Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

mercoledì 17 settembre 2014

San Giovanni Battista fanciullo

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Firenze, Palazzo Vecchio

A pian terreno del Secondo Cortile di Palazzo Vecchio, proprio accanto alla biglietteria del Museo di Palazzo Vecchio, si trova l'accesso a  Tracce di Firenze, una non grande esposizione se confrontata a quella 'enorme' - il cui primo  impatto è col Salone dei Cinquecento, tanto per dire - ma che è comunque da visitare non soltanto per la rappresentazione delle immagini pittoriche di Firenze come era nei secoli passati con i suoi scorci cittadini. Da visitare anche per i poco o nulla conosciuti e comunque grandi capolavori esposti, quadri e sculture: da  ThomasPatch  (1725 – 1782) con una Veduta dell'Arno dal ponte di Santa Trinita del 1770 circa a una Veduta dell'Arno dalla Pescaia di San Niccolò di Paolo Anesi (1697 – 1773) del 1737 e altre vedute del fiammingo Livio (Lieven) Mehus (1627 – 1691) del 1686 e di  Lorenzo Gelati (1824 – 1895) del 1860, da Emilio Burci (1837-1879 con una tela del 1868 ad Augusto Marrani con tanti piccoli quadri della Firenze della fine dell'Ottocento con i caratteristici vicoli dell'antico quartiere scomparsi nell'ambito delle travagliate trasformazioni urbanistiche dell'Ottocento all'epoca di Firenze capitale del Regnp d'Italia, qui documentate dai disegni di uno dei progetti, Giuseppe Poggi. Senza dimenticare Giuseppe Zocchi (1711 – 1767) con alcune vedute delle principali piazze cittadine, e angoli della Firenze ottocentesca di Giovanni Signorini  (1808 - 1862), per poi arrivare a Jacopo Carucci detti il Pontormo  ( 1494 – 1557), ed ancora incontriamo le sculture lignee di Romualdo Nesti e un 'San Giovanni Battista in giovane età' (qui sopra il particolare del volto) di Odoardo Wyndham su progetto di Giovan Battista Capezzuoli  (Firenze 1723 circa.-1810) del 1782 in legno policromo dorato.

Coordinate:  43°46'9.23"N,  11°15'23.07"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 15 settembre 2014

Su terreno non d'altri ma proprio

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Firenze, piazza San Simone

Il cartello che vediamo sul lato destro della facciata offre qualche ceno che riguarda la chiesa dei Santi Simone e Giuda:
"Sorta come piccolo oratorio intorno al 1192, fu ingrandita nel 1209 e poi ricostruita nel 1243. Venne rinnovata nel 1630 su progetto ii Gherardo Silvani (Firenze, 1579 – 1675), grazie soprattutto a Bartolomeo Galilei, cavaliere di Malta.  Nell'interno ad aula, scandito da partiti architettonici   in pietra serena, il soffitto ligneo, intagliato in verde   ed oro, datato 1670, reca la croce dell'Ordine dei Cavalieri di Malta e l'arme dei Galilei. Oltre al San Pietro in cattedra del Maestro della Santa Cecilia (1307), sugli altari laterali sono presenti pale d'altare   di artisti attivi a Firenze intorno al 1630, fra cui Jacopo Vignali, Francesco Curradi, Nicodemo Ferrucci. Di Orazio Mochi sono le due statue in marmo dei Santi Simone e Giuda."

Lo stemma dei Galilei si presenta così come lo vediamo nella casa fiorentina di Galileo Galei in Costa San Giorgio n. 19.


