Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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lunedì 7 novembre 2016

Quella discreta porticina di Carolina Bonaparte

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Firenze, Piazza Ognissanti

Piazza Ognissanti  è uno spazio relativamente grande per una città che ha un centro storico fitto di palazzi e monumenti che si incastonano millimetricamente gli uni con gli altri. Al centro di essa l'Ercole che combatte il leone di i Romano Romanelli (Firenze, 1882 – 1968) del 1935, da una parte le spallette dell'Arno, dall'altra la facciata in barocco fiorentino della chiesa di San Salvatore di Ognissanti. In fondo alla chiesa, sulla destra c'è la settecentesca Cappella di Pietro d'Alcantara con gli affreschi di Matteo Bonechi  (Firenze 1669 – 1756) che abbiamo già visto precedentemente avendo essa in un angolo una lapide in corrispondenza della tomba di Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, meglio conosciuto come Sandro Botticelli (Firenze, 1445 – 1510). Questa cappella offre un'altra curiosità, meno conosciuta ai più, ben nascosta. Da una porticina in fondo (sulla destra della foto in alto), del tutto anonima, si accede alla dimora eterna di Maria Annunziata Carolina Bonaparte (Ajaccio, 25 marzo 1782 – Firenze, 18 maggio 1839) sorella di Napoleone Bonaparte e regina di Napoli, dal 1808 al 1815, come moglie di Gioacchino Murat. Carolina Bonaparte visse a Firenze dal 1831, prima al palazzo Grifoni  in Borgo Ognissanti 13, poi l'anno successivo si trasferì a Palazzo che poi fu detto Bonaparte, in Piazza d'Ognissanti 3, dove rimase fino alla sua morte avvenuta il 18 maggio 1839.

272. HôTEL D'ITALIE (Borgognissanti, N.° 3358). – Servi di abitazione alla Contessa di Lipona , Carolina Bonaparte, vedova di Gioacchino Murat, la quale lo fece ridurre nel modo che vediamo l'anno 1835 sul disegno di Giuseppe Martelli. Essa vi terminò i suoi giorni il 18 maggio 1839. (da Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata di Federico Fantozzi, 1843)

Coordinate:   43°46'21.89"N,  11°14'46.16"E                     Mappe: Google - Bing




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martedì 6 dicembre 2011

Ognissanti

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Firenze,  Piazza Ognissanti

Sulla sinistra nella foto e nella lito  vediamo il Palazzo Lenzi sede del Consolato francese, al centro la duecentesca Chiesa d'Ognissanti

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Giuseppe Zocchi (Firenze, 1711 – Firenze, 1767) vedeva così  Piazza Ognissanti nel '700.


Coordinate:  43°46'20.46"N,  11°14'44.67"E       Google Mappe   -   Bing Mappe




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giovedì 22 dicembre 2016

Il toro e una trave in testa


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Firenze,  Piazza Ognissanti, stemma

Situato all'angolo tra Piazza Ognissanti e Borgo Ognissanti il Palazzo Lenzi lo si può vedere nella sua interezza alla sinistra della foto di questo post.  Voluto dai due fratelli Lenzi quando si trasferirono dalle Marche per esercitare il mestiere di mercanti nella città di Firenze nella seconda metà del Cinquecento fu nei secoli rimangiato passando la proprietà di mano in mano. Nel Seicento passò ai Buini, nel Settecento ai Quaratesi, nell'Ottocento all'antiquario Pisani, nel 1908 diventò sede dell'Istituto Francese dell'Università di Grenoble, nel 1912 divenne la sede dell'Institut Français de Florence, il primo ad essere fondato in tutto il mondo, nel 1950 fu acquistato dal governo francese ed oggi è anche sede del Consolato onorario di Francia, e della Libreria francese.
All'angolo del palazzo troviamo lo stemma in pietra della Famiglia Lenzi, d'azzurro al rincontro di toro d'oro. Curiosa e drammatica è la causa dell'estinzione del ramo fiorentino della famiglia nel 1642, quando Andrea Lenzi colpito da una trave di legno cadutagli sulla testa mentre attraversava via Ghibellina. I Lenzi annoverano importanti cariche nelle istituzioni fiorentine, 20 priori e due gonfalonieri di giustizia. Si dice che un ramo familiare si trasferì in Polonia dove assunse il nome di Leszczyński, da cui provenne il granduca di Lituania Stanislao, poi re di Polonia dal 1705. Una delle sue figlie fu regina di Francia, moglie di Luigi XV. Qualche analogia con lo stemma dei Leszczyński sembra esserci.





