Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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lunedì 15 aprile 2013

San Filippo Neri

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Firenze, Piazza San Firenze, particolare della chiesa di San Filippo Neri

La chiesa in stile  tardobarocco, situata in Piazza San Firenze è dedicata a San Filippo Neri. Nel 1640, i padri Filippini, venuti a Firenze da Roma, ricevettero in dono da papa Urbano VIII l'area che da piazza San Firenze si estende fra Borgo de' Greci, via dell'Anguillara fino a via Filippina. Tale zona comprendeva, oltre a case-torri e palazzetti, anche la chiesa di San Firenze (nome che deriva da San Fiorenzo), ricordata già nel 1174. Dal 1668 iniziò, sotto la direzione di Pier Francesco Silvani, la costruzione di una chiesa di dimensioni più ridotte dedicata a San Filippo Neri. La facciata in pietra fu completata nel 1715 su disegno di Ferdinando Ruggieri. Solo fra il 1772 ed il 1775 il complesso raggiunse quelle che sono le dimensioni attuali. Zanobi del Rosso realizzò il nuovo oratorio sul lato di Borgo de' Greci, replicando simmetricamente la facciata del Ruggieri. I due edifici vennero quindi uniti dal prospetto del convento. Le tre sezioni in cui è diviso il prospetto, da cui scende una scenografica scalinata, corrispondono dunque all'originaria chiesa, al convento e all'oratorio dei padri Filippini. Il convento e l'oratorio sono stati sede del Tribunale di Firenze adesso trasferito in periferia.
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Coordinate:  43°46'11.15"N,  11°15'28.22"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 14 dicembre 2014

San Firenze

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Firenze, Piazza San Firenze, Chiesa di San Firenze

Siamo in  Piazza San Firenze delimitata a nord dal Bargello, a sud da Palazzo Vecchio, a ovest dal Palazzo Gondi e ad est dall'ex Tribunale di Firenze a sua volta ex convento e oratorio. Salendo qualche scalino entriamo nella Chiesa di San Firenze dedicata all'Immacolata e San Filippo Neri. Sulla parete di desta un foglio giallo spiega: Iniziata nel 1668 – 72 su sobrio disegno di Pier Francesco Silvani come Oratorio subì trasformazioni e completamenti nel 1713 sotto la direzione di G Fortini [Gioacchino Fortini, Settignano, 1670 – 1736]. Di lui sono le architetture barocche dell'abside e degli altari, le statue del presbiterio (Carità e Purità) e i due primi bassorilievi con episodi dalla vita di San Filippo [Firenze, 1515 – 1595]. Gli altri due nella parte inferiore della chiesa sono di A. Montauti [Antonio Montauti, Firenze. 1685 - 1740], l'Altare maggiore di Z. del Rosso [Zanobi del Rosso, Firenze 1724 - 1798].
Le tele degli altari sono di G. Pinzani (A Gherardini). T. Redi G. A. Puglieschi, G. Sacrestani. A. D. Gabbiani, G Perini (O. Marinari). Nella soffitta dorata, su disegno di Pier Francesco Silvani, tela di G. C. Sagrestani (San Filippo in gloria). Nel catino dell'abside, grande affresco di N. Lapi con la SS Trinità con Apostoli e santi fiorentini.
La facciata fu compiuta nel 1731-32 su disegni di F. Ruggeri e G. Fortini del quale sono anche le statue del gruppo sopra il portale. Nella cappella, compiuta nel 1776 su disegno di Zanobi del Rosso, Madonnina di C. Maratta tavola attribuita a G. Stradano e affreschi nella cupola di L. Sabatelli e figli altare di Z del Rosso.



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giovedì 25 giugno 2015

Sopra il cornicione è una balaustrata

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Firenze, Piazza San Firenze

Qui siamo in Piazza San Firenze dove troviamo la chiesa in stile tardobarocco (progetto di Pietro da Cortona come di tutto il complesso) dedicata a San Filippo Neri, il convento e l'oratorio. Nel 1640, i padri Filippini, venuti a Firenze da Roma, ricevettero in dono da papa Urbano VIII l'area che da piazza San Firenze si estende fra Borgo de' Greci, via dell'Anguillara fino a via Filippina. Tale zona comprendeva, oltre a case-torri e palazzetti, anche la chiesa di San Firenze (nome che deriva da San Fiorenzo), ricordata già nel 1174.  I due edifici vennero quindi uniti dal prospetto del convento. Le tre sezioni in cui è diviso il prospetto, da cui scende una scenografica scalinata, corrispondono dunque all'originaria chiesa, al convento e all'oratorio dei padri Filippini. Il convento e l'oratorio sono stati sede del Tribunale di Firenze adesso trasferito in periferia.

