Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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giovedì 7 gennaio 2016

Porta sud

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Firenze, Palazzo Vecchio

Immaginiamo di essere entrati dalla porta nord  di Palazzo Vecchio, detta anche porta della Dogana,  nel secondo cortile ripieno di massicce colonne pilastri che sorreggono le volte a crociera e l'intero Salone dei Cinquecento situato proprio sopra. Lo attraversiamo tutto per sbucare in via della Ninna scendendo alcuni gradini di una scalinata in pietra secolare.

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 Dall'altra parte della via oggi sorgono gli Uffizi e quello che vediamo colonne e capitelli murati nella sua parete non sono altro che le vestigia di una chiesa oramai scomparsa, San Pier Scheraggio,  distrutta proprio per riunire in un unico edificio le 13 più importanti magistrature fiorentine, dette uffici e collocate in precedenza in varie sedi. Correva l'anno 1560. Uscendo, sulla destra, si trova una porticina con l'immancabile leggenda.


Coordinate:   43°46'8.22"N,  11°15'23.42"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 6 agosto 2015

Il Terrazzo di Saturno dentro e da sotto

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Firenze, Palazzo Vecchio, su via della Ninna e via dei Leoni

Salendo su per le scale che portano al secondo piano di Palazzo Vecchio si giunge e si entra a sinistra nella Sala dei Quatto Elementi. Oltrepassando la porta lignea si accede al Terrazzo di Saturno da dove è possibile ammirare buona parte del panorama della città che si stende ai suoi piedi da est a sud, da Fiesole al Piazzale Michelangelo, San Miniato a Monte fino al Colle di San Giorgio su cui domina Forte Belvedere.  Le decorazione del soffitto illustrano il dio del Tempo con le allegorie delle quattro età dell'uomo e delle ore del giorno. Due riquadri raccontano storie di Saturno che richiamano episodi della vita del papa Clemente VII (Giulio de’ Medici) cui è dedicata la sala sottostante. Le pitture ad olio su tavola sono di  Giorgio Vasari (1511 – 1574) e allievi e di Giovanni Stradano (Bruges, 1523 – Firenze, 1605) realizzate tra il 1557 e il 1566 . Un altro gioiello sia pur minore è la gronda,  intagliato a mano nella seconda metà del 1500 dal maestro Marco del Tasso esponente di una famiglia di legnaioli, scultori ed architetti fiorentini attivi nell'Italia centrale nel corso del XV e del XVI secolo.

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Qui appresso il terrazzo come lo vediamo in basso da Via della Ninna proprio sotto l'arco che collega Palazzo Vecchio agli Uffizi. Dietro l'angolo c'è via dei Leoni nome che prende dal fatto che esisteva in un remoto passato un serraglio di leoni, vivi non di marmo.

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Coordinate:   43°46'7.59"N,  11°15'25.07"E                     Mappe: Google - Bing




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giovedì 30 ottobre 2014

Le chiavi della città

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Firenze, Palazzo Vecchio

Si entra a Palazzo Vecchio e subito dietro la scalinata che porta al secondo cortile da Via della Ninna  troviamo l'accesso alla sala predisposta di recente che raccoglie le "Tracce di Firenze" sezione temporanea facente parte del "Museo di Palazzo Vecchio" nella quale troviamo opere che vanno dal Pontormo (soprannome di Jacopo Caccini,  1494 –1557) a Giovan Battista Capezzuoli  (Firenze 1723 circa.-1810). I primi oggetti che appaiono oltre l'entrata non sono quadri, non sono sculture, ma oggetti di uso comune sino dai tempi in cui esistevano le porte dell'ultima cerchia di mura della città. Ora che i portoni delle porte di accesso non sono più chiusi, possono essere esposte, qui,  le chiavi che ogni sera li hanno serrati e ogni mattina li hanno aperti, per secoli.  
Da sinistra a destra vediamo nella foto in alto le chiavi di Porta San Gallo con dietro la bolgetta ( piccola borsa o cartella munita a sua volta di serratura ) sec. XVI; le Chiavi di Porta Romana e la bolgetta del  XVI-XVIII secolo ed infine le Chiavi di Porta San Frediano con bolgetta  XVIII- XIX secolo. Manifattura fiorentina ferro, ottone; cuoio, rame dorato 

