Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query nettuno. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query nettuno. Ordina per data Mostra tutti i post

giovedì 28 marzo 2019

Ecco di nuovo la Fontana e il Nettuno dell'Ammanati





Firenze, Piazza della Signoria, Fontana del Nettuno

Finalmente dopo un restauro accurato durato due anni torna visibile nel suo splendore la Fontana del Nettuno di Piazza della Signoria, ripristinando la funzionalità dell’impianto idrico che alimenterà i giochi d’acqua immaginati e voluti da Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – 1592) che la ideò per Cosimo I de' Medici (Firenze, 1519 – 1574). Quest'anno, il 2019, si celebrano i 500 anni dalla nascita di Cosimo I che fu committente dell’opera e Caterina de’ Medici. Il costo delle operazioni di restauto si aggira su 1,5 milioni di euro ed ha  come sponsor Salvatore Ferragamo tramite Art Bonus.

Cenni storici (dal sito del Comune di Firenze)

Nel 1559 Cosimo I de’ Medici bandì un concorso per creare la prima fontana pubblica di Firenze, al quale parteciparono i più importanti scultori fiorentini dell’epoca: venne scelto il Nettuno di Bartolomeo Ammannati perché giudicato più significativo nell’esaltare i gloriosi traguardi marinari raggiunti in quei decenni dal ducato di Toscana. L’apparato scultoreo venne eseguito tra il 1560 e il 1565, e fu inaugurato provvisoriamente in occasione delle nozze tra Francesco I de’ Medici (Firenze, 1541 – 1587) e la granduchessa Giovanna d’Austria (Praga 1547 – Firenze, 1578) il 18 dicembre 1565 ma la fontana fu definitivamente terminata e inaugurata il 24 giugno 1574.

La figura di Nettuno, realizzata in marmo bianco di Carrara, riprende i tratti di Cosimo I de’ Medici, si erge su un piedistallo al centro della vasca ottagonale che contiene i quattro cavalli del cocchio. Ai suoi piedi stanno tre tritoni intenti a suonare delle tibie che zampillano acqua. Agli angoli della vasca sono presenti i gruppi di divinità marine (Dori, Teti, Forci e Glauco), ciascuna delle quali ha ai piedi un corteo di ninfe, satiri e fauni in bronzo realizzati dallo stesso Ammannati. La scultura marmorea non riuscì da subito ad ottenere l’apprezzamento dei fiorentini che scherzosamente diedero al Nettuno il soprannome di “Biancone” e irrisero l’artista con la famosa battuta ‘Ammannato, Ammannato, che bel marmo t’hai sprecato’.


La Fontana ha una storia conservativa piuttosto travagliata: i primi danneggiamenti documentati risalgono al 1581, tanto che fin dal 1592 si rese necessario costruire intorno a essa una ringhiera di protezione. Nel 1831 fu rubato un fauno all’angolo con Palazzo Vecchio, sostituito l'anno seguente da una copia eseguita da Vincenzo Pozzi. Le zampe dei cavalli sono state spezzate più volte, nel 1981, 1986 e 1989. Al 2005 risale il danneggiamento vandalico che ha provocato la caduta della mano destra di Nettuno.

Negli anni ’20 del Settecento sia il monumento che i condotti di alimentazione dell’acqua furono restaurati da Giovanni Battista Foggini (Firenze, 1652 – Firenze, 1725)  e in seguito sono stati interessati da importanti interventi dell’architetto Giuseppe del Rosso (1812). Nel 1943 furono rimossi i bronzi affinché fossero protetti da eventuali danni in occasione dei bombardamenti. I sistemi adottati nel tempo per il trattamento idrico dell’acqua sono stati modificati, poiché dopo il 1986, sulle superfici del marmo, cominciò ad apparire una patina giallastra. Un primo impianto fu installato prima dell’alluvione del 1966, reso inservibile in seguito all’evento. Rimesso in funzione e modificato più volte, fu riattivato nel 1993 per il solo filtraggio dell’acqua di ricircolo. In questo intervallo di tempo fu anche immessa nei condotti della fontana l’acqua dell’acquedotto senza filtraggio.