In alto troviamo la copia (l'originale si trova nel chiostro delle Oblate) dello stemma dei Serragli, due figure alate con la clarina ed una targa dedicata a Serragli, il benefattore che nel 1645 lasciò in eredità un cospicuo patrimonio per la conclusione dei lavori.

IULIANI SERRAGLI
HERED. EXT. OR. PRESB. F.
ABSOLUTUM
A REP. S. MDCCLXXV


Nel suo libro intitolato "Iscrizioni e memorie della città di Firenze"  (1887)  Francesco Bigazzi scrive:
"Mancò di vita nel 1648 Giuliano Serragli, dopo di aver testata la sua eredità a vantaggio della Congregazione dei Filippini, i quali volendo con questa ricca eredità secondare la pia mente del testatore, pensarono subito al disegno di una nuova Chiesa. Fu incaricato Pietro da Cortona di formare il progetto, ma essendo riuscito troppo grandioso.... vi ripugnò la modestia di quei Padri, e fu risoluto di ridurre l' antica Chiesa ad Oratorio, e l'Oratorio principiato dal Silvani nel 1645 a Chiesa, e situare fra l'una e l'altra di queste fabbriche il Convento, come appunto fu fatto.... La facciata intermedia del Convento è d' ordine dorico ed assai commendevole.... Sopra il cornicione è una balaustrata, e nel centro di essa campeggia lo stemma marmoreo del fondatore Serragli, posto in mezzo a due Fame scolpite da Pompilio Ticciati [(1706-1777)] con la suddetta iscrizione....". 



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giovedì 14 gennaio 2016

La prima pietra

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Firenze, Piazza  San Firenze

Sicuramente questo è uno dei dettagli meno conosciuti della nostra Firenze come essa appariva più di tre secoli fa. Lo si intuisce in  un quadro ad olio del Settecento appeso nella sacrestia della Chiesa di San Firenze, in Piazza San Firenze,  tra varie lapidi, iscrizioni, manoscritti, reliquie e altri oggetti sacri e non. Accanto al quadro c'è la fotocopia dello stesso quado con la didascalia che così recita così: Lorenzo Mariani secolo XVII, databile 1651, dipinto raffigurante l'antica piazza e la chiesa di San Firenze. La tempera presenta l'antica piazza e chiesa di S. Firenze in occasione della posa della prima pietra del tempio di Pietro da Cortona. Il progetto della chiesa di  S. Firenze eseguito da   Pietro da Cortona [(Cortona, 1596 – 1669)] risale all'anno 1645, ma fu più tardi abbandonato perché eccessivamente dispendioso, e sostituito da quello più modesto di Pier Francesco Silvani [1620 – 1685].

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E' interessante osservare dal vero gli infiniti particolari in esso contenuti come i visi molto realistici delle persone, le acconciature, i vestiti, gli atteggiamenti, gli oggetti, gli infissi dei palazzi, la varia umanità che per l'occasione della posa della prima pietra riempiva strade, edifici fino in cima sui tetti.

Coordinate:  43°46'11.17"N,  11°15'29.28"E                      Mappe: Google - Bing




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sabato 8 luglio 2017

Xhixha in Piazza San Firenze




Firenze, Piazza San Firenze

Conoscenza e Infinito sono le due opere monumentali in acciaio lucidato che l'artista albanese Helidon Xhixha stabilitosi a Milano ha collocato in Piazza Pitti. Una terza opera la troviamo in Piazza San Firenze con il titolo ‘La “O” di Giotto’... (continua qui)


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giovedì 5 novembre 2015

La cupola di San Lorenzo

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Firenze, Piazza San Lorenzo

La cupola della Basilica di San Lorenzo è facile da riconoscere per chi guarda un po' dall'alto il panorama della città ed è caratteristica per le volumetrie e le forme che si vedono dal basso da via del Canto dei Nelli che costeggia la chiesa da dietro o da Piazza di Madonna degli Aldobrandini (foto sotto) o da piazza San Lorenzo. Più inusuale è osservarla dall'interno del Chiostro dei Canonici da dove sembra svettare a quasi incombere con la sua leggera pesantezza secolare a ricoprire la cappella dei Principi a forma ottagonale seconda solo alla cupola del Brunelleschi del Duomo.

