Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

giovedì 22 dicembre 2016

Il toro e una trave in testa


Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze,  Piazza Ognissanti, stemma

Situato all'angolo tra Piazza Ognissanti e Borgo Ognissanti il Palazzo Lenzi lo si può vedere nella sua interezza alla sinistra della foto di questo post.  Voluto dai due fratelli Lenzi quando si trasferirono dalle Marche per esercitare il mestiere di mercanti nella città di Firenze nella seconda metà del Cinquecento fu nei secoli rimangiato passando la proprietà di mano in mano. Nel Seicento passò ai Buini, nel Settecento ai Quaratesi, nell'Ottocento all'antiquario Pisani, nel 1908 diventò sede dell'Istituto Francese dell'Università di Grenoble, nel 1912 divenne la sede dell'Institut Français de Florence, il primo ad essere fondato in tutto il mondo, nel 1950 fu acquistato dal governo francese ed oggi è anche sede del Consolato onorario di Francia, e della Libreria francese.
All'angolo del palazzo troviamo lo stemma in pietra della Famiglia Lenzi, d'azzurro al rincontro di toro d'oro. Curiosa e drammatica è la causa dell'estinzione del ramo fiorentino della famiglia nel 1642, quando Andrea Lenzi colpito da una trave di legno cadutagli sulla testa mentre attraversava via Ghibellina. I Lenzi annoverano importanti cariche nelle istituzioni fiorentine, 20 priori e due gonfalonieri di giustizia. Si dice che un ramo familiare si trasferì in Polonia dove assunse il nome di Leszczyński, da cui provenne il granduca di Lituania Stanislao, poi re di Polonia dal 1705. Una delle sue figlie fu regina di Francia, moglie di Luigi XV. Qualche analogia con lo stemma dei Leszczyński sembra esserci.





Coordinate:   43°46'20.97"N,  11°14'44.00"E                    Mappe: Google - Bing



 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 19 dicembre 2016

Il trasloco


Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Spedale degli Innocenti

Il San Giovanni Evangelista  un marmo di  Simone di FrancescoTalenti del 1377 si può ammirare oggi allo  Spedale degli Innocenti ma fino al 1515 lo si poteva vedere in uno dei tabernacoli all'esterno di Orsanmichele di pertinenza dell'Arte della Seta. Fu la seconda scultura a essere eseguita, in osservanza della provvisione del 1339 con cui la Signoria aveva imposto alle Arti di decorare la propria edicola esterna con l'effigie del patrono: solo il marmo costò 500 fiorini. Nel 1515, ormai fuori moda, venne trasferita nel giardino degli Innocenti di pertinenza della stessa Arte. L'opera è attribuita a Simone Talenti (1340 - 1381) che lavorò nei principali cantieri fiorentini.


Quindi, dal 1515, il nuovo San Giovanni Evangelista allocato nella loggia dell'Arte della Seta è quello di  Baccio da Montelupo  (Montelupo 1469 - 1535)  che abbiamo già visto, l'originale, non la copia all'esterno di Orsanmichele, all'interno del Museo omonimo. 


