Guardando Firenze nei particolari da dietro l'obiettivo di una fotocamera.

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domenica 13 ottobre 2013

Le marmerucole di Benvenuto Cellini

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Firenze, Via Chiara già via delle Marmerucole

Un piccolo tabernacolo che dimostra tutti i secoli che ha su di sè in via Chiara ad angolo con via Panicale in Piazza del Mercato Centrale

"...Al dirimpetto a questa casa si era un giardino di uno oste, che si domandava Romolo: questo giardino era chiuso da una folta siepe di marmerucole, innella quale cosí ritto mi nascosi, aspettando che la ditta donna venissi a casa insieme con Luigi. ...Quando io viddi questo, considerato che io non sapevo per qual via mi fuggire, m’attendevo a ficcare in quella siepe; e perché quelle pungente marmerucole mi facevano male, e mi aissavo come si fa il toro, quasi risolutomi di fare un salto e fuggire; in questo, Luigi aveva il braccio al collo alla ditta Pantassilea, dicendo: - Io ti bacerò pure un tratto, al dispregio di quel traditore di Benvenuto -. A questo, essendo molestato dalle ditte marmerucole e sforzato dalle ditte parole del giovine, saltato fuora, alzai la spada, e con gran voce dissi: - Tutti siate morti -."  Tratto da "La vita di Benvenuto di Maestro Giovanni Cellini fiorentino, scritta, per lui medesimo, in Firenze/Libro primo/Capitolo XXXIII" Benvenuto Cellini (1500-1571), Da: La vita [1557-1565] . Ricordate che poco lontano da via delle Marmucole vi è la casa natale di Benvenuto che abbiamo già visto.


"...Via delle Marmerucole comincia dirimpeto a via S. Chiara, e termina in Via Tedesca. Nel rintracciare l'etimologia di questo nome, mi venne di leggere in un Manoscritto di penna eruditissima queste parole: -  Luogo dove abitavano le Marmerucole.- Non avendo rinvenuto a quali donne si dasse un tal nome, restai sempre incerto se, doveva dare un cenno della etimologica derivazione di via delle Marmerucole. Aperta a caso la Vita di Benvenuto Cellini mi avvenne in più luoghi sentir parlare di siepi di Marmerucole intorno agli orti delle osterie, dove passava allegramente il suo tempo. Allora facilmente dedussi la vera origine del nome di quella strada, cioè aperta fra gli orti con siepi di Marmerucola o marruca, pianta di spino di siepa, combinando ciò con le circostanze locali, perchè questo punto della città, anche dopo l'allargamento del terzo cerchio di mura, fu pieno d'orti, di canneti, e di giardini circondati da siepi..." Da "Marietta de'Ricci, ovvero, Firenze al tempo dell'assedio", racconto storico di Agostino Ademollo pubblicato nel 1840, narra delle vicende di Firenze  'nei dolorosi ultimi anni della sua Repubblica'.

(vedere Tu darai a un uomo morto su Francesco Ferrucci)

Marruca+Paliurus+spina-christii

Altri toponimi 'vegetali': La vigna


Coordinate:  43°46'37.83"N,  11°15'11.59"E                      Mappe: Google - Bing


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giovedì 3 novembre 2011

La casa natale di Benvenuto Cellini

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Firenze,Piazza del Mercato centrale, targa

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IN QUESTA CASA
NACQUE BENVENUTO CELLINI
IL PRIMO DI NOVEMBRE  
DEL 1500
E VI PASSO' I PRIMI ANNI
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Questa è l'anonima facciata, tra gazebo e tavolini di ristoranti e pizzerie, della casa ove nacque Benvenuto Cellini. Il nonno di Benvenuto era un semplice muratore mentre il  padre Giovanni Cellini era suonatore e costruttore di strumenti musicali. 

Curioso il fatto che la targa assegni la data di nascita al Primo Novembre del 1500 mentre altre biografie segnano il 2 ed altre il 3. Comunque, giorno più giorno meno, ad oggi (3 Novembre 2011) sono trascorsi cinquecentoundici anni da quando vide la luce per la prima volta il sommo artista che produsse mirabili opere come il Perseo. Sul Ponte Vecchio troviamo un monumento a lui dedicato.

Nella Piazza del Mercato Centrale troviamo anche il monumento a Pinocchio e l'edificio tardo 800, epoca di Firenze capitale del Regno d'Italia, del Mercato Centrale .

