Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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domenica 28 novembre 2010

La via Torta di Telemaco

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Firenze, Via Torta oggi e quella dipinta da Telemaco Signorini


Telemaco Signorini (Firenze, 18 agosto 1835 – Firenze, 10 febbraio 1901) appartenne alla corrente dei Macchiaioli. Il quadro di Telemaco Signorini qui sotto riportato fu realizzato probabilmente nel 1870. Gli edifici di destra, nel dipinto, sembrano diversi da quelli fotografati oggi, ma ritengo che il punto di vista del grande pittore sia lo stesso del mio. Me lo fa credere l'edificio di sinistra che ha dei particolari che corrispondono esattamente sia nel quadro che nella foto.

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Coordinate:   43°46'9.61"N,   11°15'38.32"E         Mappe:   Google   -   Bing 


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domenica 9 gennaio 2011

Il Ponte Vecchio 130 anni fa e oggi

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Firenze, il Ponte Vecchio, dipinto di Telemaco Signorini (1880), foto dicembre 2010

Telemaco Signorini (Firenze, 18 agosto 1835 – Firenze, 10 febbraio 1901) appartenne alla corrente dei Macchiaioli.

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Poco sembra essere cambiato in 130 anni, la stessa curiosità davanti alle vetrine degli ori delle gioiellerie , famose in tutto il mondo, il popolo che passa sul pavimento del ponte di grigia  pietra serena . Sullo sfondo del quadro vediamo i palazzi che non esistono più oggi se pur ricostruiti dopo la distruzione nel 1944 ad opera dei tedeschi in ritirata durante l'ultima guerra mondiale. 

Vedere anche: La via Torta di Telemaco



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martedì 15 novembre 2011

Il Mercato Vecchio degli Alinari e di Signorini

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Firenze, Piazza della Repubblica

All'epoca romana qui sorgeva il Campidoglio, il foro, le superbe terme: Il Mercato Vecchio fu una località sontuosa e ricca a tempo dei romani  e qui scesero i fiesolani “ab antico” come dice Dante sulle sponde dell'Arno. Sulle rovine della civiltà romana sorsero allora i superbi palazzi e le sontuose case del medio evo, che poi alterate, deturpate e trasandate, ridussero quel luogo il peggiore della città. E dove prima erano state le linde, fastose case romane, e le severe dimore degli antichi fiorentini, si fecero catapecchie e casupole di povera gente, il Mercato, e il Ghetto. Oggi, su quella zona, è Piazza della Repubblica, risultato dello sventramento dell'epoca del "Risanamento", quando fu ridefinita l'urbanistica della città in seguito all'insediamento della capitale del Regno d'Italia a Firenze (dal 1865 al 1871).

Quasi nella stessa posizione della Colonna dell'Abbondanza.

Coordinate: 43°46'17.38"N,  11°15'13.40"E

Piazza del Mercato Vecchio come la vediamo in una foto dei Fratelli Alinari del 1893. Si intravede sulla sinistra la Loggia del Pesce ora in Piazza dei Ciompi.

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Piazza del Mercato Vecchio come la vedeva nel 1882-83 Telemaco Signorini (Firenze, 18 agosto 1835 – Firenze, 10 febbraio 1901) .

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Vedere anche:
- Il Ponte Vecchio 130 anni fa e oggi
- La via Torta di Telemaco
- Alle Grazie fu Rubaconte
- Il Tiratoio
- Porta San Gallo da fuori...nel tempo
- Firenze come è e come la vedeva lo Zocchi



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mercoledì 16 luglio 2014

Le nuvole del pittore

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Firenze,  Piazza Santa Croce

Guardate con attenzione le nuvole del quadro qui sotto riportato. E' un dipinto di Giovanni Signorini (Firenze 1808 - 1862) detto' il pittore del Granduca' realizzato  nel 1846  dal titolo 'Carnevale in Piazza Santa Croce'. A me sembra che la forma della nuvola che è al centro della nostra foto sia molto simile alla forma della nuvola del dipinto anche se un po' più bassa all'orizzonte. Foto e quadro ci offre l'occasione di un paragone tra lo scorcio di ieri e oggi. A metà Ottocento ancora non era stata realizzata la facciata dall'architetto Niccolò Matas (lavori avvenuti tra il 1853 e il 1863), la rinascimentale cupola della Cappella Pazzi nel Chiostro Grande, sul fianco sinistro della Basilica, era nascosta da un edificio, parte del monastero che delimita due chiostri, ed infine Palazzo dell'Antella, sulla nostra destra, era ed è identico a se stesso. 
Per inciso, Giovanni è il padre del più noto Telemaco Signorini (Firenze, 1835 – 1901).




