Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.
domenica 15 maggio 2011
La finestra murata
Firenze, via de' Pucci angolo via dei Servi, Palazzo Pucci, finestra murata
Passeggiando per via dei Servi che porta da Piazza del Duomo a piazza Santissima Annunziata troviamo al primo incrocio con via de' Pucci sulla destra il palazzo di quella che fu la famiglia Pucci, antica alleata dei Medici. Componenti della famiglia Pucci ricoprirono cariche pubbliche soprattutto nel Quattrocento, ma nel 1560 Pandolfo Pucci fu accusato di congiura contro il Granduca Cosimo I. Suoi sicari dovevano colpire a suon di archibugiate il granduca al passaggio del corteo da quell'incrocio per assistere alle funzioni religiose nella basilica di Santissima Annunziata.
La punizione fu duplice, per i congiurati e le cose. I primi, Pandolfo e i suoi complici membri della famiglia Ridolfi e altri aristocratici, furono impiccati al Bargello, e la cosa, cioè la finestra, fu murata ed ancora oggi lo è.
Coordinate: 43°46'26.95"N, 11°15'28.22"E
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giovedì 12 maggio 2011
Le finestre finte
Firenze, Palazzo Bardi e Via Giovanni da Verrazzano, due non finestre
Il Palazzo Bardi o Busini-Bardi-Serzelli si trova in via de' Benci 5 .
Coordinate: 43°46'2.29"N, 11°15'32.92"E
Via Giovanni da Verrazzano, in prossimità di Piazza Santa Croce
Coordinate: 43°46'9.15"N, 11°15'41.10"E
Nei vecchi palazzi fiorentini sono tanti gli esempi di finestre dipinte sulle facciate e nei muri perimetrali, ma altre a questa curiosità ce n'è una che riguarda una finestra in particolare che esisteva come tale e che oggi non esite più, non è stata neppure dipinta. Prossimamente racconteremo la ragione storica della sua esistenza.
Vedere anche:
- Finta finestra (Palazzo Horne)
lunedì 9 maggio 2011
Uno scorcio tra ieri e domani
Firenze, Piazza della Signoria, mostra
Firenze è conosciuta nel mondo per l'arte, la cultura con le sue stratificazioni storiche che vanno dall'epoca romana, ancor prima etrusca, per trovare il culmine espressivo nel quattordicesimo e quindicesimo secolo con il Rinascimento. Ma Firenze vuole continuare ad avere un suo spazio anche nel futuro ed è per questa ragione che ospita in questi giorni il Festival dell'Europa (dal 6 al 10 maggio) per riflettere sul futuro dell'Europa grazie alla designazione di sede fatta dall'Istituto Universitario Europeo (IUE), l'unica struttura accademica fondata dai Paesi membri della Comunità europea, che ha fra i propri compiti quella di fornire un contributo intellettuale al processo di integrazione europea.
Fra i vari stand installati provvisoriamente in Piazza della Signoria a pochi metri da Palazzo Vecchio ve n'è uno che riassume la storia dei veicoli a trazione non animale e la loro evoluzione nel tempo ristretto di 125 anni. Nella foto in basso vedete la riproduzione della "storica" Benz Dreirad Patent Motorwagen del 1886 anno in cui, esattamente il 29 gennaio, Carl Benz depositò il brevetto relativo al suo "veicolo a trazione del motore a gas". Nello stesso anno, Gottlieb Daimler stava lavorando a un progetto simile, un carro a motore.
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Coordinate: 43°46'11.48"N, 11°15'20.90"E
domenica 8 maggio 2011
Fontanelle
Firenze, Piazzale della Porta di San Miniato, fontanelle
Chissà quanti fiorentini nei secoli passati hanno riempito le loro fiasche e le catinelle con l'acqua che sgorgava da queste due fontanelle, per bene, preparare i pasti, lavare i panni. Probabilmente traevano l'acqua della locale falda acquifera.