Ecco come Arnaldo Cocchi  ne parla nel suo libro 'Le chiese di Firenze dal secolo IV al secolo XX. (1903)':  
"... Annessa alla basilica trovasi la cappella comunemente detta dei Principi. Fu ideata da Cosimo I [Firenze, 1519 – 1574] per servire quasi a gran sepolcreto dei suoi genitori, per sé e per i figli. Il primo a darne il disegno fu il Vasari, ma il progetto non fu eseguito neppure sotto Francesco I [(Firenze, 1541 – 1587)], figlio e successore di Cosimo. A Ferdinando I [Firenze, 1549 – 1609], suo fratello, era riserbato non solo l'effettuarne il progetto, ma innalzarlo con idea nuova, assai più grandiosa e magnifica. A formare il progetto concorse anche Bernardo Buontalenti [Firenze, 1536 – 1608].
Che questo edificio fosse eretto con la speranza di potervi collocare il sepolcro di Cristo, come molti scrissero, e che a questo fine nel 1604 fosse iniziata una spedizione in Siria, non è che un racconto destituito da ogni fondamento e solo appoggiato a una voce popolare, qual di fatto essa fu.
Nonostante la seguente iscrizione, sembra che l'edifizio fosse incominciato nell'anno 1600, con l'assistenza di Matteo Nigetti [Firenze, 1570 circa – 1649]e del Buontalenti suo maestro :
« A dì 10 Gennaio 1604 si dette principio a' fondamenti di « questo tempio dominante Ferdinando I Gran Duca di Toscana, al quale successe Cosimo figliuolo, e dipoi Ferdinando II [(Firenze, 1610 – 1670] Architetto Principe Don Giovanni Medici [Firenze, 1567 – 1621], il Gran Duca comandò Matteo Nigetti architetto fiorentino, che fusse col suddetto Principe, e pigliasse l'ordine di fare i disegni e modelli, sì della muraglia, che de' diaspri, altare e ciborio del santissimo Sacramento. Che tutto si è eseguito, e si mette in opera sino a questo presente anno MDCXL, e si seguita per la Dio grazia ».
La differenza di data si concilia in questa guisa: Nel 1600 si incominciarono gli scavi; il 10 di gennaio del 1604, senza alcuna solennità, si gettò la prima pietra e il dì 5 del mese di agosto furono solennemente benedetti i fondamenti, alla presenza di Ferdinando I e del principe Cosimo suo figlio, dall'arcivescovo, coll'assistenza del clero della metropolitana e di quello di San Lorenzo..."

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Coordinate:  43°46'30.06"N,  11°15'12.13"E                      Mappe: Google - Bing



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mercoledì 16 gennaio 2013

Palazzo Gondi

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Firenze, Piazza San Firenze,  Palazzo Gondi

Il ricco mercante Giuliano di Lionardo Gondi nel 1490 incaricò  l'architetto Giuliano da Sangallo (Firenze, 1445 – Firenze, 1516) di progettare e costruire il palazzo signorile situato in Piazza San Firenze. Sulla sommità vediamo l'altana con esili colonne e sopra i tetti la banderuola sulla vetta della Torre d'Arnolfo di Palazzo della Signoria.

Coordinate:  43°46'10.75"N,  11°15'26.53"E                      Mappe: Google - Bing


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giovedì 27 novembre 2014

La Torre della Castagna tra i tetti

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Firenze, Piazza San Martino

Restiamo ancora affacciati dal ballatoio della Torre di Arnolfo per osservare il panorama e lo spettacolare intrecciarsi di forme geometriche prodotto dai tetti fiorentini. Guardando a nord il nostro obiettivo fotografico incontra un parallelepipedo di pietra, coronato da un rettangolo di rosse tegole inclinate ad impluvio, che si staglia sopra tutti gli altri tetti dei palazzi secolari. E' una torre è molto antica situata in Piazza San Martino all'angolo con Via Dante Alighieri. Già edificata nel 1038 venne donata in quella data dall'imperatore Corrado II ai monaci dell'attigua Badia Fiorentina, a difesa del monastero stesso. Viene denominata la Torre della Castagna e dal 1282 è stato il primo luogo di riunione dei Priori di Firenze fino alla realizzazione del Palazzo del Bargello e Palazzo Vecchio.
Una lapide murata sulla torre in via Alighieri così recita:


QVESTA TORRE
DETTA DELLA CASTAGNA
VNICA RESTA
DELLE SEDI ONDE I PRIORI DELLE ARTI
RESSERO FIRENZE
PRIMA CHE LA FORZA E LA GLORIA
DEL FIORENTE COMVNE 
FACESSERO SORGERE
IL PALAZZO DELLA SIGNORIA

Mentre un'altra targa in Piazza San Martino ricorda alcuni versi di Dino Compagni (1255-1260):

... E chiamarono Priori dell'Arti: e
stettono rinchiusi nella torre della
Castagna appresso alla Badia,
acciò non temessono le minaccie
de' potenti . . .
Dino Compagni - Cronica - I - IV

Qui vediamo la torre dal basso con la cosiddetta casa di Dante in primo piano sulla destra...


