Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

lunedì 4 maggio 2015

Donatello, San Giorgio e lo stiacciato

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Firenze, Via Orsanmichele, Orsanmichele

Le statue in bronzo o in marmo che circondano Orsanmichele sono delle perfette copie degli originali. Anche il marmo che si trova in una nicchia di Via Orsanmichele, incastonata sulla parete nord di Orsanmichele è una bellissima copia dell'opera originale di  Donato di Niccolò di Betto Bardi (Firenze, 1386 – 1466), più conosciuto col nome di Donatello, ma a differenza delle altre statue che per la maggior parte si trovano esposte proprio sopra all'interno del Museo di Orsanmichele, l'originale lo possiamo vedere nella stupenda sala a lui intitolata presso il Museo del Bargello, nel Salone di Donatello e della Scultura del Quattrocento. Ed è là che troviamo troviamo una targa con la narrazione e breve descrizione dell'opera. 
San Giorgio che uccide il drago e libera la principessa (predella)
Marmo 1416-1417 
La statua è la prima scultura in cui il Rinascimento esprime pienamente i suoi ideali estetici e civili. L'arte gotica è difatti superata nelle proporzioni classiche del corpo del giovane eroe e nell'espressione fiera della testa, ispirata alla ritrattistica romana. Assieme al tabernacolo che la racchiudeva (in copia al Museo), la statua fu commissionata a Donatello nei 1416 dall'Arte dei Corazzai e Spadai che, come le altre corporazioni artigiane fiorentine, possedeva una delle nicchie esterne della chiesa di Orsanmichele. Nel 1417 l'artista completò l'opera con la predella raffigurante San Giorgio che uccide il drago e libera la principessa. Donatello vi sperimentò per la prima volta la prospettiva brunelleschiana e i principi del cosiddetto "stiacciato", cioè di un tipo di rilievo che, facendosi via via più basso e sottile verso la linea dell'orizzonte, era capace di rappresentare anche in scultura spazi prospettici assai articolati e addirittura suggerire un effetto atmosferico.

Nel salone del Bargello il San Giorgio ha ai suoi piedi a sinistra una famosissima terracotta dipinta del 1450 già attribuita a Donatello ma che in realtà è di Desiderio da Settignano (Settignano 1430 - 1464), ed a destra il Busto di Giovane neoplatonico in bronzo, anche questo ancora attribuito a Donatello opera del 1450-1454 proveniente dalle collezioni mediceo-granducali.

Coordinate:  43°46'15.05"N,  11°15'17.94"E                      Mappe: Google - Bing



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