Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

domenica 29 marzo 2015

Torre di Palazzo Donati

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Firenze, Torre di Palazzo Donati

Lo scorcio è quello di una Firenze dall'aspetto medievale che si apre all'inizio di Borgo degli Albizi da Piazza San Pier Maggiore. Impone la sua presenza la massiccia e alta  Torre dal palazzo Donati che fa coppia, per cosi' dire, all'altra torre di Corso Donati.


Coordinate:   43°46'17.16"N,  11°15'39.79"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 26 marzo 2015

Paolo Dal Pozzo Toscanelli

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Firenze, Piazza Pitti

Siamo proprio di fronte a Palazzo Pitti. Un palazzo trecentesco (riconfigurato nell'Ottocento) reca questa targa in ricordo di un illustre proprietario che fu scienziato e che, in qualche modo dette le basi per l'impresa di Cristoforo Colombo (1451 - 1506), come ci ricorda la targa Paolo dal Pozzo Toscanelli (Firenze, 1397 – 1482):

PAOLO DAL POZZO TOSCANELLI
ASTRONOMO MATEMATICO GEOGRAFO MEDICO FILOSOFO 
FONDATORE NEL DUOMO DELL'ANTICO GNOMONE 
INGEGNO UNIVERSALE 
CHE PER OSSERVAZIONI CELESTI E STUDI COSMOGRAFICI DIVINATORE 
INIZIÒ LA SCOPERTA DEL NUOVO MONDO 
VISSE ANNI LXXXV DI VITA INTEGERRIMA 
DAL M-CCC-LXXXXVII al M-CCCC-LXXXII 
IN QUESTE CASE DE' SUOI 
CHE IL COMUNE DI FIRENZE 
INSIGNISCE NEL NOME DI LUI. 
M-DCCC-LXXXXVIII

Paolo nacque dall'unione di Domenico di Piero Toscanelli, medico fiorentino, e da Bartolomea, della quale non ci è pervenuto il cognome. La Famiglia del Pozzo Toscanelli, una delle più agiate, aveva diversi possessi e in città e fuori ma le case di sua abitazione in Firenze erano precisamente situate fra la via dei Guicciardini (allora Via di Piazza) e la via de' Velluti, là dove ora ed è tuttora il Canto ai Quattro Leoni (dai leoni in pietra murati negli angoli del quadrivio, uno dei quali esiste ancora oggi) e la viuzza che da questa famiglia prese il nome di Toscanella.  I Toscanelli avevano vari possedimenti presso ad un pozzo attivo sino dal tempo dei romani, detto appunto dei Toscanelli, pozzo aperto al pubblico ed assai celebre nelle Storie fiorentine.  

Nella foto seguente vediamo  Paolo dal Pozzo Toscanelli ritratto in un affresco del soffitto della cosiddetta Sala di Cosimo il Vecchio de' Medici (1389, 1464) all'interno di Palazzo Vecchio. Riconoscibile essendo alla sinistra di Cosimo con in mano un ritratto in un ovale. 


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Coordinate:  43°45'57.99"N,  11°15'0.99"E                      Mappe: Google - Bing




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domenica 22 marzo 2015

Un varco irregolare tra le pietre

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Firenze, dalla Torre di Arnolfo

Lungo la stretta e ripida scala che si inerpica all'interno della Torre di Arnolfo si aprono talora stanze, prigioni, aperture e piccole finestre per dare un minimo di luce ai freddi gradini di pietra. Una di queste irregolari e profonde aperture lascia intravedere uno stretto panorama di tetti e coperture di palazzi tra i quali si erge maestosa, ardita ed elegante la Cupola per eccellenza, quella di Filippo Brunelleschi (1377 - 1446), che esalta in altezza la cattedrale, Santa Maria del Fiore, il Duomo.