Incastonata sulla sinistra della facciata c'è una iscrizione su una lapide marmorea in caratteri longobardi  in ricordo della fondazione della Chiesa. Si legge (a fatica):



CURREBANT XPI ' TUNC ANNI TEMPORIS ISTI ' 
MILLE DUCENTENI POST TRES QUATER INDEQ{
DENI CUM SACRA SANCTOR, SIMONIS IUDEQ{ TUOR '
FIT DOMUS -S--DEUS ' A---S QUEM BARTHOLOMEUS
- - - - - - - QUAM SANCTA MARIA DE FLORENTINA 
PRE QUALIBET URBE LATINA CONS---UXIT'      
PRIMUM LAPIDEM --- FIXIT I- ---UM 
ET QUIA TERRENO FUNDAVIT NON ALIENO 
SET PROPRIO ' TURBIS SICUT PATET ISTIUS URBIS ' 
EST HINC IURE BONUS DNS VERUSQ{ PATRON'




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Traduzione: Correvano allora 1243 anni dell'era cristiana quando fu eretta, o Dio, cotesta sacra dimora dei tuoi santi Simone e Giuda che l'abate Bartolomeo costruì, dandole il titolo prima di qualunque altra città latina, in quanto abate della Badia Fiorentina di Santa Maria, quando pose la prima pietra nelle fondamenta e poiché la fondò su terreno non d'altri ma proprio, come appare evidente al popolo di questa città, è perciò di diritto legittimo signore e vero patrono.



Coordinate:   43°46'11.83"N,  11°15'36.95"E                     Mappe: Google - Bing


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giovedì 11 settembre 2014

La cuspide diversa

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Firenze, Piazza del Duomo, il Duomo

Intorno al Duomo vediamo un'infinità di bifore, lunghe e slanciare, eleganti. Sopra le bifore vi sono le cuspidi anch'esse lunghe e slanciare ciascuna delle quali ha un particolare (o più) che le differenzia dalle altre, a cominciare dal rosone intarsiato sopra esse e l'altro rosone pieno in marmo bianco e verde al  centro della cuspide che le sovrasta, ognuno differente dall'altro. Quello che dal basso sembra un succedersi di onde messe ad abbellire la cornice della cuspide è in effetti una sfilata di foglie stilizzate e arricci marmorei, differenti le une dalle altre nelle varie cuspidi. Questa che vediamo in foto, una delle cinque bifore  facente parte dell'abside, esattamente quella centro-laterale destra vista da fuori, si differenzia per un altro particolare, non per il piedistallo al suo vertice, che tutte hanno, ma per la presenza di una statua posizionata sulla sua base, una figura ieratica avvolta in una tunica. nella stessa posizione non ve ne sono altre.


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Coordinate:  43°46'23.19"N,  11°15'24.15"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 8 settembre 2014

718 anni fa

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Firenze, Duomo

La storia e la tradizione vogliono che 718 anni fa venisse posata la prima pietra proprio l’8 settembre del 1296, giorno dedicato alla Natività di Maria, della Cattedrale a lei intitolato, più comunemente chiamata Duomo. Per festeggiare il compleanno quest'anno non verranno aperte gratuitamente, a differenza degli anni passati, le terrazze della cattedrale per la tradizionale passeggiata ma saranno visitabili solo su prenotazione e da gruppi limitati di persone. Come di consueto l'accesso è dalla Porta della Mandorla, lato via dè Servi. In compenso i fiorentini non pagano il biglietto per la Cupola, il Campanile di Giotto,  il Battistero e la cripta di Santa Reparata. Ulteriore regalo per tutti, non solo per i fiorentini, viene dalla possibilità di visitare la Bottega dell’Opera di Santa Maria del Fiore, dalle 9.30 alle 17.00: in via dello Studio 23r,  dove si trova l'antico laboratorio di restauro.