Coordinate: 43°46'14.77"N, 11°15'18.93"E                    Mappe: Google - Bing



 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 15 dicembre 2016

I lampioni del Ponte

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Ponte alla Carraia

Costeggiando l'Arno, la sua sponda destra sul Lungarno Corsini, per arrivare a San Frediano in Cestello vediamo i caratteristici lampioni che sul Ponte alla Carraia fanno da cornice alla chiesa. Sulla base di essi si legge S.A. PIGNONE - ANNO 1952.  Cosa è 'Il Pignone'. 
Nel 1842 Pasquale Benini fondò la sua officina in località Pignone, fuori Porta S. Frediano. L'ubicazione corrispondeva all'incirca all'antichissimo porto fluviale della città posto sulla riva sinistra dell’Arno. Il porto era caratterizzato da cinque pontili con altrettante pigne, dove venivano legati i “navicelli“. Proprio quelle grosse pigne diedero il nome a tutta la zona che i fiorentini chiamarono Pignone. Inizialmente l'azienda fu costituita come fonderia di ghisa con la denominazione Società Anonima Fonderia del Pignone.
Fin dai primi anni la fonderia si distinse per la produzione di arredi urbani, anche artistici, guadagnando una buona fama (a Firenze è facile incontrare lampioni, tombini, fontane dove si può ancora leggere “Fonderia del Pignone”).
Nel 1848, dall'altra parte dell'Arno, fu costruita la Stazione Leopolda, che pur perdendo presto il servizio passeggeri rimase terminal merci, contribuendo così alla crescita dell'azienda.
Nei primi del 1900, l'azienda inizia a sviluppare le sue capacità nell'ingegneria meccanica, nel design e nella manifattura delle pompe e dei compressori industriali.
Nel 1917 si trasferì nella zona di Rifredi per poter usufruire degli ampi spazi disponibili.
Durante la seconda guerra mondiale il Pignone fu coinvolto nella produzione bellica, ma fu anche pesantemente colpito dai bombardamenti. Gli operai riuscirono a salvare qualche macchinario e un poco di materiali per poter riprendere la produzione.
Nel 1946 l'azienda fu acquistata dalla SNIA con l'intenzione di riconvertirla alla produzione di telai tessili, ma la produzione non decollò mai, tant’è che nel 1953 ne fu prospettata la chiusura.
L'ipotesi di chiusura del Pignone, a parte gli ovvi aspetti occupazionali, sollevò una mobilitazione popolare in quanto era considerata “la fabbrica di Firenze” e la popolazione la sentiva oramai come componente fondamentale della città, al pari dei suoi monumenti.
Nel 1994 la General Electric decise di investire sulle competenze manifatturiere e sulle capacità tecnologiche e innovative della società Nuovo Pignone divenendone socio di maggioranza



Coordinate:  43°46'12.18"N,  11°14'49.94"E                    Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 12 dicembre 2016

Maestà in piazza

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza  Santa Maria Novella

Gaetano Pesce, Maestà Tradita, 2016
Schiuma di poliuretano rivestita con resina poliuretanica
Posta in relazione con la magnifica facciata della Basilica di Santa Maria Novella. disegnata da Leon Battista Alberti (Genova, 1404 – 1472), l'opera presenta una monumentale figura di donna avvolta da un lungo mantello, una sorta di mater matuta ma anche un archetipo ispirato alla Maestà cristiana, eco contemporaneo di quella celeberrima Madonna Rucellai commissionata a Duccio diBuoninsegna  (Siena, 1255 circa – 1318/9) nel 1285 per la basilica domenicana e oggi conservata alla Galleria degli Uffizi. La Maestà Tradita di Gaetano Pesce è figura di regina e di madre che siede su un trono ma che mostra inequivocabili segni di sofferenza: una grossa catena legata ad una sfera ne blocca il piede, a simboleggiare la schiavitù a cui migliaia di donne sono destinate ancora oggi. Nelle sue forme la scultura riflette la celebre poltrona Up5, disegnata da Pesce sul finire degli anni '60, una reinvenzione delle veneri paleolitiche simboli di fertilità e di sacralità.
I visitatori della piazza Santa Maria Novella possono approfondire la conoscenza delle opere di Gaetano Pesce (La Spezia, 8 novembre 1939) visitando la mostra a lui dedicata nelle sale espositive del Museo Novecento fino all'8 febbraio 2017.



Coordinate:   43°46'26.46"N,  11°14'59.40"E                    Mappe: Google - Bing



 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 1 dicembre 2016

La Cupola del Brunelleschi e i terremoti di Firenze

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Duomo, Cupola

La Cupola del Brunelleschi è testimone con una  ferita, una crepa ancora visibile alla sua base dei danni provocati da uno dei vari terremoti che hanno colpito Firenze.