Coordinate: 43°45'50.07"N, 11°15'41.58"E
Vedere anche:
- Fontane
venerdì 6 maggio 2011
Mozart, quei giorni fiorentini, 241 anni or sono
Firenze, piazza dell'Olio nei pressi di via Cerretani, fu albergo dell'Aquila Nera, palazzo Del Bembo poi Bezzoli-Martelli, targa
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QUI OVE FU L'ALBERGO DELL'AQUILA NERA
WOLFANG AMADEUS MOZART
QUATTORDICENNE SI FERMÒ NELLA PRIMAVERA DEL 1770
NEL PRIMO DEI SUOI TRE VIAGGI IN ITALIA
RIVELANDO ALLA CITTÀ DI FIRENZE
IL GENIO MUSICALE
IL COMUNE DI FIRENZE
L'INSTITUT FRANCAIS DE FLORENCE
E GLI AMICI DEL TEATRO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO
POSERO
ADDÌ 30 APRILE 2006
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Wolfang Amadeus Mozart (1756 - 1791), appena quattordicenne, arrivò a Firenze il 30 Marzo del 1770 accompagnato dal padre Leopold. Era un venerdì. Partiti da Bologna con la diligenza postale ordinaria percorsero la strada carrozzabile Bologna-Firenze di 75 miglia appena sistemata sul nuovo tracciato che transitava dalla Futa. Il tratto tra le due città da allora divenne percorribile in un solo giorno. Presero alloggio all'albergo dell'Aquila nera, nel trecentesco palazzo Del Bembo, albergo frequentato solitamente da illustri forestieri.
Sabato 31 marzo, Amadeus e Leopold si riposano.
Sabato 31 marzo, Amadeus e Leopold si riposano.
Domenica 1 aprile, i Mozart si recano a Palazzo Pitti, sede del Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo d'Asburgo-Lorena.
La sera del lunedì 2 aprile Wolfang tiene il concerto nella residenza estiva di Poggio Imperiale accompagnato dal violinista Pietro Nardini, coetaneo. Il marchese Eugéne de Ligniville, "Direttore della musica della Real Corte di Toscana", pose difficili problemi contappuntistici ad Amadeus che li risolse con grande bravura e facilità.
Martedì 3 aprile, i Mozart vanno a trovare il castrato Giovanni Manzuoli. Mercoledì 4 aprile, i Mozart sono ricevuti dalla poetessa estemporanea Corilla Olimpica [che abitava a circa 30 metri dall'albergo]. Amadeus suona con il coetaneo violinista Thomas Linley (giovane allievo inglese del violinista Pietro Nardini).
Giovedì 5 aprile, Leopold riscuote la somma di 333,68 lire come onorario dovuto per il concerto di Wolfang. Wolfang e Thomas Linley suonano tutto il pomeriggio il violino all'albergo dell'"Aquila nera".
Venerdì 6 aprile, Wolfang e Thomas Linley suonano duetti a casa di Giuseppe Maria Gavard des Pivets, la famiglia dell'amministratore delle finanze.
Sabato 7 aprile, i Mozart lasciano Firenze per Roma.
Del breve ma piacevole soggiorno fiorentino dei Mozart è rimasta traccia nello scritto di Leopold (uomo di non facili entusiasmi) alla moglie: " Sono assai rattristato di dover ripartire di qui già venerdì prossimo per arrivare in tempo a Roma. Vorrei che tu potessi veder Firenze, la posizione di questa città, i dintorni: diresti che qui si dovrebbe vivere e morire." .
Sabato 7 aprile, i Mozart lasciano Firenze per Roma.
Del breve ma piacevole soggiorno fiorentino dei Mozart è rimasta traccia nello scritto di Leopold (uomo di non facili entusiasmi) alla moglie: " Sono assai rattristato di dover ripartire di qui già venerdì prossimo per arrivare in tempo a Roma. Vorrei che tu potessi veder Firenze, la posizione di questa città, i dintorni: diresti che qui si dovrebbe vivere e morire." .
Note tratte da Zoomedia.it
Coordinate: 43°46'24.05"N, 11°15'14.30"E
Vedere anche: Qui abitò Corilla
martedì 3 maggio 2011
Lapidi illeggibili
Firenze, via Panicale, targa
Se la targa di via Panicale, vicinissima al mercato di San Lorenzo, probabilmente posta per ordine dei Signori Otto di Guardia e Balia, ha alcuni, pochissimo caratteri leggibili (DI BI P..) sull'angolo in alto a destra, perché protetti dalla pioggia e dal sole ...