Dopo gli interventi di manutenzione o di restauro degli ultimi decenni, si sono ripresentate le alterazioni cromatiche apparse dopo il 1986, in particolare l’ingiallimento del marmo bianco, ricondotto alla migrazione di sostanze ferrose o altri metalli rilasciate dalle tubazioni con il passaggio di additivi chimici di trattamento delle acque come il cloro e il sale.

Di non secondaria importanza l’intervento di rifacimento dell’impianto idrico della fontana che rappresenta altro elemento fondamentale del progetto di restauro. Si è provveduto alla rimozione di tutte le vecchie tubazioni presenti all’interno della fontana e nel cunicolo che collega il gruppo scultoreo ai locali interrati di Palazzo Vecchio; le nuove tubazioni all’interno dei gruppi scultorei sono esclusivamente in acciaio inox; si è anche provveduto alla bonifica dei locali interrati ed alla demolizione di tutte le vasche antincendio realizzate prima della seconda guerra mondiale e non più utilizzabili. In tali ambienti sotterranei, posti sotto la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, si è così potuto collocare il nuovo impianto di depurazione, ricircolo e di spinta che alimenterà la fontana. Significativo è il quantitativo di acqua che sarà immessa nella fontana, circa 27 litri al secondo, che finalmente restituirà, dopo decenni di malfunzionamenti, gli effetti scenografici immaginati da  Ammannati per il suo monumento.
La realizzazione impianto di depurazione ed alimentazione
Potenza impianto elettrico per pompe di spinta kW 50,00
Volume vasca fontana mc. 35
Volume vasca di compenso mc. 20
Portata totale impianto 27,00 litri/sec., 1620,00 litri/min., 97.200,00 litri/ora



Coordinate: 43°46'10.40"N, 11°15'21.35"E                      Mappe: Google - Bing 


Altre nostre foto su Instagram

Altre nostre foto su Instagram


 Firenze Nei Dettagli è anche su  


.




mercoledì 3 agosto 2011

Il Nettuno ferito

Cliccare sull'immagine per ingrandire



Firenze, Piazza della Signoria, gruppo della fontana del Nettuno

 Il Nettuno di Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – Firenze, 1592) della Fontana del Nettuno mostra qualche acciacco avendo dei secoli sulle spalle, 5 secoli. Proprio sulla destra si nota una grossa scheggia riattaccata, il polso e la mano che hanno subito recentemente lo sfregio da parte di turisti 'alticci' che volevano scalare la statua.

 Coordinate: 43°46'10.40"N,  11°15'21.35"E

Vedere anche:
-  Tritoni e satiri in Piazza della Signoria


 Firenze Nei Dettagli è su  
.
-

mercoledì 6 agosto 2014

Uno sguardo dalla Fontana del Nettuno

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria,  Fontana del Nettuno

Immaginiamo di uscire dal portone principale di  Palazzo Vecchio per dirigerci verso Piazza della Signoria attraverso l'Arengario. Giriamo a destra aggirando Filemone, passando dietro al David di Michelangelo, la Giuditta  e il Marzocco ambedue di Donatello. Lì, alla fine dell'Arengario c'è la  Fontana del Nettuno con al centro il biancore del marmi del Nettuno di Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – Firenze, 1592), soprannominato da subito il 'Biancone' dai fiorentini dell'epoca. Intorno vi sono varie figure in bronzo  opere del Giambologna (Jean de Boulogne - Douai, 1529 – Firenze, 1608) raffiguranti tritoni, satiri, divinità marine e nereidi, e sui quattro vertici gruppi bronzei manieristici di divinità marine due femminili  (Teti, Doride ) e due maschili (Oceano e Nereo) nella foto in alto, accompagnati da ninfe, satiri e fauni.