Coordinate:   43°46'20.97"N,  11°14'44.00"E                    Mappe: Google - Bing



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giovedì 25 febbraio 2016

Ercole in controluce

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Firenze, Piazza Ognissanti

Il bronzo di Romano Romanelli (Firenze, 1882 – 1968) del 1935 nel bel mezzo di  Piazza Ognissanti posta davanti alla chiesa di Ognissanti appare poco riconoscibile  l'Ercole che combatte il leone in un controluce invernale con la chiesa del Cestello come fondo.

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Coordinate:  43°46'19.70"N,  11°14'43.76"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 24 ottobre 2016

Quelle donnine in piazza e nelle case nel 1635

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Firenze, Piazza Ognissanti


Abbiamo letto molte simili targhe dei Signori Otto di Guardia e Balia l'antica magistratura fiorentina che attendeva agli affari criminali e di polizia della Repubblica di Firenze e poi del granducato. Qualche targa indirizzata esplicitamente contro le signorine che si dedicavano alla prostituzione, altre contro gli schiamazzi, i giochi rumorosi, soprattutto il gioco delle pallottole, contro  chi sporcava le fontane pulendo i calamai o facendo 'brutture' agli angoli più o meno nascosti della pubblica via, particolarmente nei pressi di chiese e altri luoghi di culto. Qui siamo in Piazza Ognissanti.

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P COMANDAMENTO DI · S · A · SMA
LI · S · S · OTTO DELLA BALIA DI FIRENZE HANNO
FATTO DECRETO SOTTO IL DI 26 7BRE 1635 CHE
VICINO A 300 BRACCIA A QVESTA CHIESA DOGNI
SANTI NON HABITINO DONNE DI MALAVITA CON
PENA A CHI NON OBBEDISCE DESSERE SVBITO CACC
 E BVTTATEGLI LE ROBE NELLA STRADA ET A PADRONI
 DELLE CASE D HAVERLE SPIGIONATE P DVI ANNI
ET ARBITRIO DEL MAGISTRATO
STEFANO CVPRES CANCELLIERE
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Coordinate:    43°46'20.40"N,  11°14'45.27"E                   Mappe: Google - Bing




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giovedì 24 dicembre 2015

I putti di Palazzo Quaratesi

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Firenze, via di San Niccolò

L'edificio nasce nel Quattrocento, per accorpamento di case corti mercantili preesistenti, come indica tra l'altro il portone vistosamente decentrato e la scansione delle finestre sul fronte, con una vistosa pausa tra il terzo e il quarto asse evidentemente causata da vincoli imposti dalle più antiche fabbriche. Lo si incontra passando da via di San Niccolò per andare, attraverso Piazza de' Mozzi, in via de' Bardi per sboccare infine a Ponte Vecchio. Si fa notare, il palazzo, per un alto fregio con festoni di foglie legati da nastri svolazzanti e sostenuti da sei puttini. Le quattro finestre al secondo piano mostrano ulteriori putti alati sempre reggenti ghirlande e, alle estremità, due scudi con l’arme dei Quaratesi (troncato d'azzurro e d'oro, all'aquila dal volo abbassato d'argento nel primo, sostenuta dalla partizione), a dichiarare la committenza dell'opera. Tra le finestre sono lesene corinzie (due tra il terzo e il quarto asse, a compensare il diverso intervallo) che proseguono anche al piano superiore, in ambedue i casi sorreggendo un architrave con un fregio ad ovoli su dentelli. Già indicati dalla letteratura del primo Novecento come opera di Andrea Feltrini (Firenze 1477 - 1548) e avvicinati a quelli del palazzo Lenzi Quaratesi di piazza Ognissanti, i graffiti pongono come consueto il problema di quanto sia giunto al nostro giorno di materia originale: nel 1911 il palazzo era segnalato in uno stato di estremo degrado, comunque con graffiti ancora discretamente leggibili; su questi si intervenne nel 1912.
I Quaratesi, originari di Quaranta nella Potesteria del Galluzzo, vennero ad abitare in Firenze nel Borgo di S. Niccolò, ove costruirono le loro case nelle quali i Bardi trovaron salvezza in occasione dell'assedio del 1343. In seguito possedettero anche il palazzo fatto costruire dei Pazzi, su disegno del Brunelleschi, in via del Proconsolo, quello già dei Busini in piazza d'Ognissanti.



