Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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giovedì 1 settembre 2016

Quella strana testa di Orsanmichele

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Firenze, Orsanmichele

Un particolare ben difficile da vedere. Ad angolo tra via Lamberti e via Arte della Lana, sulla cornice del tetto di Orsanmichele, troviamo una testa in pietra forte tra svariate teste di leone. Queste ultime le vediamo in moltissimi monumenti fiorentini a cominciare da fuori Palazzo Vecchio, sulla Loggia dei Lanzi, per finire quelle tutte intorno al Duomo. Le teste sono un po' più rare. Ricordiamo in particolare quelle della scarsella del Battistero.


Coordinate:    43°46'14.16"N,  11°15'17.35"E                   Mappe: Google - Bing




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giovedì 10 marzo 2016

Quando le truppe di Carlo V

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Firenze, Via di Novoli

"Chi dalla piazza di S. Jacopino in Polverosa, piglia la via chiamata Maragliano andando a traversare il ponte S. Donato, arrivato a buon punto della via medesima vedrà un vecchio campanile di forma quadra con finestre a bifore, terminato a cuspide, il quale mostrandosi dalla proda occidentale del famoso parco Demidoff, in via di Novoli, rammenta una chiesa vecchia, vogliamo dire la chiesa di S. Donato a Torri, detto in Polverosa, resa celebre particolarmente per due fatti antichi che la storia fiorentina registra con giusta soddisfazione.
Ebbe S. Donato un Monastero, dove i canonici regolari di S. Agostino abitarono sin dal 1187. La chiesa loro fu consacrata nel febbraio del 1188; ed in questa circostanza venne a Firenze Gerardo arcivescovo di Ravenna e delegato del papa Clemente III, il quale arcivescovo predicò la seconda crociata ai fiorentini chiamati a prestar giuramento, e dopo tal predica il priore di S. Donato (Allora era la chiesa Parrocchia suburbana) consegnò al duce fiorentino Pazzo de' Pazzi quella bandiera fregiata della croce del popolo, la quale fu tanto gloriosa nelle guerre sante. Quest'insigne cittadino di Firenze, secondo scrivono gli storici, si recò in Terra Santa conducendovi 2500 crocesegnati fiorentini; e nella espugnazione di Gerusalemme « egli fu primo di sua nazione a scalar le mura, e inalberare lo stendardo maggiore della sua schiera . » II fatto mentre grandemente illustrò una delle nostre più nobili famiglie, non meno vanto procacciò a Firenze, tra' cui figli eroi ha sì bel posto la figura di Pazzo de' Pazzi.
Un altro fatto storico, onde trasse celebrità il Monastero di S. Donato, fu l'arrivo in Firenze di quei Frati Umiliati che ci portarono l'Arte della lana. Essi frati giunsero quaggiù verso il 1239, e fu loro prim'ostello il Convento di S. Donato dal quale partivano i canonici Agostiniani. Ivi abitarono gli Umiliati sino al 1251, nel quale anno si trasferirono a S. Lucia sul Prato, e monsignor Giovanni Mangiadori, vescovo di Firenze, dette il Convento di S. Donato alle monache Agostiniane di S. Casciano a Decimo. Di quanto decoro, e di quali ricchezze tornasse al Comune di Firenze l'Arte della lana, a noi basta ricordarlo.  
Non per questo il celebre Monastero andò esente da' suoi tristi: le monache dovettero fuggire nel 1525, perché Castruccio degli Antelminelli  vi condusse le truppe lucchesi dopo la vittoria d'Altopascio, le quali truppe vi fecero non pochi danni; ma sorte peggiore gli toccò nel tempo dell'assedio (1529-30), quando servì di caserma alle truppe tedesche di Carlo V     [Gand 1500  - 1558], e di' quartiere al comandante loro, il conte di Landron;

Sala di Clemente VII Palazzo Vecchio, su disegno di Giorgio Vasari, Giovanni Stradano Firenze

assediato il popolo di Firenze, quei bravi soldati provavano gran diletto a sciupare le pitture del Monastero di S. Donato, e come se nulla fosse sciuparono persino lo stupendo Cenacolo che v'era stato dipinto da Masaccio [1401 – 1428].
Quanto al popolo di questo suburbio, visse sempre modesto e meschino di lavori campestri, ingentiliti, da parte delle donne, colla filatura, col telaio, e colla treccia. Nel 1749 però gli fu soppressa la parrocchia, perché i parrocchiani non contavano che 280, onde si può dire che tutta l'importanza locale consisteva nel Monastero; ed anch'esso dipoi scomparve quando il governo Bonaparte l'abolì cogli altri.    