Vedere anche:

Coordinate:  43°46'36.04"N,  11°15'15.24"E



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martedì 11 gennaio 2011

Benvenuto sul Ponte


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Firenze, Ponte Vecchio, monumento a Benvenuto Cellini

Al centro del Ponte Vecchio, dove le botteghe orafe si interrompono, sulla terrazza a valle del ponte stesso si trova il monumento a Benvenuto Cellini  realizzato da Raffaello Romanelli (Firenze, 1856 – Firenze, 1928). La statua raffigurante l'artista venne installata ed inaugurata il 26 maggio del 1901 nel quarto centenario della nascita di Benvenuto (Firenze, 3 novembre 1500 – Firenze, 13 febbraio 1571).

Da confrontare l'opera moderna con l'autoritratto 'nascosto' dello stesso Cellini  (vedere il post Autoritratto sulla nuca del Perseo)

Coordinate:  43°46'4.91"N,  11°15'11.18"E                   Mappe: Google - Bing 




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lunedì 18 aprile 2016

Assomiglia al Bacco del Giambologna

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Firenze, Lungarno Benvenuto Cellini

Sull'angolo tra via della Fornace e  Lungarno Benvenuto Cellini si eleva  la casa studio Libero Andreotti  (Pescia, 1875 – Firenze, 1933), realizzato attorno al 1878 dall'architetto Giacomo Roster  (1837 – 1905) che collaborò con Giuseppe Poggi  (Firenze, 1811 – Firenze, 1901). Il palazzo con caratteristiche neoclassiche, si apre una nicchia  sulla parte rivolta a valle rispetto all'Arno al cui interno vi è una statua. Nicchia e statua ricordano qualcosa che si trova qualche centinaio di metri più in là accanto al Ponte Vecchio, cioè il Bacco della Torre dei Rossi-Cerchi. In letteratura si descrive la nicchia in pietra serena, la vasca in pietra forte con una testa di leone dalla cui bocca zampilla un filo d'acqua. La vasca c'è, la testa di leone è quasi del tutto consumata e il filo d'acqua è diseccato. Il Bacco del Giambologna (Jean de Boulogne, Douai 1529 - Firenze 1608) della Torre de' Rossi alza la coppa in segno di saluto mentre questo Bacco sembra essere in atto di bere un sorso di vino.



Coordinate:  43°45'52.06"N,  11°16'4.24"E                     Mappe: Google - Bing




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sabato 27 aprile 2013

La firma di Benvenutus Cellinus sul Perseo

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Firenze, Piazza della Signoria, Loggia dei Lanzi, il Perseo

In una posizione privilegiata per chi si trova in Piazza della Signoria e guardi verso la Loggia della Signoria o dei Lanzi, trova l'opera starordinaria di Benvenuto Cellini, il Perseo. Sulla fettuccia bronzea che attraversa il torace, aderente al corpo, possiamo leggere incisa la firma dell'autore, Benvenutus Cellinus,  Benvenuto Cellini (1500-1571).

Coordinate:   43°46'8.91"N,  11°15'20.58"E                     Mappe:  Google - Bing


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venerdì 6 luglio 2018

Il Perseo di Benvenuto Cellini




Firenze, Piazza della Signoria, Loggia della Signoria (dei Lanzi), Perseo


Perseo di Benvenuto Cellini (1500-1571)


Coordinate:   43°46'8.91"N,  11°15'20.58"E                     Mappe: Google - Bing





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mercoledì 6 gennaio 2010

La liberazione di Andromeda



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Firenze, Piazza della Signoria, Loggia , piedistallo del Perseo di Benvenuto Cellini, Liberazione di Andromeda
Benvenuto Cellini  (Firenze 1500 - 1571) - Perseo, Liberazione di Andromeda (1545-55).



