Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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giovedì 5 novembre 2015

La cupola di San Lorenzo

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Firenze, Piazza San Lorenzo

La cupola della Basilica di San Lorenzo è facile da riconoscere per chi guarda un po' dall'alto il panorama della città ed è caratteristica per le volumetrie e le forme che si vedono dal basso da via del Canto dei Nelli che costeggia la chiesa da dietro o da Piazza di Madonna degli Aldobrandini (foto sotto) o da piazza San Lorenzo. Più inusuale è osservarla dall'interno del Chiostro dei Canonici da dove sembra svettare a quasi incombere con la sua leggera pesantezza secolare a ricoprire la cappella dei Principi a forma ottagonale seconda solo alla cupola del Brunelleschi del Duomo.

Ecco come Arnaldo Cocchi  ne parla nel suo libro 'Le chiese di Firenze dal secolo IV al secolo XX. (1903)':  
"... Annessa alla basilica trovasi la cappella comunemente detta dei Principi. Fu ideata da Cosimo I [Firenze, 1519 – 1574] per servire quasi a gran sepolcreto dei suoi genitori, per sé e per i figli. Il primo a darne il disegno fu il Vasari, ma il progetto non fu eseguito neppure sotto Francesco I [(Firenze, 1541 – 1587)], figlio e successore di Cosimo. A Ferdinando I [Firenze, 1549 – 1609], suo fratello, era riserbato non solo l'effettuarne il progetto, ma innalzarlo con idea nuova, assai più grandiosa e magnifica. A formare il progetto concorse anche Bernardo Buontalenti [Firenze, 1536 – 1608].
Che questo edificio fosse eretto con la speranza di potervi collocare il sepolcro di Cristo, come molti scrissero, e che a questo fine nel 1604 fosse iniziata una spedizione in Siria, non è che un racconto destituito da ogni fondamento e solo appoggiato a una voce popolare, qual di fatto essa fu.
Nonostante la seguente iscrizione, sembra che l'edifizio fosse incominciato nell'anno 1600, con l'assistenza di Matteo Nigetti [Firenze, 1570 circa – 1649]e del Buontalenti suo maestro :
« A dì 10 Gennaio 1604 si dette principio a' fondamenti di « questo tempio dominante Ferdinando I Gran Duca di Toscana, al quale successe Cosimo figliuolo, e dipoi Ferdinando II [(Firenze, 1610 – 1670] Architetto Principe Don Giovanni Medici [Firenze, 1567 – 1621], il Gran Duca comandò Matteo Nigetti architetto fiorentino, che fusse col suddetto Principe, e pigliasse l'ordine di fare i disegni e modelli, sì della muraglia, che de' diaspri, altare e ciborio del santissimo Sacramento. Che tutto si è eseguito, e si mette in opera sino a questo presente anno MDCXL, e si seguita per la Dio grazia ».
La differenza di data si concilia in questa guisa: Nel 1600 si incominciarono gli scavi; il 10 di gennaio del 1604, senza alcuna solennità, si gettò la prima pietra e il dì 5 del mese di agosto furono solennemente benedetti i fondamenti, alla presenza di Ferdinando I e del principe Cosimo suo figlio, dall'arcivescovo, coll'assistenza del clero della metropolitana e di quello di San Lorenzo..."

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sabato 19 settembre 2009

Giovanni delle Bande Nere



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Firenze, Piazza San Lorenzo, Monumento a Giovanni delle Bande Nere.

