Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

lunedì 28 maggio 2018

Il cortile di Palazzo Bartolini Salimbeni



Firenze, Piazza Santa Trinita, Palazzo Bartolini Salimbeni

Il 27 maggio in occasione della lodevole "Giornata nazionale delle dimore storiche" voluta da A.D.S.I (Associazione Dimore Storiche Italiane) , sono stati aperti al pubblico gratuitamente o solo per questa occasione i giardini e i cortili di 100 dimore in tutta la Toscana da Firenze alla Val d’Orcia.

Ne abbiamo approfittato per entrare nel cortile di Palazzo Bartolini Salimbeni noto anche per la scritta incisa su tutte le finestre del primo e secondo piano della facciata il motto della famiglia Salimbeni "PER NON DORMIRE". Motto che si tramanda sia nato da un aneddoto vero o falso di come all'origine della sua famiglia, il capostipite, mercante di sete, avesse fatto fortuna grazie ad uno stratagemma messo all'opera durante un banchetto contro i suoi concorrenti drogandoli con l'oppio mescolato nel vino (l'oppio è estratto lai semi del papavero di cui vi sono appunto le rappresentazioni) riuscendo in tal modo ad accaparrarsi da solo il monopolio di un grosso affare e generando così la sua grande ricchezza.


Il palazzo fu edificato da Baccio d'Agnolo (Firenze 1462, Firenze 1543) tra il 27 febbraio 1520 ed il maggio 1523. 


Nel cortile si possono ammirare gli sgraffiti a grottesco di Andrea di Cosimo Feltrini (1477-1548) che eseguì dopo avere studiato in Roma le rovine affrescate della Domus Aurea, il famoso Palazzo d\ Nerone. che erano state appena scoperte e chiamate dal popolo grotte da cui lo stile che ne prese appunto il nome. In essi il motivo dei papaveri ed il motto appaiono ripetutumente.

La famiglia Bartolini Salimbeni abitò fino al 1839 allorché il Palazzo fu trasformato nell'Hotel du Nord in cui soggiornarono illustri personaggi in visita a Firenze fra cui gli scrittori Henry James (Ritratto di signora) ed Herman Melville (Moby-Dick) e molti altri. Passò nel 1863 in proprietà dei Principi Pio di Savoia che lo divisero in varie proprietà per essere poi riunificate dal Marchese Salina Amorini Bolognini ed attualmente è dei suoi discendenti, i Principi Colonna di Stigliano che nelle ultimi decadi lo hanno mantenuto effettuando con notevoli sacrifici molti restauri e ristrutturazioni.



Coordinate:  43°46'12.65"N,  11°15'5.11"E                     Mappe: Google - Bing




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lunedì 21 maggio 2018

Non dall'ambizione di un potente





Firenze, Duomo

"Ha la storia in questa piazza di che meditare sull'indole di quei tempi, nei quali non dalla soverchia ricchezza di un privato, né dall'ambizione di un potente, ma sibbene dal patriottismo dei cittadini trassero tanto lustro le belle Arti. Arnolfo, Giotto, e l' Orgagna non ebbero mecenati, ma intesero con l'ingegno a tradurre in opera il concetto di un popolo libero e dovizioso per le arti dell'industria e che in mezzo alle guerre ed alle discordie donar sapeva il frutto dei suoi sudori perchè la fiorentina Repubblica ornata fosse di monumenti che il fastoso principato mediceo non potesse giammai emulare.
Molto angusta fu in principio questa piazza, in più, tempi venne poi ampliata, e nel 1826 atterrata essendo dalla parte di Mezzogiorno una parte della Canonica che occupava quello spazio circoscritto per memoria con i piccoli quadratini intarsiati nel marmo bianco, venne ad avere una superficie quadrata di braccia 37618."  Da Il Fiorentino istruito nelle cose della sua patria - Cavagna Sangiuliani di Gualdana, Antonio, conte, 1843-1913

Coordinate:  43°46'23.78"N,  11°15'20.18"E                      Mappe: Google - Bing


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martedì 1 maggio 2018

I 1.000 anni di San Miniato al Monte





Firenze, San Miniato al Monte

Era il 26 o il 27 del mese di Aprile del 1018 quando fu aperta al culto la basilica di  San Miniato al Monte, cinque anni dopo la posa della prima pietra avvenuta nel 1013 per volere di Aliprando ["... uno certo messer Alibrando cittadino e vescovo allora di Firenze, fece cominciare a edificare la grande e bella chiesa di detto Saminiato, con li belli marmi, come oggi si vede, e si cominciò nel detto millesimo " dal Diario Fiorentino di Agostino Lapini dal 252 al 1596] sul colle che domina Firenze intitolandola al martire, esule armeno, che intorno al 250 d.C. fu decapitato  per volere dell'imperatore romano Decio .