Coordinate:  43°46'23.19"N,  11°15'24.15"E                      Mappe: Google - Bing


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sabato 6 settembre 2014

Ispiratrice e serva

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Firenze, Piazza di Santa Maria Nuova,  tra via Bufalini e via Sant'Egidio

L'Ospedale di Santa Maria Nuova fu fondato nel 1288 da Folco Portinari, padre di Beatrice la musa di Dante. Nonostante sia nel centro storico, a due passi dal Duomo,  e tanto vecchio è tutt'ora funzionante. Folco di Ricovero Portinari fu convinto a creare questo Spedale per gli infermi dalla governante (serva) di famiglia, Monna Tessa, la governante di famiglia, la cui sepoltura e una lapide è all'interno nel chiostro. Lo Spedale non ha mai avuto problemi economici essendo stato sempre oggetto di lasciti che gli hanno permesse anche di crescere ed evolversi nei servizi per gli ammalati e nelle dimensioni fino all'epoca moderna quando l'architetto Michelucci realizzò l'ala ovest come era sin dall'inizio nel progetto dell'Ammannati.. 

Sentiamo come ci racconta gli inizi   V. Follini, M. Rastrelli   nel IV volume di "Firenze antica, e moderna illustrata " del 1789.
"...Spedale di S. Maria Nuova.
CAP. XIV.

Molto è stato detto, e scritto su questo Regio Spedale; onde a noi non rimane che il compilare in breve ciocché da altri si è con lungo dettaglio esteso; e facendoci primieramente dal promotore di esso, e dalla sua antichità, abbiamo due oggetti nella fondazione di questo pio luogo; uno dalle scritture comprovato, l'altro dalla tradizione tramandato: vogliono dunque le scritture, che Folco di Ricovero de' Portinari sia il fondatore dello Spedale, e che ciò seguisse l' anno 1287 essendo stata benedetta la prima pietra con solennità magna da Andrea de Mozzi Vescovo di Firenze,
presente la Signoria, i Magistrati, e grandissima quantità di popolo, co' due Uffiziali principali forestieri, il Podestà ed il Capitano esecutore della Giustizia, insieme con uno Ambasciatore Regio della Corona di Napoli. Queste notizie che da chiarissimi documenti si ricavano, danno dunque la giusta lode di fondatore al predetto Folco; ma la tradizione vuole, che la serva appunto di questo Folco, nominata Madonna Tessa, fosse l'istitutrice dello Spedale, e che prima del padrone lo cominciasse in alcune sue piccole case, co' maggiori atti di una santa pietà.
Per quanto le scritture ci diano la preminenza a Folco, in questa circostanza noi dobbiamo confessare una nostra pendenza,cioè, di essere talvolta più portati a credere alla tradizione, di quello debba prestarsi fede alle istorie.
- Una gruccia stilizzata sulle volte del portico -

Il racconto semplice ed ingenuo che passa di padre in figlio è un documento troppo valido per appoggiarvi tutta la fede; molto più se la tradizione vien corroborata da qualche memoria. Vi sono di presente alcuni Istorici, che per essere troppo attaccati a de' falsi, e maliziosi documenti, hanno rigettate delle tradizioni chiarissime per se stesse, in quanto che la tradizione accenna inclusive il posto , ove i fatti stessi sono accaduti. Non togliamo pertanto la doluta lode a Folco'; ma nemmeno rigettiamo la memoria di Madonna Tessa, e che tal memoria sia corroborata dalla stessa antichità, si vede un ritratto di questa pia donna, in marmo alla parere del primo Chiostro con l' appresso iscrizione, sebbene assai più moderna della scultura .
Madonna Tessa effigiata in questo antico basso rilievo, di pari caritativa, che fedel serva di Folco Portinari , per essersi finché visse in alcune case compre dal padrone impiegata con merito, e con plauso nella cura degli infermi, coll'esempio della sua gran carità, e col pro grande altresì de' medesimi infermi, indusse la pia e liberal generosità di Folco a fondare quest' ora si magnifico Spedale; e la fondazione seguì a '23. di Giugno del 1288.
Il Rica si sforza di togliere qualunque merito a questa buona donna; e noi risposeremo a tutte le sue obiezioni.
Ed in primo luogo stabiliremo, che Tessa fosse quella che dette l' idea a Folco dello Spedale, e che esercitasse la cura degl'infermi, come dice la predetta Iscrizione. Che poi Folco si appelli in tutte le scritture il fondatore dello Spedale, lo è vero, in quanto che si  guardi come Autore della Fabbrica, e non già come istitutore dell'Opera pia.
Simili esempi gli abbiamo m molte fabbriche, delle quali bene spesso si dice averle fatte fare chi le terminò, e non già chi ne dette l'idea, e le principiò; e siccome Folco fu quegli, che spese per l'erezione dello ideato Spedale, a gran ragione la Signoria ordinò che gli fossero celebrate l'esequie con quelli splendidi onori, che si riferiscono in un Diario ms., cioè “ A spese pubbliche si sono fatte l'esequie a Folco di povero di Ricovero Portinari fondatore dello Spedale di Santa Maria Nuova, e se gli sono decretati gli onori soliti farsi a coloro, che erano in carica, o di Condottieri di Esercito o de' dieci di Guerra, non ostante, che non fosse m carica, o di verun Magistrato, e pero non se gli aspettava, ma gli ebbe come benemerito de' poveri, “ Si obietta altresì, che Folco, morto il 31. Dicembre 1289 non abbia lasciato nel suo Testamento alcuna cosa, ne fatta menzione di Tessa sua serva: ma se questa era morta, molti anni avanti, come poteva mai lasciarle, o farne menzione? ..."