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lunedì 17 settembre 2018

Il Perseo del Cellini





Firenze, Piazza della Signoria, Loggia dei Lanzi

"Il nostro duca di Firenze in questo tempo, che eramo del mese d‘ agosto del 1545, essendo [duca, Cosimo I (Firenze, 1519 – 1574), al Poggio a Caiano: descrive a lui e alla duchessa, D. Eleonora di Toledo (Alba de Tormes, 1522 – Pisa, 1562) ] al Poggio a Caiano, luogo dieci miglia discosto di Firenze, io lo andai a trovare, solo per fare il debito mio, per essere anch’io cittadino fiorentino, e pcrchè i mia antichi erano stati molto amici della casa de‘ Medici, ed io più che nessuno di loro amavo questo duca Cosimo. Siccome io dico, andai al detto 
Poggio solo per fargli reverenza, e non mai con nessuna intenzione di fermarmi seco. 
E siccome Dio che fa bene ogni cosa, a lui piacque, che veggendomi il detto duca, dipoi fattomi molte infinite carezze, e lui e la duchessa mi dimandorno delle opere che io avevo fatte al re: alla qual cosa volentieri, e tutte per ordine io raccontati. Udito ch’egli mi ebbe, disse, che tanto aveva inteso, che così era il vero; e da poi aggiunse in atto di compassione, e disse: Oh poco premio a tante belle 
e gran fatiche! Benvenuto mio, se tu mi volessi fare qualche cosa a me, io ti pagherei bene altrimenti, che non ha fatto quel tuo re, di chi per tua buona natura tanto ti lodi.
A questo mi rispose, che arebbe voluto da me, per una prima opera, solo un Perseo: questo era quanto lui aveva di già desiderato un pezzo; e mi pregò, che io gnene facessi un modelletto. Volentieri mi messi a fare il detto modello, ed in brevi settimane finito l’ ebbi della altezza di un braccio in circa: questo era di cera gialla, assai accomodatamente finito; bene era fatto con grandissimo istudio e arte. Venne il duca a Firenze, e innanzi che io gli potessi mostrare questo detto modello, passò parecchi di, che proprio pareva che lui non mi avessi mai veduto né conosciuto, di modo che io feci un mal giudizio de‘ fatti mia con Sua Eccellenza: pur da poi, un di dopo desinare, 
avendolo io condotto in nella sua guardaroba, lo venne a vedere insieme con la duchessa e con pochi altri signori. Subito vedutolo, gli piacque, e lodollo oltramodo; per la qual cosa mi dette un poco di speranza, che lui alquanto se ne intendessi. Da poi che l’ ebbe considerato assai, crescendogli grandemente di piacere, disse queste parole: Se tu conducessi, Benvenuto mio, così in opera grande questo piccol modellino, questa sarebbe la più bella opera di piazza. Allora io dissi: Eccellentissimo 
mio signore, in piazza sono le opere del gran Donatello, e del maraviglioso Michelagnolo, quali sono istati dua li maggior uomini dagli antichi in qua; per tanto Vostra Eccellenza lllustrissima dà un grande animo al mio modello, perché a me basta la vista di far meglio l'opera, che il modello, più di tre volte.
A questo fu non piccola contesa, perché il duca sempre diceva, che se ne intendeva benissimo, e che sapeva appunto quello che si poteva fare: a questo io gli dissi, che le opere mie deciderebbono quella quistione e quel suo dubbio, e che certissimo io atterrei a sua eccellenza molto più di quel che io gli promettevo, e che mi dessi pur le comodità, che io potessi fare tal cosa; perché, sanza quelle comodità, io non gli potrei attenere la gran cosa, che io gli promettevo. A questo Sua Eccellenza mi disse, che io facessi una supplica di quanto io gli domandavo, ed in essa contenessi tutti i mia bisogni, che a quella amplissimamente darebbe ordine. Certamente che se io fussi stato astuto a legare per contratto tutto quello, che io avevo di bisogno in queste tutto quello, che io avevo di bisogno in queste mia opere, io non arei auto i gran travagli, che per mia causa mi son venuti; perché la volontà sua si vedeva grandissima si in voler fare delle opere, e si nel dar buon ordine a esse: però non conoscendo io, che questo signore aveva più modo di mercatante che di duca, liberalissimamente procedevo con Sua Eccellenza come duca, e non come mercatante. Fecigli le Suppliche, alle quali Sua Eccellenza liberalissimamente rispose. Dove io dissi: Singolarissimo mio padrone, le vere Suppliche ed i veri nostri patti non consistono in queste parole, né in questi scritti, ma si bene il tutto consiste, che io riesca con le opere mie a quanto io le ho promesse; e riuscendo, allora io mi prometto che Vostra Eccellenza Illustrissima benissimo si ricorderà di quanto la promette a me. A queste parole invaghito Sua Eccellenza e del mio fare e del mio dire, lui e la duchessa mi facevano i più isterminati favori, che si possa immaginare al mondo. Avendo io grandissimo desiderio di cominciare a lavorare, dissi a Sua Eccellenza, che io avevo bisogno d’ una casa, la quale fassi tale, che io mi vi potessi accomodare con le mie fornacette, e da lavorarvi le opere di terra e di bronzo, e poi, appartatamente, d’ oro e d’ argento; perché io so, che lui sapeva quanto io ero bene atto a servirlo di questo tali professioni; e mi bisognava istanze comode da poter fare tal cosa." 

