Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

lunedì 4 dicembre 2017

Un giardinetto elegante, pieno di fiori, folti cespugli, bambini, balie e servette





Firenze, Viale dei Colli, Bobolino

Ho trovato un libro, edito all'inizio del secolo scorso, che racconta la vita di una Firenze del tutto scomparsa, delle lunghe, tranquille passeggiate lungo il Viale dei Colli, dei giochi dei tanti bambini (a quei tempi) ed un mondo fatto di di gente che ancora riusciva a comunicare in modo semplice ed educato le proprie sensazioni e il modo di essere. 

... Io so per adesso una cosa sola, che qui si respira un' aria balsamica, che il venticello carezzoso aleggia impregnato di mille soavi profumi, che il Viale è spazioso, che la salita è lieve e che ho un appuntamento con la Notte di Michelangiolo, sdraiata su, in cima al Piazzale, per aspettarmi.
Dall'alto del poggio fanno capolino i raggi del sole cadente, e indorano le pendici dove il Duca d'Amalfi stendeva altra volta le sue schiere ai danni di Firenze. Oggi, come Dio vuole, 1' erta s'abbella di pacifici oliveti, e gli Spagnuoli, che hanno tanto da faro a casa propria, non hanno lasciato agli echi della collina altro che il suono di un magro proverbio : 

« Fiorentin mangia fagiuoli,
E' volevan gli Spagnuoli,
Gli Spagnuoli son venuti:
Fiorentin becchi....»
...e lasciamola là.
Ecco, il Viale corre tortuoso, dolcemente salendo verso il Colle del Ronco, e scuopre a sinistra la linea nereggiante delle vecchie mura fiorentine, dietro alle quali scaturiscono gli alberi secolari del giardino di Boboli; poi si ripiega e s'avvia verso l' Imperialino, e fra le curve della lieve salita rinchiude un giardinetto elegante, tutto profumato di fiori, tutto ridente di folti cespugli, dove una miriade di bambini gira, salta, folleggia, giuoca alla racchetta, al cerchio, alla trottola, fa a rimpiatterello dietro ai gruppi di mortella e di lauro, e lascia tempo alle serve di barattare quattro parole coi cugini... 
Dalle pareti della grotta artificiale, tutta vestita di muschi e di ellere vivaci, un filo d'acqua cade dolcemente gorgogliando nella vasca sottoposta, e sulla superficie del quieto laghetto vagano le candide ninfèe, e stende il loto le larghe sue foglie. Su tutte le panchine circostanti siedono le balie, orgogliose dei fiocchi scarlatti e degli aurati spilloni che rivelano  il sesso del neonato, e porgono alle avide labbra della generazione che cresce un seno che attira l'occhio della generazione che cala. Là si riposano, fumando tranquillamente la pipa, turbe di vecchi impiegati, di veterani, di uscieri e di custodi d'uffizii pubblici, che ciarlano gravemente di politica ; commentano le notizie di Germania e di Francia; leggono i telegrammi della guerra d'Oriente; disegnano sul terreno, colla punta del bastone, una topografia tutta fantastica dei campi di battaglia; e rifanno cento volte la carta d'Europa. Qua passeggiano gruppi di coristi in disponibilità, di parrucchieri in aspettativa, di tavoleggianti da caffè, di comici e di merciai in vacanze, e raccontano sotto voce gli scandalucci del paese, le avventure galanti di gioventù, le angherie dell'agente delle tasse, i misteri del Dazio-consumo, e finiscono chiedendo al cielo e agli uomini, per la salvezza d' Italia, che uno di loro sia fatto ministro degli affari esteri prima che giunga a termine la settimana...
 da Primavera, Su e giù per Firenze, monografia fiorentina di Ferrigni, Pietro Francesco Leopoldo Coccoluto, 1836-1895,    pubblicato nel 1918.

Coordinate:  43°45'31.45"N,  11°14'56.66"E                     Mappe: Google - Bing




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