Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query Via della Colonna. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query Via della Colonna. Ordina per data Mostra tutti i post

giovedì 25 ottobre 2012

Sotto la volta degli Innocenti


 Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Via della Colonna, Stemmi , affreschi e volta

Passa sopra via della Colonna un passaggio che unisce lo Spedale degli Innocenti con il Palazzo della Crocetta ove oggi è il Museo Archeologico fiorentino. Il palazzo della Crocetta fu costruito su un lotto di terreno già dello Spedale degli Innocenti a partire dal 1619, per ospitare la granduchessa Maria Maddalena de’ Medici, sorella del Granduca Cosimo II, nata “malcomposta”, problemi di deambulazione, necessitava di una residenza adeguata al suo rango e al tempo stesso appartata, dotata di collegamenti sicuri e nascosti con i vicini insediamenti conventuali della Crocetta, degli Angiolini e, soprattutto, dell’Annunziata.
Sotto la volta, sempre molto buia, molto di più di quanto appare nella nostra foto rielaborata elettronicamente per rendere meglio visibile l'interno,  troviamo tre affreschi, due  che rappresentano bambini fasciati, simbolo dello Spedale, dove i piccoli abbandonati potevano trovare accoglienza, e lo stemma dei Medici. In fondo si apre Piazza Santissima Annunziata.

Cliccare sull'immagine per ingrandire




Cliccare sull'immagine per ingrandire


Coordinate:  43°46'35.34"N,  11°15'41.07"E                      Mappe: Google - Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  

.

martedì 3 maggio 2011

Lapidi illeggibili

Cliccare sull'immagine per ingrandire



Firenze, via Panicale, targa

Se la targa di via Panicale,  vicinissima al mercato di San Lorenzo, probabilmente posta per ordine dei Signori Otto di Guardia e Balia, ha alcuni, pochissimo caratteri leggibili  (DI BI P..) sull'angolo in alto a destra, perché protetti dalla pioggia e dal sole ...

... non è così per quanto riguarda la targa di via Sguazza. I caratteri scolpiti sono cancellati definitivamente dal tempo, la pietra scalfita è diventata anonima. Oltretutto oltraggiata da uno sfregio di vernice verde. Forse nessuno ormai ricorda cosa vi fosse scritto di tanto importante da essere messo tanto bene in vista dei fiorentini di un tempo. Questa targa si trova in un angolo buio di via Sguazza proprio di fronte al Palazzo di Bianca Cappello di via Maggio. .

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, via Sguazza, targa

Coordinate (rispettivamente):
43°46'38.09"N, 11°15'11.87"E
e
43°46'1.21"N, 11°14'57.31"E

Altra targa con qualche parola ancora visibile.

  Cliccare sull'immagine per ingrandire 

Firenze, Borgo Pinti angolo via della Colonna, targa 
____________________________________
........................................................... SOF
 ........................................................... TOR
.......................... OGNI .........OVE .......... 
BRACCIA CENTO.....................................
SOTTO PENA DI ......................................
........................................ CATTURA ..T .....
......................................................................
...................................................................
____________________________________  


Coordinate:  43°46'29.01"N,  11°15'52.23"E


 Firenze Nei Dettagli è su  
.
.

sabato 14 gennaio 2012

Alla congiunzione del Moro, delle Belle Donne e il Trebbio


Cliccare sull'immagine per ingrandire



Firenze, Colonna della Croce del Trebbio

Via del Moro, Via delle Belle Donne e Via del Trebbio si incrociano in uno slargo al centro del quale si erge la Colonna della Croce del Trebbio. Una colonna dove al vertice si trova un'edicola con un gruppo scultoreo particolare che vedremo in dettaglio fotografico in un post successivo. Di sicuro sappiamo che è una colonna sotto la quale era situato un pozzo fino alla prima meta del 1300. Più incerta è la ragione per cui esiste questa colonna. Si dice, ma alcuni non concordano, sia per commemorare una 'presunta' vittoria dei Cavalieri di Santa Maria contro gli eretici Catari. Un'altra colonna, a cui viene attribuito lo stesso carattere celebrativo, la troviamo in Piazza Santa Felicita. Due colonne che stanno in piedi in due piazzette o slarghi del centro storico la cui reale storia è tutta da verificare. Ne parleremo nei giorni prossimi.