Da "La Vita di Benvenuto di Maestro Giovanni Cellini fiorentino, scritta, per lui medesimo, in Firenze", scritta tra il 1558 e il l 1567 .
Benvenuto Cellini (1500-1571)


Coordinate:   43°46'8.91"N,  11°15'20.58"E                     Mappe: Google - Bing


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lunedì 16 settembre 2013

La sanzione di 160 euro



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Firenze, Ponte Vecchio

L'inferriata protegge il busto di Benvenuto Cellini ma niente difende l'inferriata dai 'Romeo e Giulietta' del terzo millennio che si promettono l'uno con l'altro eterno amore bloccando un lucchetto con su scritto il loro nome. D'acchito sembra essere un'abitudine romantica, tenera e 'coraggiosa' ma risulta essere a tutti gli effetti pericolosa e dannosa, almeno  per il monumento. Ricorderete un altro post dedicato ai cosiddetti 'lucchetti dell'amore'  chiusi sulle catene che proteggevano la terrazza sull'Arno dietro gli Uffizi. Un bel giorno le catene sono crollate sotto il  peso degli innumerevoli marchingegni  insieme ai sostegni metallici letteralmente sradicati nel crollo. Adesso quelle catene sulla terrazza dietro gli Uffizi non ci sono più, quindi i teneri amanti hanno trovato un'alternativa dove compiere il loro rituale amoroso, cioè sulla ringhiera che protegge il busto del Cellini sul Ponte Vecchio..

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VIETATO APPLICARE LUCCHETTI
ALLA RECINZIONE E AL MONUMENTO
IN BASE ALL'ART. 112 DEL REGOLAMENTO DELLA POLIZIA MUNICIPALE 

SANZIONE PREVISTA € 160,00.

IT'S NOT ALLOWED TO HANG LOCKS
ON THE RAILING
AS IT IS RULED BY THE RULE OF MUNICIPAL POLICE QRT.112

FINE € 160,00 TO TRASGRESSORS.




Coordinate:  43°46'4.91"N,  11°15'11.18"E                   Mappe: Google - Bing 


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giovedì 30 dicembre 2010

Autoritratto sulla nuca del Perseo


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Firenze, Piazza della Signoria, Loggia della Signoria (dei Lanzi), Perseo e Medusa, autoritratto del Cellini


Sulla nuca della statua, in posizione estremamente difficile da leggere per il forte controluce, è presente un dolente autoritratto di Benvenuto Cellini (Firenze 1500 - 1571).

Vedere anche qui.

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mercoledì 6 aprile 2011

Un taglio di luce sul Perseo

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Firenze, Piazza della Signoria, Loggia della Signoria (dei Lanzi), Perseo

 Benvenuto Cellini (Firenze 1500 - 1571) - Perseo e Medusa

Coordinare:   43°46'9.12"N,  11°15'20.57"E

Vedere anche:
- La liberazione di Andromeda
- Autoritratto sulla nuca del Perseo
- Benvenuto sul Ponte

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martedì 8 agosto 2017

La mezza dietro Benvenuto




Firenze, Ponte Vecchio

Sulla spalla busto di Benvenuto Cellini al Ponte Vecchio si poggia una mezza luna.


Coordinate: 43°46'4.91"N,  11°15'11.18"E                   Mappe: Google - Bing



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sabato 29 giugno 2013

La mano della Medusa

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Firenze, Piazza della Signoria, Loggia dei Lanzi

La mano è quella della Medusa del capolavoro di Benvenuto Cellini, il Perseo. Dopo la morte,  procuratale dall'eroe con il taglio della testa, la mano della figura mitologica prende lentamente una posizione  rilassata, priva di forza,  ma ancora non completamente priva di vita, come vuole mostrare l'artista con la posizione innaturale del dito medio. Vedere anche:

- Elegante Danae
- Un taglio di luce sul Perseo
- La firma di Benvenutus Cellinus sul Perseo
- La liberazione di Andromeda
- Autoritratto sulla nuca del Perseo
- Benvenuto sul Ponte
- La Loggia dei Lanzi dal cortile di Palazzo Vecchio