«Ieri sera alle 20,57 ciascuno accudiva ai suoi affari, alle proprie occupazioni o ai propri piaceri – come tutte le altre sere – quando a un tratto un rombo cupo, poderoso, qualche cosa di rassomigliabile alla scarica di moschetteria di un mezzo reggimento, si fece sentire – e una scossa violenta, improvvisa, formidabile fece balzare uomini e cose, scosse oggetti e persone, impresse un singolare movimento ai corpi o ai mobili dei quartieri, agli esseri umani, come alle pareti delle case. (...) ... per istinto irresistibile i più uscivano dai pubblici locali, caffé e trattorie, dove bicchieri, bottiglie e tavolini avevano ballato una danza... singolarissima; dalle case che – specie gli ultimi piani – erano stati sbattuti, in modo da far credere agli inquilini di essere in barca; dai teatri nei quali il pubblico spaventato si affrettò all’uscita e in un momento Firenze, la pacifica Firenze, fu piena di folla che si riversava per le vie» (da “Fieramosca”, 20 maggio 1895).
A Firenze i danni furono molto estesi, ma nel complesso non gravissimi (per una descrizione dettagliata dei danni sofferti sia dall’edilizia monumentale e religiosa che da quella privata, si rimanda al libro di Elisabetta Cioppi, 1995). Non ci furono grandi distruzioni, ma rimasero più o meno danneggiati quasi tutti i monumenti, le chiese e i palazzi storici, e anche molte opere d’arte in essi conservate: piccoli crolli interessarono Palazzo Pitti e la Galleria degli Uffizi, lesioni rilevanti si aprirono nel Palazzo Medici Riccardi, nel Palazzo Strozzi, nelle volte dei porticati di Piazza SS. Annunziata e di Piazza Cavour (oggi Piazza della Libertà, lungo i viali di circonvallazione). Nel Museo Nazionale del Bargello ci furono gravi danni alla collezione di maioliche dei Della Robbia. Danneggiatissimo il Museo di San Marco, nell’omonima chiesa e convento, con cadute di cornicioni e lesioni alle volte e agli archi, soprattutto nel refettorio grande e nella biblioteca.
In Piazza della Signoria Palazzo Vecchio durante la scossa fu visto oscillare “come un pendolo”, ma rimase illeso. Nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il celebre duomo di Firenze, si aprirono numerose crepe nelle volte e una catena che univa gli archi laterali della navata centrale si spezzò; dalla Cupola del Brunelleschi caddero intonaci e stuccature e la croce posta sulla cuspide della lanterna si piegò verso nord. Il celebre campanile di Giotto e il vicino Battistero subirono alcune lesioni ma non riportarono danni strutturali. Fra le chiese maggiormente danneggiate ci furono quella della Badia Fiorentina, San Gervasio, San Lorenzo, San Leonardo in Arcetri e altre ancora, fra cui quella di Santa Maria del Carmine; gli affreschi del Masaccio nella Cappella Brancacci, invece, non furono danneggiati. Il complesso di Santa Croce fu danneggiato soprattutto nell’area dell’ex-convento, mentre la chiesa riportò danni lievi. Danni prevalentemente leggeri subirono anche le chiese di Santa Maria Novella, San Miniato al Monte e Santo Spirito (SGA, 2007). Numerosi danni interessarono l’edilizia residenziale e privata della città, con lesioni diffuse e cadute di soffitti. Uno stabile crollò in Via Pier Capponi. Complessivamente circa 100 edifici risultarono inagibili. A Firenze non vi furono vittime e si contarono solo 6 feriti non gravi (Cioppi, 1995). (Filippo Bernardini (INGV-Bo).)



Coordinate:  43°46'23.19"N,  11°15'24.15"E                      Mappe: Google - Bing





 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 28 novembre 2016

Presa e distruzione di Fiesole

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, panorama di Fiesole dalla Fortezza da Basso

Presa e distruzione 1010 delli anni di Cristo.