Coordinate: 43°46'10.40"N, 11°15'21.35"E                      Mappe: Google - Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 21 aprile 2016

Le misure delle nuvole e le statue dorate

Si consiglia di cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze,  Piazza della Signoria

Ritornano le statue  dorate in Piazzadella Signoria, dopo le opere di Koons esposte nei mesi estivi dell'anno passato e poi fino a gennaio, ecco oggi i bronzi di Fabre, tutte rigorosamente ricoperte con quello strato dorate che le fanno sembrare grandi cioccolatini ricoperti di carta lucente. Insieme ad esse ritornano anche le polemiche delle quali i fiorentini sono maestri sin dai tempi remoti specialmente quando si tratta di discutere intorno alla collocazione delle opere d'arte in Piazza della Signoria. Lo hanno fatto per i grandi maestri figuriamoci se non lo fanno adesso su opere di questi artisti moderni. Qualcuno contesta anche il termine 'artisti'. Ricordiamo cosa dissero i fiorentini  quando videro troneggiare in Piazza della Signoria la statua del Nettuno, opera di Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – Firenze, 1592). È nel 1562 che Cosimo decide di affidare la realizzazione della fontana all'Ammannati. Un grande cantiere venne aperto proprio sotto la Loggia de' Lanzi. La fontana venne inaugurata tre anni dopo. Ma sin da subito il complesso, e il  Nettuno  in particolare, sollevò una serie di perplessità. Lo stessi Michelangelo Buonarroti (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – 1564)  lo liquidò con le parole diventate famose "Ammannato Ammannato che bel marmo hai rovinato" e dire che  in passato aveva speso buone parole per Bartolomeo. Da subito il popolo fiorentino appellò il Nettuno  "Biancone", nomignolo che dura fino ad oggi, come a intendere un coso grasso piuttosto insipido la cui unica caratteristica è il pallore.

Non poteva essere diversamente, creare polemiche, a torto o a ragione,  per le due opere in bronzo del cinquantasettenne  scultore belga Jan Fabre, e suscitare brontolii, contestazioni, mugugni, prese di posizione, petizioni contro.


L' Uomo che misura le nuvole (The man who measures the clouds) del 1998 piazzato nel bel mezzo dell'Arengario tra il David di Michelangelo e la Giuditta di Donatello (1386 - 1466) scatena ancor più gli animi dei contestatori vedendo nel ritratto tridimensionale un gesto per misurare l'estensione del balcone di Palazzo Vecchio dell'ufficio del sindaco  piuttosto che prendere le misure delle nuvole. . 


E che dire dell'uomo (col volto dello stesso Fabre) che cavalca una tartaruga ? Cercando Utopia (Searching for Utopia) del 2003 messa accanto alla statua equestre di Cosimo I (Firenze, 1519 –  1574) del Giambologna ( Jean de Boulogne, Douai, 1529 – Firenze, 1608) fa proprio uno strano effetto. Ci si chiede se la piazza sia il luogo è adatto per questo genere di  mostre e per questi artisti? Si dibatte.
Le due opere fanno parte della mostra «Spiritual Guards» di Jan Fabre  che dal 14 maggio si allargherà al Forte di Belvedere.


 Coordinate:  43°46'10.05"N,  11°15'20.52"E               Mappe:    Google   -   Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

giovedì 15 luglio 2010

Lo sguardo del Nettuno


Cliccare sull'immagine per ingrandire



Firenze, Piazza della Signoria

Il Nettuno  di Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – Firenze, 1592) della, Fontana del Nettuno con sullo sfondo la palla dorata in vetta alla cupola del Duomo.