Aspetto esterno della chiesa
Sopra comoda scalinata, la quale conferisce in bel modo a farla imponente e maestosa, sorge la fronte del tempio, nuda, rozza, annerita dalla ruggine dei secoli, come un'accusa alle discordie cittadine, come un testimonio delle tempeste, delle sventure che travagliarono, che dettero morte alla repubblica.Un grande occhio o finestra orbicolare del diametro di quattordici braccia si apre al sommo della muraglia, e col disegno di Lorenzo Ghiberti con bello artificio di vetri colorati vi è rappresentata Ia deposizione dalla Croce .
Sopra quest'occhio , in prossimità del triangolo che finisce la facciata, scorgesi a mala pena in un altro tondo il nome di Gesù Cristo, significato nel solito monogramma e scolpito in pietra serena. Questo, con licenza de' signori e con divota e solenne processione di popolo, vi fece collocare nel 1437 san Bernardino da Siena, allorché in Firenze e nel contado infuriava il contagio; vi si leggono attorno in caratteri longobardici, appena visibili da basso, le parole: In nomine Jesu omne genu flectatur coelestium, terrestnium et inferorum.
Dentro 1'arco a sesto acuto che corona la porta maggiore,in una nicchia ornata più modernamente, e di stile non bello e discordante colI'edifizio, fu collocata la statua colossale di san Lodovico di casa d'Angiò, poi vescovo di Tólosa (l), colata in bronzo da Donatello, in quella stessa attitudine che la si vede dipinta da Taddeo Gaddi nell'imbotte dei pilastri della cappella Rinuccini che avremo agio di ammirare nell'interno della chiesa. Nulladimeno la fama del celebre artefice non ha fàtto velo al giudicio dei conoscitori; e, quantunque voglia il padre Richa che abbia quella statua a tenersi in pregio perchè procede da uomo di tanto va,lore, sapendo noi che Donatello stesso spregiavala, con piena libertà di parola anche noi la diciamo indegna di lui. D' altra parte, foss' ella di finissimo magisterio, siamo persuasi che nel concetto di Arnolfo non entrassero nicchie sulla facciata, e ...
 
da 'Santa Croce di Firenze illustrazione storico-artistica' di F. Moisé 1845



Coordinate:   43°46'8.14"N,  11°15'41.00"E                     Mappe: Google - Bing


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sabato 6 aprile 2013

Malcontenti

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Firenze, Piazza Santa Croce, Via San Giuseppe verso Via de' Malcontenti

Mai nome per una via fu più azzeccato. Infatti non erano affatto contenti coloro che, nel medioevo, la percorrevano nell'ultimo giorno della loro esistenza terrena. Questo era il percorso dell'ultimo viaggio dalle prigioni del Bargello, alle carceri delle Stinche (che non esisto più oggi), fin fuori le mura dove li aspettava il patibolo. Un ultimo sguardo al Tabernacolo dei Malcontenti di fronte alla chiesa di San Giuseppe per arrivare in breve al luogo dell'esecuzione capitale. 

Qui sotto un quadro di Telemaco Signorini di circa 130 anni fa intitolato Via dei Malcontenti, anche se questa parte della via prende il nome di Via San Giuseppe..



Coordinate:  43°46'6.88"N,  11°15'47.37"E                     Mappe: Google - Bing


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giovedì 17 ottobre 2013

Via Tornabuoni e Piazza Antinori si aprono nei secoli

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Firenze, Via Tornabuoni vreso Piazza Antinori

Mi affascinano sempre le litografie e i quadri di Giuseppe Zocchi  (Firenze, 1711 – Firenze, 1767) che mi riportano alla Firenze del Settecento o i  dipinti di una Firenze di un tempo immaginata da Fabio Borbottoni (1820-1902) o la Firenze del Cinquecento di Giovanni Stradano (Bruges, 1523 – Firenze,  1605) o Firenze delle foto dei Fratelli Alinari  a cavallo di due secoli Ottocento e Novecento e le incisioni di Giuseppe Carocci realizzate a metà dell'Ottocento il dipinto di Thomas Patch del 1770  e le immagini di un tempo che tanti artisti hanno fissato sulle tele o i cartoncini, in bianco e nero o a colori  e i quadri di Telemaco Signorini (Firenze,  1835 – Firenze, 1901) della fine dell'Ottocento. Guardando le foto di Firenze come è oggi si vede che poco è cambiato come nel caso di   Via Tornabuoni che si apre in Piazza Antinori con la Chiesa dei Santi Michele e Gaetano mentre altri panorami cittadini sono completamente scomparsi, per sempre.

Giuseppe Zocchi Piazza Antinori con la chiesa  dei Santi Michele e Gaetano nel 1744


Coordinate:  43°46'21.21"N,  11°15'5.02"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 11 novembre 2013

La Loggia del Pesce era là ora è qua

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Firenze, Piazza dei Ciompi

In un paio di post precedenti abbiamo visto dove era situata la Loggia del Pesce, voluta in quel luogo da Cosimo I de' Medici per opera di Giorgio Vasari nel 1567, spostando il mercato del pesce che era collocato accanto al Ponte Vecchio, prima che la grande rivoluzione urbanistica di Firenze Capitale d'Italia non imponesse lo smantellamento (Risanamento). Solo più tardi venne rimontata in Piazza dei Ciompi, nel 1956 quando il Comitato per l'estetica cittadina decise di ricostruirla, nello stesso periodo nel quale veniva analogamente ricollocata la Colonna dell'Abbondanza. L'abbiamo vista in  Piazza del Mercato Vecchio con gli occhi di  Telemaco Signorini (Firenze, 1835 – Firenze, 1901)  nel 1882-83 attraverso i suoi dipinti e le foto dei Fratelli Alinari.
Qui sotto vediamo il dettaglio della lapide posta al centro della facciata sud della loggia con l'iscrizione ben leggibile ancora oggi con impressa la data del 1573.