Essendo li nostri Fiorentini con li Fiesolani, e li Fiesolani verso li Fiorentini mimici; et avendosi fatto guerra l'uno contro a l'altro lungo tempo; e veggendo li Fiorentini non poter sottomettersi li Fiesolani, come arebbono volsuto; feciono insieme e d'accordo tregua: talmente che li Fiesolani se ne venivano in Firenze, e li Fiorentini se n' andavono per Fiesole, quasi che alla libera et alla sicura, negoziando e conversando insieme domesticamente. Nacque nel pensier de' Fiorentini di voler soggiogare e pigliare la detta città di Fiesole: et ordinorno in fra di loro segretamente d'ingannar li Fiesolani, e di pigliare la detta città il di 6 di luglio, cioè il di proprio della festa loro principale, che è di santo Romolo. Non si guardando li detti Fiesolani e vivendo a caso et alla reale, li Fiorentini ordinorno, come si fa per le feste e massime principali, di andare a vedere la lor detta festa, sotto colore d'amici. Et essendo entrati in buona quantità nella città di Fiesole, pur sotto armati, e veggiendo il bello, detti Fiorentini appoco appoco si accostorno alle porte et in un subito presole, dettono cenno, e li altri che erono fuori et in aguato aspettando, corsono dentro et in poco spazio di tempo la detta città di Fiesole fu ripiena di Fiorentini armati, et a pie et a cavallo; non facendo però offesa nè troppo danno a nessuno: faccende mandar bando da parte delli Fiorentini, per detta città di Fiesole, che chiunque delli Fiesolani voleva andar ad abitare la città di Firenze potessi liberamente e sicuramente. Andovvene ad abitare assai di detti Fiesolani: e di molti se n'andorno dispersi in varii e diversi paesi. Feciono li nostri Fiorentini quasi che di subito disfar la detta città di Fiesole, non lasciando altro che la chiesa del Duomo, con la muraglia del vescovado, insieme con certe altre poche chiesette.

Diario Fiorentino di Agostino Lapini dal 252 al 1596 - Corazzini 1900



Coordinate:    43°48'24.48"N,  11°17'44.01"E                   Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 24 novembre 2016

Piazza dei Ciompi

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza dei Ciompi

Piazza dei Ciompi è il risultato delle demolizioni di alcuni edifici negli anni 30 dello scorso secolo. Il nome viene dallo storico Tumulto dei Ciompi, detti anche scardassieri, i lavoratori di basso livello sociale del settore della lavorazione della lana che si dedicavano alla pettinatura e alla cardatura, che nel 1378 occuparono il Palazzo dei Priori. Questo avvenne il 24 Giugno ma l'alleanza del cosiddetto "popolo grasso" con quello minuto (la piccola borghesia già il 31 agosto un numeroso gruppo di Ciompi, stabilitisi in Piazza della Signoria, fu cacciato. La corporazione dei Ciompi venne abolita.

Un lato della piazza è occupato dalla Loggia del Pesce. Dagli anni Cinquanta la piazza ha ospitato un mercatino delle pulci con bancarelle posizionate al centro della piazza realizzate come piccole stanze stanzette coperte da una tettoia. Mercatino di un autentico spirito rionale fiorentino sembra essere del tutto cancellato con l'abbattimento delle strutture , spianato, ed in attesa di destinazione. Giardino, spiazzo per manifestazioni occasionali? Si vedrà.




Coordinate:  43°46'16.73"N,  11°15'53.68"E                      Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 21 novembre 2016

I marmi di Piazza del Duomo

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza del Duomo

Da Piazza San Giovanni una tripletta, a sinistra il Battistero, il Duomo al centro e sullo sfondo la mirabile Cupola del Brunelleschi.



Coordinate:  43°46'23.78"N,  11°15'20.18"E                      Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 17 novembre 2016

Quella testa modernista

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Via Brunelleschi

Il palazzo fu costruito sul luogo che una volta era parte del ghetto abbattuto ai tempi di Firenze Capitale del Regno d'Italia dai fratelli Taiuti tra il 1901 e il 1903 su progetto dell'architetto Giovanni Paciarelli (Siena, 1862 - 1929),con qualche suggerimento di Giovanni Michelazzi (Firenze, 1879 – Firenze, 1920). Prende il nome dalla Palazzo Pola e Todescan da i “Grandi Magazzini, all'industria inglese, Pola e Todescan”, che all'epoca erano specializzati nella vendita di articoli a buon mercato. Opera modernista fu accolto da critiche per il suo distaccarsi dalla tradizione rinascimentale, fu abbellito di sculture, fregi in ceramica colorata della manifattura Cantagalli e lavori in ferro battuto delle Officine Michelucci di Pistoia. Varie teste femminile sono poste sui pilastri del primo piano.