 Firenze Nei Dettagli è su  

.
.

lunedì 31 agosto 2015

I cavalli di marmo bianco e mistio dell'Ammannati

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria, Fontana del Nettuno

"...E da Bartolomeo di Antonio Ammannati cominciando dico , che egli nacque in Firenze l'anno della Christiana salute 1511 e dal Cavaliere Bandinello apparò i primi principi del disfegno, e poscia in Vinegia sotto gli ammaestramenti di Iacopo Sansovino si fece valenthuomo nella cultura : e dopo ritornato a Firenze si diede a studiare sopra le statue di Michelagnolo , che sono nella sagrestia di San Lorenzo , Le prime figure che egli facesse di marmo furono nel Duomo di Pisa a una sepoltura di corpi Santi … e in Firenze una Leda alta due braccia , che si trova hoggi in mano del Duca d' Urbino , e tre figure di marmo grandi quanto il naturale, chr furon portate a Napoli, e posle sopra il sepolcrodel Senazaro. Trasferitoli poscia ad Urbino diede principio a una sepoltura , e lauorò molte historie di stucco; ma in questo tempo morendo il Duca, egli sene tornò a Firenze, e fece quella Sepoltura di marmo , che douea andare nella Nuntiata di Mario Nari Romano, che combatte con Francefco Mufi, in cui egli havea fatto la Vittoria , che hauea fatto un prigione , due fanciulli e la statua di Mario sopra la cassa ; ma quell'opera (perché fu stimata incerta da qual parte fosse la Vittoria , e perché non fu l'Ammannato in ciò molto fauorito dal Bandinello) non si scoperse altramente, e le statue furon traportate in vari Iuoghi, & i due fanciulli di marmo sono hoggi rappresentando due Agnoli dinanzi all'alitar maggiore nella Chiesa de Servi. ....  Poscia havendosi a fare il Nettuno che e nel mezzo della ricca fontana di piazza, egli à concorrenza di Benvenuto Cellini , di Vincentio Danti ,c di Ciambologna fece il modello , & a lui dal Duca Cosimo fu allogata la statua, e tutta l'opera della Fontana. Ma perché il marmo gli riuscì stretto nelle spalle non potè egli sicome desiderava far mostrare alla sua figura attitudine con le braccia alzate; ma fu costretto a farla con gran difficoltà , come hoggi si vede. Il qual Nettuno , come sapete e alto braccia dieci , & ha fra le gambe tre Tritoni di marmo posando sopra una gran conca marina , che gli serve per carro , a cui sono in atto di tirarla quattro cavalli due di marmo bianco, e due di mistio: il gran vaso in cui l'acqua christallina (che per molti zampilli salando in aria ricade) é fatto à otto facce di marmo mistio , di cui le quattro minori di bambini di bronzo con molte cose marine, d'alcuni Cornucopi , e d'uno Epitaffio in mezzo sono fatte adorne : e sopra il piano d'esse , (che più d'ogn'altro all'intorno s'innalza) posano quattro statue di metallo più grandi del naturale , due femine figurate per Teti, e per Dori, e due maschi rappresentanti due Dei marini, che à pie di queste facce otto Satiri di bronzo seggono in vane attitudini: le facce poi maggiori son fatte basse , acciò che l'acque chaire, che nella conca vanno ondeggiando si possan vedere. Ma troppo lungo farei se i gradi di marmo. Se le pile basse, e se gl'infiniti ornamenti di questa fontana, che per settanta bocche manda fuori l'acque sue, volessi raccontare. Però seguendo ... "

Da Il riposo di Raffaello Borghini, in cvi della pittvra, e della scultura si fauella, de' piu illustri pittori, e scultori, et delle piu famose opere loro si fa mentione; e le cose principali appartenenti a dette arti s'insegnano - 1584 -  LIBRO Quarto - pgg 590 e seg. 
Raffaello Borghini (Firenze, 1537 – 1588) è stato commediografo e poeta. 



Coordinate:   43°46'10.51"N,  11°15'21.49"E                     Mappe: Google - Bing




 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 19 novembre 2012

Satiro tra Nereidi e tritoni

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria, fontana del Nettuno

A fianco di Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria troviamo la Fontana del Nettuno  decorata con varie figure in bronzo raffiguranti tritoni, satiri, divinità marine e nereidi del Giambologna (Jean de Boulogne - Douai, 1529 – Firenze, 1608).