Coordinate:  43°46'9.20"N,  11°15'21.20"E         Mappe:   Google   -   Bing




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giovedì 19 marzo 2015

I dolci sguardi di Luca

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Firenze, Via Lamberti, Orsanmichele

In Via de' Lamberti, sulla pareto sud di Orsanmichele si trovano a metà altezza due tondi invetriati policromi del della Robbia. Il  più vicino all'angolo di Via dei Calzaiuoli,  sopra la statua bronzea di  San Giovanni Evangelista di  Baccio da Montelupo  (Montelupo 1469 - 1535) è il Tondo con stemma dell'Arte della Seta di Andrea della Robbia, il secondo, sopra la statua della Madonna della Rosa, opera attribuita a Piero di Giovanni Tedesco (1386 - 1402), è il Tondo con stemma dell'Arte dei Medici e Speziali di Luca della Robbia



Coordinate:  43°46'14.08"N,  11°15'18.32"E                       Mappe: Google - Bing




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lunedì 16 marzo 2015

Gli stemmi dei mestieri

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Firenze, Palazzo dellArte della Lana, dettaglio dello scalone interno

L'antico edificio, residenza dell'Arte della Lana, venne eretto nel 1308 inglobando una più antica torre della famiglia Compiobbesi in parte bruciata nel 1284. Nei secoli successivi  vennero costruiti altri ambienti per soddisfare le necessità delle attività pubblica dell'Arte. Nel 1569 Cosimo I de' Medici (1519 – 1574) fece realizzare una scalinata per accedere ai piani superiori della chiesa di Orsanmichele diventato  il nuovo Archivio Generale dei Contratti privati e dei testamenti. Nel 1772 fu canonica della chiesa di Orsanmichele. Nel 1890 venne acquistato dal Comune di Firenze per essere poi ceduto nel 1903 alla Società Dantesca Italiana per le pubbliche letture ad illustrazione della Divina Commedia. All'interno, il soffitto in capriate decorate che copre la scalinata di Bernardo Buontalenti (Firenze, 1531 – 1608), si possono ammirare su una cornice che gira tutto attorno alle pareti dove sono affrescati gli stemmi dei mestieri. Qui nella foto sono riconoscibili le pinze dei fabbri, lo scudo dei cuoiai, i maestri d'ascia, il calice dei vinattieri, la stella a otto punte dei fornai.



Coordinate:  43°46'14.43"N,  11°15'16.09"E                  Mappe:          Google    -    Bing





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giovedì 12 marzo 2015

Sagome e riflessi nel Corridoio Vasariano

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Firenze, Uffizi

E' domenica, visitatori passano apparentemente frettolosi all'interno degli Uffizi ne Corridoio Vasariano.


Coordinate:   43°46'6.61"N,  11°15'20.07"E                     Mappe: Google - Bing



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domenica 8 marzo 2015

L'Evangetista di Baccio da Montelupo nel 1515

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Firenze, Orsanmichele, Tabernacolo dell'Arte della Seta, lato sud, San Giovanni Evangelista, dettaglio



Nel 1515 Baccio da Montelupo  (Montelupo 1469 - 1535) aveva 46 anni quando gli fu commissionata l'opera scultorea in bronzo del  San Giovanni Evangelista da parte del l'Arte dei setaioli, volendo essi sostituire la scultura marmorea del proprio tabernacolo sul lato sud di Orsanmichele. Si tramanda che per questo incarico Baccio intascò 340 fiorini.
Giorgio Vasari (1511 – 1574), ricordando che molti erano stati i concorrenti per quest'ambita impresa, scriveva:”... e fugli allogato dall'arte di porta S. Maria una statua di S. Giovanni Evangelista per farla di bronzo; la quale prima che avesse, ebbe assai contrari , perché molti maestri fecero modelli a concorrenza; la quale figura fu posta poi sul canto di S. Michele in Orto dirimpetto all'Ufizio. Fu quest'opera finita da lui con somma diligenza. Dicesi che quando egli ebbe fatta la figura di terra, chi vide l'ordine delle armadure e le forme fattele addosso, l'ebbe per cosa bellissima, considerando il bello ingegno di Baccio in tal cosa. E quegli che con tanta facilità la videro gettare, dedero a Baccio il titolo di avere con grandissima maestria saldissimamente fatto un bel getto. Le quali fatiche durante in quel mestiero, nome di buono, anzi ottimo maestro gli diedero: oggi più che mai da tutti gli artefici è tenuta bellissima questa figura...." Da Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architetti.Giorgio Vasari, Tomo Sesto.