... non è così per quanto riguarda la targa di via Sguazza. I caratteri scolpiti sono cancellati definitivamente dal tempo, la pietra scalfita è diventata anonima. Oltretutto oltraggiata da uno sfregio di vernice verde. Forse nessuno ormai ricorda cosa vi fosse scritto di tanto importante da essere messo tanto bene in vista dei fiorentini di un tempo. Questa targa si trova in un angolo buio di via Sguazza proprio di fronte al Palazzo di Bianca Cappello di via Maggio. .
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Firenze, via Sguazza, targa
Coordinate (rispettivamente):
43°46'38.09"N, 11°15'11.87"E
e
43°46'1.21"N, 11°14'57.31"E
Altra targa con qualche parola ancora visibile.
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Firenze, Borgo Pinti angolo via della Colonna, targa
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........................................................... SOF
........................................................... TOR
.......................... OGNI .........OVE ..........
BRACCIA CENTO.....................................
SOTTO PENA DI ......................................
........................................ CATTURA ..T .....
......................................................................
...................................................................
........................................................... TOR
.......................... OGNI .........OVE ..........
BRACCIA CENTO.....................................
SOTTO PENA DI ......................................
........................................ CATTURA ..T .....
......................................................................
...................................................................
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Coordinate: 43°46'29.01"N, 11°15'52.23"E
domenica 1 maggio 2011
Una intrigante foto sbagliata
Firenze, Chiesa di San Salvatore al Monte, una foto mossa di una vetrata
Di solito, sempre, con qualche rarissima eccezione, preferisco seguire gli itinerari stradali quelli frequentati quotidianamente dai fiorentini e da me sin da quando sono nato. Mi interessa guardare ciò che generalmente viene visto distrattamente diversamente da ciò che accade quando visitiamo gli interni delle chiese, dei monumenti, dei musei dove ogni particolare viene scrutato attentamente e scoperto. La foto testimonia una eccezione al mio vagare con una parentesi fotografica fissata nella memoria digitale della mia fotocamera, una vetrata del cinquecento scattata dall'interno, dentro la chiesa di San Salvatore al Monte guardando la navata di sinistra. Una foto sbagliata, mossa, ma suggestiva dal mio punto di vista, rappresentando un falso movimento di un oggetto che è fermo e immutato da 500 anni. La luce è come se sciogliesse il piombo che lega i vetri colorati liberando il personaggio descritto dando, per brevi istanti, una vita propria a ciò che è invece immutato e immutabile nel tempo .
Chiesa di San Salvatore al Monte, descrizione
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sabato 30 aprile 2011
Di scuola fiorentina del ‘400
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Firenze, fra Via Monte alle Croci e via del Belvedere, tabernacolo
Nel 2008 è stato restaurato un tabernacolo di scuola fiorentina del ‘400 situato fra via Monte alle Croci e via del Belvedere appena un po' fuori dalla sesta cerchia muraria di fronte alla Porta San Miniato (1320) chiamata così per il fatto che da qui parte una via ripida che termina alla Basilica di San Miniato al Monte.
Il restauro del tabernacolo è un'operazione culturale fondamentale perché valorizza quel territorio che non è il centro storico fiorentino ma recupera comunque una tradizione di devozione popolare molto importante per la storia di Firenze.
Coordinate: 43°45'48.94"N, 11°15'42.33"E
mercoledì 27 aprile 2011
Ombre di voli e mani nella bifora
Firenze, Piazza del Duomo, Campanile di Giotto, bifora del terzultimo piano
Il Campanile di Giotto, una delle quattro componenti principali di Piazza del Duomo, alto 84.70 metri e largo circa 15, è testimone dell'architettura gotica fiorentina del Trecento. Lo slancio verticale non disdegna rimarcare il principio della solidità. Rivestito di marmi bianchi, rossi e verdi come quelli che adornano la Cattedrale, il maestoso campanile a base quadrata è stato creato probabilmente più come elemento decorativo che funzionale. Fu iniziato da Giotto nel 1334 che riusci ad arrivare solo all'altezza delle prime formelle prima che la morte lo rapisse. Proseguì l'opera Andrea Pisano con i primi due piani. Per due anni, dal 1348 al 1350, i lavori vennero interrotti, ma il Campanile fu portato a termine nel 1359, dopo gli anni terribili della peste nera, da Francesco Talenti, creatore geniale dei finestroni dei livelli alti, che ebbe il merito di trapassare la struttura con la luce, grazie alle bifore accoppiate di gusto senese e alle grandi trifore timpanate.
