Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

giovedì 7 luglio 2016

'Suffumigi' in piazza

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, piazza della Signoria

Aerosol per il Davide

Coordinate:   43°46'9.75"N,  11°15'19.91"E                    Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 4 luglio 2016

Cosa c'entra il lampredotto con Ugo di Toscana

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza de Cimatori

A cento metri da Piazza della Signoria, percorrendo via de' Cerchi si arriva a  Piazza de Cimatori  e proprio sotto l'indicazione della stradale della piazza  c'è uno stemma, su cui si legge DELLA BELLA, e sotto una lapide con incisi alcuni versi del Paradiso tratti dalla Divina Commedia di Dante:

Io dirò cosa incredibile e vera:
nel picciol cerchio s’entrava per porta
che si nomava da quei de la Pera.
Ciascun che de la bella insegna porta
del gran barone il cui nome e ’l cui pregio
la festa di Tommaso riconforta,
da esso ebbe milizia e privilegio;
avvegna che con popol si rauni
oggi colui che la fascia col fregio.

Io dirò una cosa incredibile anche se vera: nella antica cerchia muraria si entrava attraverso la porta che prendeva il nome dai Della Pera (Peruzzi). Tutti quelli che si fregiavano della bella insegna di Ugo di Toscana (953 o 954 -  1001) , il cui nome e il cui onore è celebrato il giorno di San Tommaso, ebbero da lui la carica e il privilegio di cavaliere, anche se oggi uno che la adorna col fregio d'oro (Giano della Bella, Firenze, seconda metà del XIII secolo – m. tra il 1311 e il 1314) ) parteggia per il popolo.

Ma qui, in questa stessa piazza che ricorda anni passati pregni di storia e avvenimento gravi, si consuma, verbo più che giusto, una quotidianità più moderna, più prosaico, forse meno importante, ma certamente non secondaria per le tradizioni fiorentine. Qui un baracchino da cui si diffondono  effluvi che favoriscono immediatamente  la salivazione, distribuisce panini con il famosissimo 'lampredotto' in salsa verde e, per chi lo desidera, piccante. Non si può descrivere, certamente un  piatto povero da assaggiare, gustare, assaporare, inghiottire facendo attenzione a non scottarsi.




Coordinate:   43°46'15.24"N,  11°15'22.40"E                    Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 27 giugno 2016

Reminiscenza egizia a Firenze

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Costa San Giorgio 75

Un battiporta che sembra fuori posto in una città come Firenze e in palazzo una facciata dai sobri caratteri seicenteschi, una testina dal vago sentore egizio in un portone in Costa San Giorgio. Strano, ma non del tutto, se consideriamo che proprietari e residenti nel tempo sono state famiglie inglesi e americane in periodi nei quali furoreggiava l'Egitto. Il nome dell'edificio Casa di Santa Caterina, a cui appartiene il portone, risiede nel fatto che possa essere stato dimora di Santa Caterina da Siena.


Coordinate:   43°45'58.92"N,  11°15'14.60"E                   Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 20 giugno 2016

Le scarpe e l'orchestra immaginaria

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Forte Belvedere

 Il Forte Belvedere come nucleo tematico dell'esposizione Jan Fabre. Spiritual Guards, per le sue caratteristiche spaziali e storiche. Una fortificazione che nel tempo è servita per difendere Firenze dalle minacce esterne, ma anche per proteggere la famiglia dei Medici in tempi di rivolte cittadine. Un luogo di difesa dall'esterno e dall'interno quindi, che suggerisce un percorso attraverso la vita, le ambizioni e le angosce dei potenti signori medicei e che allude a opposte percezioni e sensazioni umane come quelle di controllo e abbandono, ma anche a bisogni e desideri contrapposti come quelli di protezione armata e di slancio spirituale, così profondi e radicati da condizionare le forme architettoniche e la configurazione dello spazio naturale. Soprattutto qui al Forte Belvedere dove è evidente la necessità di fortificarsi nella consapevolezza di restare pur sempre indifesi.
Un direttore d'orchestra con le scarpe grosse che dirige un'orchestra che non c'è ...