Baccio Bandinelli realizzò la statua di Giovanni delle Bande Nere a partire dal 1540, quando gli fu commissionata da Cosimo I, che così voleva rendere onore al padre, uno dei rarissimi condottieri in tutta la storia della famiglia Medici. Inizialmente sarebbe dovuta essere collocata dentro la Cappella Negroni all'interno della basilica, per questo lo scultore concepì il guerriero seduto (posa alquanto insolita per un condottiero) sopra il basamento, ma presto Cosimo cambiò idea e la volle nella Sala delle Udienze di Palazzo Vecchio. Il basamento monumentale, troppo grande per il palazzo, venne invece collocato all'esterno in Piazza San Lorenzo. Suffragata di una fontanina ancora oggi presente, la base di San Lorenzo, come veniva chiamata dai fiorentini, rimase nella collocazione dove ancora oggi si trova. Nel 1850 venne deciso di ricollocare la statua di Giovanni delle Bande Nere, che a causa dell'accentuata corazza venne anche detto la balia di San Lorenzo.
Non è chiaro cosa regga la statua con la mano destra, forse l'impugnatura di una lancia. L'altisonante targa risale all'Ottocento e scherzosamente ha fatto ribattezzare la statua il "Gran Capitano Ebbe" perché recita: « Una parte di questo monumento destinato da Cosimo Primo
ad onorare la memoria del padre Giovanni delle Bande Nere lungamente non curata qui stette e il volgo la chiamò la base di San Lorenzo restaurata nell'anno MDCCCL e postavi la statua del gran capitano ebbe alfine compimento la pregevole opera scolpita dal Bandinelli. »

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giovedì 22 novembre 2012

Piazza San Lorenzo com'era e com' è



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Firenze, Piazza San Lorenzo

Piazza San Lorenzo non è molto cambiata da tre, quattro secoli a questa parte se la guardiamo come era raffigurata nella stampa qui sotto riportata. La facciata della Basilica è rimasta spoglia come era allora con la sua cupola sopra la Cappella dei Principi, sulla destra si riconoscono i palazzi che ancora oggi vediamo in particolare i due palazzi Lotteringhi della Stufa di cui il primo quattrocentesco con la loggetta all'ultimo piano affiancato dal palazzo della seconda metà del seicento, ma è a sinistra che è del tutto diverso. Quelle che nella stampa sono case affiancate di diversa altezza oggi sono scomparsi ed il loro posto è stato preso da un elegante unico edificio, sede dell'Antica Scuola dei Chierici.

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giovedì 10 gennaio 2013

San Lorenzo senza mercato

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Firenze, Piazza San Lorenzo

Questa immagine di una Piazza San Lorenzo senza le caratteristiche bancarelle è una rarità. Può capitare una volta o due all'anno. In questo caso il giorno particolare è quello di Capodanno, il Primo Gennaio 2013 quando lo sguardo può giungere facilmente, senza impedimenti, in fondo fino a Via al Canto de' Nelli . 

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giovedì 15 ottobre 2015

Otto Testimoni

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Firenze, Piazza San Lorenzo.


"I Testimoni" di Mimmo Paladino (1948) solenni e ieratiche figure in tufo alte due metri d'altezza appoggiate su piedistalli in metallo scurissimo, sono poste davanti al sagrato della Basilica di San Lorenzo. Potrebbero ricordare il guerriero di Capestrano, ma anche no,  o  i Moai dell'Isola di Pasqua o altre sculture ancestrali. Le opere, che viengono da una collezione privata, annunciano la mostra che si svolge all'interno nel Salone di Donatello della Basilica di San Lorenzo intitolata  “Si fece carne. L'arte contemporanea e il sacro” promossa da l'Arcidiocesi di Firenze, la Parrocchia di San Lorenzo, l'Opera Medicea Laurenziana e la Community of Jesus. Rimarrà aperta fino al 9 Gennaio 2016.

Qui sotto una delle otto statue, uno dei 'testimoni'. Testimoni nel tempo? O testimoni del tempo che trascorre, che consuma la materia? Materia, il tufo lavorato, che pur mantenendo la sua originaria essenza, l'eterogeneità, le capsule ora vuote che racchiudevano i gas espulsi dalle eruzioni vulcaniche piroclastiche e inglobati nella roccia magmatica incandescente, dà forma ad un pensiero. Testimoni del passaggio, della transitorietà della vita dell'uomo, destinata a passare, a cessare, che è provvisoria, come le sue certezze, che si consuma, si dimentica, scompare. La materia no, si trasforma, fluisce e prende altre forme.