Coordinate:   43°46'23.52"N,  11°15'34.87"E                     Mappe: Google - Bing


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mercoledì 3 settembre 2014

Dietro il satiro

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Firenze, Piazza della Signoria

Spruzzi d'acqua e una cascata di luce in un'ora pomeridiana estiva, sotto lo sguardo severo del Marzocco, fluttuano  dietro il satiro con lo sfondo della Loggia dei Lanzi.
 
Questa immagine è senza tempo mancando riferimenti 'umani' che possano testimoniare l'epoca in cui  è stata scattata la foto. Potrebbe essere di ieri ma potrebbe essere una litografia di due o trecento anni fa, forse anche più in là nel tempo.. I marmi e i bronzi rappresentanti divinità, satiri, nereidi e tritoni, cavalli e pesci, sono lì a fare il loro lavoro di abbellimento della vasca e della fontana da secoli, ogni giorno, ogni mese, ogni anno, solo con qualche acciacco crescente dovuto all'usura provocata dagli elementi atmosferici. Essi sono testimoni, nella loro immutabilità, di come cambia l'abbigliamento degli umani al cambio di stagione e della moda, come cambia l'approccio con il monumento, dal rispetto alla sciatteria e viceversa, anno dopo anno. Il Nettuno ha avuto i suoi bei problemi i nel passato e la vasca ha avuto altri guai dalla noncuranza di estranei visitatori all'uso poco civile delle sue acque, per pulire i calamai o farne discarica o lavare i panni o sciacquare verdure e frutta senza dimenticare qualche bagno forzato di goliardica memoria.


Coordinate: 43°46'10.40"N, 11°15'21.35"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 31 agosto 2014

L'orecchio (sinistro) dell'architetto

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Firenze, Biblioteca Nazionale

In Piazza dei Cavalleggeri sorge la Biblioteca Nazionale, anzi la Biblioteca Nazionale "Centrale" essendo stata l'unica al tempo, breve, in cui  Firenze fu Capitale d'Italia. La posizione non è delle migliori ricordando ciò che avvenne nella disastrosa alluvione de 4 Novembre 1966. La sua costruzione iniziò nel 1911, su progetto dell'architetto Cesare Bazzani, ampliato dall'architetto Vincenzo Mazzei. Subito dopo la sua realizzazione i fiorentini  trovarono spunto per trovare difetti e singolarità ed uno dei più famosi epiteti fu quello destinato alle torrette laterali (si vedono qui) che  vennero soprannominate "le orecchie dell'architetto". All'orecchio sinistro, entro una nicchia, vediamo la statua bronzea di Galileo sotto alla quale è un motto in grandi caratteri in rilievo: PIV' DIRITTO CAMMINO tratto, come si legge sotto, dal "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano" VII, 42 dello stesso Galileo, trattato scientifico composto tra il 1624 e il 1630, pubblicato nel 1632.
Qui sotto vediamo il 'padiglione auricolare' di lato.