Coordinate:  43°45'52.28"N,  11°15'32.21"E                      Mappe: Google - Bing




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giovedì 25 dicembre 2014

Si pesca alla Pescaia di Santa Rosa

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Firenze, Lungarno Soderini

Una passeggiata per Firenze per raggiungere Santa Maria del Carmine al fine di ammirare la Cappella Brancacci che ospita affreschi di Masolino (1383 – 1440 circa), Masaccio (1401 – 1428) e Filippino Lippi (1457 – 1504). Partiamo da Santa Croce per arrivare in Piazza della Signoria passando per Borgo de' Greci, poi percorriamo il Piazzale degli Uffizi, passiamo sotto il loggiato del Corridoio Vasariano, attraversiamo  il Ponte Vecchio e imbocchiamo Borgo San Jacopo. Si arriva a Ponte Santa Trinita senza attraversarlo costeggiamo la sponda sinistra dell'Arno su Lungarno Guicciardini, sino ad incrociare il Ponte alla Carraia. Tra questo e il Ponte Amerigo Vespucci vediamo a Pescaia di Santa Rosa, un artefatto che taglia trasversalmente l'Arno e che un tempo dava acqua ai mulini che vi si trovavano a fianco. Oggi la Pescaia ospita pescatori, specialmente d'inverno, d'estate è frequentata da persone amanti della tintarella tra il fresco delle brezze che spirano lungo il fiume. Sull'altra sponda si apre Piazza Ognissanti con la facciata seicentesca, barocca, della  basilica che porta lo stesso nome. Si prosegue verso Piazza di Cestello, costeggiando la chiesa di S. Frediano in Cestello e l'ex monastero dei Cistercensi e delle Carmelitane dove visse e morì Santa Maria Maddalena de' Pazzi.

Finalmente arriviamo in Piazza del Carmine, al cui fianco sinistro, destro per chi guarda la facciata vi è l'accesso al Convento di Santa Maria del Carmine ed oltre il chiostro  la famosa Cappella Brancacci dove lavorarono fra il 1425 e il 1427  Masolino e  Masaccio, e  Filippino Lippi, che vi lavorà  negli anni fra il 1481 e il 1485 creando una unità artistica con i suoi predessori, ed il Cenacolo di Alessandro Allori (1582)


Coordinate:   43°46'16.56"N,  11°14'40.71"E                    Mappe: Google - Bing



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giovedì 1 ottobre 2015

L'indiano delle Cascine

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Firenze, Cascine, Piazzale dell'Indiano


L'altro giorno ero alle Cascine per partecipare ad una gara di corsa podistica, a cui non potevo rifiutare, in un tratto del parco che va dal Piazzale delle Cascine al piazzale dell'Indiano e ritorno, scarsi quattro chilometri di percorso.  Mi sono fermato un attimo ametà del percorso per fotografare il monumento al principe indiano che si trova proprio al limite ovest del Parco, molto conosciuto dai fiorentini da più di un secolo e meta, soprattutto intorno al 1900, di passeggiate domenicali. Si legge inciso sulla lapide:


