Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

lunedì 18 dicembre 2017

La Villa del Poggio Imperiale





Firenze, Poggio Imperiale

Sopra un alto ripiano delle colline d’Arcetri, in mezzo a vasti prati si erge maestoso il fabbricato denominato la Villa del Poggio Imperiale. 
In antico quel luogo apparteneva alla famiglia de’ Baroncelli, passò nel 1500 circa in quella de’ Salviati, e poi ne’ Medici, per confisca de’ beni Salviati, conservando però sempre il nome di Poggio e Villa de’ Baroncelli.
Cosimo I de’ Medici [Firenze, 1519 – 1574] lo donò alla figlia Isabella quando divenne moglie infelicissima di Paolo Orsini. Spenta questa casata il dominio ne passò negli Odescalchi, e nel 1622 ritornò ne’ Medici per compra che ne fece la Serenissima Maria Maddalena d’Austria  [Graz, 1589 – Passavia, 1631] moglie del Granduca Cosimo II [Firenze,  1590 – Firenze, 1621] .
Questa Principessa fece notabilmente ingrandire ed abbellire quel fabbricato, sul disegno del celebre Giulio Parigi, e volle che si nominasse Villa del Poggio Imperiale. 
Vittoria della Rovere, moglie del Granduca Ferdinando II [Firenze, 1610 – 1670] l’accrebbe anch’ essa; ma più che ogni altro Pietro Leopoldo  [Firenze, 1797 – 28 gennaio 1870], Granduca di Toscana, della Casa di Lorena, la abbellì e la ornò internamente e al di fuori, riducendola tale quale oggi è. La bellissima architettura esterna, la vastità, la ampiezza e distribuzione delle cento sale, molte delle quali vagamente dipinte dal Volterrano [Volterra, 1611 – Firenze, 1690] , la preziosa volta dipinta da Matteo Resselli [Firenze, 1578 – 1650], trasportata con ardito artifizio tutta intera, senza che ne venisse un eretto, da un punto all’altro della Villa, allora che si fecero gli ingrandimenti ordinati dal Granduca Pietro Leopoldo; la vastità del gran salone, tutto adorno di stucchi dell'Albertolli [Bedano, 1742 – 1839], la straordinaria vastità di tre cortili interni, il grandioso giardino, parte aperto, parte occupato da una grande lecceta, potata. come si usa nei giardini all’italiana, e la ricchezza d’ acqua che percorre tutto il fabbricato, e la innumerevole raccolta di dipinti e di sculture, de’ quali però ora non resta per così dire che quelli che erano indispensabile corredo del Monumento, tanti e tali però da farlo esser sempre riccamente corredato, costituiscono di questo fabbricato un prezioso monumento d’ arte.
Un bell’Oratorio è annesso e fa parte della Villa, ed anche in questo l‘eleganza e ricchezza dell’architettura è congiunta con la moltiplicita di oggetti d' arte, specialmente scultoria, vedendovisi alle pareti in altrettante innicchiature sei belle statue grandi al vero, rappresentanti la Fede, la Carità, la Mansuetudine, la Fortezza, la Parità, la Speranza, modellate da Corradini, Maggi, Fontana, Raggi, Grazzini, e di un bellissimo bassorilievo del Torwaldsen, che serve di palliotto all’Altare.
Un largo stradone guarnito di due viali laterali alberati congiunge questo edilizio e Firenze.
Da "Del reale istituto femminile della SS. Annunziata in Firenze al poggio Imperiale" -  ‎1873


Con il trasferimento della capitale d'Italia Firenze e i lavori di riordino urbanistico della città, la villa si trovò all'interno della zona dei Viali dei Colli, tracciati da Giuseppe Poggi. 
Cortile per ricreazione, 1870

Dal 1865 divenne educandato femminile della Santissima Annunziata (trasferito dall'ex-monastero della Santissima Concezione in via della Scala) e oggi ospita ancora la stessa scuola, diventata poi istituto secondario di I e II grado e aperta a studenti di entrambi i sessi. All'interno conserva anche un piccolo museo con collezioni scientifiche d'epoca.



VillaPoggioImperiale in una stampa di Giuseppe Zocchi




Coordinate:  43°44'57.41"N,  11°14'51.57"E                     Mappe: Google - Bing




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