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lunedì 15 marzo 2010

Bancarelle al mercato di San Lorenzo

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Firenze, San Lorenzo, mercato , bancarelle.

Il mercato di San Lorenzo si svolge da Piazza S.Lorenzo a Via dell'Ariento, via del Canto de' Nelli, via Sant'Antonino, via Panicale, piazza del Mercato Centrale, tutto attorno alla Basilica di San Lorenzo nel centro storico di Firenze dove è possibile vedere la merce esposta nel mercato probabilmente più importante della città, soprattutto abbigliamento ma anche altri oggetti particolari e souvenir.

Coordinate: 43°46'31.00"N,  11°15'15.62"E
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venerdì 24 settembre 2010

Rotondità e verticalità


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Firenze, da via dell'Ariento scorcio di cupole, campanili e lanterne della Basilica di San Lorenzo

La Basilica di San Lorenzo è una delle maggiori chiese di Firenze, situata nell'omonima piazza nel centro storico della città, al cui lato si tiene il caratteristico mercato di San Lorenzo.

Vedere anche:
- Basilica di San Lorenzo. Porta
- Bancarelle al mercato di San Lorenzo


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martedì 4 dicembre 2012

Qui si mangiava e beveva

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Firenze, Borgo San Lorenzo

Da Piazza San Giovanni prendiamo Borgo San Lorenzo per raggiungere la Basilica di San Lorenzo nella piazza omonima. A sinistra vediamo una esplicita insegna che ricorda dove esisteva, tanto tempo fa, una bottega, probabilmente un'osteria. Sono rappresentati  un boccale, un bicchiere, un pesce, una zucca e forse una cipolla.


Coordinate:  43°46'27.73"N,  11°15'17.51"E                      Mappe: Google - Bing


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giovedì 22 agosto 2013

Il capitello errante in Piazza San Lorenzo

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Firenze, Piazza San Lorenzo

Nel retro della colonnina che vediamo al centro si può leggere la seguente descrizione:

Per celebrare la magnificenza del suo pontificato, Leone X decise, nel 1515, la realizzazione dì una facciata che venisse a completare la quattrocentesca chiesa medicea "di famiglia", rimasta priva della fronte monumentale a causa della morte di Lorenzo il Magnifico (1492).
Coinvolti i più grandi artisti del momento, da Giuliano da Sangallo a Raffaello, da Baccio d'Agnolo a Jacopo Sansovino, a Michelangelo, il pontefice decretò che venisse usato come materiale esclusivo il candido marmo apuano di Seravezza, le cui cave (tutte nel Capitanato di Pietrasanta, divenuto territorio fiorentino dal 1513 grazie a un apposito "Lodo" del medesimo Leone X) vennero avviate dal Buonarroti stesso, che in pochi anni estrasse tonnellate di prezioso materiale sia per le membrature architettoniche che per le gigantesche statue che avrebbero dovuto ornare l'inedito prospetto.
Viste anche le ingenti spese, dopo cinque anni il papa cambiò d'avviso e 'licenziò' Michelangelo, destinandolo ad altri incarichi sempre nel complesso laurenziano (la Biblioteca, il Vestibolo e la Sagrestia Nuova), mentre i monumentali blocchi marmorei, in parte rimasti presso le cave, in parte già arrivati a Firenze per via d'acqua, vennero dispersi o impiegati in altri interventi monumentali, come ad esempio il pavimento del Duomo.
Tre fusti ritrovati recentemente in Versilia (1998), delle esatte dimensioni di quelli estratti da Michelangelo dalle cave di Pietrasanta, più due capitelli 'erratici' riconosciuti (2010) in un giardino pubblico di Firenze - uno dei quali è qui esposto -potrebbero essere i pochi, preziosi, problematici resti di un'impresa tanto gloriosa quanto sfortunata.