Coordinate: 43°46'10.40"N, 11°15'21.35"E                      Mappe: Google - Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 17 novembre 2014

La Giustizia alla rovescia

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria, Loggia dei Lanzi

Siamo nel mezzo di  Piazza della Signoria. Vicino a noi è la targa che ricorda il punto dove fu messo al rogo il Savonarola, a sinistra è Palazzo Vecchio col suo Arengario e la Fontana del Nettuno dell'Ammannati (Settignano, 1511 – Firenze, 1592), di fronte è la  Loggia dei Lanzi che tante volte abbiamo celebrato qui con foto nei particolari e nei dettaglo con descrizioni varie.  

Sulla facciata della Loggia. in alto, in corrispondenza dei pilastri di sostegno dei tre archi, vediamo 4 figure allegoriche. Sono le quattro Virtù Cardinali (fortezza, temperanza, giustizia e prudenza) che Agnolo Gaddi (1350 circa – 1396) disegno e altri scultori realizzarono. Giovanni d'Ambrogio scolpì la Prudenza (1386) e  la Giustizia (1383-84) che qui vediamo nelle due foto. L'immagine qui sotto è la parte scolpita della Giustizia che sotto, quindi rovesciata, (che noi abbiamo a nostra volta rovesciata per una migliore visione) come rappresentazione probabilmente opposta e antitetica della giustizia.


Cliccare sull'immagine per ingrandire




Coordinate: 43°46'9.18"N, 11°15'20.11"E                      Mappe:    Google   -   Bing



 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 6 febbraio 2012

Il ghiaccio del Putto


Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, Primo Cortile


In questi giorni mezza Italia è ricoperta di neve, i disagi sono grandi per tutti i tipi di spostamenti, il traffico ne risente nelle grandi città, in alcune zone all'interno la situazione è più grave. Firenze si è svegliata con la neve solo mercoledì scorso, si è sciolta durante la giornata poi più niente, nè una nevicata nè un fiocco. Il freddo invece si sente. La Fontana del Nettuno ha qualche stalattite di ghiaccio come pure la fontana del Putto con delfino di Andrea del Verrocchio (1470 circa) qui sopra riportato nella foto. In estate appare così.

Coordinate:  43°46'9.22"N,  11°15'22.06"E                               Mappe:     Google     -      Bing



 Firenze Nei Dettagli è su  
.
.

sabato 16 luglio 2011

Alle spalle di Ercole

Cliccare sull'immagine per ingrandire



Firenze, Piazza della Signoria, Ercole e Caco

Nascosto dalla prospettiva, coperta da Ercole,  s'intravede appena una spalla del David, ancora più in là  il Nettuno, sullo sfondo la Cupola del Brunelleschi. Siamo in Piazza della Signoria, a testimonianza le pietre antiche di Palazzo Vecchio a destra nella foto.

Coordinate:  43°46'9.13"N,  11°15'21.13"E

 Vedere anche:
- Ercole e Caco, gruppo del Bandinelli - basamento
- Un importuno, un perdigiorno oppure un suo debitore? 



 Firenze Nei Dettagli è su  
.

martedì 29 giugno 2010

Non ardisca fare sporchezze di sorte

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria, lapide sulla facciata di Palazzo Vecchio nei pressi della Fontana del Nettuno

... all'epoca non erano i turisti a fare le sporchezze (neppure oggi).

--------------------------------------------------------------
ADI 30 LUGLIO 1720
GLI SPETTABILI SS RI OTTO DI GUARDIA E
BALIA DELLA CITTÀ DI FIRENZE
PROIBIRONO A QVALVNQE PERSONA DI QVALSI:
VOGLIA STATO GRADO O CONDIZIONE CHE
NON ARDISCA IN TORNO A QUESTA FONTE A BR:
ACCIA VENTI FARE SPORCHEZZE DI SORTE AL:
CVNA LAVARE IN ESSA CALAMAI PANNI O ALTR:
O NE BUTTARVI LEGNAMI O ALTRE SPORCIZIE
SOTTO PENA DI DUCATI QUATTRO E DELL'ARB:
ITRIO DI LLo SSRI E TUTTO IN CONFERMA DALTRO D:
ECRETO DEL MAGISTRATO LORO DEL DI 21 AGTO 1646
---------------------------------------------------------------