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Nella nicchia dell'"orecchio destro" troviamo la statua di Dante situato sotto la quale leggiamo "QVESTO SARA' LVCE NOVA" tratta dal Convivio I,13.

Le due statue dovevano essere posizionate davanti alla facciata della Biblioteca al centro della Piazza ma poi fu deciso di piazzarle là dove oggi le vediamo.

Coordinate:   43°46'0.75"N,  11°15'44.45"E                     Mappe: Google - Bing


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mercoledì 27 agosto 2014

La plebaglia per disprezzo ne disfece più della metà

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Firenze, Badia Fiorentina

La Contessa Willa fondò la Badìa di Firenze circa l'anno 980. Il di lei Figlio Ugo Marchese di Brandenburgo, e Vicario dell'Imperatore Ottone III in Toscana, la dotò unitamente alla Madre di ricchissime rendite ed a favore dei Monaci Cassinensi altre sei Badìe eresse nella Toscana (Narrasi dagli Istorici, ed in specie dal Puccinelli e dal Bocchi pag. 377. la visione del Conte Ugo per la quale si mosse a edificare in Toscana sette Badìe). La forma antica del nostro Tempio disegnato da ignoto Architetto ben si apprende dalla Istoria di D. Placido Puccinelli (pag. 2.)“ La porta primaria et antica della Chiesa era ove di presente è l' Altare della famiglia Covona (oggi dedicato alla adorazione del Santissimo ) et l'Atrio et Cimitero ove risiedono il Capitolo nuovo et l'andito della canova con diversi depositi di famiglie antiche .... parte demoliti affatto dal tempo e parte riposti nel Claustro.”
Incominciandosi nel 1250. il Palazzodel Potestà, i Signori di Firenze demolirono più case dei Monaci, e porzione della Chiesa che nel 1285. ed i Priori delle Arti ed i Monaci ridussero a miglior forma col disegno di Arnolfo di Cambio innalzando ancora il campanile (Dice Scipione Ammirato che nel l307. non volendo ì Monaci pagare un grave Dazio, al presentarsi dell' uffiziale e dell'Esattore, li chiusero le porte in faccia, e suonaron le campane a martello. La plebaglia, invece di favorire i Monaci, salì sul campanile, e per disprezzo ne disfece più della metà, che poi si restaurò nel 1330. dal Cardinale Gio. Gaetano Orsini).  
Sentiamo dal citato Puccinelli (pag. 2. 3.) come fu ridotta la Chiesa “L'anno 1285. li Monaci risarciron e rifecer la Chiesa restata sconcia, deforme e dimezzata per la fabbrica del Palazzo di Giustizia e della strada del Fisco. - Anolfo fu l' Architetto. - ...."
.. pag.49 


Da "Notizie sulle antiche fabbriche di Firenze non terminate e sulle variazioni alle quali i più ragguardevoli edifizj sono andati soggetti" di Luigi Biadi - 1824



Coordinate:   43°46'13.80"N,  11°15'27.62"E                     Mappe: Google - Bing


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domenica 24 agosto 2014

Riemerge il Corridoio

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Firenze, Piazza di Santa Felicita

La straordinaria progettazione architettonica, funzionale sin dal   suo primo apparire da Palazzo Vecchio, in alto sopra via della Ninna, genera un flusso visivo di immagini fissate in un tempo storico non troppo remoto. Un percorso variabile, scoperto ed occulto quando scompare negli Uffizi e da qui riemergere ancor più maestoso come Corridoio Vasariano costeggiando l'Arno e cavalcando il vigoroso Ponte Vecchio verso monte, e finalmente ricomparire, sia pur brevemente, per poi rituffarsi tra gli edifici dei Rossi per poi ancora riemergere in Piazza SantaFelicità. Gli archi e il passaggio coperto coprono la facciata della chiesa senza oltraggiarla, anzi, integrandosi perfettamente con i tre eleganti archi. Delimitando il Giardino di Boboli alla fine il Corridoio arriva a Palazzo Pitti.