L'interno





La Cripta




Coordinate:  43°45'34.33"N,  11°15'54.01"E                     Mappe: Google - Bing 





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lunedì 23 aprile 2018

Lo scivolo di Palazzo Strozzi e l’intelligenza delle piante





Firenze, Palazzo Strozzi

Dal 19 aprile al 26 agosto 2018 Palazzo Strozzi presenta The Florence Experiment, nuovo progetto site-specific dell’artista Carsten Höller e dello scienziato Stefano Mancuso, a cura di Arturo Galansino: un esperimento che unisce arte e scienza studiando l’interazione tra piante ed esseri umani attraverso due monumentali scivoli che permettono ai visitatori una discesa di 20 metri di altezza dal loggiato del secondo piano al cortile e uno spazio laboratoriale nella Strozzina, collegato alla facciata del Palazzo.

Carsten Höller è celebre per la sua riflessione tra arte, scienza e tecnologia con installazioni che creano un forte coinvolgimento del pubblico. Per questo progetto collabora con Stefano Mancuso, fondatore della neurobiologia vegetale, che si occupa di studiare l’intelligenza delle piante, analizzate come esseri complessi dotati di straordinaria sensibilità e in grado di comunicare con l’ambiente esterno attraverso i composti chimici che riescono a percepire ed emettere.

The Florence Experiment propone una riflessione sul rapporto tra esseri umani e piante. Il progetto mira a creare una nuova consapevolezza sul modo in cui l’uomo vede, conosce e interagisce con un organismo vegetale, trasformando Palazzo Strozzi in uno spazio di sperimentazione scientifica e artistica sulle capacità comunicative ed emozionali di tutti gli esseri viventi.

La prima parte del progetto è costituita dai grandi scivoli del cortile (The Florence Experiment Slides) che tutti i visitatori possono utilizzare vivendo un’esperienza totalmente inedita di Palazzo Strozzi. Ogni settimana una parte dei visitatori, scelti in maniera casuale, intraprende la discesa portando con sé una pianta di fagiolo. Dopo la discesa la pianta è consegnata a un team di scienziati che ne analizza i parametri fotosintetici e le molecole emesse come reazione alla discesa, confrontando i risultati con quelli di piante che sono state fatte scendere da sole e di altre che, invece, non hanno affrontato la discesa.


La seconda parte dell’esperimento (Plant Decision-Making Based on Human Smell of Fear and Joy) utilizza due sale cinematografiche: in una sono proiettate scene di film horror, nell’altra spezzoni di film comici. La paura o il divertimento dei visitatori producono composti chimici volatili differenti che, attraverso due condotti di aspirazione, sono trasportati sulla facciata. Qui potranno influenzare la crescita di piante di glicine rampicanti disposte su strutture a forma di Y: su un braccio della Y viene rilasciata “l’aria della paura”, sull’altro “l’aria del divertimento”.

L’esperienza di The Florence Experience è di tipo individuale. Per poter partecipare al progetto è necessario prendere visione e accettare le avvertenze disponibili in biglietteria e consultabili online a questo link. Si segnala che l’età minima per utilizzare gli scivoli è 6 anni ed è necessario avere un’altezza compresa tra 130 e 195 cm e un peso non superiore a 120 kg. Per i minori di 14 anni è necessaria la firma di una liberatoria da parte di un adulto accompagnatore.

Fonte Palazzo Strozzi


Coordinate:  43°46'16.73"N,  11°15'6.79"E                 Mappe:   Google   -   Bing