... e un uomo con le fattezze di Fabre, come del resto tutte le altre statue, avvolto nel suo cappotto sopra la testa per proteggere la fiammella di un accendino, che calza scarpe eleganti di tipo inglese...


.. o più un là un'ancheggiante ilare statua con i piedi immersi in pochi millimetri d'acqua ...


che apertamente dichiara (forse) di essere un errore.


Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Coordinate: 43.763300, 11.253606                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 13 giugno 2016

La Torre della Zecca Vecchia

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza Piave 1

La torre è stata recentemente restaurata e presto sarà possibile accedervi per le visite e godere del panorama a 180 gradi dall'alto, come la dirimpettaia Torre San Niccolò situata sull'altra sponda dell'Arno, dai suoi 25 metri  d'altezza. Fu eretta a protezione del mai eseguito ponte Reale, progettato negli anni precedenti alla disastrosa alluvione del 1333 e così intitolato in onore di Roberto d'Angiò (Santa Maria Capua Vetere, 1277 – 1343), e a difesa della parte della cerchia di mura che insisteva in questo tratto, a costituirne il termine sull'Arno. Nel 1532, scapitozzata, fu incorporata su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane (Firenze, 1484 – 1546), a fungere da bastione, nella fortezza Vecchia o baluardo di Mongibello, a sua volta collegata a gore, mulini e ad altri edifici che formavano in questa zona un tipico agglomerato. Proprio per la presenza di opifici con magli azionati ad acqua, la fabbrica ospitò per un certo periodo l'officina della Zecca fiorentina, da cui la denominazione corrente. 
All'interno si trovano ambienti voltati un tempo ad uso dei soldati di guardia, e piani sotterranei dai quali si dipartono stretti corridoi fognari coperti da volte, uno dei quali (oggi allagato e quindi non più praticabile) passerebbe sotto il fiume consentendo di raggiungere la sponda opposta. All'esterno si presenta semplice e massiccia, con alcune piccole feritoie e senza coronamento merlato: ampie e ben leggibili (come altrimenti non potrebbe essere) le porzioni frutto di restauro. Sul lato che guarda alla città è la porta d'accesso con al lato un bel portabandiera in ferro di fattura novecentesca, dal lato che prospetta verso l'Arno è una targa con alcuni versi di Dante dedicati al fiume. 


Coordinate:  43°45'58.99"N,  11°16'6.37"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 6 giugno 2016

Sotto la polvere antica

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Borgo Santa Croce, 2

Andiamo da Piazza Santa Croce in via dei Benci per una strada denominata Borgo Santa Croce. Con il termine 'borgo' si comprende che anticamente era una via fuori le mura, oltre una porta, infatti il nome 'borgo' è indice che la strada era una direttrice che usciva da una porta cittadina dell'antica cerchia muraria del XII secolo, in particolare la Porta a' Buoi, che ricordava come fuori da questa parte di mura si tenesse un mercato del bestiame. Sul portone di un edificio, un'antica proprietà degli Alberti sin dal XIV secolo, posto al numero 2 di detta via troviamo questa piccola allegoria probabilmente con funzione apotropaica, una testa grottesca e due putti che circondano come due parentesi tonde uno stemma a sei palle. Polvere e ragnatele non riescono ad annullare l'antica eleganza.

Coordinate: 43.767834, 11.259804                     Mappe: Google - Bing



 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 30 maggio 2016

La Loggia dell' Accademia Platonica

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Via delle Gore

Purtroppo resta ben poco di quella costruzione sorta presso un ponticello di una strada che, attraversando il Terzolle portava alla villa medicea di Careggi. Qui, una volta, era la Loggia dell' Accademia Platonica detta anche 'il Pescaione', un piccolo edificio merlato con porticciola. Risalente al 1400, Lorenzo il Magnifico, Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, l'Alberti e gli altri Platonici si riunivano per conversare e dove, nel 1473,  vi giocavano da molto piccoli i primi tre figli di Lorenzo. Attualmente è irriconoscibile e in stato di totale abbandono. 