Coordinate:   43°46'20.36"N,  11°15'12.76"E                    Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 14 novembre 2016

Del Maestro di Signa

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, quartiere di San Frediano

E' situato in Via S. Giovanni quasi ad angolo con Via di San Frediano, un tabernacolo con la pittura murale della prima metà del XV secolo raffigurante l'immagine della 'Madonna in trono con angeli'  di un non meglio identificato Maestro di Signa ( nato? - morto ? )probabilmente compagno di Neri di Bicci  (Firenze, 1418/1420 – Firenze, 1492) ambedue allievi di bottega di Bicci di Lorenzo a Firenze (Firenze, 1368 circa – 1452). Sotto si legge incisa su una lapide marmorea:


QUESTA ANTICHISSIMA IMMAGINE DI MARIA LA QUALE TROVAVASI DIPINTA
NELLA PARETE CHE SI DOVEVA DEMOLIRE PER APRIRVI LA PORTA
DEL NUOVO TEMPIO DELL'ARCANGIOLO SAN RAFFAELLO FU TRASFERITA QUI
DA UNA SOCIETÀ DI PIE PERSONE IL 5 SETTEMBRE 1642

GIUSEPPE VITALI PROPRIETARIO DELLA CASA FECE RESTAURARE
LA SUDDETTA IMMAGINE NELL'ANNO 1825 RIDUSSE IL TABERNACOLO
ALLA PRESENTE FORMA NELL'ANNO 1852
MARIA VITALI NIPOTE ED EREDE DI LUI
LO RESTAURÒ NELL'ANNO 1888

Come testimonia un'altra targa in ottone posta a destra del tabernacolo, testimonia un ulteriore restauro avvenuto tra il 2004  e il 2012 a cura dei FRIENDS of FLORENCE.

Coordinate:   43°46'13.11"N,  11°14'27.50"E                    Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 10 novembre 2016

Lo scorrere millenario

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Arno

L'Arno scorre attraversando Firenze, Florentia, Fiorenza, da millenni sempre più stretto negli argini costruiti suo malgrado. Qualche volta si arrabbia ed esce, esonda. L'attuale Ponte Vecchio è stato costruito in muratura, dopo secoli di svariate strutture in legno portate via  dall'alluvione del 1333, nel 1343. 
Qui lo vediamo tranquillo, l'Arno, tra il Ponte Vecchio e il Corridoio Vasariano.



Coordinate:  43°46'5.49"N,  11°15'13.18"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 7 novembre 2016

Quella discreta porticina di Carolina Bonaparte

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza Ognissanti

Piazza Ognissanti  è uno spazio relativamente grande per una città che ha un centro storico fitto di palazzi e monumenti che si incastonano millimetricamente gli uni con gli altri. Al centro di essa l'Ercole che combatte il leone di i Romano Romanelli (Firenze, 1882 – 1968) del 1935, da una parte le spallette dell'Arno, dall'altra la facciata in barocco fiorentino della chiesa di San Salvatore di Ognissanti. In fondo alla chiesa, sulla destra c'è la settecentesca Cappella di Pietro d'Alcantara con gli affreschi di Matteo Bonechi  (Firenze 1669 – 1756) che abbiamo già visto precedentemente avendo essa in un angolo una lapide in corrispondenza della tomba di Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, meglio conosciuto come Sandro Botticelli (Firenze, 1445 – 1510). Questa cappella offre un'altra curiosità, meno conosciuta ai più, ben nascosta. Da una porticina in fondo (sulla destra della foto in alto), del tutto anonima, si accede alla dimora eterna di Maria Annunziata Carolina Bonaparte (Ajaccio, 25 marzo 1782 – Firenze, 18 maggio 1839) sorella di Napoleone Bonaparte e regina di Napoli, dal 1808 al 1815, come moglie di Gioacchino Murat. Carolina Bonaparte visse a Firenze dal 1831, prima al palazzo Grifoni  in Borgo Ognissanti 13, poi l'anno successivo si trasferì a Palazzo che poi fu detto Bonaparte, in Piazza d'Ognissanti 3, dove rimase fino alla sua morte avvenuta il 18 maggio 1839.