Coordinate: 43°46'29.08"N, 11°15'17.48"E                       Mappe: Google - Bing


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mercoledì 28 novembre 2012

Lotteringhi della Stufa

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Firenze, Piazza San Lorenzo, lato nord

Dopo alcuni giorni siamo ritornati in Piazza San Lorenzo per vedere dal vivo quanto è cambiato il panorama rispetto alla stampa del '700. Poco o niente sul lato nord della Piazza, ritroviamo infatti il  Palazzo Lotteringhi della Stufa (detta della stufa per uno degli antichi bagni pubblici della città) con la sua elegante loggetta all'ultimo piano, non fosse per la piccola costruzione addossata alla facciata che oggi non esiste più.




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giovedì 5 gennaio 2012

I Signori Otto a San Lorenzo


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Firenze, Piazza San Lorenzo, Basilica, lato destro, lapidi

Sulla parte destra della Basilica di San Lorenzo si trova dal 1603 una lapide dei famosi Signori Otto di Guardia e Balia con inciso ciò che  è proibito fare nei pressi della chiesa, orinare ed altre brutture, e le pene per i trasgressori, 2 scudi o 2 tratti di corda. Sembra scritto, inciso, da qualcuno che non era ben acculturato tanto da apporre delle correzioni grammaticali così come avrebbe fatto un maestro delle elementari, correggendo le parole scrivendo sopra o sotto il rigo le lettere mancanti (qui sotto le ho trascritte in parentesi).
___________________________________________________

I . SS . 8 AN(N)O PREIBIT(O) NO SI PISCI N(E')
FAC(I)  ALCUNA SORTE DI SPORCIT --
PER QUA(O) TE(N)GONO LE FACI(E) DE (LA) CHIES(A)
NE APRE(SSO)  - - - SOT(O) PENA DI 2 S o 2
TRAT D. FUNE A GIUDIT (O) DEL MAGISTR(O)
A DI 3 LUGLIO 1603
___________________________________________________

C'è da aggiungere che ho trovato altre due lapidi, una a destra della facciata ed un'altra accanto alla porta laterale vicino sul transetto, ambedue totalmente consumate.

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Gli Otto di Guardia e Balia, o anche i Signori Otto, erano un'antica magistratura fiorentina che attendeva agli affari criminali e di polizia della Repubblica di Firenze prima e del Granducato poi.
Già nel 1353 era stata data "balia" a otto cittadini perché trovassero il modo di reprimere e punire gli episodi criminali, soprattutto quelli violenti, che avvenivano in città. Gli otto saggi stabilirono che si dovessero nominare quattro ufficiali di polizia ma forestieri, cioè che fossero originari di luoghi posti ad almeno quaranta miglia dalla città, e affidare a ciascuno di loro un notaio e cinquanta famigli, sbirri, che in uniforme avrebbero dovuto pattugliare la città e piantonare le chiese per evitare che i rei vi si rifugiassero e chiedessero diritto d'asilo.


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mercoledì 20 gennaio 2010

Il miracolo di San Zanobi


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Firenze, Piazza San Giovanni, Colonna di San Zanobi

Composta da un fusto in granito sormontato da un albero in ferro e una croce si trova in Piazza San Giovanni, davanti alla porta nord del Battistero di San Giovanni. Fu abbattuta dall'alluvione del 1333 e eretta nuovamente l'anno successivo.
La colonna, dedicata a San Zanobi, vescovo di Firenze vissuto tra il IV e il V secolo,  è sormontata da una croce in marmo e da una ghirlanda in ferro battuto.  Zanobi venne sepolto nella chiesa di San Lorenzo fuori le mura poi in seguito i fiorentini ritennero opportuno trasferire la salma nella cattedrale di Santa Reparata. Durante il trasferimento in un gelido mattino di gennaio la bara passando sotto un olmo vicino al Battistero, lo sfiorò e questi improvvisamente si ricoprì di foglie verdissime. Ancora oggi, in ricordo del miracolo  del 429, il 26 Gennaio di ogni anno vengono posti fiori e ghirlande.