 Firenze Nei Dettagli è su  

.
.

venerdì 2 agosto 2013

Riposando

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria, Loggia dei Lanzi

Il dettaglio non ve lo posso mostrare, è un lungo sedile di dura pietra nella penombra di un'assolata giornata estiva. E' a ridosso di tutta la parete sud della Loggia, rifugio di turisti stanchi e accaldati, alla ricerca di un breve riposo in un luogo abbastanza fresco quando soffia almeno un leggero venticello. Il più delle volte ci si deve accontentare di quello che la natura offre considerando che il colpo d'occhio è unico al mondo, un concentrato di monumenti e opere d'arte. La Fontana del Nettuno del Giambologna, il Perseo di Benvenuto Cellini, il Marzocco di Donatello, la  Giuditta e Oloferne ancora di Donatello, il  Ratto di Polissena di  Pio Fedi  , Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, Palazzo Vecchio. 


Coordinate: 43°46'9.12"N, 11°15'20.57"E                            Mappe: Google - Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 2 novembre 2009

Tritoni e satiri in Piazza della Signoria


Cliccare sull'immagine per ingrandire

Firenze, Piazza della Signoria, Fontana del Nettuno, tritoni, satiri e nereidi bronzi del Giambologna (Jean de Boulogne - Douai, 1529 – Firenze, 1608).



 Firenze Nei Dettagli è su  
.
.

mercoledì 3 settembre 2014

Dietro il satiro

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria

Spruzzi d'acqua e una cascata di luce in un'ora pomeridiana estiva, sotto lo sguardo severo del Marzocco, fluttuano  dietro il satiro con lo sfondo della Loggia dei Lanzi.
 
Questa immagine è senza tempo mancando riferimenti 'umani' che possano testimoniare l'epoca in cui  è stata scattata la foto. Potrebbe essere di ieri ma potrebbe essere una litografia di due o trecento anni fa, forse anche più in là nel tempo.. I marmi e i bronzi rappresentanti divinità, satiri, nereidi e tritoni, cavalli e pesci, sono lì a fare il loro lavoro di abbellimento della vasca e della fontana da secoli, ogni giorno, ogni mese, ogni anno, solo con qualche acciacco crescente dovuto all'usura provocata dagli elementi atmosferici. Essi sono testimoni, nella loro immutabilità, di come cambia l'abbigliamento degli umani al cambio di stagione e della moda, come cambia l'approccio con il monumento, dal rispetto alla sciatteria e viceversa, anno dopo anno. Il Nettuno ha avuto i suoi bei problemi i nel passato e la vasca ha avuto altri guai dalla noncuranza di estranei visitatori all'uso poco civile delle sue acque, per pulire i calamai o farne discarica o lavare i panni o sciacquare verdure e frutta senza dimenticare qualche bagno forzato di goliardica memoria.


Coordinate: 43°46'10.40"N, 11°15'21.35"E                      Mappe: Google - Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  
.

lunedì 1 luglio 2013

Bolle di luna

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria, Fontana del Nettuno, luna

Sono certo che l'autore, Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – Firenze, 1592) , non aveva in mente di realizzare un' illusione ottica, di prospettiva, quando ha realizzato il gruppo marmoreo della fontana che da secoli si trova a fianco di Palazzo Vecchio, ma a me è parsa una cosa tanto particolare che ho voluto renderla evidente fissandola in una istantanea digitale. Dallo strumentato a fiato entro cui il tritone soffia, gonfiando con evidenza le gote, sembra fuoriuscire una delicata bolla di sapone che non niente altro che un'illusione ottica, la bolla è l'eterea luna di un caldo mezzogiorno estivo dal cielo limpido, distante centinaia di migliaia di chilometri.