 ...e da Piazza San Martino



Coordinate:   43°46'15.09"N,  11°15'24.83"E                     Mappe: Google - Bing



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giovedì 1 dicembre 2016

La Cupola del Brunelleschi e i terremoti di Firenze

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Firenze, Duomo, Cupola

La Cupola del Brunelleschi è testimone con una  ferita, una crepa ancora visibile alla sua base dei danni provocati da uno dei vari terremoti che hanno colpito Firenze.

«Ieri sera alle 20,57 ciascuno accudiva ai suoi affari, alle proprie occupazioni o ai propri piaceri – come tutte le altre sere – quando a un tratto un rombo cupo, poderoso, qualche cosa di rassomigliabile alla scarica di moschetteria di un mezzo reggimento, si fece sentire – e una scossa violenta, improvvisa, formidabile fece balzare uomini e cose, scosse oggetti e persone, impresse un singolare movimento ai corpi o ai mobili dei quartieri, agli esseri umani, come alle pareti delle case. (...) ... per istinto irresistibile i più uscivano dai pubblici locali, caffé e trattorie, dove bicchieri, bottiglie e tavolini avevano ballato una danza... singolarissima; dalle case che – specie gli ultimi piani – erano stati sbattuti, in modo da far credere agli inquilini di essere in barca; dai teatri nei quali il pubblico spaventato si affrettò all’uscita e in un momento Firenze, la pacifica Firenze, fu piena di folla che si riversava per le vie» (da “Fieramosca”, 20 maggio 1895).
A Firenze i danni furono molto estesi, ma nel complesso non gravissimi (per una descrizione dettagliata dei danni sofferti sia dall’edilizia monumentale e religiosa che da quella privata, si rimanda al libro di Elisabetta Cioppi, 1995). Non ci furono grandi distruzioni, ma rimasero più o meno danneggiati quasi tutti i monumenti, le chiese e i palazzi storici, e anche molte opere d’arte in essi conservate: piccoli crolli interessarono Palazzo Pitti e la Galleria degli Uffizi, lesioni rilevanti si aprirono nel Palazzo Medici Riccardi, nel Palazzo Strozzi, nelle volte dei porticati di Piazza SS. Annunziata e di Piazza Cavour (oggi Piazza della Libertà, lungo i viali di circonvallazione). Nel Museo Nazionale del Bargello ci furono gravi danni alla collezione di maioliche dei Della Robbia. Danneggiatissimo il Museo di San Marco, nell’omonima chiesa e convento, con cadute di cornicioni e lesioni alle volte e agli archi, soprattutto nel refettorio grande e nella biblioteca.
In Piazza della Signoria Palazzo Vecchio durante la scossa fu visto oscillare “come un pendolo”, ma rimase illeso. Nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il celebre duomo di Firenze, si aprirono numerose crepe nelle volte e una catena che univa gli archi laterali della navata centrale si spezzò; dalla Cupola del Brunelleschi caddero intonaci e stuccature e la croce posta sulla cuspide della lanterna si piegò verso nord. Il celebre campanile di Giotto e il vicino Battistero subirono alcune lesioni ma non riportarono danni strutturali. Fra le chiese maggiormente danneggiate ci furono quella della Badia Fiorentina, San Gervasio, San Lorenzo, San Leonardo in Arcetri e altre ancora, fra cui quella di Santa Maria del Carmine; gli affreschi del Masaccio nella Cappella Brancacci, invece, non furono danneggiati. Il complesso di Santa Croce fu danneggiato soprattutto nell’area dell’ex-convento, mentre la chiesa riportò danni lievi. Danni prevalentemente leggeri subirono anche le chiese di Santa Maria Novella, San Miniato al Monte e Santo Spirito (SGA, 2007). Numerosi danni interessarono l’edilizia residenziale e privata della città, con lesioni diffuse e cadute di soffitti. Uno stabile crollò in Via Pier Capponi. Complessivamente circa 100 edifici risultarono inagibili. A Firenze non vi furono vittime e si contarono solo 6 feriti non gravi (Cioppi, 1995). (Filippo Bernardini (INGV-Bo).)