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mercoledì 23 aprile 2014

Palazzo Medici Riccardi

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Firenze, Piazza San Lorenzo

Siamo saliti fino alla Basilica di San Lorenzo e, voltando le spalle  all'entrata, abbiamo diretto lo sguardo verso  la statua a Giovanni delle Bande Nere (padre di Cosimo I) scolpita da Baccio Bandinelli (1488 – 1560) nel 1540 e collocata sul basamento al lato della piazza quando invece avrebbe dovuto essere sistemata all'interno della Basilica.  All'incrocio di via de' Gori con Via San Gallo si erge maestoso un lato e il retro di Palazzo Medici Riccardi la cui entrata principale è in via Cavour chiamata Via Larga, per evidenti ragioni, a suo tempo. Accanto, a destra della foto, vediamo solo l'angolo delle Case Martelli. 


Coordinate: 43°46'29.08"N, 11°15'17.48"E                       Mappe: Google - Bing


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mercoledì 10 ottobre 2012

Lo scorcio di Piazza San Giovanni


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Firenze, Piazza San Giovanni, Battistero e Campanile di Giotto

Avvicinandoci alla Cattedrale fiorentina, Santa Maria del Fiore, in Piazza San Giovanni ammiriamo uno scorcio unico. Dietro il Battistero e dietro la sua Lanterna si scorge la terrazza del Campanile di Giotto. Nella parte opposta rispetto alla posizione da cui abbiamo scattato la foto, provenendo da Via Cerretani, si trova la porta est del Battistero di San Giovanni chiamata Porta del Paradiso di Lorenzo  Ghiberti (Firenze, 1378 – Firenze, 1455). Sullo stipite della porta esiste una 'cosa' sulla quale difficilmente cade e si sofferma l'occhio del turista, rapito dai bassorilievi aurei delle formelle ghibertiane.  Vedremo la 'cosa' nei prossimi giorni.

Coordinate:   43°46'23.75"N,  11°15'16.84"E                     Mappe: Google - Bing



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giovedì 1 maggio 2014

Lo Ximeniano

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Firenze, Piazza San Lorenzo

Qui al nostro fianco destro sabbiamo la medicea Basilica a di San Lorenzo, sulla sinistra è la statua di Giovanni delle Bande Nere. Ancora a destra vediamo l'ultimo piano e il tetto del Palazzo sede dell'Antica Scuola dei Chierici. oltre il qualche compare il Campanile di Giotto con in cima i turisti dietro la balaustra della terrazza. Prospetticamente accanto al Campanile appare l'Osservatorio Ximeniano, fondato nel 1756 dal gesuita Leonardo Ximenes e successivamente diretto dai Padri Scolopi, con funzioni di ricerca scientifica in campo geofisico e meteorologico. L'edificio incorpora anche l'antica Torre dei Rondinelli, alla cui sommità è stata ricavata la torre dell'Osservatorio, con la cupoletta bianca per le osservazioni astronomiche, ben visibile da tutta la città (eccetto che dalla piazza qui dove siamo).

Coordinate:  43°46'29.78"N,  11°15'16.68"E                      Mappe: Google - Bing



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giovedì 14 gennaio 2016

La prima pietra

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Firenze, Piazza  San Firenze

Sicuramente questo è uno dei dettagli meno conosciuti della nostra Firenze come essa appariva più di tre secoli fa. Lo si intuisce in  un quadro ad olio del Settecento appeso nella sacrestia della Chiesa di San Firenze, in Piazza San Firenze,  tra varie lapidi, iscrizioni, manoscritti, reliquie e altri oggetti sacri e non. Accanto al quadro c'è la fotocopia dello stesso quado con la didascalia che così recita così: Lorenzo Mariani secolo XVII, databile 1651, dipinto raffigurante l'antica piazza e la chiesa di San Firenze. La tempera presenta l'antica piazza e chiesa di S. Firenze in occasione della posa della prima pietra del tempio di Pietro da Cortona. Il progetto della chiesa di  S. Firenze eseguito da   Pietro da Cortona [(Cortona, 1596 – 1669)] risale all'anno 1645, ma fu più tardi abbandonato perché eccessivamente dispendioso, e sostituito da quello più modesto di Pier Francesco Silvani [1620 – 1685].