Coordinate:   43°46'14.26"N,  11°15'17.19"E                 Mappe:    Google  -  Bing




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giovedì 5 marzo 2015

Nel cortile l'Orfeo di Baccio Bandinelli a Palazzo Medici Riccardi

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Firenze, Via Camillo Cavour 1- 3- 5,  Palazzo Medici Riccardi

Voluto dal Cosimo il Vecchio de' Medici (1389, 1464), in via Larga, l'edificio di forma cubica vide la posa della prima pietra tra il 1444 e il 1446, su progetto di Michelozzo di Bartolomeo (Firenze, 1396 – 1472), dove esistevano case acquistate nel corso  del Trecento dalla famiglia Medici.  Secondo quanto riportato da Giorgio Vasari (1511 – 1574), Cosimo avrebbe rifiutato un precedente progetto di Filippo Brunelleschi (1377 - 1446), reputandolo "troppo sontuoso e magnifico".  Fu terminato nel suo nucleo principale appena 10 anni dopo, nel 1546. Notevole e armonioso con i porticati e i giochi di luci e ombre è il cortile interno stupenda cornice con la statua dell'Orfeo di Baccio Bandinelli (1488 – 1560) posto su un elevato piedistallo che si ammira ancora oggi.  


"Palazzo de' Medici, poi Riccardi, e Via Larga, riprodotti nel fondo del dipinto di Francesco Granacci raffigurante l' Entrata di Carlo VII in Firenze avvenuta il 17 novembre 1494. Il palazzo, a sinistra, si presenta con tre archi, come infatti l'architettò Michelozzo e com' era prima che il marchese Gabriello Riccardi l'ampliasse nel 1715, occupando le casette seguenti. Il primo arco a sinistra, insieme a quello che si vede in parte su via de' Gori, costituiva la loggia di cui parla il Vasari nella vita di Giovanni da Udine, e che fu chiusa con disegno di Michelangelo. L'opposto edificio d'angolo era forse quello dei Della Casa, incluso in seguito nel Palazzo Panciatichi. È inutile dire che tutto l'aspetto delle rimanenti case è variato." Tratto da "Cento Vedute di Firenze antica" di Corrado Ricci, 1906



Coordinate:  43°46'30.09"N, 11°15'20.82"E                       Mappe: Google - Bing




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lunedì 2 marzo 2015

Un angolo di Piazza della Signoria dal Salone dei Cinquecento


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Firenze, Piazza della Signoria, dal Salone dei Cinquecento

L'ultima cosa che viene in mente trovandoci nel Salone dei Cinquecento è guardare fuori da una finestra semiaperta. Nel Salone ci sono tesori d'arte unici fra statue, affreschi e il soffitto straordinario. Ma anche l'affaccio è unico, imperdibile, da dietro il Palazzo Uguccioni e gli altri palazzi che delimitano Piazza della Signoria compare la Cupola del Brunelleschi nella sua forma inconfondibile con in vetta la lanterna.



Coordinate: 43°46'9.58"N, 11°15'23.67"E                     Mappe:    Google   -   Bing




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venerdì 27 febbraio 2015

Torre di Arnolfo dalla finestra del Bargello

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Firenze, Via del Proconsolo, Bargello

Una visita al Bargello quando si è a Firenze corre d'obbligo, non solo per la sala straordinaria che accoglie molte opere di Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi, Firenze, 1386 – 1466) e altri artisti, in particolare scultori, che riempiono i due piani del Museo. Importanti sono le sculture del Rinascimento, tra le quali capolavori di Donatello, di Luca della Robbia (Firenze, 1399/1400 circa – 1482), del Verrocchio Firenze, 1437 - Venezia, 1488), di Michelangelo (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – 1564), di Benvenuto Cellini (1500-1571). Inoltre il museo è arricchito con prestigiose raccolte di bronzetti, maioliche, cere, smalti, medaglie, avori, ambre, arazzi, mobili, sigilli e tessili, provenienti in parte dalle collezioni medicee e in parte da donazioni di privati.Ma è lo stesso edificio ad essere degno di un'attenzione particolare, non ultime le finestre e gli scorci che da queste si aprono su Firenze. Qui siamo al primo piano, la finestra in ferro battuto e vetro policromo si apre su Piazza San Firenze, si intravede a sinistra il Palazzo Gondi con la sua altana e sullo sfondo la Torre di Arnolfo.



Coordinate:  43°46'13.36"N,  11°15'29.78"E                      Mappe: Google - Bing



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martedì 24 febbraio 2015

Le aquile della Casa dell'Opera di San Giovanni Battista

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Firenze,  Piazza San Giovanni Battista n. 7, Casa dell'Opera di San Giovanni Battista


La lunetta che sovrasta l'architrave accoglie la copia in terracotta di una statuetta in marmo di Antonio Gamberelli (Settignano, 1409 – 1464), detto il Rossellino,  che raffigura San Giovannino. L'originale è nel Bargello. Ai lati vi sono due aquile poggianti sul torsello, l'arme dell'Arte di Calimala, cioè della corporazione dell'Arte dei Mercatanti, opere di  Michelozzo (Firenze, 1396 – 1472) che scolpì anche la porta. L'edificio nel Trecento era posseduto dai  Consoli dell'Arte di Calimala.