FORUM PISCARIUM QVSQVE AD HUC
TREMPORIBVS QVADRAGESIMALIBUS AD
PONTEM VETEREM FREQUENTABATVR
NVNC ILL ET ECC MAGNVS COSMVS
MED FLOR ER SENAR DVX  II ET
FRANCISCVS EIVS FILIVS PRINCEPS OPT
VR HIC CONTINVO PISCES VENDANTVR
MVITO MAIORI SVMPTV AC MAGNIFICENTIA
QUAM ANTEA ILLIC EXCTRVCTUM FVERAT 
 AEDIFICANDVM CVRARVNT
M D L X X I I I

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Coordinate:  43°46'16.73"N,  11°15'53.68"E                      Mappe: Google - Bing


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lunedì 17 febbraio 2014

I Benvenuti di Via Torta

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Firenze, angolo Via dell'Anguillara Via Torta, Palazzo Benvenuti da Rondine

Stiamo percorrendo Via dell'Anguillara per andare in Piazza Santa Croce da Piazza San Firenze. Incrociamo Via Torta  (la via di Telemaco Signorini ià vista in un passato post), così chiamata per la la forma ellittica che riprende  il perimetro di quello che era l'anfiteatro romano, fuori le mura del 'quadrilatero romano'. Qui sorgeva l'anfiteatro, costruito nel secondo secolo  della nostra era, sfruttando le cui fondamenta sono stati eretti tutti questi palazzi all'epoca della grande espansione urbanistica della città medioevale. 
La costruzione, che vediamo sulla sinistra della foto, doveva assomigliare in origine ai palazzi  in pietra che si trovano in Piazza de' Peruzzi, anche se adesso è coperta quasi completamente da un intonaco anonimo, pietra che compare solo in piccole porzioni lasciate volutamente nude. Fin dalle origini il palazzo apparteneva alla famiglia dei Benvenuti, detti 'da Rondine' per la provenienza, venuti a Firenze dal castello omonimo posto in territorio aretino. Altro palazzo già visto nel nostro blog è questo, mentre l'illustre nome lo troviamo anche sui marmi del Duomo.
Sull'angolo, in alto è incastonato lo scudo con l’arme della famiglia Benvenuti, tre uccelli o rondini su fascia trasversale che separa due rose contrapposte appeso con nastri svolazzanti ad una mensola.


Lo stemma araldico policromo lo vediamo sotto su fondo rosso, alla banda d'oro caricata di tre uccelli posati di nero,  accostata da due rose d'oro.




Coordinate:  43°46'10.39"N,  11°15'34.87"E                      Mappe: Google - Bing


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giovedì 24 novembre 2011

Sedersi per secoli sotto la colonna

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Firenze, Piazza della Repubblica

Come scrivevamo in un precedente post, dove prima erano state le linde, fastose case romane e le severe dimore degli antichi fiorentini, si fecero catapecchie e casupole di povera gente, il Mercato, e il Ghetto. Oggi, su quella zona, è Piazza della Repubblica, risultato dello sventramento dell'epoca del "Risanamento", quando fu ridefinita l'urbanistica della città in seguito all'insediamento della capitale del Regno d'Italia a Firenze (dal 1865 al 1871). Ma le abitudini degli esseri umani rimangono le stesse per sempre come sedersi sotto  la Colonna dell'Abbondanza come ci testimonia il dipinto di Jan Van der Straet italianizzato in Giovanni Stradano. E' probabile che accadesse la stessa cosa sin dai tempi remotissimi a partire dal momento in cui la colonna rappresentava il punto di incrocio delle due vie principali di Florentia romana, il Cardo ed il Decumano Massimo, e qui si apriva il Forum della città.   

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Nella foto sopra riportata vediamo Piazza del Mercato Vecchio, intorno al 1555,  Giovanni Stradano. Jan Van der Straet, detto Giovanni Stradano o Stradanus (Bruges, 1523 – Firenze, 11 febbraio 1605) è stato un pittore fiammingo che operò a lungo a Firenze nella seconda metà del XVI secolo disegnando arazzi e producendo dipinti della vita locale.

Coordinate: 43°46'17.38"N, 11°15'13.40"E

Vedere anche:
- Il Mercato Vecchio degli Alinari e di Signorini
- Colonna dell'Abbondanza.

- Il Ponte Vecchio 130 anni fa e oggi
- La via Torta di Telemaco
- Alle Grazie fu Rubaconte
- Il Tiratoio
- Porta San Gallo da fuori...nel tempo
- Firenze come è e come la vedeva lo Zocchi



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