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E' interessante osservare dal vero gli infiniti particolari in esso contenuti come i visi molto realistici delle persone, le acconciature, i vestiti, gli atteggiamenti, gli oggetti, gli infissi dei palazzi, la varia umanità che per l'occasione della posa della prima pietra riempiva strade, edifici fino in cima sui tetti.

Coordinate:  43°46'11.17"N,  11°15'29.28"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 5 gennaio 2015

Casa Baccani

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Firenze, Piazza di Santa Maria Novella 23

Siamo in  Piazzadi Santa Maria Novella, sulla parte destra che delimita la piazza guardando la facciata della basilica troviamo uno stretto palazzo di quattro piani, gli ultimi dei quali dipinti a finto graffito di cui l'ultimo con finte colonne su cui si avvolgono tralci di vite. proprio al centro vediamo uno scudo con un'arme segnata da un leone appoggiato a una lancia posta in palo, forse riconducibile alla famiglia Rosselli del Lion Bianco. La casa fu proprietà e residenza dell'architetto Gaetano Baccani (qui sotto).



GAETANO BACCANI
CAVALIERE DELL'ORDINE TOSCANO DEL MERITO
ARCHITETTO DELL'OPERA DI S. MARIA DEL FIORE
CHE A CONSERVARE I PATRII MONUMENTI
E AD ABBELLIRE DI NUOVI EDIFICI FIRENZE
POSE FELICEMENTE L'INGEGNO
EBBE QUESTA MEMORIA
NELLA CASA OVE ABITO' E MORI' D'ANNI LXXV
IL XVIII DI GIUGNO DEL MDCCCLXVII
PER DECRETO DEL COMUNE
QUANDO LA FACCIATA DEL DUOMO
COMPOSTA DA CHI GLI FU NELL'ARTE ALUNNO
CON NAZIONALE FESTEGGIAMENTO
S'INAUGURAVA

Gaetano Baccani  fu architetto  (Firenze 1792 - 1867), costruì, tra l'altro, il palazzo di C. Borghese (1821) e il campanile di S. Croce (1865), sistemò l'interno del Duomo (1842) e la facciata della compagnia della Misericordia (1843, il Palazzo dei Canonici in Piazza del Duomo (1825-1830), il sepolcro e gli apparati funebri per la Granduchessa Maria Anna Carolina di Sassonia in San Lorenzo (1832-1833), il Torrino del Giardino Torrigiani (1820-1824), la facciata e il vestibolo del Teatro della Pergola (1855), i restauri neorimascimetali di San Lorenzo (1858-1860) e numerosi palazzi privati, tra i quali spiccano il Casino Salviati in Borgo Pinti (1834), il Palazzo Capponi in Via Giusti (1825), l'ampliamento del Cimitero delle Porte Sante presso San Miniato al Monte (1859-1864) ed altro ancora.




Coordinate:  43°46'25.70"N,  11°15'0.47"E                      Mappe: Google - Bing



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giovedì 1 dicembre 2016

La Cupola del Brunelleschi e i terremoti di Firenze

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Firenze, Duomo, Cupola

La Cupola del Brunelleschi è testimone con una  ferita, una crepa ancora visibile alla sua base dei danni provocati da uno dei vari terremoti che hanno colpito Firenze.