Coordinate:   43°46'24.58"N,   11°15'18.13"E                   Mappe: Google - Bing




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giovedì 19 febbraio 2015

La gran tazza elbana della Fontana dell'Oceano

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Firenze,  Giardino di Boboli,  La Fontana dell'Oceano

Entriamo nel Giardino di Boboli da un'entrata diversa da quella principale, maestosa, che in Palazzo Pitti. Entriamo da Via Romana, dove abbiamo già visto precedentemente la Grotta di Adamo ed Eva, ci spostiamo sulla destra e dopo qualche vialetto, ameni spazzi verdi, statue, obelischi ed eleganti costruzioni arriviamo alla Fontana dell'Oceano.

"... Nel mezzo di quest'Isola vedevi eretta una bellissima Fontana, quanto mai mente umana immaginar si possa situata in mezzo d'una gran Vasca, sostenuta da vago piedistallo di Granito Orientale fino all'altezza circa braccia otto , e sopra questo , che di base gli serve , una gran tazza di marmo granito dell'Isola dell'Elba si posa , la quale fece qui trasportare , e porre in questo Giardino il Gran Duca Cosimo I e dipoi con progresso di tempo alzata in questo luogo come sotto si dice : è questa braccia 40. di circonferenza in un sol pezzo , la quale e assai maravigliosa , e fu tale 1' incomodo di tramenarla , che nel pattar che fece per dentro al Castello della Lastra a Signa sette miglia distante da Firenze, ( che a causa della scarsezza dell'acque non poté condurli per il Fiume Arno sino alla Città ) fu necessario le porte di quel Castello a forza di scarpelli , si fattamente allargare , che l'imposte di legno per chiuderle non vi hanno avuto più luogo ; nel mezzo della tazza si alza bellissima base di marmo con tre eccellenti bassirilievi, e sopra questa sono tre Statue pur di marmo a sedere per tre Fiumi principali del Mondo, cioè il Nilo , il Gange, e l'Eufrate figurati, le quali se in piedi fossero circa 5. braccia l'una alte sarebbero. Nel mezzo a queste tre Statue un'altra maggiore di braccia 6. in piedi è alzata, che col bastone del comando in mano, e con l'Orca marina ai piedi è del Mare Oceano figura ; i muscoli delle spalle, e del petto di questa Statua sono maravigliosamente fatti , ed intesi, è tutta quest'opera di una somma bellezza di mano del sopradetto Gio: Bologna ; sotto poi alla sudddetta gran tazza vi si legge quanto appresso.  
Li 18. Luglio 1618. si posò la tazza , e fu il giorno della nuova , che il Fratello della Serenissima fu fatto Re dell'Ungheria . Per di sotto alla detta fontana vi è un comodo muricciolo di marmo , e attorno vi sono vari zampilli che gettano acqua. ..."

Brano tratto dal libro "Descrizione dell'imperiale giardino di Boboli fatta da Gaetano Cambiagi custode delle due pubbliche biblioteche Magliabechiana, e Marucelliana alla nobilissima Dama la Signora Marchesa Maria Teresa Ginori nei Marucelli". Anno 1762 - Pag.52-54 


Coordinate:  43°45'41.60"N,  11°14'44.27"E                      Mappe: Google - Bing


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martedì 17 febbraio 2015

Oggi, qualche secolo fa, era il 17 febbraio 1530 il giorno della Partita dell’Assedio

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Firenze, Piazza Santa Croce

Il Calcio in Costume o Calcio in Livrea (dall'abbigliamento dei calcianti) è quasi, anzi, senza quasi, una istituzione cara ai fiorentini, è il calcio per eccellenza, il Calcio Storico Fiorentino. L'origine risale circa a metà del Quattrocento. Sia chiaro non è adatto per chi lo vuol giocare  decoubertianamente, tanto per passare il tempo, è una contesa dura, estenuante, vigorosa, con delle regole da rispettare e molto spesso da trasgredire interpretandole al limite. Sono partite da vedere tra la polvere e gli scoppi non adatte ad essere descritte e raccontate.

