alle altre man mano che ci si avvicina a Santa Croce, al fine di dare l'illusione prospettica di una maggiore grandezza.


Coordinate:  43°46'7.21"N,  11°15'39.96"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 4 ottobre 2009

Piazza Santa Croce, Palazzo dell'Antella 2



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Firenze, Piazza Santa Croce, facciata del Palazzo dell'Antella (metà del Cinquecento).



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mercoledì 26 febbraio 2014

Le sfumature nei secoli

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Firenze, Piazza Santa Croce, Palazzo dell'Antella


Per un altro post rimaniamo ancora in Piazza Santa Croce. Attraversando la piazza ci dirigiamo verso il centro, verso Palazzo Vecchio. Vediamo sulla sinistra un palazzo,  Palazzo dell'Antella, che gioca stupendamente con la prospettiva (ignoto l'autore cinquecentesco, noto invece  l'architetto Giulio Parigi, Firenze, 1571 – Firenze, 1635, che all'inizio del '600 dette unità ai palazzi contigui), un gioco ideato per 'ingannare' l'occhio ed amplificare la eleganza dell'architettura. Qui una foto in dettaglio di una parte dell'affresco che copre quasi tutta la superficie esterna del mirabile palazzo, opera realizzata in sole venti settimane da tredici giovani artisti sotto la direzione di Giovanni da San Giovanni (San Giovanni Valdarno, 1592 – Firenze,1636) tra il 1619 e il 1620.



Coordinate:   43°46'7.22"N,  11°15'40.06"E                     Mappe: Google - Bing


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sabato 3 ottobre 2009

Piazza Santa Croce, Palazzo dell'Antella



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Firenze, Piazza Santa Croce, facciata del Palazzo dell'Antella (metà del Cinquecento)



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lunedì 19 luglio 2010

Il disco che divide il campo


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Firenze, Piazza di Santa Croce, Palazzo dell'Antella, disco che divide il campo del calcio in costume

Il calcio fiorentino, detto anche "calcio in costume" o "calcio in livrea", è un gioco che affonda le sue radici in tempi remoti, Il primo vocabolario italiano del 1612, degli Accademici della Crusca, avvalora la tesi fornendo la seguente definizione: "...è calcio anche il nome di un gioco, proprio e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinato, passato da’ Greci a’ Latini, e da’ Latini a noi". Quindi gioco "proprio c antico" di Firenze le cui origini, remotissime, vanno però cercate prima dai Greci e poi dai Latini.



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mercoledì 5 febbraio 2014

Spunta la torre d'Arnolfo

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Firenze, Piazza Santa Croce

Non è una scoperta, il cielo traspare di un profondo, intenso colore blu anche d'inverno quando la luce è più 'chiara' tanto da far comparire nettamente, tra due palazzi  in fondo a  Piazza Santa Croce, nel solco di Borgo de' Greci, l'emblematica, elegante,  forma allungata  della Torre d'Arnolfo. Le pozze rilanciano riflessi blu del colore della volta (davvero) celeste.
A sinistra vediamo Palazzo Antella, poi, sponstandoci verso destra, Palazzo Bartolini Baldelli, Casa Chiavacci, Palazzo Cocchi-Serristori, ed infine Palazzo Bartolini Salimbeni.  

Coordinate:  43°46'7.21"N,  11°15'39.96"E                      Mappe: Google - Bing



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mercoledì 16 luglio 2014

Le nuvole del pittore

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Firenze,  Piazza Santa Croce

Guardate con attenzione le nuvole del quadro qui sotto riportato. E' un dipinto di Giovanni Signorini (Firenze 1808 - 1862) detto' il pittore del Granduca' realizzato  nel 1846  dal titolo 'Carnevale in Piazza Santa Croce'. A me sembra che la forma della nuvola che è al centro della nostra foto sia molto simile alla forma della nuvola del dipinto anche se un po' più bassa all'orizzonte. Foto e quadro ci offre l'occasione di un paragone tra lo scorcio di ieri e oggi. A metà Ottocento ancora non era stata realizzata la facciata dall'architetto Niccolò Matas (lavori avvenuti tra il 1853 e il 1863), la rinascimentale cupola della Cappella Pazzi nel Chiostro Grande, sul fianco sinistro della Basilica, era nascosta da un edificio, parte del monastero che delimita due chiostri, ed infine Palazzo dell'Antella, sulla nostra destra, era ed è identico a se stesso. 
Per inciso, Giovanni è il padre del più noto Telemaco Signorini (Firenze, 1835 – 1901).




Aspetto esterno della chiesa
Sopra comoda scalinata, la quale conferisce in bel modo a farla imponente e maestosa, sorge la fronte del tempio, nuda, rozza, annerita dalla ruggine dei secoli, come un'accusa alle discordie cittadine, come un testimonio delle tempeste, delle sventure che travagliarono, che dettero morte alla repubblica.Un grande occhio o finestra orbicolare del diametro di quattordici braccia si apre al sommo della muraglia, e col disegno di Lorenzo Ghiberti con bello artificio di vetri colorati vi è rappresentata Ia deposizione dalla Croce .
Sopra quest'occhio , in prossimità del triangolo che finisce la facciata, scorgesi a mala pena in un altro tondo il nome di Gesù Cristo, significato nel solito monogramma e scolpito in pietra serena. Questo, con licenza de' signori e con divota e solenne processione di popolo, vi fece collocare nel 1437 san Bernardino da Siena, allorché in Firenze e nel contado infuriava il contagio; vi si leggono attorno in caratteri longobardici, appena visibili da basso, le parole: In nomine Jesu omne genu flectatur coelestium, terrestnium et inferorum.
Dentro 1'arco a sesto acuto che corona la porta maggiore,in una nicchia ornata più modernamente, e di stile non bello e discordante colI'edifizio, fu collocata la statua colossale di san Lodovico di casa d'Angiò, poi vescovo di Tólosa (l), colata in bronzo da Donatello, in quella stessa attitudine che la si vede dipinta da Taddeo Gaddi nell'imbotte dei pilastri della cappella Rinuccini che avremo agio di ammirare nell'interno della chiesa. Nulladimeno la fama del celebre artefice non ha fàtto velo al giudicio dei conoscitori; e, quantunque voglia il padre Richa che abbia quella statua a tenersi in pregio perchè procede da uomo di tanto va,lore, sapendo noi che Donatello stesso spregiavala, con piena libertà di parola anche noi la diciamo indegna di lui. D' altra parte, foss' ella di finissimo magisterio, siamo persuasi che nel concetto di Arnolfo non entrassero nicchie sulla facciata, e ...
 
da 'Santa Croce di Firenze illustrazione storico-artistica' di F. Moisé 1845



Coordinate:   43°46'8.14"N,  11°15'41.00"E                     Mappe: Google - Bing


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