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lunedì 16 aprile 2018

La casa di Lorenzo Ghiberti




Firenze, Piazza dei Ciompi 11

In questi mesi Piazza dei Ciompi è sottosopra, si stanno facendo i lavori per riqualificare la piazza che una volta ospitava il Mercato delle Pulci, mercatino caratteristico degli oggetti di antiquariato ed artigianato fiorentino unici, che era molto frequentato sia dai turisti che dai fiorentini. Era possibile trovare vecchie lampade, servizi da tè, posate, mobili, stampe, libri e bigiotterie, oggetti di un passato più o meno lontano. Situata a mezza strada tra il Duomo, Santa Croce e Piazza Beccaria la piazza accoglie la famosa Loggia del Pesce ricostruita qui a cavallo della metà del 1900 (1955)   dopo essere stata smontata negli anni della riqualificazione (1885-1895) del Ghetto nel centro storico ai tempi di Firenze Capitale del Regno d'Italia (1865-1871) nel Mercato Vecchio oggi Piazza della Repubblica.
Sul lato est della piazza vi è una casa apparentemente del tutto anonima non fosse per una vistosa lapide  posta sopra la cornice in pietra serena del portone d'ingresso che ricorda una proprietà di Lorenzo Ghiberti (Firenze, 1378 – Firenze, 1455) .

DI LORENZO GHIBERTI DALLE PORTE
QUESTA FU LA CASA








Vista l'importanza del personaggio è da ricordare come un tempo l'area si connotasse decisamente per la presenza di numerose botteghe di artisti, tanto che poco distante da qui, dall'altro lato di Borgo Allegri (dove era questa casa prima che si creasse la piazza dei Ciompi), a quello che era il numero civico 83, la tradizione riconosceva l'abitazione e bottega di Cimabue (Firenze, 1240 circa – Pisa, 1302) e di conseguenza il luogo dove si era formato Giotto (Vespignano, 1267 circa – 1337), ugualmente contrassegnata da una memoria in marmo e distrutta nel corso dello sventramento del quartiere attuato nel 1936.



Coordinate:   43°46'16.04"N,  11°15'54.57"E                    Mappe: Google - Bing




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lunedì 9 aprile 2018

L'affresco dello Zuccari e il busto di Cosimo II de' Medici





Firenze,  Arcispedale di Santa Maria Nuova

L'Ospedale di Santa Maria Nuova fu fondato nel 1288 da Folco Portinari (Portico di Romagna,data ignota – 31 dicembre 1289) noto anche per essere il padre di Beatrice la musa di Dante, e qui riposa il suo corpo mortale. In un post dedicato abbiamo trattato le vicissitudini che hanno portato alla nascita dell'Arcispedale. 

Sotto il portico sono grandi lunette ad affresco, opera di Cristoforo Roncalli detto Pomarancio e datate al 1614, raffiguranti, nell'ordine, da sinistra, Disputa al tempio, Strage degli Innocenti, Adorazione dei Magi, Adorazione dei pastori. Alla testata di destra è un grande affresco del 1560 circa dell'Annunciazione, opera di Taddeo Zuccari (Sant'Angelo in Vado, 1529 – Roma, 1566). Al centro del portico è l'ingresso alla chiesa di Sant'Egidio con una lunetta recante il calco di una Incoronazione della Vergine attribuita a Dello Delli ( c. 1403 – c. 1470). Dei cinque busti posti su mensole al culmine degli archi del loggiato quattro sono antichi e, partendo dalla sinistra del porticato di facciata, raffigurano Cosimo II de' Medici (Firenze,  1590 – Firenze, 1621) di Giovanni Battista Caccini (Montopoli in Val d'Arno, 1556 – 1613),  



Ferdinando II (Bartolomeo Cennini), Cosimo III (Carlo Andrea Marcellini), Gian Gastone (Antonio Montauti), ciascuno riconducibile e quindi databile alle varie fasi di costruzione della fabbrica. Il busto sull'ala sinistra, moderna, rappresenta Bernardo Buontalenti ed è opera di Mario Moschi (1960). 


Coordinate:    43°46'23.37"N,  11°15'35.18"E                   Mappe: Google - Bing




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lunedì 26 marzo 2018

Riaffiora Firenze medievale





Firenze,Piazza della Repubblica

Non so per quale ragione si stiano effettuando dei lavori in Piazza della Repubblica ma quello che è evidente è l'affiorare dei muri, i pavimenti e il ciò che era al livello del suolo al tempo perduto della Firenze medievale distrutta per il cosiddetto 'risanamento' del centro storico e del Ghetto allorquando Firenze divenne capitale del Regno d'Italia per quel breve periodo durato sei anni che va dal 3 febbraio 1865 al 30 giugno 1871.



Ancora più sotto la pavimentazione novecentesca,  sotto alcuni metri di terra e materiale di riporto giace la Florentia romana che proprio qui aveva il suo centro, il Foro, l'incrocio tra le due strade principali ortogonali, il Decumano Massimo e il Cardo Massimo. Al centro dell'incrocio era una colonna situata all'incirca dove è situata ancora oggi quella  che ha al vertice la statua dell'Abbondanza.