Coordinate: 43°46'10.40"N, 11°15'21.35"E                      Mappe: Google - Bing

 Firenze Nei Dettagli è su  
.

venerdì 9 marzo 2012

Il volo ignorato


Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria

Il cielo sopra Piazza della Signoria con il Nettuno (uno, due, tre, quattro, cinque ) ed una creatura del cielo.



 Firenze Nei Dettagli è su  
.
.

venerdì 3 febbraio 2012

Gli Otto in Piazza ammoniscono

Cliccare sull'immagine per ingrandire


Firenze, Piazza della Signoria, Signori Otto, targa 1695

-------------------------------------------------- 
GLI   SPETTABILI   SS   OTTO   DI
GVARDIA   E   BALIA   DELLA   CITTA'
DI   FIRENZE   BROIBIRNO   A
QVALSIASI   PERSON   IL   FARE
SPORCIZIE  E   BRVTTVRE   ATTORNO
AL   MVRO  CHE  E'  TRA  L'OFFIZIO
DELLA   MAGONA  E  LA  CHIESA
DI SAN ROMOLO SOTTO
PENA DI SCVDI DVE E DI CATTVRA
E DELL'ARBITRIO DEL MAGISTRATO
DATO IL DI 13 MARZO 1695
---------------------------------------------------

Questa lapide dei Signori Otto di Guardia e Balia del 1695 mi era sfuggita pur essendo nella centralissima Piazza della Signoria, vicino alla Meridiana, quindi sul lato nord della piazza, facciata di Palazzo Guidacci già Rinucci, XIII - XIX (rimaneggiamenti nei secoli). La lapide fa il paio con quella incastonata, 1646,  sulla facciata di Palazzo Vecchio accanto alla Fontana del Nettuno. Per inciso, qualche giorno fa mi è capitato di sedermi al tavolo intorno al quale forse sedevano i Signori Otto. Naturalmente la stanza viene indicata come Sala degli Otto ed è proprio accanto al salone dove ancora oggi siedono i Consiglieri Comunali nelle riunioni presiedute dal Sindaco. Per me è stata una viva emozione ammirare gli stucchi del soffitto a cassettoni.  

Coordinate:  43°46'11.96"N,  11°15'19.89"E             Mappe:      Google      -       Bing


 Firenze Nei Dettagli è su  
.
.

venerdì 10 giugno 2011

L'acqua di Firenze romana

Cliccare sull'immagine per ingrandire



Firenze, Piazza della Signoria, Fontana del Nettuno, particolare, statua in bronzo, Teti,  del Giambologna (Jean de Boulogne - Douai, 1529 – Firenze, 1608)

Coordinate:  43°46'10.43"N,  11°15'21.19"E

Firenze Romana

Guardando la cartina topografica di Firenze dei giorni nostri, troviamo a ovest della porta meridionale, i nomi moderni di via delle Terme e via di Capaccio (il cui nome probabilmente deriva dal caput àquae: la “testa”, ossia il terminale di un braccio, “dell'acqua”, ossia delle grandi condutture idriche di acquedotto e fognoni), ci danno una chiara indicazione sul tipo di testimonianze archeologiche relative alla zona, definita terma dai cronisti fiorentini medievali. Era qui situato un grande impianto termale, datato alla prima metà del II sec. d.C., di cui è stato esplorato (nel secondo dopoguerra) soprattutto il frigidàrium: il locale presentava al centro la piscina per l'acqua fredda, circondata da una fascia pavimentata in marmo e da un doppio colonnato a capitelli corinzi. La città moderna ha coperto tutte queste vestigia; dopo la Restaurazione tuttavia, nel 1826, al numero 16 di borgo Santi Apostoli l’architetto Telemaco Buonaiuti costruì un bel bagno pubblico ancora usato nel 1912, l’unico edificio d'influsso Biedermeier a Firenze, la cui incisiva insegna neoclassica (“Bagni nelle antiche terme”) risulta tuttora ben visibile, a rammentarci che nei secoli era perdurata consapevolezza dell'esistenza -sul posto- del maggior stabilimento termale di Florentia.