Coordinate:   43°46'23.35"N,  11°15'1.55"E                                           Mappe:  Google    -    Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  
.
.

lunedì 30 novembre 2015

Le lunette e i soprannomi di Bernardino

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Santissima Annunziata, Spedale degli Innocenti


Di Bernardino Poccetti (Firenze 1542- 1612) abbiamo già visto alcune delle sue opere qui in zona  Piazza della Santissima Annunziata. In particolare, oggi, vediamo un paio delle sue ultime opere, due affreschi realizzati per lo Spedale degli Innocenti, ai lati del  portico, in cambio dell'ospitalità. Infatti negli ultimi anni di vita ebbe una stanza dietro lo Spedale in Via della Colonna. Il vero cognome del nostro  Bernardino era Barbatelli figlio di Bartolommeo ma è più conosciuto col soprannome di Poccetti che nel gergo dell'epoca significava l'attitudine ad alzar di gomito, ma conosciuto anche con altri soprannomi derivati dalla sua specializzazione pittorica di affrescatore, Bernardino delle Grottesche o delle Facciate o delle Muse.

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire

"... Bernardino Poccetti, così detto dal frequente uso, ch'egli faceva del Vino, fù figlio di Bartolommeo Barbatelli da S. Gemignano, lavorator di vasi di terra in Firenze presso la Porta S. Piergattolini, dove nacque il nostro Pittore, che privo del Padre all'età di sette Anni, e dato segno di genio per la Pittura con far delle Figurine sul Muro di Serumido fù perciò invitato, accolto, ed educato poscia in Casa di Michele del Ghirlandaio, che lo amò qual figlio, ma che non potè impedire , che un abito vizioso cangiato in natura il cognome non variasse al suo scolare di Barbatelli in Poccetti.
Vorrei per altro sù questo proposito ingannarmi con Baldinucci, che mi si è reso sospetto per essersi occupato nella vita in descrivere più il morale, che l'opere di questo bravo Artista, il quale in pochi Anni riescendo sotto il suo Maestro tanto eccellente nelle Grottesche, or nelle Facciate, ed ora nelle Muse meritò, andato a Roma, di alloggiare nel Palazzo dei Principi Chigi, dove per non dissiparsi, ed assiduamente attendere allo Studio levò la Chiave di Camera, e per una Ruota pregò gli portassero da mangiare. Ricco di cognizioni, che al suo quà ritorno aumentò ancor di più sotto il Buontalenti in Architettura, e nella Prospettiva, maraviglia non è, che in tutte le sue Opere ed in ogni genere, delle quali è adorna la nostra Città, non si ravvisi un insuperabil bravura, una portentosa facilità, un tocco spiritoso e brillante, un aria maestosa di Nobiltà, un sorprendente ornamento ed una vena Pitturesca, nella qual sola alcuna volta la Natura ha fatto brillare il bello, che l'Arte in altri ha dovuto formare con ingegno, e fatica.
Onorato della stima dei Caracci, e dei Pietri da Cortona poteva essere indifferente al poco conto, che del medesimo faceva la Patria, ognor più Matrigna che Madre, se l'amor proprio leso non gli avesse fatto concepire aversione nel trattar co' Signori per non far la figura da servo, e se la prima cattiva abitudine non l' avesse troppo familiarizzato coll'infimi della Plebe alle bettole, e con frequenza all'Osteria della Trave Torta, co' quali egli figurava da Signore. Strano, disinteressato faceto morì a 9. Novembre del 1612. disposto avendo di ogni suo resto a favore dei Ciardi, che venivano ad essere suoi Fratelli uterini, perchè sua Madre era passata in seconde Nozze a Piero Ciardi Tessitore di Lino alla rensa. L' Accademia del Disegno onorò la di Lui Memoria con un Solenne Funerale nella Chiesa del Carmine, dov'egli ebbe Sepoltura. ..."