La Porta San Gallo, la Porta Romana e la Porta San Frediano facevano parte dell'ultima cerchia di mura di Firenze, costruita tra il 1284 e il 1333.La tradizione vuole che a progettarla fosse stato Arnolfo di Cambio. L'imponente cinta muraria era intervallata da torri, postierle e porte maestre, presso te quali era installata la dogana. Al tempo della Repubblica venne istituita ufficialmente la carica di coloro che dovevano aprire e chiudere i massicci battenti. Questi militi, in un secondo tempo scelti tra i cosiddetti "Tavolaccini di Palazzo", ogni giorno all'alba prelevavano le chiavi in Palazzo Vecchio per riportarvele subito dopo l'apertura e la notte tornavano a prenderle, per serrare all'una tutti gli accessi della città. Il circuito murario due-trecentesco è stato in gran parte distrutto, nell'ambito dell'ampliamento urbanistico della seconda metà dell'Ottocento, ma si conservano ancora oggi quasi tutte le monumentali porte maestre. 


Coordinate:  43°46'9.23"N,  11°15'23.07"E                      Mappe: Google - Bing



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domenica 24 agosto 2014

Riemerge il Corridoio

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Firenze, Piazza di Santa Felicita

La straordinaria progettazione architettonica, funzionale sin dal   suo primo apparire da Palazzo Vecchio, in alto sopra via della Ninna, genera un flusso visivo di immagini fissate in un tempo storico non troppo remoto. Un percorso variabile, scoperto ed occulto quando scompare negli Uffizi e da qui riemergere ancor più maestoso come Corridoio Vasariano costeggiando l'Arno e cavalcando il vigoroso Ponte Vecchio verso monte, e finalmente ricomparire, sia pur brevemente, per poi rituffarsi tra gli edifici dei Rossi per poi ancora riemergere in Piazza SantaFelicità. Gli archi e il passaggio coperto coprono la facciata della chiesa senza oltraggiarla, anzi, integrandosi perfettamente con i tre eleganti archi. Delimitando il Giardino di Boboli alla fine il Corridoio arriva a Palazzo Pitti.


Coordinate:  43°46'1.58"N,  11°15'8.19"E            Mappe:   Google  -   Bing


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lunedì 18 agosto 2014

Per un mondo più Grigio

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Firenze, Via della Ninna

Tra i dettagli di una Firenze del passato esistono anche particolari di una Firenze che si intersecano in modo inusuale e  assolutamente inaspettato con l'oggi senza essere specifici, peculiari, esclusivi, distintivi della città, anzi. Questo particolare dettaglio è il sorriso è la risata è il divertimento che erompono spontaneamente tra  i visitatori grazie al cosiddetto 'teatro di strada'. Teatro di strada con il suo spazio fisico all'aperto - sia nelle giornate afose di questi giorni che nelle fredde giornate invernali-  in rappresentazioni estemporanee quotidiane tra il prestigioso Palazzo Vecchio, i gradoni esterni della elegante e maestosa Loggia dei Lanzi, il solenne piazzale degli Uffizi e l'antichissima via della Ninna, spazi scenici, palcoscenico, per lo spazio dell'inventiva di un arguto, vivace, intelligente, brioso, sottile, malizioso, pungente, mimo e clown, col suo simpatico faccione bianco dagli occhi cerchiati di nero, il grande sorriso ammiccante sotto ciuffi di capelli rosa, verdi e rossi, i vestiti e le scarpe multicolori. Non vi racconto altro, le gag e gli episodi divertenti sono tanti. Quando verrete a Firenze, fermatevi qui per qualche minuto tra la Loggia, via della Ninna e gli Uffizi per un inaspettato divertimento grazie a Grey, il mimo, il clown, l'artista di strada (www.teatrogrey.com).



Coordinate:   43°46'8.87"N,  11°15'21.10"E                     Mappe: Google - Bing


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giovedì 10 luglio 2014

Da via della Ninna si entra in Piazza


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Firenze, Piazza della Signoria

La piazza per eccellenza di Firenze è Piazza della Signoria a cui si accede da molte vie. Questo è lo scorcio che appare provenendo da Via della Ninna o dal cortile degli Uffizi. Nel Seicento si scriveva questo.