Coordinate:  43°46'23.19"N,  11°15'24.15"E                      Mappe: Google - Bing





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domenica 13 febbraio 2011

Piazza San Pier Maggiore

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Firenze, Piazza San Pier Maggiore


Piazza San Pier Maggiore, detta anche di San Pierino, ricorda che nella piazza  esisteva una chiesa dal nome di San Pier Maggiore, una basilica abbattuta nel 1783 perché pericolante. Vediamo nella foto, sul sud ovest, una delle due Case Torri di Corso Donati appartenuto alla famiglia Donati. A fianco della Torre sulla facciata del lato nord di un casottino è murata una lapide che ricorda la proibizione per un abusivismo 'storico' di vendita fuori degli spazi offerti permesso per la vendita di frutta e verdura.


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LI. M : ILL : SS : CAPITANI DI PARTE DELLA
CITTÀ DI FIRENZE
PER ORNAMENTO DELLA CITTA BREVERE
DEL CULTO DIVINO PROIBISCONO CHE NES
 SVNO ORTOLANO O ALTRI POSSA STAR A
ROBBE DI SORTE ALCVNA SV LA
SV LA PIAZZA . DI . PIER MAGGRE COMINCIANDO DAL
LVOGO DOVE SARA AFFISSA LA PRESENTE
PROIBIZIONE SOTTO PENA DI VNO SCVDO E
DELLA CATTVTA E TUTO : DATOSI NELLA
PARTE A DI XX DI GIUGNO MDCXXXIX

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lunedì 26 ottobre 2015

Palazzo Vecchio 150 anni fa

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Firenze,  Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio

Cosa si scriveva 150 anni fa.
"Le piazze. - Piazza della Signoria. — Questa piazza, la più importante di Firenze per i suoi monumenti e le memorie che rammenta , non cominciò a ingrandirsi che nel 1258. i Guelfi vittoriosi spianarono le case degli Uberti, situate a greco, e su quelle dei Foraboschi e degli Ormanni, altre famiglie ghibelline, alzarono più tardi (1298) il palazzo della Signoria. Altri ingrandimenti ebbero luogo nel 4307 e 1308. Il duca d'Atene, nel 1343, ordinò alcune demolizioni per isolare il palazzo. Le antiche chiese di San Romolo, a tramontana, e di Santa Cecilia, a ponente (Posta delle Lettere) furono distrutte nel 1349 e 1367, quindi ricostruite e nuovamente distrutte nel secolo XVIII. La piazza prese, poco tempo dopo, l'estensione che ha oggi.
Su questa piazza avevano luogo le riunioni popolari. Dalla terrazza, situata sopra la gradinata del palazzo e pia tardi sotto le loggie de' Priori i magistrati parlavano al popolo. Dal XIII al xIx secolo, vi si celebrò, il giorno di San Giovanni, la festa degli omaggi (offerte che Firenze e le città vicine recavano alla chiesa di San Giovanni). Fu qui che Savonarola Venne impiccato e bruciato nel 1498.
Narrare gli avvenimenti di cui questa piazza è stata il teatro, sarebbe quasi un raccontare l'istoria di Firenze. Dopo essere stata testimone delle agitazioni e dei grandi fatti operati dalla Repubblica; dopo aver veduto i Medici, la casa di Lorena, gli stranieri, gli avvenimenti del 1848 e 1859; la notte del 15 marzo al chiaro delle torce e fuochi del Bengala, su questa piazza, le acclamazioni della folla salutarono l'annessione della Toscana al nuovo regno d'Italia, proclamata dai Magistrati dalla terrazza del palazzo. Il palazzo della Signoria è il principale edifizio."  Guida di Firenze e suoi contorni con vedute e nuova pianta della città - Di Andrea Bettini - 1862 - Pgg 29/30