Tratto da Storia dell'I. e R. Spedale di S. Maria degl'Innocenti di Firenze e di altri -Vol I- Francesco Bruni - 1819



Coordinate:  43°46'34.45"N,  11°15'39.34"E                  Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 24 novembre 2011

Sedersi per secoli sotto la colonna

Cliccare sull'immagine per ingrandire



Firenze, Piazza della Repubblica

Come scrivevamo in un precedente post, dove prima erano state le linde, fastose case romane e le severe dimore degli antichi fiorentini, si fecero catapecchie e casupole di povera gente, il Mercato, e il Ghetto. Oggi, su quella zona, è Piazza della Repubblica, risultato dello sventramento dell'epoca del "Risanamento", quando fu ridefinita l'urbanistica della città in seguito all'insediamento della capitale del Regno d'Italia a Firenze (dal 1865 al 1871). Ma le abitudini degli esseri umani rimangono le stesse per sempre come sedersi sotto  la Colonna dell'Abbondanza come ci testimonia il dipinto di Jan Van der Straet italianizzato in Giovanni Stradano. E' probabile che accadesse la stessa cosa sin dai tempi remotissimi a partire dal momento in cui la colonna rappresentava il punto di incrocio delle due vie principali di Florentia romana, il Cardo ed il Decumano Massimo, e qui si apriva il Forum della città.   

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Nella foto sopra riportata vediamo Piazza del Mercato Vecchio, intorno al 1555,  Giovanni Stradano. Jan Van der Straet, detto Giovanni Stradano o Stradanus (Bruges, 1523 – Firenze, 11 febbraio 1605) è stato un pittore fiammingo che operò a lungo a Firenze nella seconda metà del XVI secolo disegnando arazzi e producendo dipinti della vita locale.

Coordinate: 43°46'17.38"N, 11°15'13.40"E

Vedere anche:
- Il Mercato Vecchio degli Alinari e di Signorini
- Colonna dell'Abbondanza.

- Il Ponte Vecchio 130 anni fa e oggi
- La via Torta di Telemaco
- Alle Grazie fu Rubaconte
- Il Tiratoio
- Porta San Gallo da fuori...nel tempo
- Firenze come è e come la vedeva lo Zocchi



 Firenze Nei Dettagli è su  
.

mercoledì 18 dicembre 2013

La colonna nello stemma

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze,  via Ghibellina ad angolo via delle Conce, Palazzo Vivarelli Colonna, stemma

Sull'angolo tra via Ghibellina e via delle Conce vediamo uno stemma dei Vivarelli Colonna (7 stelle a 6 raggi di oro su scaglione rovesciato di azzurro su oro accompagnato in capo da - una palla partita di argento e di nero - colonna di argento con base e capitello di oro su rosso)  che resiste egregiamente alle intemperie . 
Il palazzo, sul quale è fissato lo stemma, è appartenuto ai  Vivarelli Colonna fino al 1979, passato poi al Comune di Firenze che lo ha utilizzato come sede di alcuni assessorati. Passato di mano in mano dal XV secolo dalla famiglia Granacci ai Gaburri  dal XVI al XVIII secolo, passato  in seguito alla famiglia Lotteringhi della Stufa, nel XIX secolo al banchiere Michele Giuntini fino al 1857 quando fu acquistato dai Vivarelli-Colonna. 


Coordinate:  43°46'9.58"N,  11°15'57.34"E                      Mappe: Google - Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  

.

lunedì 20 marzo 2017

Per la Corsa dei Barberi





Firenze, Via del Prato di Ognissanti 3r


All'inizio di via del Prato, via che porta fuori città attraverso l'omonima Porta a Prato, c'è una Loggia edificata in pietra tra il 1819 e 1827 la Loggia Reale denominata anche Loggia Granducale o Terrazzino Reale. Su progetto dell'architetto Luigi de Cambray Digny  (Firenze, 1778 – Firenze, 1843), in sostituzione di una precedente struttura in legno eretta per consentire alla corte granducale di assistere alla corsa dei barberi, nel periodo in cui questa aveva 'le mosse' presso la Porta al Prato.



Da: 
Marietta de' Ricci, ovvero Firenze al tempo dell'assedio: Racconto Storico, Volume 4 Di Agostino Ademollo (1799-1841), Luigi Passerini (1816-1877) – Pubblicato 1845