Ma il Davitte, che è su la ringhiera, vicino alla porta del palazzo, è di mano di Michelagnolo Buonarroti: questa è quella statua tanto famosa al mondo e nobilissima per l’artifizio tanto è per tutto con gran lode ricordata. Era di età di XXIX anni il Buonarroto, quando fece così raro lavoro e così pregiato....Chi vidde mai posamento di piedi così leggiadro e sì virile? Unione di membra così naturale, fattezze di persona così vere, portamento di vita così eroico, atti di braccia, di mani, di gambe così vivi e volto di costume sì dolce e sì divino? Cedano pure gli artefici antichi a così alto sapere, poiché confessano i moderni e tutti gli uomini intendenti sono d’accordo in un volere, cotanto esser sovrano di questa statua l’artifizio, che né il Nilo di Belvedere, né i Giganti di Monte Cavallo, né altra statua di questo tempo possono a così rara perfezzione e così suprema arrivare.
....
Appresso in sul canto del palazzo si veggono le due figure Ercole e Cacco di Baccio Bandinelli (Firenze,  1488– Firenze, 1560) , fatte amendue con singulare artifizio. Oltra l’usato si destò questo sovrano artefice per questi due splendori così luminosi e senza perdersi di animo si mise all’opera e col suo molto sapere operò in guisa, che riluce altresì la sua industria e con tutti e due con somma gloria gareggia nobilmente. ... Come si vede il gran coraggio nel volto di Ercole e la fierezza? Come è pronto il corpo in sua attitudine? Come è vivace il sembiante, come il vigore eroico nella testa, nel petto, nelle braccia et in ogni parte chiaramente si conosce? Il Cacco più raro e più maraviglioso sbattuto in terra, pare che dalla natura sia, non da mano di artefice effigiato: così son vive le membra, così naturali, così vere, che temendo del furore di suo nimico e sgomentato per lo suo fallo, mostra con viva movenza di aspettare il gastigo, che per lo furto ha meritato. In queste due statue i più intendenti artefici fanno sovente gran frutto, imitando con sommo studio il profondo disegno e la fierezza dell’arte, che conoscono in ambendue.

Da "Le bellezze della città di Firenze" di  Francesco Bocchi, 1677


 Coordinate :  43°46'9.20"N,  11°15'21.20"E         Mappe:   Google   -   Bing


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venerdì 18 aprile 2014

Le scale del secondo cortile

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Firenze, Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio ha tre cortili, il primo cortile è senza dubbio il più teatrale e raffinato, il secondo cortile è più funzionale ma allo stesso tempo elegante, il terzo è il più sobrio.
Qui siamo fuori del portone di Via della Ninna, dietro a noi la perduta chiesa di San Pier Scheraggio. E' necessario salire qualche gradino per entrare nel cortile e, volendo, uscire in Piazza della Signoria dal portone detto 'della Dogana'.La foto è in bianco e nero fa risaltare le forme, le volte a crociera e i possenti pilastri che hanno il compito di sostenere il Salone dei Cinquecento. situato al piano superiore. Sulla sinistra, ancora fuori del Palazzo troviamo la porticina di fuga del Duca d'Atene.


Coordinate:  43°46'9.23"N,  11°15'23.07"E                      Mappe: Google - Bing


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sabato 16 novembre 2013

Colonne da dentro a fuori

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Firenze,   Via della Ninna

Sembra l'interno di una chiesa con i suoi capitelli, colonne, volte, e lo è, una chiesa, ma non vista dall'interno. Siamo in Via della Ninna, la strada in leggera discesa che separa e unisce  Palazzo Vecchio con gli Uffizi ed è questo che vediamo sulla parete esterna di quello che una volta era un muro esterno degli uffici del comune ed oggi è uno dei più importanti musei del mondo. Qui infatti era situata la chiesa di San Pier Scheraggio e questo è un particolare di quel che resta della sua navata centrale. 