Dopo il 1814, tornato il governo Lorenese, dette questi ai frati di S. Croce il Monastero con tutti gli adiacenti poderi, e dai frati di S. Croce lo comprarono i Demidoff siccome nella prima parte abbiamo detto.

Da Firenze ai Demidoff; Pratolino e S. Donato, relazione storica e descrittiva, preceduta da cenni biografi sui Demidoff, che sino dal secolo XVIII esisterono, di Cesare Da Prato, pubblicato nel 1886



Coordinate:   43°47'26.00"N,  11°13'34.63"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 9 aprile 2015

Sotto lo sguardo di San Giorgio

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Firenze, Via orsanmichele, Palazzo Arte della Lana, Tabernacolo di Santa Maria della Tromba

I nostri avi, se potessero rivedere il tabernacolo, non si capaciterebbero dell'attuale collocazione. E' frutto di un espianto e una traslocazione di qualche decina di metri. Esso si trovava, circa 150 anni fa, prima della ristrutturazione del centro al tempo di Firenze capitale d'Italia (dal 1865 al 1871), all'angolo di via Calimala e Piazza del Mercato Vecchio (ora scomparso e sostituito da Piazza della Repubblica) come vediamo in un disegno di Ferruccio Moro  (1859-1948). Adesso il tabernacolo è inglobato nell'angolo nord-est del Palazzo Arte della Lana. Qui nella foto in alto vedete sulla sinistra la copia dell'opera di Donatello (Firenze, 1386 – 1466), il San Giorgio che uccide il drago e libera la principessa,  addossato nella nicchia di Orsanmichele , il cui originale si trova nel Bargello.


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Oggi dalla stessa prospettiva

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Coordinate:  43°46'15.04"N,  11°15'16.97"E                      Mappe: Google - Bing



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giovedì 2 aprile 2015

Da una finestra del Museo Orsanmichele

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Firenze, Museo Orsanmichele

In un raggio di poche centinaia di metri si concentrano una quantità di palazzi, chiese, monumenti, opere d'arte, inimmaginabili. Qui siamo al terzo piano di  Orsanmichele   dove è una parte del Museo omonimo. Sotto, al secondo piano possiamo ammirare buona parte degli originali delle statue di marmo e bronzo racchiuse in nicchie decorate che circondano l'ex-edificio religioso del piano terreno, opere di grandi artisti alcune delle quali abbiamo già descritto. Qui gli spazi sono pressoché vuoti, escludendo piccole e molto consumate statue appoggiate alle pareti, illuminati da ampie bifore che permettono di godere ampiamente ciò che stra fuori, oltre le vetrate, nella luce tagliente del sole pomeridiano. Appare a nord il Campanile di Giotto, dalla parte opposta vedremmo Palazzo Vecchio con la svettante Torre di Arnolfo e Forte Belvedere, ad est l'ottocentesca facciata di Santa Croce col suo campanile appuntito, i campanili della Badia Fiorentina e del Bargelllo. Il lato occidentale si trova di fronte il Palazzo dell'Arte della Lana ma sbirciando a destra è possibile vedere la parte più alta dell'Arcone di Piazza della Repubblica.

Coordinate: 43°46'14.26"N, 11°15'17.19"E                          Mappe: Google - Bing



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lunedì 16 marzo 2015

Gli stemmi dei mestieri

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Firenze, Palazzo dellArte della Lana, dettaglio dello scalone interno

L'antico edificio, residenza dell'Arte della Lana, venne eretto nel 1308 inglobando una più antica torre della famiglia Compiobbesi in parte bruciata nel 1284. Nei secoli successivi  vennero costruiti altri ambienti per soddisfare le necessità delle attività pubblica dell'Arte. Nel 1569 Cosimo I de' Medici (1519 – 1574) fece realizzare una scalinata per accedere ai piani superiori della chiesa di Orsanmichele diventato  il nuovo Archivio Generale dei Contratti privati e dei testamenti. Nel 1772 fu canonica della chiesa di Orsanmichele. Nel 1890 venne acquistato dal Comune di Firenze per essere poi ceduto nel 1903 alla Società Dantesca Italiana per le pubbliche letture ad illustrazione della Divina Commedia. All'interno, il soffitto in capriate decorate che copre la scalinata di Bernardo Buontalenti (Firenze, 1531 – 1608), si possono ammirare su una cornice che gira tutto attorno alle pareti dove sono affrescati gli stemmi dei mestieri. Qui nella foto sono riconoscibili le pinze dei fabbri, lo scudo dei cuoiai, i maestri d'ascia, il calice dei vinattieri, la stella a otto punte dei fornai.