In oggi le Corse Dei Barberi si fanno nella strada che dalla porta al Prato conduce alla porta alla Croce. Per questo a comodo maggiore della Corte del Granduca, sulla piazza del Prato nell' angolo che conduce alla Porticciuola, fu edificato un terrazzo con somma eleganza adornato di architetture in pietrame, dietro il disegno del Cavaliere Conte Luigi De Cambray-Digni , e fu ornato di pitture eseguite dal Professore Luigi Ademollo mio padre.
La corsa di S. Anna fu soppressa; quella di San Vittorio è stata rimessa alla Domenica nell'ottavario di Giovanni; così le tre corse principali di Barberi che si fanno in Firenze cioè di S. Giovanni, di S. Pietro e di S. Vittorio si eseguiscono in otto giorni con maggiore spasso dei cittadini e dei forestieri. Altri due palj si facevano in Firenze nei primi due giorni di Agosto, ordinati da Cosimo I per umiliare i Fiorentini e rammentare le disfatte degli amici della libertà a Gavinana, a Montemurlo e a Marciano. Il primo giorno il palio era corso dagli Asini che si facevano partire da Annalena per giungere alla Colonna di S. Felice. Ivi era inalzata un' antenna dalla quale pendevano due paperi che si donavano a chi primo giungesse a staccarli. L'indomani nel solito luogo correvasi il palio dei cavalli. La dinastìa Lorenese appena giunse al trono della Toscana abolì questi palj che più degradavano coloro che gli ordinarono e gli tollerarono, che la memoria dei valorosi periti, in difesa della santità dei proprj diritti. Accanto al Terrazzo del Principe sul Prato, quella lunga fila di case tutte ad un' ordine fu edificata sopra alcuni Tiratoj dell'arte della Lana sotto Cosimo I, che le incommendò nell' ordine di S. Stefano.
Di faccia, il Casino Corsini appartenne agli Acciajoli. Uno spedale era nel luogo del Convento soppresso Di S. Anna, dove vennero le donne di Verzaja fuori della porta San Frediano, dopo che fu rovinato il loro Convento nell'occasione dell'assedio.



Coordinate:   43°46'27.77"N,  11°14'33.95"E                    Mappe: Google - Bing



 Firenze Nei Dettagli è su  




martedì 15 novembre 2011

Il Mercato Vecchio degli Alinari e di Signorini

Cliccare sull'immagine per ingrandire

Firenze, Piazza della Repubblica

All'epoca romana qui sorgeva il Campidoglio, il foro, le superbe terme: Il Mercato Vecchio fu una località sontuosa e ricca a tempo dei romani  e qui scesero i fiesolani “ab antico” come dice Dante sulle sponde dell'Arno. Sulle rovine della civiltà romana sorsero allora i superbi palazzi e le sontuose case del medio evo, che poi alterate, deturpate e trasandate, ridussero quel luogo il peggiore della città. E dove prima erano state le linde, fastose case romane, e le severe dimore degli antichi fiorentini, si fecero catapecchie e casupole di povera gente, il Mercato, e il Ghetto. Oggi, su quella zona, è Piazza della Repubblica, risultato dello sventramento dell'epoca del "Risanamento", quando fu ridefinita l'urbanistica della città in seguito all'insediamento della capitale del Regno d'Italia a Firenze (dal 1865 al 1871).

Quasi nella stessa posizione della Colonna dell'Abbondanza.

Coordinate: 43°46'17.38"N,  11°15'13.40"E

Piazza del Mercato Vecchio come la vediamo in una foto dei Fratelli Alinari del 1893. Si intravede sulla sinistra la Loggia del Pesce ora in Piazza dei Ciompi.

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Piazza del Mercato Vecchio come la vedeva nel 1882-83 Telemaco Signorini (Firenze, 18 agosto 1835 – Firenze, 10 febbraio 1901) .

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Vedere anche:
- Il Ponte Vecchio 130 anni fa e oggi
- La via Torta di Telemaco
- Alle Grazie fu Rubaconte
- Il Tiratoio
- Porta San Gallo da fuori...nel tempo
- Firenze come è e come la vedeva lo Zocchi



 Firenze Nei Dettagli è su  
.


.

lunedì 19 marzo 2018

Via Tornabuoni verso Santa Trinita





Firenze, oltre Via Tornabuoni

Siamo appena usciti da Palazzo Strozzi, girando a sinistra si imbocca via Tornabuoni in direzione Ponte Santa Trinita.  Più avanti troviamo il Palazzo Viviani - della Robbia solo dopo avere incontrato il  Palazzo Strozzi del Poeta dove si riunivano gli Alterati, e oltre vi è il Palazzo Minerbetti legato in qualche modo alla storia inglese in particolare con Thomas Becket,  l'Arcivescovo di Canterbury ucciso nella Cattedrale di Canterbury nel 1170. Arriviamo così in Piazza Santa Trinita al centro della quale vi è la colonna con in cima la statua della Giustizia.Piazza circondata dal palazzo dove non si dorme, il Palazzo Spini-Feroni dove oggi ha una sede una famosa casa di moda. Di fronte, sulla nostra destra la Basilica di Santa Trinita.   