"Questo palazzo, che assomiglia piuttosto a una fortezza, e di un aspetto sì caratteristico, è l'opera dello stato virile della repubblica. Arnolfo di Cambio  di Colle [Colle di Val d'Elsa, circa 1240 – 1302] ne fu l'architetto. Fu edificato sull'area delle case dei Foraboschi e altri ghibellini. La parte costruita da Arnolfo è quella che è coronata di merli e sormontata della torre; ma ha subito alcuni cambiamenti, se deve giudicarsene da un affresco del xv secolo che rappresenta l'espulsione del duca d'Atene. Esso fu ingrandito a diverse epoche nel 1342, da A. Pisano [Andrea Pisano (1290 circa – 1349 circa) ], sotto il duca d'Atene, e successivamente da M. Michelozzi (1434), il Cronaca [1457 – 1508], Baccio d'Agnolo [Firenze,circa il 1460. - Morto, 1553], Vasari [1511 – 1574] (1540-55) ec., e ultimamente vi sono stati fatti alcuni miglioramenti interni per l'abitazione del Governatore, negli appartamenti di Leone X.
Durante la repubblica servì di residenza alla Signoria e ai principi cui sì dava un potere temperarlo. Cosino I vi abitò qualche tempo avanti l'acquisto del palazzo Pitti. Fu allora che Vasari vi fece dei cambiamenti e ingrandimenti considerevoli. Sotto la monarchia servì di residenza ai diversi uffizi dei Ministeri. È oggi l'abitazione del Governatore.
La torre è alta 93 metri, la sua campana chiamava il popolo sotto le armi o lo (convocava in assemblea. Il primo orologio vi fu posto nel 1354, ed era lavoro di Niccola di Bernardo; fu rifatto da Vivìani nel 1667 [vedere L'orologio di Palazzo Vecchio]. Sopra la porta vedonsi due leoni in pietra e l'iscrizione: Rex Regum et Dominus Dominantium, sostituita sotto Cosimo I alla seguente posta nel 1527: jesus christus REX FIORENTINI POPULI, S. P. DECRETO ELEGIT. Sotto gli archi della galleria chiusa che sormonta l'edifizio, vedonsi le armi della repubblica; e delle caditoie dalle quali si lasciavano cadere delle pietre su coloro che attaccavano il palazzo." Guida di Firenze e suoi contorni con vedute e nuova pianta della città - Di Andrea Bettini - 1862 - Pgg 55/56

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mercoledì 10 ottobre 2012

Lo scorcio di Piazza San Giovanni


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Firenze, Piazza San Giovanni, Battistero e Campanile di Giotto

Avvicinandoci alla Cattedrale fiorentina, Santa Maria del Fiore, in Piazza San Giovanni ammiriamo uno scorcio unico. Dietro il Battistero e dietro la sua Lanterna si scorge la terrazza del Campanile di Giotto. Nella parte opposta rispetto alla posizione da cui abbiamo scattato la foto, provenendo da Via Cerretani, si trova la porta est del Battistero di San Giovanni chiamata Porta del Paradiso di Lorenzo  Ghiberti (Firenze, 1378 – Firenze, 1455). Sullo stipite della porta esiste una 'cosa' sulla quale difficilmente cade e si sofferma l'occhio del turista, rapito dai bassorilievi aurei delle formelle ghibertiane.  Vedremo la 'cosa' nei prossimi giorni.

Coordinate:   43°46'23.75"N,  11°15'16.84"E                     Mappe: Google - Bing



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mercoledì 20 gennaio 2010

Il miracolo di San Zanobi


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Firenze, Piazza San Giovanni, Colonna di San Zanobi

Composta da un fusto in granito sormontato da un albero in ferro e una croce si trova in Piazza San Giovanni, davanti alla porta nord del Battistero di San Giovanni. Fu abbattuta dall'alluvione del 1333 e eretta nuovamente l'anno successivo.
La colonna, dedicata a San Zanobi, vescovo di Firenze vissuto tra il IV e il V secolo,  è sormontata da una croce in marmo e da una ghirlanda in ferro battuto.  Zanobi venne sepolto nella chiesa di San Lorenzo fuori le mura poi in seguito i fiorentini ritennero opportuno trasferire la salma nella cattedrale di Santa Reparata. Durante il trasferimento in un gelido mattino di gennaio la bara passando sotto un olmo vicino al Battistero, lo sfiorò e questi improvvisamente si ricoprì di foglie verdissime. Ancora oggi, in ricordo del miracolo  del 429, il 26 Gennaio di ogni anno vengono posti fiori e ghirlande.



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venerdì 22 marzo 2013

Ad Aquilonem

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Firenze,  Piazza San Giovanni, Palazzo Arcivescovile

Qui vediamo la facciata del  Palazzo Arcivescovile, completamente ristrutturato fra il 1893 ed il 1895 da Felice Franciolini. All'estrema sinistra, sull'angolo, immaginiamo di vedere lo stemma arcivescovile. Dietro all'osservatore è il Battistero e la colonna di San Zanobi come è testimoniato da un'altra inquadratura. Ma ciò che non si vede è degno di nota, infatti sotto il pavimento in pietra tra il Battistero e il  Palazzo Arcivescovile c'è la storia di Firenze medievale e romana. Qui si trovano i resti delle mura che cingevano la città con soli quattro varchi, e una delle quattro porte, quella settentrionale, detta Contra Aquilonem (vento del Nord, o tramontana) , poi denominata “Porta Episcopi” per il vicino Palazzo Vescovile.  È stata  anche  evidenziata l'esistenza  di uno stabilimento termale attiguo (le Terme Settentrionali) di modeste proporzioni, ma ricche di decorazioni marmoree,  una antica iscrizione ricorda il “bagno di Marte” che era aderente alla Porta nella zona di Nord-Est (davanti all'attuale Farmacia). Durante degli scavi per realizzare un fognone (1892) e per collocare un tubo del gas (1895) furono scoperti i resti della Porta Settentrionale: un avanzo della parte inferiore della circolare torre di sinistra (ad Est), ed alcuni mattoni delle mura. Insieme a questi resti erano visibili un “impluvium” (cioè un bacino rettangolare al centro dell'atrio entro cui si raccoglieva l'acqua piovana) di una Domus, e ad un mosaico pavimentale del II secolo d. C., emersi in Piazza San Giovanni. Secondo un'antica tradizione, nell'area del Battistero ci sarebbe stato un Tempio di Marte, ma gli scavi compiuti non hanno confermato questa leggenda.