Resta ben poco adesso, fino a quando tutto crollerà senza lasciare niente altro che la memoria solo nei libri.


Coordinate: 43°48'36.8"N+11°14'46.7"E                     Mappe: Google Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 26 maggio 2016

Il torrino

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Via Serragli, Giardino Torrigiani

Nascosto nel cuore di Firenze si trova il Giardino Torrigiani che con i suoi quasi sette ettari è il più grande giardino privato d’Europa all'interno della cerchia delle mura di una città. Già famoso nel Cinquecento come orto botanico, il giardino Torrigiani conosce una sua seconda rinascita agli inizi dell’Ottocento, quando il marchese Pietro Torrigiani lo ingrandisce acquisendo tutti i terreni circostanti e lo trasforma in un parco romantico all'inglese seguendo il gusto dell’epoca. L’incarico di progettare l’imponente giardino, che all'epoca si estendeva su di una superficie di dieci ettari, viene affidato all'architetto Luigi de Cambray Digny [Firenze, 1778 –  1843], già noto per la ristrutturazione degli Orti Oricellari. Con la sua opera il Digny riesce a combinare gli elementi naturali con quelli artificiali del giardino, rispettandone così la vocazione paesaggistica, ma inserendovi al contempo un itinerario di simbologie legate alla massoneria a cui, sia lui che il marchese, erano affiliati. Dopo il Digny, viene chiamato a dirigere i lavori del giardino l’architetto ed ingegnere Gaetano Baccani [Firenze 1792 - 1867], già apprezzato per aver progettato il campanile di Santa Croce. Al Baccani si deve la realizzazione del famoso “torrino” in stile neogotico e allusivo allo stemma di famiglia. Alta circa ventidue metri, la torre conservava al suo interno una raccolta di strumenti astronomici, una biblioteca e sulla sommità una terrazza scoperta per l’osservazione del cielo. Per collegare i vari piani della torre, oltre ad una scala elicoidale in pietra, era stata realizzata una sedia meccanica che, attivata da particolari marchingegni, permetteva una sua rapida ascensione fino alla sommità. Il torrino è posizionato su una collina artificiale a ridosso del bastione di difesa fatto erigere da Cosimo I [Firenze, 1519 – 1574] dei Medici nel 1544 contro Siena. (dal sito del Giardino).

Coordinate: 43.765396, 11.241751                     Mappe: Google Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

mercoledì 25 maggio 2016

Non è una pietra miliare antichissima

 Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Via Pistoiese

Dove finisce via Baracca e inizia Via Pistoiese c'è una pietra miliare. Non l'avevo mai notata prima e, quando mi sono fermato per verificare se era una antica pietra romana o granducale. Nè l'una né l'altra. E' più recente, non più vecchia di una settantina di anni visto e considerato che presenta una incisione ben evidente "A.N.A.S.", (acronimo che originariamente indicava Azienda Nazionale Autonoma delle Strade), ovvero una società fondata nel 1946.

 Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire

Sulla faccia anteriore si legge: STRADA STATALE  N. 66 PISTOIESE. Sulla parte laterale destra è incisa la distanza dal centro di Firenze: Km 5,280 DA FIRENZE.

Coordinate:  43.795957, 11.204023                    Mappe: Google Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 23 maggio 2016

L‘uomo comune è ritornato

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Ponte alle Grazie

Per molti anni L‘uomo comune di Clet era in bilico sulla pigna del Ponte alle Grazie, ad un basso dal cadere in Arno. Opera controversa, come tutte quelle di Clet che 'occupano abusivamente' gli spazi e la segnaletica stradale fiorentina, modificandola ad arte, qualche tempo fa fu rimossa perché qualche ignoto detrattore l'aveva quasi completamente sradicata dalla sua postazione con il pericolo che potesse cadere nella corrente del fiume sottostante. Ma ecco la sorpresa, L‘uomo comune è tornato dove era esattamente proma. 