Sullo sfondo della vecchia foto ottocentesca, riportata sotto, di Piazza del Mercato Vecchio si nota la Loggia del Pesce che, smontata all'epoca del 'risanamento', a metà degli anni 50 del secolo scorso fu riportata agli antichi splendori in Piazza dei Ciompi. Al posto della Loggia si trova oggi l'Arcone sul lato ovest di Piazza della Repubblica.





Coordinate: 43°46'17.00"N, 11°15'12.72"E             Mappe: Google - Bing




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lunedì 19 marzo 2018

Via Tornabuoni verso Santa Trinita





Firenze, oltre Via Tornabuoni

Siamo appena usciti da Palazzo Strozzi, girando a sinistra si imbocca via Tornabuoni in direzione Ponte Santa Trinita.  Più avanti troviamo il Palazzo Viviani - della Robbia solo dopo avere incontrato il  Palazzo Strozzi del Poeta dove si riunivano gli Alterati, e oltre vi è il Palazzo Minerbetti legato in qualche modo alla storia inglese in particolare con Thomas Becket,  l'Arcivescovo di Canterbury ucciso nella Cattedrale di Canterbury nel 1170. Arriviamo così in Piazza Santa Trinita al centro della quale vi è la colonna con in cima la statua della Giustizia.Piazza circondata dal palazzo dove non si dorme, il Palazzo Spini-Feroni dove oggi ha una sede una famosa casa di moda. Di fronte, sulla nostra destra la Basilica di Santa Trinita.   



Coordinate:  43°46'12.78"N,  11°15'4.69"E                      Mappe:  Google - Bing




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lunedì 12 marzo 2018

Dove erano i ferrivecchi





Firenze, Via degli Strozzi

Il palazzo non è così antico come ci potremmo aspettare dall'abitudine di trovare in altri tracce delle varie costruzione tra il Trecento, Cinque/Sei/Settecento. In realtà questo palazzo è abbastanza recente avendo la sua origine a seguito della riconversione del centro della città al tempo di Firenze Capitale del Regno d'Italia. Siamo agli inizi degli anni Novanta dell'Ottocento quando il palazzo venne costruito con stile cinquecentesco diventando ciò che oggi ovvero l'albergo Helvetia & Bristol che ha visto nel tempo ospiti personaggi famosi come John Singer Sargent, Gabriele D'Annunzio, Eleonora Duse, Luigi Pirandello, Eugenio Montale, Enrico Fermi, Igor Stravinskij, Giorgio De Chirico e Bertrand Russell.
In questo luogo vi erano le case dei Vecchietti che si affacciavano in Piazza degli Strozzi o in Via dei Ferrivecchi che all'epoca antecedente la distruzione si apriva in Piazza delle Cipolle. Il nome della piazza viene probabilmente dall'abitudine in tempi lontani di ospitare il  mercato di tutta una serie di generi alimentari oltre che alle cipolle stesse che ne hanno dato il nome. Ma non solo verdure e frutta ma anche tutta una serie di mercanzia come panni, ferrivecchi, come si legge in una iscrizione del 1762  di una lapide murata sulla facciata del palazzo Strozzi. Via dei Ferrivecchi inoltre era il nome della via che prendeva nome proprio dalle numerose botteghe che facevano questo genere di commercio, ora diventata Via degli Strozzi che si presenta ai passanti con tutt'altro genere di negozi di alta moda e appariscenza.



Coordinate:  43°46'17.79"N,  11°15'8.36"E                     Mappe: Google - Bing




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lunedì 5 marzo 2018

La Loggia col leone e il Perseo





Firenze, Loggia dei Lanzi

"...Leopoldo I fece nel 1770 trasportare sotto questa Loggia sei statue Romane che erano nella Villa Medici di Roma, come pure fece collocare due Leoni uno dei quali antico e 1' altro di Flaminio Vacca Romano alla scalinata dell'arco di mezzo. Sotto il principato questa Loggia prese il nome dei Lanzi ossia Tedeschi perchè Cosimo I vi teneva la guardia di quei soldati al suo servizio..."