Coordinate:  43°46'14.43"N,  11°15'16.09"E                  Mappe:          Google    -    Bing





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giovedì 11 luglio 2013

L'arte della lana sul palazzo

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Firenze, Piazza del Mercato Nuovo

In questa zona dove oggi sorge il Palazzo della Borsa delle Merci vi erano botteghe artigiane e torri e palazzi di chi lavorava o si era arricchito commerciando e trasformando la materia grezza, la lana. Ancor prima, sugli stessi luoghi erano le terme romane, a cui si sovrapposero gli edifici medievali a loro volta distrutti dai tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. L'edificio su cui poggia il bronzo con l'agnello recante tra le zampe il vessillo crociato, emblema dell'Arte della Lana, della foto in alto è su un progetto e realizzazione intorno al '50 dello scorso secolo. Sulla stessa parete che guarda verso il Mercato Nuovo, abbiamo già visto  il bel dipinto, la Madonna con il Bambino del pittore Giovanni Colacicchi. Vicino a questa opera pittorica è una piccola targa posta nel 2005 in memoria del venditore ambulante Giuseppe Lacheri, detto Il Lachera. Di fronte è il Porcellino.


Coordinate:  43°46'11.06"N,  11°15'15.44"E                      Mappe: Google - Bing


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venerdì 21 settembre 2012

I Dati all'angolo delle Caldaie

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Firenze, Canto dei Dati, tra Piazza Santo Spirito e  via delle Caldaie, stemma


Sull'angolo del palazzo quattrocentesco che si erge tra Piazza Santo Spirito e via dell Caldaie (così chiamata perché un tempo esistevano caldaie per la lavorazione dei tessuti dell'Arte della Lana) sopra un piccolo tabernacolo con l'immagine della Madonna, si trova lo stemma della famiglia Dati (Estintasi la nel 1767), uno scudo scolpito in pietra serena con l'arme dei Dati (d'argento, a tre teste umane di rosso, poste in profilo e ordinate in banda).

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Coordinate:   43°45'57.92"N,  11°14'49.28"E                     Mappe: Google - Bing

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giovedì 6 settembre 2012

L'elegante bifora dell'Arte


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Firenze, Via Calimala, bifora

Abbiamo già visto qualche immagine del Palazzo della Lana, esattamente qui ed anche qui.

Sotto le due bifore che si trovano a metà della loggetta è incastrato l'Arme del Popolo Fiorentino.

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lunedì 16 luglio 2012

Palagio dell'Arte della Lana


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Firenze, via Calimala, Palagio dell'Arte della Lana, lapide

L'edificio, costruito alla fine del secolo XIIl dalla potentissima corporazione dell'Arte della Lana, che ne fece la propria sede a partire dal 1308, come testimonia la lapide murata della sopra in alto. E' formato da una casa-torre cui si addossa una costruzione più bassa. Dal suo interno, si accede ad Orsanmichele attraverso un cavalcavia realizzato nel 1569 su progetto di Bernardo Buontalenti (1570-1574). 
Agli inizi del nostro secolo il palazzo subì notevoli interventi di restauro e divenne sede della Società Dantesca.


Coordinate:  43°46'14.43"N,  11°15'16.09"E                  Mappe:          Google    -    Bing


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giovedì 26 aprile 2012

Trifore in stile tardogotico


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Firenze, Chiesa di Orsanmichele, via di Orsanmichele, trifore

Eleganti trifore in stile tardogotico circondano Orsanmichele. Quella raffigurata si trova ad est sotto il passaggio che collega Orsanmichele al Palazzo dell'Arte della Lana. 

Coordinate:   43°46'14.26"N,  11°15'17.19"E                 Mappe:    Google  -  Bing



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martedì 6 aprile 2010

Palazzo dell'Arte della Lana


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Firenze, Palazzo dell'Arte della Lana, da via Calimala

Il Palazzo dell'Arte della Lana, già torre dei Compiobbesi (XIII secolo - La famiglia dei Compiobbesi era originaria di Compiobbi,) si trova di fronte alla chiesa di Orsanmichele, in un isolato tra via Calimala, via Orsanmichele e via dell'Arte della Lana. Oggi è di proprietà della Società Dantesca Italiana. L’Arte della Lana era una delle sette Arti Maggiori delle corporazioni di arti e mestieri di Firenze. La corporazione fu una tra le più potenti della città e sicuramente quella che contava il maggior numero di lavoratori, circa un terzo della popolazione fiorentina.



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