Qui sotto la foto dell'epoca con gli scavi di Piazza San Giovanni è del 24 Agosto 1895, con  le mura e parte del pavimento a mosaici




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lunedì 8 gennaio 2018

Una lapide in ricordo di Savonarola dove era il tassello del Saracino





Firenze, Piazza della Signoria

Firenze potrebbe essere letta come un libro, una pagina dopo l'altra da sfogliare strato dopo strato partendo dalla superficie del suolo. Si risalirebbe così all'epoca medievale, romana, etrusca e forse anche all'epoca villanoviana o ancor prima, preistorica. Piazza della Signoria è il luogo ideale per sfogliare questo libro, lo si è già fatto anche nel recente passato, trovando le pavimentazioni, i  muri mozzati, le suppellettili e i manufatti di chiese, case, botteghe artigiane ed le ossa dei nostri antenati poco più in là dietro gli Uffizi. Questa foto mostra la copertina del libro di oggi, quella che ogni giorno migliaia di turisti e concittadini indaffarati percorrono incessantemente. Questo è il luogo dove venne strangolato il frate domenicano ferrarese Girolamo Savonarola (Ferrara, 1452 – Firenze, 1498) , chiamato dapprima dal Magnifico (Firenze, 1449 - 1492) nella sua chiesa di San Lorenzo nel 1482. Frate che incise tanto nella storia di Firenze con le sue prediche contro la chiesa corrotta (e non solo)  fino al suo esito finale nella piazza, qui dove è la pietra, dichiarato eretico, strangolato e il suo corpo bruciato. Perchè fu bruciato proprio qui? Un punto della piazza del tutto particolare, non proprio nel cento, non proprio di fronte alla facciata di Palazzo Vecchio, ma un po' defilato. E' qui dove un tempo era posto il tassello sul punto dove era fissato ed eretto il saracino in occasione della 'Giostra del Saracino' che ancor oggi si disputa ad Arezzo e non più a Firenze. Manifestazione cavalleresca tipica del Medioevo che consisteva nel colpire con una lancia l'effige di un moro centrando lo scudo. L'abilità del cavaliere, lanciato a tutta velocità sul suo destriero, consisteva sia nel colpire lo scudo che nell'evitare di essere colpito a sua volta dalla mazza ferrata incatenata sul braccio della manichino che roteava per reazione al colpo inferto dalla lancia al centro dello scudo. Il segno, il tassello, nella piazza dell'infedele, ovvero il Moro, il Saracino, fu sostituito a Firenze dalla lapide dell'eretico rinascimentale, accusato senza colpa (in attesa di riabilitazione), nella piazza più importante della città.

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QUI
DOVE CON I SUOI
CONFRATELLI FRA DOMENICO
BUONVICINI E FRA SILVESTRO
MARUFFI IL XXIII MAGGIO
DEL MCCCCXCVIII PER INIQUA
SENTENZA FU IMPICCATO ED ARSO
FRA GIROLAMO SAVONAROLA
DOPO QUATTRO SECOLI
FU COLLOCATE QUESTA
MEMORIA 
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Attribuzione a Francesco Rosselli (1445 -  1513 ) 1498 tavola, Museo San Marco 



Coordinate:  43°46'10.65"N,  11°15'20.66"E                      Mappe: Google - Bing




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domenica 21 settembre 2014

Via dell'Anguillara

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Firenze, via dell'Anguillara dall'angolo con via dei Bentaccordi e via Torta

Sullo sfondo vediamo la Cappella dei Pazzi accanto al campanile di Santa Croce e un pinnacolo della basilica stessa. Percorrendo via dell'Anguillara partendo da Piazza Santa Croce arriviamo in Piazza San Firenze e da lì c'è da scegliere se proseguire verso il Duomo a destra o Piazza della Signoria a sinistra. Via dell'Anguillara taglia obliquamente il luogo in cui vi era l'anfiteatro romano al tempo di Florentia, anfiteatro ancora definibile nella sua forma guardando la pianta di Firenze.