Da Marietta de' Ricci, ovvero Firenze al tempo dell'assedio - Racconto Storico, Volume 2  D – Pubblicato 1845

Coordinare:   43°46'9.12"N,  11°15'20.57"E          Mappe: Google - Bing




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lunedì 26 febbraio 2018

La villa dove visse il generale La Marmora




Firenze,Via Luigi Salvatore Cherubini 8


Il giardino che lo contorna e la struttura lo fa apparire come un edificio ottocentesco. E' a poche centinaia di metri da Piazza San Marco, Piazza Santissima Annunziata e Piazza della Libertà costruito negli anni di Firenze Capitale (1865-1871). La sua notorietà viene dal fatto di essere stata la dimora del generale Alfonso La Marmora, uno degli eroi del Risorgimento italiano. Il portone d'ingrasso è  alla fine di una breve scalinata sormontato da un terrazzo e affiancato da una statua. Ai lati due lapidi commemorative della figura di La Marmora che qui morì il 5 gennaio 1878. Nel 1928 passò di mano all'ordine cattolico di suore infermiere irlandesi e inglesi note come 'Blue sisters', dedicate all'assistenza dei malati, poi divenne casa di cura e questa è fino ad oggi.


Coordinate:   43°46'47.16"N,  11°15'47.04"E                  Mappe: Google - Bing




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lunedì 19 febbraio 2018

Sotto la pancia del cavallo di Ferdinando I




Firenze, Piazza Santissima Annunziata

Come possiamo vedere, la collocazione del monumento equestre di Ferdinando I de' Medici (Firenze, 1549 – 1609) è strategico essendo in asse con via de' Servi che porta al Duomo ed al centro della Piazza antistante la basilica della Santissima Annunziata, a cui la dinastia de' Medici fu molto legata. A proposito di via dei Servi, che da Piazza del Duomo porta a Piazza Santissima Annunziata, ricordiamo l'episodio sgradevole del presunto attentato sotto la congiura contro il Granduca Cosimo I in cui i sicari di Pandolfo Pucci (Firenze 1509, 1560) dovevano colpire a suon di archibugiate il granduca al passaggio del corteo. A quell'incrocio di via de' Servi con la via che porta il nome della nobile famiglia fiorentina dovevano partire gli spari contro il Granduca mente si recava alla basilica di Santissima Annunziata per assistere alle funzioni religiose. Scoperta la trama Pandolfo fu impiccato e appeso al Bargello e la finestra da cui dovevano partire i colpi fu murata per sempre.

Il monumento fu commissionato all'anziano Giambologna  (Jean de Boulogne, Douai, 1529 – Firenze, 1608) quasi sicuramente a seguito del successo avuto con la realizzazione del monumento celebrativo di Cosimo I (Firenze, 1519 – 1574) collocato in piazza della Signoria. Fin dalla fase progettuale il maestro fu affiancato da Pietro Tacca  (Carrara 1577 – Firenze 1640), suo valente allievo e in seguito suo successore nella bottega di borgo Pinti. Il modello in scala reale fu definito nel 1602 e gettato in bronzo nell'autunno dello stesso anno, ma l'opera fu portata a termine solo nel 1607 e sistemata nella piazza nell'ottobre del 1608 in occasione delle nozze del principe Cosimo con Maria Maddalena d'Austria   (Graz, 1589 – Passavia, 1631). Il bronzo usato per la fusione proviene dai cannoni delle galee turche sconfitte dai cavalieri di Santo Stefano, come ricorda l'iscrizione nella cinghia sottopancia del cavallo: "De' metalli rapiti al fiero Trace". I cartigli sul basamento (segnato da due ampie specchiature in granito rosso), opera di Pietro Tacca, risalgono invece al 1640. Il granduca si presenta a cavallo, in corazza, con ben evidente sul petto la croce di Santo Stefano, ordine equestre istituito da Cosimo I. 

Per quanto riguarda i cartigli si torna a segnalare il tanto celebrato motivo delle api disposte in cerchi concentrici attorno all'ape regina con il motto "Maiestate tantum", che impreziosiscono la cartella volta verso la facciata della basilica e che simbolicamente rimandano al potere pacifico del granduca al quale i sudditi riconoscono naturalmente il valore regale. 


Coordinate:  43°46'34.69"N, 11°15'37.82"E                    Mappe: Google - Bing




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lunedì 12 febbraio 2018

Ma chi è questo Porcellana?





Firenze, Via del Porcellana 

Via del Porcellana è una strada stretta stretta che unisce via della Scala con Borgo Ognissanti. Già il nome fa capire che che 'il' Porcellana doveva essere un uomo e non una donna o quel materiale tanto usato per realizzare vasi, suppellettili ornamenti vari. Nel trecento si era ancora lontani dal conoscere la porcellana proveniente dalla Cina, che fu resa nota solo tanti decenni dopo. In realtà nel Trecento viveva questo buon uomo soprannominato, chissà è perché, il Porcellana che ha legato il suo nome anche al vicino Spedale del Michi.

