Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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giovedì 12 maggio 2016

Palazzo Spinelli

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Firenze, Borgo Santa Croce 10

Costruito su alcune case preesistenti attorno alla metà del XV secolo per Tommaso di Lionardo Spinelli (tesoriere di papa Paolo III, morto nel 1471), presenta eleganti forme che hanno spinto a ricondurre il progetto, già attribuito al Cronaca, il cui vero nome è Simone del Pollaiolo  (Firenze 1457 – 1508), all'attività di Bernardo Rossellino (Settignano, 1409 – Firenze, 1464), peraltro attivo per lo stesso committente nel vicino chiostro della chiesa di Santa Croce e in una cappella interna alla stessa. L'edificio è stato di proprietà di questa famiglia fino alla fine del XIX secolo e, dopo essere passato per via ereditaria ai Rasponi di Ravenna, dal 1934 appartiene ai marchesi Malenchini. La bella decorazione a graffito della facciata e del cortile è stata ugualmente ricondotta alla bottega di Bernardo Rossellino, attorno agli anni 1460-70.
Sulla facciata, leggermente fuori asse rispetto al portone (di inusitata grandezza, quasi un'anticipazione dei più monumentali portoni cinquecenteschi), è un grande stemma scalpellinato ma ancora leggibile come proprio della famiglia Spinelli (partito, nel primo d'azzurro al leone d'oro, nel secondo di vaio). Nei graffiti, all'altezza del primo piano, la fascia decorata con rose selvatiche, sempre alludenti, per via delle spine del gambo, alla casata. (tratto dal Repertorio delle Architetture Civili di Firenze) 



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Coordinate:  43°46'5.08"N, 11°15'39.57"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 22 settembre 2016

Una finestra e uno stemma

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Firenze, Via della Vigna Nuova, 18

La via ha un nome che evoca molte cose, Dante, per esempio. La strada stretta nominata via del Purgatorio lascia vedere in fondo ad essa una diga maestosa, un palazzo imponente, uno dei modelli ripresi per rappresentare  il Rinascimento fiorentino. Reso omogeneo fondendo più costruzioni da Bernardo Rossellino (Settignano, 1409 – Firenze, 1464) su disegno di Giovan Battista Alberti intorno alla metà del Quattrocento, la data non è certa pochè sono andati perduti i documenti storici, per volere di Giovanni Rucellai. Rimaneggiato nei secoli successivi particolarmente nel Settecento.
"Piccole sono le finestre quadrate del piano terreno, grandi  le bifore entro ghiere di conci bugnati dei piani superiori. Sopra il cornicione aggettante s'innalza una loggetta, visibile solo in lontananza, con pitture murali monocrome del sec. XV. Nei fregi della facciata ricorrono anelli con diamanti e piume, emblemi dei Rucellai (oltre che dei Medici), e le vele gonfie, insegne di Giovanni". Sopra una bifora centrale vi è lo stemma Rucellai esemplificazione e trasferimento su pietra  di quello policromo trinciato nel primo di rosso, al leone leopardito d'argento, nel secondo fasciato increspato d'azzurro e d'oro.


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Coordinate:     43°46'16.47"N,  11°14'58.70"E                  Mappe: Google - Bing




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