MONUMENTO ALLA MEMORIA DEL PRINCIPE
INDIANO    RAJARAM    CHUTTRAPUTTI
MAHARAJAH DI KOLHAPUR MORTO A 
VENTUN'ANNO A FIRENZE IL XXX GIORNO
DI NOVEMBRE MCCCXX QUANDO
DALL'INGHILTERRA TORNAVA ALLA PATRIA  



Il principe fermatosi in un hotel di Piazza Ognissanti di ritorno in patria dall'Inghilterra ebbe un improvviso malore che lo portò in breve alla morte. In ottemperanza alla religione le ceneri del corpo del principe furono disperse alla confluenza di due fiumi ed è qui che il Mugnone si getta in Arno. Il monumento fu costruito dallo scultore inglese Fulle in ricordo del giovane sfortunato.

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Foto della fine dell'Ottocento

Coordinate:  43°47'25.61"N,  11°11'52.36"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 20 marzo 2017

Per la Corsa dei Barberi





Firenze, Via del Prato di Ognissanti 3r


All'inizio di via del Prato, via che porta fuori città attraverso l'omonima Porta a Prato, c'è una Loggia edificata in pietra tra il 1819 e 1827 la Loggia Reale denominata anche Loggia Granducale o Terrazzino Reale. Su progetto dell'architetto Luigi de Cambray Digny  (Firenze, 1778 – Firenze, 1843), in sostituzione di una precedente struttura in legno eretta per consentire alla corte granducale di assistere alla corsa dei barberi, nel periodo in cui questa aveva 'le mosse' presso la Porta al Prato.



Da: 
Marietta de' Ricci, ovvero Firenze al tempo dell'assedio: Racconto Storico, Volume 4 Di Agostino Ademollo (1799-1841), Luigi Passerini (1816-1877) – Pubblicato 1845

In oggi le Corse Dei Barberi si fanno nella strada che dalla porta al Prato conduce alla porta alla Croce. Per questo a comodo maggiore della Corte del Granduca, sulla piazza del Prato nell' angolo che conduce alla Porticciuola, fu edificato un terrazzo con somma eleganza adornato di architetture in pietrame, dietro il disegno del Cavaliere Conte Luigi De Cambray-Digni , e fu ornato di pitture eseguite dal Professore Luigi Ademollo mio padre.
La corsa di S. Anna fu soppressa; quella di San Vittorio è stata rimessa alla Domenica nell'ottavario di Giovanni; così le tre corse principali di Barberi che si fanno in Firenze cioè di S. Giovanni, di S. Pietro e di S. Vittorio si eseguiscono in otto giorni con maggiore spasso dei cittadini e dei forestieri. Altri due palj si facevano in Firenze nei primi due giorni di Agosto, ordinati da Cosimo I per umiliare i Fiorentini e rammentare le disfatte degli amici della libertà a Gavinana, a Montemurlo e a Marciano. Il primo giorno il palio era corso dagli Asini che si facevano partire da Annalena per giungere alla Colonna di S. Felice. Ivi era inalzata un' antenna dalla quale pendevano due paperi che si donavano a chi primo giungesse a staccarli. L'indomani nel solito luogo correvasi il palio dei cavalli. La dinastìa Lorenese appena giunse al trono della Toscana abolì questi palj che più degradavano coloro che gli ordinarono e gli tollerarono, che la memoria dei valorosi periti, in difesa della santità dei proprj diritti. Accanto al Terrazzo del Principe sul Prato, quella lunga fila di case tutte ad un' ordine fu edificata sopra alcuni Tiratoj dell'arte della Lana sotto Cosimo I, che le incommendò nell' ordine di S. Stefano.
Di faccia, il Casino Corsini appartenne agli Acciajoli. Uno spedale era nel luogo del Convento soppresso Di S. Anna, dove vennero le donne di Verzaja fuori della porta San Frediano, dopo che fu rovinato il loro Convento nell'occasione dell'assedio.



Coordinate:   43°46'27.77"N,  11°14'33.95"E                    Mappe: Google - Bing



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