Coordinate:   43°46'8.91"N,  11°15'20.58"E                     Mappe: Google - Bing


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lunedì 22 febbraio 2016

L'interpretazione del Sole

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Firenze, Piazza Poggi

Un monumento dalle forme moderne in una città dalle caratteristiche artistiche rinascimentali non è fuori luogo, niente affatto.
La stele che si trova  Piazza Poggi, accanto alla torre di San Niccolò una delle porte sopravvissute all'abbattimento della cinta muraria nella seconda metà dell'Ottocento, ne è testimonianza. E' intitolata "Sole per Galileo Galilei", opera di Giò Pomodoro (Orciano di Pesaro, 17 novembre 1930 – 2002), inaugurata nel settembre del 1997 in piazza Poggi, in prossimità del Lungarno Benvenuto Cellini. Si tratta di una grande scultura in pietra serena, di circa 9 metri di altezza, con la quale l'artista rende omaggio alle ricerche astronomiche dello scienziato pisano  Galileo Galilei (Pisa, 1564 – 1642) . Al vertice della colonna è collocato un sole in bronzo stilizzato, che, con le sue forme suggerisce il movimento, la luce e il calore che esso produce.

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Coordinate:  43°45'53.09"N,  11°15'53.83"E                      Mappe: Google - Bing




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lunedì 11 febbraio 2013

Elegante Danae

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Firenze, Piazza della Signoria, Loggia della Signoria (o dei Lanzi), statua

Questo nella foto è il dettaglio della base, il piedistallo su cui poggia il Perseo di Benvenuto Cellini (1500-1571), rappresenta Danae, madre mitologica del Perseo. L'epoca di realizzazione si aggira tra il 1545 e il 1555, e l'insieme del bronzo vede Danae con Perseo fanciullo è alta circa 84 centimetri. E una copia quella che vediamo nella Loggia dei Lanzi, l'originale ha trovato collocazione  nel Museo del Bargello.
La tragica storia di re Acriso ebbe inizio quando si recò a Delfi per consultare l'oracolo perché, non riuscendo ad avere figli maschi, era preoccupato per la sorte del suo regno.  Il responso dell'oracolo fu sconvolgente quando gli predisse che non solo non avrebbe avuto figli maschi ma che un giorno sarebbe morto per mano di suo nipote, il futuro figlio di sua figlia Danae. Il re, terrorizzato dalla profezia, fece rinchiudere la figlia in una torre dalle porte di bronzo sperando in questo modo che non fosse avvicinata da nessun uomo. Ma Zeus dall'alto dell'Olimpo impietosito dalla sorte toccata alla giovane fanciulla ed invaghitosi di lei, entrò nella sua cella sotto forma di pioggia di gocce d'oro e concepì con lei quello che un giorno sarebbe diventato uno dei più conosciuti personaggi dell'antichità: Perseo .


Coordinate:   43°46'8.91"N,  11°15'20.58"E                     Mappe: Google - Bing


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venerdì 2 agosto 2013

Riposando

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Firenze, Piazza della Signoria, Loggia dei Lanzi

Il dettaglio non ve lo posso mostrare, è un lungo sedile di dura pietra nella penombra di un'assolata giornata estiva. E' a ridosso di tutta la parete sud della Loggia, rifugio di turisti stanchi e accaldati, alla ricerca di un breve riposo in un luogo abbastanza fresco quando soffia almeno un leggero venticello. Il più delle volte ci si deve accontentare di quello che la natura offre considerando che il colpo d'occhio è unico al mondo, un concentrato di monumenti e opere d'arte. La Fontana del Nettuno del Giambologna, il Perseo di Benvenuto Cellini, il Marzocco di Donatello, la  Giuditta e Oloferne ancora di Donatello, il  Ratto di Polissena di  Pio Fedi  , Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, Palazzo Vecchio. 


