Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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giovedì 21 ottobre 2010

I lucchetti dell'amore


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Firenze, Lungarno Anna Maria de' Medici , fotografata una fotografa

E' invalsa l'abitudine tra gli innamorati di passaggio per Firenze di lasciare da qualche parte i famosi o famigerati 'lucchetti dell'amore' . Li agganciano dove capita, dove trovano una catena, una inferriata con le lamelle metalliche sufficientemente strette per chiudere il meccanismo a scatto. Si comincia con uno, il primo, e dopo qualche giorno accanto a questo, sopra questo, in una sequela che gonfia, repentinamente si espande fino a raggiungere dimensioni inconsuete. Dopo un po' l'amministrazione cittadina decide di farli sparire, li taglia e chissà dove li getta i pegni d'amore, ma dopo poco si ricomincia col primo e con la nuvola che segue. Qualche tempo fa l'obiettivo privilegiato dalle giovani coppie allucchettatrici era stato il busto in bronzo del Benvenuto Cellini sul Ponte Vecchio. I cancelletti che separavano il pubblico dalla statua sembravano un oggetto unico informe attaccato da uno sciame di api, pesantissimo, color ottone e acciaio. Ora sembra che la vittima sacrificale scelta per portare il peso delle promesse di fedeltà (si fa per dire) siano le catene che separano sul lungarno a balaustrata sull'Arno all'altezza degli Uffizi dalla strada. Qui ho immortalato una ragazza che fotografa, di tutta la serie di lucchetti di ogni dimensione, uno con una dedica particolare scritta sopra a pennarello. Quando passo dal lungarno mi capita spesso di vedere gente che fotografa col telefonino o con la fotocamere impegnandosi nella ricerca dell'inquadratura migliore, famola strana. Ho notato che quasi sempre l'immortalatrice  è un'appartenente al gentil sesso. Ci sarà una ragione.




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lunedì 16 settembre 2013

La sanzione di 160 euro



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Firenze, Ponte Vecchio

L'inferriata protegge il busto di Benvenuto Cellini ma niente difende l'inferriata dai 'Romeo e Giulietta' del terzo millennio che si promettono l'uno con l'altro eterno amore bloccando un lucchetto con su scritto il loro nome. D'acchito sembra essere un'abitudine romantica, tenera e 'coraggiosa' ma risulta essere a tutti gli effetti pericolosa e dannosa, almeno  per il monumento. Ricorderete un altro post dedicato ai cosiddetti 'lucchetti dell'amore'  chiusi sulle catene che proteggevano la terrazza sull'Arno dietro gli Uffizi. Un bel giorno le catene sono crollate sotto il  peso degli innumerevoli marchingegni  insieme ai sostegni metallici letteralmente sradicati nel crollo. Adesso quelle catene sulla terrazza dietro gli Uffizi non ci sono più, quindi i teneri amanti hanno trovato un'alternativa dove compiere il loro rituale amoroso, cioè sulla ringhiera che protegge il busto del Cellini sul Ponte Vecchio..

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VIETATO APPLICARE LUCCHETTI
ALLA RECINZIONE E AL MONUMENTO
IN BASE ALL'ART. 112 DEL REGOLAMENTO DELLA POLIZIA MUNICIPALE 

SANZIONE PREVISTA € 160,00.

IT'S NOT ALLOWED TO HANG LOCKS
ON THE RAILING
AS IT IS RULED BY THE RULE OF MUNICIPAL POLICE QRT.112

FINE € 160,00 TO TRASGRESSORS.




Coordinate:  43°46'4.91"N,  11°15'11.18"E                   Mappe: Google - Bing 


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lunedì 13 agosto 2012

Scrivere sui muri e le pietre è reato


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Firenze, loggiato corridoio Vasariano

Sui pilastri portanti che sorreggono il Corridoio Vasariano nel tratto che va dagli Uffizi al Ponte Vecchio si trovano delle targhe apparentemente d'ottone con le scritte bilingui in rosso.

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SCRIVERE SUI MURI O SULLE PIETRE
O COMUNQUE DETERIORARE UN EDIFICIO
PUBBLICO D'INTERESSE STORICO ED ARTISTICO
E' REATO
PUNIBILE CON LA RECLUSIONE
(ARTICOLI    635 E 639  DEL CODICE PENALE)
ATTENZIONE !
L'AREA E' PROTETTA DA VIDEOSORVEGLIANZA
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WRITING ON THE WALLS OR STONES
AND IN ANY WAY DEFACING OR DAMAGING A
PUBLICAL HISTORICAL  MONUMENT
IS A CRIME 
PUNISHABLE BY IMPRISONMENT
(ARTICLE 635 AND 639 OF THE PENAL CODE)
WARNING !
THE AREA IS UNDER VIDEO SURVEILLANCE
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I secoli modificano i reati segnalati dalle targhe che ritroviamo a Firenze. Dal 1300 al 1700 le targhe in pietra i 'Signori Otto di  Guardia e Balia' ammonivano e minacciavano esclusivamente il popolo fiorentino su abusi, eccessi, atti immorali compiuti nella quotidianità. Si vietava di 'liberare la vescica' o compiere 'brutture  di sorta', sporcizie, vendere frutta e verdura in certi luoghi, cocomerai, poponai, fruttaiuoli, ferravecchi, rivenditori e barulli,  giocare a palla e pallottole, fare schiamazzi (strepitoso), esercitare una certa professione in modo scandaloso, meretricio,  entro una certa distanza da chiese o edifici occupati da ordini religiosi e clero, lavare  calamai e panni nella fontana di Piazza della Signoria. Il tutto sotto pene economiche, reclusioni  e in casi estremi tratti di corda.
Oggi i reati più comuni vengono commessi dai visitatori, gli ospiti temporanei, se diamo credito alla targa. I danni procurati al patrimonio pubblico sono rappresentati dalle iscrizioni fatte con i pennarelli o incisioni sulla dura pietra, e i 'lucchetti dell'amore '


chiusi nei punti più incredibili dagli innamorati che giungono nella nostra città e che vogliono lasciare un ricordo del loro saldo vincolo affettivo.

Coordinate:  43°46'5.72"N,  11°15'14.01"E                      Mappe: Google - Bing


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