Cliccare sull'immagine per ingrandire

Si ritiene che l'antico acquedotto romano della città provenisse dalla Valdimarina e che penetrasse in città da nord-ovest, attraverso l'attuale direttrice di via Faenza-via de’ Conti o per quella di via Valfonda. Ancora nel Settecento erano visibili alcuni suoi alti tratti edili, che hanno lasciato almeno una traccia odonomastica (via del'Arcovata, situata non lontano da Rifredi). Spostandoci verso Piazza della Signoria, ricchissima di testimonianze archeologiche: il primo intervento di scavo risale al 1974/75, quando si pose il problema della ripavimentazione della Piazza. Durante i saggi per ritrovare tracce della pavimentazione trecentesca in cotto vennero allora in luce notevoli strutture medievali e parte di un edificio termale romano. Questo grande complesso è stato più tardi esplorato, durante le campagne di scavo che si sono susseguite dal 1983 al 1989. L'ingresso dell'edificio era situato sul lato settentrionale e presumibilmente si affacciava sul decumano minore, che correva presso il lato settentrionale della piazza (via della Condotta, all'incirca); da qui si accedeva a un grande salone lastricato, che comunicava con i vari ambienti termali. Fra essi spiccano il frigidàrium, provvisto di una vasca absidata, e un grandissimo calidàrium, caratterizzato da un pavimento rivestito in marmo. Intorno al complesso correva una galleria, coperta con volta a botte e destinata ai servizi: un tratto di essa presenta la bocca di un forno che doveva alimentare il riscaldamento del calidàrium. Le terme, datate intorno alla prima metà del II sec. d.C., si imposero su una serie di strutture precedenti, presumibilmente provviste di carattere privato. Un'altra importante testimonianza dell'antico periodo romano è stata messa in luce a sud del grande impianto termale: si tratta di una fullònica (lavanderia/tintoria), di cui sono stati identificati tre bracieri allestiti per la preparazione dei colori e una serie di vasche e piani inclinati comunicanti su differenti pendenze. Completavano la struttura un portico, che la circondava, e il castellum àquae, cioè il grande serbatoio inerente all'acquedotto, provvisto di funzione di collettore e di distributore dell'acqua: del castellum è stata anche rinvenuta un'iscrizione dedicatoria, da parte di un probabile liberto di origine etrusca. L'imponenza dell'impianto confermerebbe l'ipotesi della fioritura in Florentia di attività legate alla lavorazione di tessuti, poiché sembra difficile che una struttura così imponente fosse funzionale solo al fabbisogno di privati cittadini. Come le terme, la fullònica, la cui costruzione è da collocare tra la fine del I sec. e la prima metà del II sec. d.C., aveva inglobato strutture più antiche, riferibili al periodo di fondazione della colonia. Ricostruzione dell'ultima parte del percorso dell'acquedotto. Si ritiene che l'acqua venisse raccolta alle sorgenti del torrente Marina, sulle pendici nordoccidentali di monte Morello, e forse incanalata in un condotto sotterraneo, le cui pareti erano di calcestruzzo, rivestite d'intonaco. L'acquedotto sarebbe poi proseguito verso Sesto Fiorentino, Doccia, Quinto Alto e Castello (forse da castellum aquae, ossia cisterna di raccolta delle acque) e doveva dirigersi verso Florentia, passando attraverso le zone di Rifredi, del Romito, e di Valfonda o di Campocorbolini (l’attuale via Faenza), ed entrando nelle mura all'imbocco dell'attuale via de’ Vecchietti (presso la chiesa di S.Maria Maggiore). A un certo punto del percorso montava su archi, di cui una parte rimase in piedi fino al XVIII secolo. (Fonte: Firenze Romana, Sezione Didattica della Soprintendenza Archeologica della Toscana)


 Firenze Nei Dettagli è su  
.
.