Coordinate: 43°46'9.12"N, 11°15'20.57"E                            Mappe: Google - Bing


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mercoledì 6 ottobre 2010

Firenze come è e come la vedeva lo Zocchi


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Firenze, dalla sponda sinistra dell'Arno, Lungarno Benvenuto Cellini nei pressi del ponte di S. Niccolò




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Nel dipinto qui sopra è raffigurata Firenze alla metà del Settecento così come la vedeva Giuseppe Zocchi (Firenze, 1711 – Firenze, 1767) all'incirca dallo stesso punto della nostra foto pubblicata in alto.
La prima cosa che si nota è l'assenza del campanile della Basilica di Santa Croce che infatti fu eretto solo tra il 1847 ed il 1865. A quell'epoca i lungarni non esistevano ed i palazzi si affacciavano direttamente sull'Arno. Non esisteva neppure il Ponte di S. Niccolò che fu costruito tra il 1836 e il 1837 ed è questa la ragione per cui nel quadro vediamo molte barche in primo piano che ci raccontano del lavoro quotidiano dei traghettatori di professione che portavano i fiorentini da una sponda all'altra del fiume. Non mancavano neppure i pescatori. Li vediamo mentre gettano le loro misere reti dalle piccole barche di fiume. Oggi non esistono più i mulini alla destra ed alla sinistra della Pescaia di San Niccolò. Vediamo invece quasi tutti i monumenti che esistono ancora oggi. Da destra: la Torre della Zecca (delle mura fiorentine abbattute dal Pioggi al tempo della ristrutturazione di Firenze Capitale d'Italia, 1865 al 1871) di Piazza Piave con il tetto in cotto (smantellato oggi), la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il retro della Basilica di Santa Croce, il basso edificio di Orsanmichele, la Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, l'edificio ottagonale che sovrasta gli Uffizi, il Ponte Vecchio appena coperto, in primo piano, dall'ancora più vecchio ponte di Rubaconte che aveva la particolarità, per un certo periodo, di ospitare delle celle monacali in legno, tabernacoli o bottegucce, erette sui pilastri di sostegno del ponte. Il ponte attuale, ricostruito dopo la distruzione ad opera dei tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale, prende il nome di Ponte Alle Grazie. In fondo, dietro ad esso e dietro il Ponte Vecchio, intravvediamo la cupola di San Frediano in Cestello.


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domenica 9 marzo 2014

Ospiti irrispettosi

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Firenze, Ponte Vecchio

Qui siamo sul Ponte Vecchio sulla terrazza che guarda verso occidente là dove è stato eretto il busto di Benvenuto Cellini. La parete esterna in pietra di una bottega d'orefice è imbrattata da banali scritte che testimoniano la presenza e il passaggio della stoltezza umana. Lo stesso irrispettoso comportamento è quello di agganciare lucchetti sull'inferriata che delimita e protegge il busto, come abbiamo già visto, nonostante il cartello che ammonisce e avverte che tale pratica è proibita . Altri cartelli segnalano proibizioni e sanzioni lungo le arcate del Corridoio Vasariano :

SCRIVERE SUI MURI O SULLE PIETRE
O COMUNQUE DETERIORARE UN EDIFICIO
PUBBLICO D'INTERESSE STORICO ED ARTISTICO
E' REATO
PUNIBILE CON LA RECLUSIONE
(ARTICOLI 635 E 639 DEL CODICE PENALE)
ATTENZIONE !
L'AREA E' PROTETTA DA VIDEOSORVEGLIANZA
 

Tutto inutile.

Coordinate:  43°46'4.91"N,  11°15'11.18"E                   Mappe: Google - Bing 


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venerdì 27 febbraio 2015

Torre di Arnolfo dalla finestra del Bargello

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Firenze, Via del Proconsolo, Bargello

Una visita al Bargello quando si è a Firenze corre d'obbligo, non solo per la sala straordinaria che accoglie molte opere di Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi, Firenze, 1386 – 1466) e altri artisti, in particolare scultori, che riempiono i due piani del Museo. Importanti sono le sculture del Rinascimento, tra le quali capolavori di Donatello, di Luca della Robbia (Firenze, 1399/1400 circa – 1482), del Verrocchio Firenze, 1437 - Venezia, 1488), di Michelangelo (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – 1564), di Benvenuto Cellini (1500-1571). Inoltre il museo è arricchito con prestigiose raccolte di bronzetti, maioliche, cere, smalti, medaglie, avori, ambre, arazzi, mobili, sigilli e tessili, provenienti in parte dalle collezioni medicee e in parte da donazioni di privati.Ma è lo stesso edificio ad essere degno di un'attenzione particolare, non ultime le finestre e gli scorci che da queste si aprono su Firenze. Qui siamo al primo piano, la finestra in ferro battuto e vetro policromo si apre su Piazza San Firenze, si intravede a sinistra il Palazzo Gondi con la sua altana e sullo sfondo la Torre di Arnolfo.



Coordinate:  43°46'13.36"N,  11°15'29.78"E                      Mappe: Google - Bing



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