Coordinate:  43°45'58.48"N,  11°15'31.30"E                      Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 16 maggio 2016

La barriera di San Donato

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Via Maragliano  102 e 104

Come incastonata tra alti palazzi degli anni '70, resta in piedi una bassa, anonima,  costruzione ad un piano. Una logora, ma ancora ben leggibile scritta nera su fondo bianco, dichiara ciò che essa era, cioè un "Ufficio daziario della barriera di San Donato". Non proprio così.


" ... Abbattuto nel 1868 il quarto cerchio delle mura erette fra il declinare del XIII e del XIV secolo, perché divenuto angusto a ricevere la popolazione grandemente cresciuta por il trasporto provvisorio della sede del governo da Torino, si poneva mano alla costruzione della nuova cinta sulla destra riva dell'Arno, conservando dall'altro lato le antiche mura quasi in ogni loro parte.

La cinta daziaria, cominciando dall'antica torre della Zecca Vecchia presso il Ponte di Ferro dov'è la barriera detta della Piacentina, percorre l' argine dell'Arno fino all' imboccatura del torrente Affrico, il cui letto reso più ampio e più regolare serve di cinta per tutto il lato di levante. Lungo l'Affrico s'incontrano le barriere : Aretina, di S. Salvi e di Settignano. Nel punto in cui la linea di cinta abbandonando il corso dell' Affrico piega a settentrione lungo le pendici dei colli di Majano e di Camerata trovasi la barriera di Majano, e più avanti s'incontra quella della Fonte all'Erta. Il corso del fosso di S. Gervasio che nasce nel colle di Camerata serve per un altro tratto di cinta fino alla sua imboccatura nel Mugnone ed in questo tratto s'incontrano le barriere della Querce e delle Cure. La cinta costeggia di poi il torrente Mugnone fino al Ponte alle Mosse e si apre alle barriere del Ponte Rosso, del Romito, del Ponte all'Asse, di 5. Donato e del Ponte alle Mosse. Di qui, dopo piccolo tratto va a trovare V argine del Fosso Macinante e lo percorre fino all'incontro del Viale delle Cascine dov' è la barriera del Canale Macinante. Ivi appresso è la barriera delle Cascine che ha una succursale sul Lungarno.

Barriera Di S. Donato — L'antichissimo monastero di S. Donato a Torri o a Scopeto, oggi villa superba del Principe Demidoff, dette nome a questa barriera posta sulla via Polverosa vicino al Ponte detto pure di S. Donato, che traversa il Mugnone presso la confluenza del torrente Terzolle.

La via, che fin dagli antichi tempi si disse Polverosa, nome che si aggiunse talvolta a quello delle chiese di S. Donato e di S. Jacopino, oltrepassato il ponte, si dirige verso la vastissima pianura che fu un giorno paludosa e quasi spoglia di abitanti. Dopo aver costeggiato per lungo tratto il parco di S. Donato passando accosto all'antico campanile della chiesa, tuttora in piedi, giunge alla Torre Degli Agli "
 
I contorni di Firenze, illustrazione storico-artistica - Guido Carocci 1875


Coordinate:  43°47'18.77"N,  11°13'51.39"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 12 maggio 2016