272. HôTEL D'ITALIE (Borgognissanti, N.° 3358). – Servi di abitazione alla Contessa di Lipona , Carolina Bonaparte, vedova di Gioacchino Murat, la quale lo fece ridurre nel modo che vediamo l'anno 1835 sul disegno di Giuseppe Martelli. Essa vi terminò i suoi giorni il 18 maggio 1839. (da Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata di Federico Fantozzi, 1843)

Coordinate:   43°46'21.89"N,  11°14'46.16"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 3 novembre 2016

La Porta abbassata

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze,

Nella basilica di Santo Spirito, nella cappella Nerli, c'è una pala dipinta da  Filippino Lippi (Prato, 1457 – Firenze,  1504) tra il 1485 e il 1488 dove sono raffigurati gli stessi committenti vestiti di nero, inginocchiati di fronte alla Madonna e al Bambino, conosciuta come 'Madonna con Bambino e i santi Giovannino, Martino e Caterina d'Alessandria'. Nel dipinto si riconosce il Palazzo Nerli e sullo sfondo la Porta San Frediano ed il quartiere omonimo così come appariva all'epoca. Rispetto ad oggi, oltre alla scomparse delle case medievali si nota la diversa volumetria della Porta, nettamente più bassa di quella dipinta nel quadro, abbassamento voluto probabilmente per renderla meno vulnerabile ai colpi di bombarde degli assedianti la città.


Appartenente alle mura trecentesche, la porta fu eretta in asse con via Pisana tra il 1332 e il 1334 su progetto tradizionalmente ricondotto a Andrea Pisano. La porta risulta essere la più maestosa tra quelle superstiti, anche se mai compiuta in altezza e, come negli altri casi, ulteriormente ridotta sempre in altezza negli anni immediatamente precedenti l'assedio di Firenze per adeguarla alle nuove esigenze militari indotte dall'uso dei cannoni e delle armi da fuoco. 

Coordinate:  43°46'13.82"N,  11°14'24.88"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 31 ottobre 2016

Chi non è con me è contro di me

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Via Maggio, Palazzo Pannocchieschi

I Pannocchieschi d'Elci erano una famiglia nobile medievale originaria di Siena e Volterra, di probabile origine longobarda, che nel Seicento acquistò il palazzo di via Maggio dai Corbinelli. Si dice fosse appartenuto anche a Bianca Cappello (Venezia, 1548 – Poggio a Caiano, 1587) la quale aveva un altro palazzo proprio accanto, sempre in Via Maggio. Furono i Corbinelli nel Cinquecento a unificare in un unico edificio alcune loro case. Nel 1672 Filippo Pannocchieschi affidò il restauro del palazzo a Gherardo Silvani (Firenze, 1579 – 1675).
Lo stemma di famiglia è al centro della facciata, scolpito in pietra, è della famiglia Pannocchieschi, con l'aquila bicipite sormontata da una corona imperiale che sostiene due pannocchie tra le zampe. Campeggia in un festone in basso il motto :

QUI  MECUM NON EST CONTRA ME EST



Coordinate:   43°46'0.29"N,  11°14'56.15"E                    Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 27 ottobre 2016

L'ultimo guizzo in Arno

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Arno

Un gabbiano volteggia a pochi centimetri dalle acque dell'Arno tra Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita, rallenta, immerge il becco e improvvisamente tira fuori la sua preda.  


Coordinate:  43°46'6.69"N, 11°15'6.97"E                         Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.