Le squadre sono composte da 27 giocatori:
4 Datori Indietro (portieri)
3 Datori Innanzi (terzini)
5 Sconciatori (mediani)
15 Innanzi o Corridori (attaccanti).

Particolarmente note sono due date in cui si svolsero due partite in due occasioni ben precise. Una delle prime partire documentate del Giuoco del Calcio risale al 1490 quando, durante un inverno particolarmente rigido, l’Arno si ghiacciò e la partita fu giocata con spettatori affacciati sui Lungarni e il Ponte Santa Trinita, l'altra ha un giorno e un mese ben preciso oltre all'anno. Era il 17 febbraio del 1530, la data della più famosa partita detta anche la Partita dell'Assedio, quando i fiorentini per sbeffeggiare le truppe di Carlo V che assediavano Firenze organizzarono una partita alla quale parteciparono i più bei nomi dei giovani fiorentini, mentre i suonatori di corni e trombe sul tetto della cattedrale si lasciavano ben vedere e sentiti dai nemici.

Qui nella foto vediamo la preparazione del campo di gioco in terra battuta. Sui palazzi ai lati abbiamo già visto precedentemente come era segnato il centro del campo, qui e qui.


Coordinate:   43°46'8.36"N,  11°15'40.10"E                 Mappe:  Google  -   Bing 




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sabato 14 febbraio 2015

L'architettura e la pittura perduta del Palazzetto Bellini

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Firenze, Lungarno Soderini

Non passa inosservato per chi transita sul  Lungarno Soderini un bell'edificio che si discosta dalla consueta fattura delle costruzioni fiorentine.  Su probabile progetto di Adolfo Coppedè   (Firenze, 1871 – 1951)  dei primi del Novecento è costituito da un corpo centrale con un grande finestrone balconato sormontato da un frontone  con ai lati due ali più basse pure vetrate e con balconcini più piccoli. All'interno del frontone vi sono figure allegoriche in terracotta invetriata l'architettura a sinistra e la pittura, di cui resta ben poco da vedere, a destra. Il committente era  l'antiquario Luigi Bellini per muso privato, residenza, e galleria d'arte. 

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Oggi è un museo in cui si alternano varie esposizioni  con esposizioni a rotazione alcuni oggetti di proprietà della famiglia, come tavole dipinte a fondo oro di epoca medievale, bronzetti, sculture lignee, maioliche e robbiane, mobilio antico. . Da ricordare che qui  fu ospite, presso l'antiquario,  il pittore Giorgio De Chirico  (1888 – 1978) dal 1933 e nel 1940.


Coordinate:  43°46'11.18"N,  11°14'46.51"E                       Mappe: Google - Bing




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martedì 10 febbraio 2015

L'alberghettino

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Firenze, Piazza della Signoria,  Palazzo Vecchio,  Torre di Arnolfo

Il vezzeggiativo ironico assegnato alla fredda stanza  che si apre, ma si chiude solo dall'esterno con  un pesante chiavistello, non è rivolto ad un'ospitale, piccola stanza di un albergo qualsiasi. Il pavimento in cotto, le spesse mura, un tavolaccio per giaciglio è in effetti una prigione a tutti gli effetti e niente può lenire la pena nemmeno ammirando dall'alto il panorama di Firenze dall'unica finestra che vi si apre. Ospiti non volontari furono Cosimo  (Firenze,1389 – 1464) de' Medici, detto il Vecchio, nel 1433 e Girolamo Savonarola  (Ferrara, 1452 – 1498) nel 1498 prima di essere giustiziato il 23 Maggio giù nel centro della Piazza della Signoria.

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Si legge a malapena nella targa fissata sella stretta scalinata che si inerpica su per la Torre:



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IN QVESTO POPOLARMENTE 
CHIAMATO "L'ALBERGHETTINO"
PRIGIONE AGLI ACCVSATI DI DE-
LITTI CONTRO LO STATO FVRO-
NO CARCERATI COSIMO DE' ME-
DICI PATER PATRIAE DAL 7 SETTEM-
BRE AL 3 OTTOBRE 1433 E FRA
GIROLAMO SAVONAROLA DALLA
NOTTE DELL'8 APRILE AL 23 MAG-
GIO 1498
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Coordinate:  43°46'9.20"N,  11°15'21.20"E         Mappe:   Google   -   Bing




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