Coordinate:  43°46'1.58"N,  11°15'8.19"E            Mappe:   Google  -   Bing


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giovedì 21 agosto 2014

Le scuole per le zitelle povere

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Firenze, Piazza S.Maria Novella

Lo spedale di S. Paolo, risalente ai primi decenni del 1200, oggi conosciuto come ex Scuole Leopoldine, è (stato?) uno degli edifici storici tra i meno conosciuti  di Firenze. Alla fine degli anni Ottanta difficoltà tecniche per l'adeguamento dei locali all'uso scolastico hanno convinto il Comune di Firenze a destinare l'edificio ad un uso diverso attivandosi  per un progetto di recupero dell'intero complesso che si sviluppa su una superficie di circa 3.600 metri quadri e che è stato destinato prima a Museo Nazionale Alinari della fotografia (dall'ottobre 2006) ed infine a Museo del Novecento (Museo dell'Arte Contemporanea) inaugurato lo scorso giugno. Qui sotto l'ingresso alle sale del primo piano nel giorno dell'inaugurazione.

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"...  Per le femmine poi la direzione faceva tesoro delle Scuole Leopoldine, onde queste fossero continuatrici e perfezionatrici delle alunne degli Asili. Le Scuole Leopoldine sono una bellissima istituzione, del principe filosofo, il quale sopprimendo molti conventi di monache, alcune poi ne convertiva da claustrali in oblate con l'obbligo di educare e di istruire un certo numero di giovanette. Ma forse per destare e tener viva una onesta emulazione, accanto subito a queste scuole monachili, o in molta prossimità, erigeva altrettante scuole femminili laiche dove le figlie della plebe cittadina e campagnola del suburbio avessero gratuitamente l'insegnamento del leggere, dello scrivere, del conteggio, della maglia, del cucito tanto grossolano quanto finissimo, e per chi voleva profittarne, l'arte viva del tessere canapa, lino, e seta. Queste scuole sono quattro, una per quartiere; le alunne sono da 1500 a 2000; telai sono 76. Le alunne vi stanno fino a diciotto anni compiti, e in quella età escono saviamente educate, dovendo avere imparato il leggere, lo scrivere e il conteggio, bravissime nei lavori femminili, con una dote di 20 scudi, e quel che più conta con un mestiero... "
Continuazione degli Atti della Reale] de' Georgofili - (Firenze) 1865


STABILIMENTO delle scuole erette in Firenze a benefizio delle zitelle povere sotto la protezione di Sua Altezza Reale Pietro Leopoldo I Arciduca d'Austria, Granduca di Toscana,
In Firenze, per Gaetano Cambiagi Stampator Granducale, 1782, in - 4, libro in brossura. Frontespizio inquadrato da cornice tipografica con stemma granducale in calcografia al centro. Le pagine finali sono predisposte a registro (non compilato) per accogliere in nomi delle ragazze, i loro lavori e i nomi dei committenti dei lavori stessi. Di grande interesse per la storia dell'educazione femminile e dell'assistenza sociale ai più bisognosi. 


Coordinate:  43°46'23.27"N,  11°14'57.06"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 18 agosto 2014