(informazioni tratte dal sito dell'Opera del Duomo)Coordinate: 43°46'21.81"N, 11°15'20.42"E
vedere anche:
- Tale da Empoli
- Certi Piero e Iacobo
- Campanile di Giotto, l'ingresso - 1
- Campanile di Giotto, l'ingresso - 2
- Campanile di Giotto
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lunedì 25 aprile 2011
Riflessi antichi su Palazzo Vecchio
Firenze, Piazza della Signoria, bifora di Palazzo Vecchio, bandiera italiana
25 Aprile, Festa della Liberazione.
Coordinate: 43°46'9.92"N, 11°15'21.60"E
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sabato 23 aprile 2011
Avelli
Firenze, Via degli Avelli, Santa Maria Novella
Gli avelli sono delle nicchie ad arcosolio usate come arche sepolcrali, che si trovano sia nella fascia inferiore della facciata, sia, in proseguimento, nel recinto del piccolo cimitero sulla destra, lungo la via che da essi prende il nome, via degli Avelli. Gli avelli erano veri e propri luoghi di sepoltura, per cui, non essendo interrati, a volte dalle fessure delle tombe si sprigionavano afrori, per i quali la via degli Avelli era malamente nota: esiste il detto toscano che dice "puzzare come un avello". Nel recinto interno si ritrova il motivo degli avelli con stemmi scolpiti, anche se qui le lastre usate sono in pietraforte e in condizioni meno buone che nelle arche all'esterno.
Coordinate: 43°46'28.65"N, 11°14'59.42"E
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mercoledì 20 aprile 2011
Corridoio Vasariano
Firenze, Ponte Vecchio, parte del Corridoio Vasariano che corre sul Ponte Vecchio sopra le botteghe orafe
Il Corridoio Vasariano è una struttura lunga un chilometro, nata per motivazioni pratiche e con la funzione di collegamento tra gli uffici dei Medici nell'attuale Galleria e Palazzo Pitti, allora residenza della stessa famiglia, ospita oggi sia una parte della collezione di dipinti del Seicento e del Settecento degli Uffizi che quella degli Autoritratti degli artisti. Si tratta di un passaggio piuttosto stretto che trova il suo ingresso all'inizio del secondo corridoio della Galleria, per poi estendersi lungo l'Arno, sopra il Ponte Vecchio fino ad arrivare a Palazzo Pitti.
Coordinate: 43°46'4.15"N, 11°15'10.88"E
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domenica 17 aprile 2011
Ori sul Ponte
Firenze, Ponte Vecchio, vetrina
... le botteghe dei macellai situate sul Ponte Vecchio furono occupate da orafi e gioiellieri per ordine di Ferdinando I nel 1593 che mal gradiva un commercio poco nobile e con odori sgradevoli sotto le finestre del corridoio sospeso.
Coordinate: 43°46'4.17"N, 11°15'10.74"E
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giovedì 14 aprile 2011
Tulipani nelle aiuole
Firenze, tulipani
Da qualche giorno le aiuole di Firenze si sono riempite di tulipani bianchi, gialli e un ibrido rosso e giallo.
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martedì 12 aprile 2011
La testa del Marzocco
Firenze, Piazza Santa Croce, il Marzocco di Dante
Alla base del monumento dedicato al sommo poeta Dante Alighieri atteggiato con espressione sprezzane del popolo che lo ha esiliato si trova questo leone che nell'araldica fiorentina prende il nome di Marzocco. Prima della famosa e devastante alluvione del 1966 il complesso statuario si trovava in mezzo alla stessa piazza poi spostato sul lato sinistro delle basilica guardando la facciata.
Coordinate. 43°46'7.79"N, 11°15'44.05"E
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