Palazzo Spinelli

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Borgo Santa Croce 10

Costruito su alcune case preesistenti attorno alla metà del XV secolo per Tommaso di Lionardo Spinelli (tesoriere di papa Paolo III, morto nel 1471), presenta eleganti forme che hanno spinto a ricondurre il progetto, già attribuito al Cronaca, il cui vero nome è Simone del Pollaiolo  (Firenze 1457 – 1508), all'attività di Bernardo Rossellino (Settignano, 1409 – Firenze, 1464), peraltro attivo per lo stesso committente nel vicino chiostro della chiesa di Santa Croce e in una cappella interna alla stessa. L'edificio è stato di proprietà di questa famiglia fino alla fine del XIX secolo e, dopo essere passato per via ereditaria ai Rasponi di Ravenna, dal 1934 appartiene ai marchesi Malenchini. La bella decorazione a graffito della facciata e del cortile è stata ugualmente ricondotta alla bottega di Bernardo Rossellino, attorno agli anni 1460-70.
Sulla facciata, leggermente fuori asse rispetto al portone (di inusitata grandezza, quasi un'anticipazione dei più monumentali portoni cinquecenteschi), è un grande stemma scalpellinato ma ancora leggibile come proprio della famiglia Spinelli (partito, nel primo d'azzurro al leone d'oro, nel secondo di vaio). Nei graffiti, all'altezza del primo piano, la fascia decorata con rose selvatiche, sempre alludenti, per via delle spine del gambo, alla casata. (tratto dal Repertorio delle Architetture Civili di Firenze) 



Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire



Coordinate:  43°46'5.08"N, 11°15'39.57"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 9 maggio 2016

Dal cortile di Michelozzo

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria. Palazzo Vecchio

Se una volta tanto alzassimo la testa entrando nel primo cortile di Palazzo Vecchio,  cortile di Michelozzo (di Bartolomeo, Firenze, 1396 – 1472)   vedremmo la Torre d'Arnolfo svettarsi in alto e lasciandoci la sensazione di essere piccoli piccoli, da secoli.

Coordinate: 43°46'9.20"N, 11°15'21.20"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 5 maggio 2016

Battistero controluce

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza San Giovanni, Battistero, Duomo, Cupolone

Un angolo visuale mai uguale sempre diverso.



Coordinate:   43°46'23.75"N,  11°15'16.84"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 2 maggio 2016

La villa con la ruota dei bambini abbandonati

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze,  viale Guidoni, Villa Pozzolini

L'altro giorno mi è capitato di passare a  Villa Pozzolini , anzi alla  Biblioteca   Filippo Buonarroti, dove ho scoperto cose nuove. La biblioteca si trova al primo piano dì Villa Pozzolini. La villa, - come recita l'opuscolo che descrive la propria attività - già esistente nel XIV secolo, era la casa dei Vernaccì, ricca famiglia fiorentina che la lasciò in eredità allo Spedale degli Innocenti nel 1528.
Esempio dì architettura minore fu restaurata dal Buontalenti (Firenze, 1536 – 1608) per conto dello Spedale.
Dell'antica istituzione possiamo ancora vedere l'emblema, il bambino in fasce sopra l'architrave del portone centrale e il foro rotondo che accedeva alla cosiddetta "ruota" dove venivano posti i bambini che si volevano abbandonare. 


Nel secolo scorso la villa fu acquistata dai Pozzolini che ne rimasero proprietari fino alla acquisizione da parte del Comune che l'ha restaurata nel 1980.

La Biblioteca è intitolata a Filippo Buonarroti (Pisa, 11 novembre 1761 - Parigi, 16 settembre 1837), uno dei più importanti rivoluzionari europei del primo Ottocento. Discende con molta probabilità dalla famiglia di Michelangelo Buonarroti (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – 1564), Fondatore de "II Giornale Patriottico della Corsica", il primo giornale rivoluzionario scritto in lingua italiana.La Biblioteca si trova al primo piano di Villa Pozzolini, circondata da un giardino molto gradevole specie nelle mezze stagioni.

Qui sotto il foro della 'ruota' che è stato spostato al primo piano, all'accesso della biblioteca. Originariamente doveva trovarsi al pian terreno, al riparo da occhi indiscreti, 



Coordinate:  43°47'54.05"N,  11°12'58.20"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.