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Che nome è 'Anguillara'? Ce lo spiega qui sotto Vincenzo Borghini.

"... Era questo anfiteatro, come dicono i nostri antichi scrittori, in capo la via già lungo tempo detta dell'Anguillara fino alla Piazza di Santa Croce. Ed era così chiamata questa via (per dichiarare incidentalmente l'origine di questo nome) non dalle anguille (sebbene vi è assai vicino Arno) ma da quelli ordini di viti, che si mettono diritti in su le vie e viottole, e che diciamo 'Anguillari', e che dalle viti sia detto, lo mostra la via vicina, detta della Vignavecchia. E da questa parte era la larghezza sua e la lunghezza da San Simone alla piazza de' Peruzzi, quantunque inciampino, come più delle volte il nome, e lo chiamino Parlagio...."

Pag. 254 dai Discorsi di Vincenzo Borghini con le annotazioni di Domenico Maria Manni – Volume I – 1808



Coordinate:  43°46'10.66"N,  11°15'34.53"E                     Mappe: Google - Bing


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martedì 9 novembre 2010

Porta San Gallo dall'interno




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Firenze, Piazza della Libertà, Porta San Gallo

La costruzione è del 1285 per volontà del Capitano di parte Guelfa Rolandino da Canossa. Nel 1865 vennero demolite le mura e ristrutturata la piccola Piazza di Porta San Gallo ridisegnando una piazza molto più grande di forma ellittica. Il tutto ad opera di Giuseppe Poggi nell'epoca in cui Firenze divenne temporaneamente capitale d'Italia.


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In un quadro di Odoardo Borrani (Pisa, 22 agosto 1833 – Firenze, 14 settembre 1905) come era piccola piazza che precedeva la porta San Gallo, dietro era ed è via San Gallo, oltre era via Bolognese adesso è un'ampia piazza con fontane, panchine, un arco trionfale (vedremo in seguito). Sotto una foto a cavallo del '900.


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venerdì 17 gennaio 2014

La piazza oggi e 500 anni fa

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Firenze, Piazza San Marco

La Piazza oggi nella foto in alto con la sobria facciata del 1780 della basilica dedicata a San Marco progettata da Michelozzo per volere di Cosimo il Vecchio alla metà del Quattrocento. Sulla destra, fuori inquadratura, esiste l'edificio che un tempo ospitava il Collegio di Studi dove ora ha sede il Rettorato dell'Università degli Studi di Firenze.
Ma come vedeva la piazza un fiorentino del Cinquecento e inizio del Seicento? Lo possiamo dedurre da una miniatura del 1509-1510 di Monte di Giovanni di Miniato, detto anche del Fora (miniatore fiorentino 1448 - 1533 circa) che raffigura l'Annunciazione con sfondo  piazza San Marco e con ciò che esisteva a quell'epoca prima che sorgesse la Casa di Sapienza fiorentina.    


Coordinate:  43°46'41.27"N,  11°15'31.76"E                      Mappe: Google - Bing


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venerdì 27 febbraio 2015

Torre di Arnolfo dalla finestra del Bargello

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Firenze, Via del Proconsolo, Bargello

Una visita al Bargello quando si è a Firenze corre d'obbligo, non solo per la sala straordinaria che accoglie molte opere di Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi, Firenze, 1386 – 1466) e altri artisti, in particolare scultori, che riempiono i due piani del Museo. Importanti sono le sculture del Rinascimento, tra le quali capolavori di Donatello, di Luca della Robbia (Firenze, 1399/1400 circa – 1482), del Verrocchio Firenze, 1437 - Venezia, 1488), di Michelangelo (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – 1564), di Benvenuto Cellini (1500-1571). Inoltre il museo è arricchito con prestigiose raccolte di bronzetti, maioliche, cere, smalti, medaglie, avori, ambre, arazzi, mobili, sigilli e tessili, provenienti in parte dalle collezioni medicee e in parte da donazioni di privati.Ma è lo stesso edificio ad essere degno di un'attenzione particolare, non ultime le finestre e gli scorci che da queste si aprono su Firenze. Qui siamo al primo piano, la finestra in ferro battuto e vetro policromo si apre su Piazza San Firenze, si intravede a sinistra il Palazzo Gondi con la sua altana e sullo sfondo la Torre di Arnolfo.



Coordinate:  43°46'13.36"N,  11°15'29.78"E                      Mappe: Google - Bing



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