Coordinate:  43°46'12.78"N,  11°15'4.69"E                      Mappe:  Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  


.

giovedì 9 gennaio 2014

Ai tempi delle ragazze di San Frediano

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Via di Novoli, Ponte San Donato

Quello che resta oggi del grande stabilimento Fiat di Firenze e quell'edificio che vediamo nella foto con in cima la colonna fumaria,  la centrale termica . Fino ad una decina di anni fa si estendeva su un vasto appezzamento di terreno tra via di Novoli, Viale Forlanini e Viale Guidoni, l'insieme di capannoni dello stabilimento Fiat, progettato dell'ingegnere torinese Vittorio Bonadé Bottino,  venne realizzato tra il 1938 ed il 1939 . In tempo di guerra il sottosuolo accoglieva la popolazione in vasti rifugi durante i bombardamenti degli alleati. Oggi non resta più niente se non l'edificio della centrale termica voluto per contenere esclusivamente le due caldaie necessarie per la produzione di vapore e quindi energia elettrica alimentate dalla lignite contenuta in un edificio attiguo denominato 'carbonile'. La ciminiera tocca l'altezza di 30 metri in vetta ad un parallelepipedo la cui superficie è di circa 1200 mq su quattro piani.
A fianco della centrale oggi esiste il centro commerciale di San Donato, con supermercati, sale cinematografiche, negozi di abbigliamento ed elettronica, sale fitness, parcheggi sotterranei. Dietro vi sono unità abitative, facoltà universitarie, un vasto giardino pubblico, il nuovo Palazzo di Giustizia.

Qui sotto vediamo come appariva la zona nella metà degli anni 50 dello scorso secolo in un fotogramma 


tratto dalla pellicola de 'Le ragazze di San Frediano' un film del 1954 diretto da Valerio Zurlini, all'esordio nella regia, liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Vasco Pratolini.


Coordinate:  43°47'26.72"N,  11°13'37.64"E                      Mappe: Google - Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  

.

lunedì 20 maggio 2013

Tornabuoni

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Via Tornabuoni verso Piazza di santa Trinita

Uscendo da Palazzo Strozzi, guardando sulla sinistra, vediamo questo scorcio di di Via Tornabuoni che confluisce con Piazza di Santa Trinita. Sulla sinistra vediamo Palazzo Bartolini Salimbeni, in fondo il Palazzo Spini-Feroni, Colonna della Giustizia. Fuori campo rimane il Pentagramma, note, cani e cavalli.

Coordinate:  43°46'12.67"N,  11°15'4.77"E                      Mappe: Google - Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 17 giugno 2013

Santa Trinita, la piazza e il ponte ai tempi di Giuseppe Zocchi

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza Santa Trinita e il ponte

L'incisione di Giuseppe Zocchi (Firenze, 1711 – Firenze, 1767) che vediamo riprodotta sotto ci riporta indietro nel tempo, ad uno scorcio di Firenze settecentesca con la Colonna della Giustizia, la Piazza, la Basilica e sullo sfondo il ponte di Santa Trinita attraverso Via Tornabuoni.




Coordinate:  43°46'12.78"N,  11°15'4.69"E                      Mappe:  Google - Bing



 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 21 settembre 2009

Ercole e Caco, gruppo del Bandinelli - basamento



cliccare sulle immagini per ingrandire




Firenze, Piazza della Signoria, Ercole e Caco di Baccio Bandinelli

"BACCIUS BANDINELI FLOREN FACIEBAT MDXXXIIII"

---------o0OO0o---------
".... Suo padre, renajolo, era stato anarchico e tutti, tra Piazza de' Mozzi e la Colonna, l'avevano conosciuto, per la sua bassa statura e il suo pugno proibito. Lo chiamavano Caco, e non perché quella gente sapesse di mitologia, ma per via del gruppo del Bandinelli ch'è sotto Palazzo Vecchio, e per dire ch'era uno che soltanto un Ercole l'avrebbe potuto castigare. Dapprima, si raccontava, egli se n'era offeso, poi aveva saputo che Caco era una specie di ladrone e questo gli aveva fatto piacere siccome i ladri, lui che era onesto, li stimava. "
Vasco Pratolini. Metello
1955

 Coordinate: 43°46'9.14"N, 11°15'21.19"E

.


 Firenze Nei Dettagli è su  
.