Coordinate:  43°46'8.39"N,  11°15'21.68"E                      Mappe: Google - Bing


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venerdì 30 agosto 2013

La porticina merlata sulla Porta della Dogana

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Firenze, Piazza della Signoria, Porta della Dogana

Palazzo Vecchio ha 5 ingressi riconosciuti più uno 'di riserva', una porticina di fuga. La porta sul lato nord, vicino a Via dei Gondi, reca sul portale, oltre ai consueti stemmi scolpiti di Firenze e del Popolo, una porticina merlata intarsiata in marmi policromi, lo stemma della Dogana. Da qui si accedeva infatti agli uffici della dogana che aveva i suoi magazzini nei sotterranei del palazzo, e che ancora dà il nome al cosiddetto Cortile della Dogana (o Secondo Cortile). Ad est si apre l'accesso da Via dei Leoni, a Nord la Porta della Dogana e la Porta di Tramontana, a ovest l'ingresso principale, a sud la Porta di Via  della Ninna con accanto la porticina del Duca D'Atene.



Coordinate:  43°46'10.11"N,  11°15'23.17"E                      Mappe: Google - Bing


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giovedì 9 febbraio 2012

Le fonti dei leoni

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Firenze, Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, Cortile della Dogana, fontana con leoni

Entrando nel Cortile della Dogana (secondo cortile di Palazzo della della Signoria) dal portone di via della Ninna salendo una scalinata troviamo sulla sinistra una fontana alla quale due leoni in pietra prestano la guardia. Se guardate attentamente la foto è visibile sulla nostra sinistra una griglia attraverso la quale, sbirciando dentro, è possibile scorgere un piccolissimo, buio,  recesso ed una porticina che già conosciamo bene. E' qui vicino che era esposta la Banderuola della Torre d'Arnolfo fino ad un paio di anni fa.

Passando a destra, della fontana si accede al Primo Cortile dal Palazzo passando accanto ai due scaloni simmetrici, uno a destra ed uno a sinistra, che portano al Salone dei Cinquecento. Per rendere simmetrico il passaggio vi è un'altra fontana a destra con ancora due leoni simili a questi della foto in alto. La foto qui sotto mostra il particolare della fontana.

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Coordinate:    43°46'8.86"N,  11°15'22.90"E                                Mappe:   Google    -    Bing


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domenica 27 novembre 2011

Ninna nanna a San Pier

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Firenze, Via della Ninna, resti di San Pietro

Scheraggio, dal latino exclarare, schiarire. Da qui la voce antica con significato di fossato o fogna per raccogliere l'acqua piovana di una città dove le acque si schiariscono. Probabilmente il terreno in questo punto degradava ed è qui che in epoca romana sorgeva il teatro sfruttando il declivio naturale del terreno per accogliere la cavea, gli spettatori. Le fondamenta del teatro sono state ritrovate sotto Palazzo Vecchio.
Qui era la chiesa di San Pier Scheraggio, vicino a Palazzo Vecchio, e quel che resta in via della Ninna  è parte della navata centrale, restaurata nel 1971. Le sue antiche vestigia, come recita la targa apposta,
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sono ancora lì. I suoi archi e le colonne affiorano dal fianco degli Uffizi, il resto è inglobato dalla seconda metà del Cinquecento. La chiesa era affrescata con una famosa Madonna con Bambino di Cimabue chiamata dai fiorentini Madonna della Ninna Nanna ed è da questo nome che successivamente viene il nome della via. della Ninna.

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Coordinate:  43°46'8.45"N,  11°15'21.86"E 



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sabato 12 novembre 2011

La porticina

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Firenze, Palazzo Vecchio Via della Ninna, porticina

Nella solida muraglia di Palazzo Vecchio si apre una piccola porta ferrata dalla quale si accede alla Scala segreta del Duca  d'Atene,  Gualtieri VI di Brienne, costruita nello spessore del muro, che su San Pier Scheraggio. All'interno del Palazzo è il percorso della scala che Gualtieri volle realizzare soprattutto come accesso e via di fuga segrete al palazzo-fortezza. Oggi, la Scala segreta è visitabile ma il suo percorso si arresta al primo piano del palazzo all'altezza di quelli che furono gli appartamenti di Cosimo I, oggi perduti con la sola eccezione della stanza che costituisce l'anticamera dello Studiolo di Francesco I.



Vedere anche:
- ...di mala ambizione tratto



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