«Ieri sera alle 20,57 ciascuno accudiva ai suoi affari, alle proprie occupazioni o ai propri piaceri – come tutte le altre sere – quando a un tratto un rombo cupo, poderoso, qualche cosa di rassomigliabile alla scarica di moschetteria di un mezzo reggimento, si fece sentire – e una scossa violenta, improvvisa, formidabile fece balzare uomini e cose, scosse oggetti e persone, impresse un singolare movimento ai corpi o ai mobili dei quartieri, agli esseri umani, come alle pareti delle case. (...) ... per istinto irresistibile i più uscivano dai pubblici locali, caffé e trattorie, dove bicchieri, bottiglie e tavolini avevano ballato una danza... singolarissima; dalle case che – specie gli ultimi piani – erano stati sbattuti, in modo da far credere agli inquilini di essere in barca; dai teatri nei quali il pubblico spaventato si affrettò all’uscita e in un momento Firenze, la pacifica Firenze, fu piena di folla che si riversava per le vie» (da “Fieramosca”, 20 maggio 1895).
A Firenze i danni furono molto estesi, ma nel complesso non gravissimi (per una descrizione dettagliata dei danni sofferti sia dall’edilizia monumentale e religiosa che da quella privata, si rimanda al libro di Elisabetta Cioppi, 1995). Non ci furono grandi distruzioni, ma rimasero più o meno danneggiati quasi tutti i monumenti, le chiese e i palazzi storici, e anche molte opere d’arte in essi conservate: piccoli crolli interessarono Palazzo Pitti e la Galleria degli Uffizi, lesioni rilevanti si aprirono nel Palazzo Medici Riccardi, nel Palazzo Strozzi, nelle volte dei porticati di Piazza SS. Annunziata e di Piazza Cavour (oggi Piazza della Libertà, lungo i viali di circonvallazione). Nel Museo Nazionale del Bargello ci furono gravi danni alla collezione di maioliche dei Della Robbia. Danneggiatissimo il Museo di San Marco, nell’omonima chiesa e convento, con cadute di cornicioni e lesioni alle volte e agli archi, soprattutto nel refettorio grande e nella biblioteca.
In Piazza della Signoria Palazzo Vecchio durante la scossa fu visto oscillare “come un pendolo”, ma rimase illeso. Nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il celebre duomo di Firenze, si aprirono numerose crepe nelle volte e una catena che univa gli archi laterali della navata centrale si spezzò; dalla Cupola del Brunelleschi caddero intonaci e stuccature e la croce posta sulla cuspide della lanterna si piegò verso nord. Il celebre campanile di Giotto e il vicino Battistero subirono alcune lesioni ma non riportarono danni strutturali. Fra le chiese maggiormente danneggiate ci furono quella della Badia Fiorentina, San Gervasio, San Lorenzo, San Leonardo in Arcetri e altre ancora, fra cui quella di Santa Maria del Carmine; gli affreschi del Masaccio nella Cappella Brancacci, invece, non furono danneggiati. Il complesso di Santa Croce fu danneggiato soprattutto nell’area dell’ex-convento, mentre la chiesa riportò danni lievi. Danni prevalentemente leggeri subirono anche le chiese di Santa Maria Novella, San Miniato al Monte e Santo Spirito (SGA, 2007). Numerosi danni interessarono l’edilizia residenziale e privata della città, con lesioni diffuse e cadute di soffitti. Uno stabile crollò in Via Pier Capponi. Complessivamente circa 100 edifici risultarono inagibili. A Firenze non vi furono vittime e si contarono solo 6 feriti non gravi (Cioppi, 1995). (Filippo Bernardini (INGV-Bo).)



Coordinate:  43°46'23.19"N,  11°15'24.15"E                      Mappe: Google - Bing





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martedì 27 dicembre 2011

Il silenzio del Chiostro

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Firenze, Piazza San Lorenzo, Basilica di  San Lorenzo, il Chiostro dei Canonici

 Deve il suo nome al fatto che anticamente erano collocate le abitazioni dei canonici e i vari ambienti della vita monastica.  Il progetto è del Brunelleschi  ma la realizzazione dopo la sua morte tra il 1457 e il 1460 la si deve ad un suo discepolo Antonio Manetti,  con un doppio loggiato, arcate a tutto sesto nel piano inferiore e architravi nel piano superiore. 

Coordinate:  43°46'28.61"N,  11°15'14.82"E                                           Mappe:  Google    -    Bing

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domenica 8 gennaio 2012

L'arancio

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Firenze, Piazza San Lorenzo, Basilica di  San Lorenzo, chiostro

Vedere anche Il silenzio del Chiostro.

Coordinate:  43°46'28.61"N,  11°15'14.82"E                                           Mappe:  Google    -    Bing


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