Per un mondo più Grigio

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Firenze, Via della Ninna

Tra i dettagli di una Firenze del passato esistono anche particolari di una Firenze che si intersecano in modo inusuale e  assolutamente inaspettato con l'oggi senza essere specifici, peculiari, esclusivi, distintivi della città, anzi. Questo particolare dettaglio è il sorriso è la risata è il divertimento che erompono spontaneamente tra  i visitatori grazie al cosiddetto 'teatro di strada'. Teatro di strada con il suo spazio fisico all'aperto - sia nelle giornate afose di questi giorni che nelle fredde giornate invernali-  in rappresentazioni estemporanee quotidiane tra il prestigioso Palazzo Vecchio, i gradoni esterni della elegante e maestosa Loggia dei Lanzi, il solenne piazzale degli Uffizi e l'antichissima via della Ninna, spazi scenici, palcoscenico, per lo spazio dell'inventiva di un arguto, vivace, intelligente, brioso, sottile, malizioso, pungente, mimo e clown, col suo simpatico faccione bianco dagli occhi cerchiati di nero, il grande sorriso ammiccante sotto ciuffi di capelli rosa, verdi e rossi, i vestiti e le scarpe multicolori. Non vi racconto altro, le gag e gli episodi divertenti sono tanti. Quando verrete a Firenze, fermatevi qui per qualche minuto tra la Loggia, via della Ninna e gli Uffizi per un inaspettato divertimento grazie a Grey, il mimo, il clown, l'artista di strada (www.teatrogrey.com).



Coordinate:   43°46'8.87"N,  11°15'21.10"E                     Mappe: Google - Bing


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mercoledì 13 agosto 2014

Enter & Exit - Street Art con spirito

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Firenze, Via di San Giuseppe

Due crepe del muro e scatta la scintilla inventiva.


Coordinate:  43°46'5.83"N,  11°15'51.41"E                      Mappe: Google - Bing


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domenica 10 agosto 2014

La Fides della Porta Sud

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Firenze, Battistero, Porta Sud

Abbiamo girato spesso intono al Battistero, il dantesco 'bel San Giovanni', soffermandoci ad osservare con più attenzione i marmi incisi, la stranezza del sarcofago con i bassorilievi che ricordano vendemmie e scambi mercantili, le colonne con le misure di lunghezza in uso nell'alto medioevo, le porte, i gruppi marmorei a tuttotondo quelli in restauro, quelli presenti, quelli spostati, alcune formelle bronzo-dorate e varie decorazioni.

Qui sopra una formella bronzea, con ancora tracce della doratura, della Porta Sud del Battistero, realizzata tra 1329 e il 1336 da Andrea Pisano (1290 -1349), rappresenta la Fede come leggiamo facilmente ancora oggi con la parola delimitata dai due punti come in uso nel Medioevo per separare una parola dall'altra,  :Fides:.


 Coordinate:  43°46'22.69"N,  11°15'18.25"E                Mappe: Google -  Bing


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mercoledì 6 agosto 2014

Uno sguardo dalla Fontana del Nettuno

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Firenze, Piazza della Signoria,  Fontana del Nettuno

Immaginiamo di uscire dal portone principale di  Palazzo Vecchio per dirigerci verso Piazza della Signoria attraverso l'Arengario. Giriamo a destra aggirando Filemone, passando dietro al David di Michelangelo, la Giuditta  e il Marzocco ambedue di Donatello. Lì, alla fine dell'Arengario c'è la  Fontana del Nettuno con al centro il biancore del marmi del Nettuno di Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – Firenze, 1592), soprannominato da subito il 'Biancone' dai fiorentini dell'epoca. Intorno vi sono varie figure in bronzo  opere del Giambologna (Jean de Boulogne - Douai, 1529 – Firenze, 1608) raffiguranti tritoni, satiri, divinità marine e nereidi, e sui quattro vertici gruppi bronzei manieristici di divinità marine due femminili  (Teti, Doride ) e due maschili (Oceano e Nereo) nella foto in alto, accompagnati da ninfe, satiri e fauni.


Coordinate: 43°46'10.40"N, 11°15'21.35"E                      Mappe: Google - Bing


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sabato 2 agosto 2014

La giostra dei sogni

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Firenze, Piazza della Repubblica

In Piazza della Repubblica una giostra per bambini, forse l'ultimo spazio rimasto in città tutto loro, che fa sognare cavalcate fiabesche in un mondo ancora da scoprire nella sua reale qualità.


Coordinate:  43°46'17.00"N,  11°15'12.72"E                      Mappe:  Google - Bing


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