La strada ha come termini borgo Ognissanti e via della Scala e incontra lungo il tracciato via Palazzuolo. Il primo tratto, da borgo Ognissanti a via Palazzuolo, tracciato su terreni di proprietà dei Vespucci, fu detto a lungo via Nuova d'Ognissanti (così ancora nella pianta delineata da Ferdinando Ruggieri nel 1731), mentre il secondo, dove tra Duecento e Trecento era sorto lo spedale dei Santi Jacopo e Filippo detto del Michi, fu denominato da questa presenza via dello Spedale del Michi. 
Fu proprio uno spedalingo chiamato alla carica nel 1337, Guccio Aghinelli (altrove Ghinetti o Aghinetti), soprannominato il Porcellana (altrove membro della famiglia Del Porcellana), benemerito dell'istituzione, all'origine dell'attuale titolazione del tracciato. "Accadde così che tanto l'Ospedale quanto l'ultima parte della via, all'angolo con Via della Scala, presero il nome di Porcellana, Ospedale del Porcellana, Via del Porcellana, unificata poi fino a Borgo Ognissanti" (Bargellini-Guarnieri). Si tratta di una strada secondaria, a carattere residenziale popolare, comunque vivificata dalla presenza di varie botteghe artigiane e alcune trattorie, tra cui la Trattoria Sostanza, detta "i' Troia", fondata nel 1869 da Pasquale Campolmi e inserita a pieno diritto tra i locali storici fiorentini. (da Repertorio delle Architetture Civili di Firenze)

Dal libro Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' uartuieri di Giuseppe Richa, edito nelk 1757 leggiamo: 
  ... dove oggi il Convento volta nella Via del Porcellana, alla quale vi dovette dare anticamente il nome un certo Frate Guccio detto il Porcellana , come apparisce da una scrittura ne' protocolli di Ser Benedetto di Maestro Martino all'Arcivescovado, ove per un non so che contratto è così descritto: 1337. Frater Guerini evocatus Porcellana Hospitalarius Hospitalis SS. Filippi & Jacobi de Fiorentia & c. E alle Risormagioni in un Libro di Provvisioni del 1376. leggesi „ I Priori danno licenza, che gli Uomini della Compagnia di Filippo del Porcellana ragunino nello Spedale de' Santi Filippo, e Giacomo,,
Ed ancora nello stesso libro:

Era pure chiamato lo Spedale de1 Michi, nome di nobile Famiglia già estinta, ma degna di eterna memoria, avendo ella dato alla Repubblica non solamente Gonfalonieri, e Priori, ma Soldati ancora agli Eserciti Fiorentini, due de' quali leggo nel novero de' prigionieri condotti a Lucca dal vincitore Castruccio dopo la rotta ad Altopscio a i 23. di Settembre 1325. e furono Cino de' Michi, e Cenni de' Michi con molt' altri Cittadini, i cui nomi fono registrati in un libro presso i Mazzinghi; e finalmente tra' Capitani di Parte Guelfa sta scritto nel 1372. Piero di Nuto de' Michi. L'arme loro fono tre Lune in un campo mezzo azzurro, e l' altra metà d'oro, veggendosi tali arme anche in oggi in sui Canto del Porcellana e lungo la Via della Scala alla parete. E tra molti documenti, che provano essere stato in questa Famiglia il Padronato dello Spedale, ne riporterò due, il primo de' quali è cavato dalle Scritture del Roflelli ....


Nomi particolari sono quelli delle trattorie situate in questa via, oltre alla Trattoria Sostanza, detta "i' Troia", troviamo anche la Trattoria dei 13 Gobbi.



Naturalmente non mancano tabernacoli e immagini sacre lungo questa via del Porcellana. Questo raffigurato sotto è il tabernacolo che si trova subito all'angolo di via della Spada, Santa Chiara d'Assisi...



... mentre questo sotto è un tabernacolo all'angolo di via Palazzuolo, un affresco, molto consumato anche se restaurato nel 1995 dal Comune di Firenze, che raffigura la Madonna con Bambino e Santi Giovanni Evangelista e Antonio Abate di un anonimo pittore fiorentino del XIV secolo.







Coordinate:  43°46'22.95"N, 11°14'51.36"E                 Mappe: Google - Bing




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